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2 febbraio 2016

A piedi sulla "Via degli Dei"


Il nostro viaggio nella natura prosegue a piedi sull'Appennino da Bologna a Firenze camminando lungo la "Via degli Dei".


Tra storia, natura e arte camminando sulla “Via degli Dei”. Un itinerario sull'Appennino da Bologna a Firenze attraverso monti brulli o boschi ben curati, che si arrampica su una serie di pendii che prendono il nome da alcuni antichi Dei romani.  Una via che si lega anche alla storia, ripercorrendo tratti (alcuni ottimamente conservati) dell'antica via Flaminia Militare, utilizzata dalle legioni per spostarsi senza rischio di agguato e per presidiare un territorio non facile. Ma il cammino si interseca anche con tratti della via Gotica, costeggiando luoghi come Marzabotto, ed attraversandone altri come Monte Adone o Brento, teatro di battaglia della Seconda Guerra Mondiale, così come alcune trincee nei pressi dell’Osteria Bruciata, senza dimenticare il Cimitero Germanico del Passo della Futa. Un percorso poco transitato, non difficilissimo ma comunque impegnativo, con i suoi continui saliscendi, non sempre ben segnalato (in alcuni punti in Emilia le indicazioni tendono a perdersi, in Toscana le “du bal zal”, le due palle gialle simbolo del percorso, sono praticamente inesistenti), ma paesaggisticamente molto interessante. Va detto che bisogna essere previdenti visto che i paesi non sono così frequenti e soprattutto siccità e vari lavori ad Alta velocità e Variante di Valico hanno contribuito a far scomparire le fonti d’acqua, per cui specialmente in periodi di grande caldo, una buona scorta d’acqua è d'obbligo. Il cammino che alterna alcuni pezzi di asfalto (pochi per fortuna) a strade bianche e sentieri, difficilmente resta in quota, offrendo continui sali scendi, che, per chi sceglie di farlo in 3 giorni, rischiano di farsi sentire. Cinque giorni di cammino possono essere sufficienti per prenderlo in completo relax. Senza trascurare la buona ospitalità (per chi non deciderà di farlo con la tenda) e la gastronomia che s'incontra sui due versanti dell’Appennino, entrambi vocati alla ristorazione.
Nel nostro cammino, anche se l’itinerario canonico prevede la partenza da Piazza Maggiore a Bologna e l’arrivo in Piazza Signoria a Firenze, abbiamo voluto escludere i tratti cittadini, per levarsi un po’ di asfalto, partendo dal piccolo abitato di Badolo, lungo il Contrafforte Pliocenico nel comune di Sasso Marconi, per chiudere con l’ascesa al Santuario di Monte Senario che protegge il Mugello e la vallata di Firenze.  
Da Badolo, subito in salita, parte il sentiero per  CAI n° 122 con le palle gialle  e la scritta BO-FI (una delle poche costanti). Subito decisa l’ascesa al Monte del Frate da dove si può ammirare un bel panorama verso la val di Setta. Dopo una discesa si torna, attraverso una larga strada bianca tra fattorie ed agriturismi, che di colpo diventa uno stretto viottolo in salita, si torna a salire verso il costone roccioso che domina il monte Adone dove solo sulla vetta ci si riposa, prima di una netta discesa verso Brento che ospita un'osteria che promette molto bene e una fonte d’acqua. Da qui si riparte su strada asfaltata, ma ancora una volta in continuo saliscendi, verso Monzuno, distante 5-6 chilometri, paese più grande, ricco di servizi e che ospita in estate numerose manifestazioni, possibile sede anche di tappa. Da qui, sempre più su strada asfaltata, si sale rapidamente (e con poche indicazioni), verso Montevenere che si nota anche da distanza per una grossa torre della Telecom. Salita impegnativa, specie in pieno giorno, verso una vetta che consente di scorgere un bel panorama, anche se solo l’ultimo pezzo è attraverso sentieri sterrati. Da qui si scende, attraverso una larga strada sterrata fino alle case di Le Croci e, dopo una tranquilla (visto le precedenti) risalita al Monte del Galletto si scende su Madonna dei Fornelli, nostro posto tappa. Paesino carino, molto ospitale dove ci sentiamo di segnalare, per dormire, il Bad & Breakfast “La Balestra” ed il ristorante “I Fornelli” specialmente per i primi piatti.
Poco sopra la chiesetta di Madonna dei Fornelli, parte subito la ripida salita lungo il sentiero CAI 19 fino al monte dei Cucchi. Attraversando una bellissima foresta si scende fino al quadrivio di Pian di Balestra da dove si segue l'asfalto fino al suo termine. Le indicazioni BO-FI e strada Romana ci portano direttamente nel bosco, appena dopo il culmine del Monte Bastione si trova il confine fra Emilia e Toscana. Qui sono visibilissime (tra l’altro in zone in cui sono state costruite eleganti villette nel bosco) tracce molto ben conservate di Flaminia Militare, ma anche cave, e segni dell’intervento dell’uomo. Bellissimo il panorama che si apre a Faggeta, dopo un cancello con la vallata del Setta che, ai piedi dell’ampio pratone, mostra il meglio di se. Si supera il Casone e si arriva alla Piana degli Ossi ed in località Passeggere, dopo il bivio per Bruscoli si risale in maniera impegnativa fino ai 1200 metri delle Banditacce “Cima Coppi” dell’escursione. Bella, anche se non sempre ben segnalata, la discesa verso la Futa dove, al Camping o alla Bottega poco più sotto, consigliamo di rifornirsi abbondantemente di acqua, visto che non se ne ritroverà fino a Sant’Agata. Costeggiato il cimitero tedesco della Futa (magari uno può pensare anche ad una visita, pur essendo ben visibile anche da fuori) luogo di grande riflessione, dalla strada che porta a Firenzuola, poco dopo la rotonda,  sulla destra dopo una cabina dell’Enel, riparte il sentiero, non leggero, che attraverso numerosi saliscendi conduce al Monte Gazzarro (che uno può raggiungere sino alla vetta oppure aggirare secondo le due vie che portano all’Osteria Bruciata). La discesa, tutta nel bosco, non sempre ben segnalata, è impegnativa, con appigli non facili, specialmente in caso di pioggia, attraverso lo 00. Dal cippo in pietra dell’Osteria Bruciata (la fonte è secca!) si trova l'indicazione CAI 46 per Sant'Agata. Bella la discesa che offre ampi squarci sul Mugello, in particolare sulla zona di Marcoiano, con la bella visione del Bilancino, che risplende soprattutto nel pomeriggio. Il sentiero scende fino a Montepoli (volendo c’è acqua al cimitero) passando dai ruderi delle case di Riarsiccio. A Sant’Agata, oltre ai vari servizi, meritano una visita i tre musei (arte sacra, archeologico e quello sulla civiltà contadina di Leprino) e l’antica Pieve. Dal ponticino che arriva da Montepoli, se non si vuol visitare Sant’Agata, si gira a destra, in direzione Galliano e dopo neanche un chilometro, sulla sinistra, si trova il bivio per Gabbiano che attraverso una strada abbastanza pianeggiante, prima sterrata, poi asfaltata, bei campi ed alcune belle villette, si riscende su San Piero a Sieve costeggiando il campo di golf. Qui, fine della nostra seconda e durissima tappa, ci sono varie possibilità per dormire e mangiare: campeggio, pensioni, vari ristoranti e pizzerie, anche se nel nostro caso ringraziamo la Polisportiva per la possibilità immediata di fare docce e di cenare al campo sportivo.  
Da San Piero, o via asfalto o salendo prima alla Fortezza di San Martino e poi al Trebbio, si arriva all’abitato di Campomigliaio, dove, accanto al circolo SMS, parte la strada che porta al cimitero e da li sale verso Montesenario. Sentiero CAI non sempre ben segnalato, ma che, almeno nella prima parte, è difficile sbagliare visto l’ampiezza della strada principale. In un bosco molto bello che si lascia apprezzare malgrado la salita ripida attraverso Caselline, si arriva, dopo un difficile aggiramento di una fattoria, alla strada che da Bivigliano porta alla Tassaia. Qui la si segue verso sinistra fino ad un bivio sulla destra, nei pressi di un parcheggio sterrato (pochi metri più avanti, se si ha voglia di una piccola deviazione la bella Badia di Buonsollazzo) da dove parte un sentiero deciso verso Monte Senario. In poco più di 40 minuti si arriva tranquillamente al bel santuario dove, magari gustando un Gemma d’Abeto, si può godere, oltre che della tranquillità e magari di un attimo di raccoglimento, di un panorama bellissimo. Da qui, per chi continua, rapidamente attraverso le quattro strade e Fiesole (via strada quasi tutta) si scende su Firenze.

18 novembre 2014

Pedalate nella storia e nella natura della Montagna fiorentina con "La leonessa"

Nei giorni 25 e 26 aprile del 2015 di scena "La Leonessa". pedalata ciclostorica non agonistica che si svilupperà su quattro differenti distanze lungo suggestivi percorsi sterrati della Montagna fiorentina.


L’idea de “La Leonessa” nasce tra il 2013 e il 2014, in seguito all’analisi di antichi percorsi oggi poco battuti, o quasi del tutto dimenticati che toccano molte delle principali architetture rurali della zona (di origine sia religiosa, come piccole chiese e pievi, che militare come castelli e torri) risalenti in gran parte al Basso Medioevo; molte di queste vecchie strade attraversano parti assai ricche di coltivazioni caratteristiche come viti e oliveti, transitano presso vecchi edifici di campagna e si inerpicano fino alle meravigliose foreste vallombrosane, antiche di secoli. Il tutto avviene consentendo numerose vedute panoramiche di particolare pregio paesaggistico, con variazioni continue di punti di vista e percezioni sempre diverse del territorio della Montagna Fiorentina. Proprio per questo motivo si spiega il coinvolgimento della Facoltà di Architettura di Firenze fra gli enti promotori dell’evento: una volta verificata la possibilità tecnica di inserire un percorso idoneo per un evento come una ciclo-storica, la proposta progettuale è stata fatta al Comune ed alla Pro Loco di Pelago, che hanno colto le potenzialità dell’iniziativa ed hanno deciso di portarla avanti.
A chi vorrà partecipare a “La Leonessa” saranno offerti anche dei particolari pacchetti turistici, che permetteranno di visitare le bellezze storiche, culturali ed ambientali della Valdisieve Valdarno, grazie ai servizi di accompagnamento e di visite guidate che la Proloco di Pelago proporrà per l'occasione. Saranno coinvolti attivamente i molti agriturismi e ristoranti presenti sul territorio e che sono i depositari dell'antica cultura dell'ospitalità che ha caratterizzato, nella storia, il territorio della Montagna Fiorentina.
Sul sito www.prolocopelago.it/ciclostoricalaleonessa è già possibile iscriversi on line e consultare i tracciati dettagliati con le distanze e le altimetrie. Sempre sul sito si potranno anche vedere i requisiti che dovranno caratterizzare le biciclette che devono essere da corsa su strada ed essere state costruite prima del 1987. Info: www.prolocopelago.it -
leonessaciclostorica@libero.it - Per info turistiche e prenotazioni: prolocopelago@gmail.com.
Facebook, Twitter ed Instagram:   https://www.facebook.com/groups/LaLeonessaCiclostorica/  
https://twitter.com/leonessadepoca - http://instagram.com/leonessadepoca
Pao. Ma.

17 novembre 2014

Trek, proiezioni e concerti alla scoperta del Parco

Conoscere i “Centri Visita” del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi e le opportunità che questi possono offrire è lo scopo dell’iniziativa “Londa e San Godenzo comuni del parco” che prevede per i mesi di novembre e dicembre escursioni, ma anche proiezioni e concerti.

Cascata dell'Acquacheta
Il prossimo appuntamento è per domenica 23 novembre con un’escursione guidata “Al salto della cascata dell’Acquacheta” l’appuntamento è fissato per le 10 a Colla della Maestà in comune di San Godenzo (percorso 10 km). Sabato 29 novembre alle 10 ancora un’escursione, questa volta “Alla sorgente dell’Arno” con ritrovo alla Fonte del Borbotto sempre in comune di San Godenzo (percorso 9 km). Domenica 30 novembre alle 17 nella Pieve di San Babila a San Bavello (San Godenzo) ci sarà il concerto “Musica e natura overture” con il gruppo di fiati “Energiensemble” diretto dal Maestro Stefano Margheri del Liceo Musicale “Dante” di Firenze. Per chi volesse raggiungere la Pieve a piedi, il ritrovo è alle 15,30 al parcheggio di San Bavello (in caso di maltempo il ritrovo è alle 16,30), da qui partirà una breve passeggiata ad anello. Dopo il concerto sarà possibile anche partecipare alla cena con i musicisti al ristorante Agnoletti di San Godenzo (prenotazione obbligatoria 0558374016).
Capodarno (fotop. maggi)
Nel mese di dicembre segnaliamo domenica 7 a partire dalle 9, in occasione della festa del patrono, l’escursione sul “Sentiero per Londa”  con partenza dal centro visite del parco. Si tratterà di una escursione particolarmente suggestiva che ripercorrerà la vecchia strada che collegava Londa con le sue frazioni. Sempre domenica
7 dicembre alle 18 e nuovamente
Sentiero di Londa
 al Centro Visita del parco ci sarà “Parole dalla montagna” racconti a più voci a cura dell’associazione Culturale “il Paese delle Meraviglie” di San Godenzo. Saranno Lette poesie, racconti e storie accompagnate da brani musicali, al termine ci sarà un aperitivo. L’Ultimo appuntamento è previsto per sabato 20 dicembre alle 16 a Londa al Centro Visita, in occasione del presepe vivente di Londa ci sarà l’iniziativa “La Stella dei Magi” a cura dell’astrofilo divulgatore D. Migliorini, si parlerà di comete, supernove, per scoprire la natura della stella cometa che guidò i Magi.
La piana dei romiti (foto p. maggi)
Per partecipare alle escursioni basterà prenotarsi al numero 3314362755.
Pao. Ma.

9 luglio 2014

Giovani e partigiani a Monte Giovi

Sabato 12 e Domenica 13 luglio 2014 appuntamento a Monte Giovi per il 65° Raduno dei Partigiani e dei Giovani. Sessantanove anni fa si concludeva in Europa il secondo conflitto mondiale e con esso terminavano anche i regimi che avevano causato la guerra. Grazie all'antifascismo e a quel gruppo di italiani che seppero ribellarsi, l'Italia ha potuto risorgere e ritrovare la sua dignità. Il raduno dei Partigiani e dei giovani è un appuntamento volto a mantenere vivo il ricordo e a tramandare la nostra memoria. L'evento rappresenta l'eredità di una memoria collettiva, un messaggio che si rinnova nel tempo, una festa e soprattutto un impegno per il futuro.
Sabato 12 luglio partiranno due escursioni: la prima alle 16 da Fonte alla Capra che percorrerà i sentieri dei partigiani fino alla cima di monte Giovi (Casa Cerro - Pratinovi - Monumento - Chiesino S.Giusto - cima Monte Giovi - Fonte alla Capra), la seconda alle 16,30 da Vicchio sede GEV c/o Coop Vicchio direzione Fonte alla Capra con rientro previsto in notturna.
Alle ore 19,30 in località Fonte alla Capra ristoro a cura del Circolo Arci di Pontassieve e alla 21 proiezione del film documentario "La Battaglia di Firenze" della Mediateca Toscana.
Domenica 13 raggiungimento della cima del Monte Giovi per l'abituale attesa dell'alba al "Crocione". Dalle 10,30 - alla Faggeta di Fonte alla Capra - incontro con le autorità e i cittadini con il corteo e le deposizioni delle corone al monumento di Piano del Chiesino e della Piramide dei Partigiani. Sono previsti alle ore 11,00 i saluti di Monica Marini sindaco di Pontassieve a nome delle Amministrazioni comunali a cui seguiranno gli interventi di Natale Benvenuti, partigiano "Stoppa", di Stefano Galli, ANPI Pontassieve, e di un giovane rappresentante delle sezioni locali dell'ANPI. Alle ore 12,30 Pranzo a al ristoro di Fonte alla Capra e alle 15,30 concerto della Brigand Band "Ora e sempre Resistenza".
Domenica 13 luglio è previsto un servizio pulmino con due corse Pontassieve - Monte Giovi con partenze alle ore 8,00 e alle ore 14,00 (previste fermate intermedie San Francesco, Rufina e Scopeti) e due corse per il ritorno Monte Giovi - Pontassieve alle ore 12,30 e alle 18,00.
L'evento coinvolge i Comuni di Pontassieve, Borgo San Lorenzo, Dicomano, Firenze, Pelago, Rufina, Vicchio, la Provincia di Firenze, l'Unione dei Comuni Valdarno e Valdisieve, l'unione montana dei comuni del Mugello e la Regione Toscana. Il Raduno è inoltre promosso dall' ANPI associazione nazionale partigiani d'Italia e vede la fondamentale collaborazione dell'SMS Croce Azzurra, del Gruppo GEO Sieci, del gruppo CEV Vicchio, dell'ARCI casa del Popolo di Acone, Colognole, Vicchio, Scopeti e Pontassieve.
Pao. Ma.

Nel Blog vedi anche: IL RICHIAMO DELLA FORESTA

4 luglio 2014

Tre sentieri per tre pittori

Ponte a Vicchio (foto p. maggi)
I nostri appuntamenti a piedi con l'ambiente, la natura, la storia e la cultura del territorio fanno tappa a Vicchio di Mugello da dove attraverso suggestivi saliscendi adatti a “tutte le gambe” ci si avventura nei luoghi di riferimento di tre grandi pittori: Giotto, Cimabue e Beato Angelico. Tre percorsi ad anello che partono dal centro della cittadina mugellana   denominati Itinerario A - Cimabue, Itinerario B - Giotto e Itinerario C - Beato Angelico.
Itinerario A, Cimabue
Da piazza Giotto si percorre la zona urbana di via Garibaldi, piazza della Vittoria, viale Beato angelico e si imbocca il vialetto dei “giardini del sole” e la zona “167” (raggiungibile facilmente anche dalla stazione ferroviaria). Da qui si lascia la zona urbana e si comincia la passeggiata imboccando la strada vicinale “Muccione di Sotto – Mirandola” al fine di superare il torrente Muccione ed arrivare, costeggiando campi coltivati, alla strada comunale di Pilarciano. Percorsi circa 200 metri verso monte si svolta sulla sinistra e si prosegue su strada vicinale attraversando le località di San Romolo, Il Poggio, i Macchioni fino alla frazione di Pesciola. Si procede sulla strada asfaltata comunale per circa 50 metri verso valle e poi svoltiamoe a destra e imbocchiamo la strada vicinale (148) che ci conduce fino alla frazione Spinoso, da cui si prosegue su strada comunale fino alla Casa di Giotto da dove si ritorna verso valle lungo la vecchia strada comunale e si supera la barriera ferroviaria con l’attraversamento del ponte tra le località Poggiolo e Le Balze.

Attraversata la strada provinciale si percorre quella comunale sterrata fino all’attraversamento del ponte di Cimabue e da qui, proseguendo sulla sinistra si percorre l’arginatura prima del torrente Ensa e poi del Fiume Sieve fino alla frazione di Sagginale (nel Comune di Borgo San Lorenzo) da dove, attraversando il ponte di Annibale, si entra sulla pista eco-turistica Sieve che ci riporta fino alla località Ponte a Vicchio. Si prosegue quindi su strade urbane ritornando nel centro storico di Vicchio. Dalla pista eco-turistica è anche possibile deviare per la frazione Cistio che costituisce porta di accesso al parco della memoria.
Scheda tecnica: lunghezza complessiva 14 km; dislivello massimo 80 mt; tempi di percorrenza 4 ore; Grado di difficoltà, facile.
Itinerario B, Giotto  
Itinerario più breve che coincide con il percorso “Cimabue” fino alla casa di Giotto.
Si differenzia quindi per l’itinerario di ritorno che dalla casa di Giotto ripercorre a ritroso gli stessi sentieri fino alla strada comunale di Pesciola e da qui, scendendo verso valle, si arriva ad imboccare sulla sinistra la strada bianca che costeggia la ferrovia e ci porta, attraversando la località I Monti, fino alla frazione di Pilarciano da dove il percorso procede lungo strada Comunale e Provinciale verso il centro di Vicchio.
Scheda tecnica: lunghezza complessiva 9 km; dislivello massimo 70 mt; tempi di percorrenza 2,5 ore; grado di difficoltà, facile.
Itinerario C, Beato Angelico 
Foto di PAOLO MARINI
Da piazza Giotto si percorre la zona urbana di via Garibaldi proseguendo per il lago di Montelleri e si imbocca la strada sterrata per che sale verso “Bosco di Mezzo”. Seguendo la segnaletica si scende verso il fosso del Rio e si risale davanti alla chiesa di Rupecanina attraversando una bellissima albereta. Percorsi circa 200 metri verso monte si svolta sulla destra e si prosegue lungo campi coltivati fino a raggiungere il bivio per Moriano dove si trova la casa natale del Beato Angelico.
Da Moriano si ritorna indietro percorrendo tutta la strada vicinale e poi comunale per rientrare nella zona urbana. Da Moriano è anche possibile proseguire verso il crinale appenninico fino a Vitigliano e raggiungere il sentiero “00”.
Scheda tecnica: lunghezza complessiva 8,5 km; dislivello massimo 70 mt; tempi di percorrenza 2,5 ore.

Info: Gruppo Escursionistico Vicchiese A.S.D. tel. Vincenzo 3291564569 Giuseppe 3388452124 Ufficio Turistico c/o ProLoco tel. Fax 055/84.48.720 E.mail: ufficio.turismo@prolocovicchio.it Web site: www.prolocovicchio.it.

Paolo Maggi

Vedi nel blog, anche: Trek, Trekking, escursionismo.

23 marzo 2014

Il Sentiero della Costituzione, sulle tracce del priore di Barbiana

di Paolo Maggi

Barbiana, una ventina di case sparse fra campi e boschi e una chiesa. Quella chiesa in cui il 7 dicembre del 1954 Don Lorenzo Milani mise piede per la prima volta come priore della piccola parrocchia che contava si e no una quarantina di “anime”. Un esilio, un vero e proprio confino fisico e di parola che non impedì però al priore di Barbiana di trasmettere il suo pensiero che travalicò quello spazio fisico nel cuore del Mugello per raggiungere i cuori di tutte le persone che desiderano, ancora oggi, una scuola pubblica “per tutti e per ciascuno”.
Il nostro appuntamento con l'escursionismo ripercorre il cammino di Don Milani per raggiungere  la piccola chiesa della frazione di Barbiana nel comune di Vicchio del Mugello e che la Fondazione Don Milani (Info: www.donlorenzomilani.it) ha voluto ripristinare e dedicare alla Costituzione. Il “Sentiero della Costituzione” è un “libro di strada” che si snoda nel bosco contrassegnato da 45 grandi pannelli che salgono fino alla chiesa. Ogni pannello contiene un articolo della Costituzione Italiana illustrato con i disegni dei ragazzi di diverse scuole d’Italia. Ogni anno decine di scolaresche lo percorrono  incontrandosi simbolicamente con i valori della Costituzione, immersi in uno splendido scenario naturale.
Per la manutenzione dei cartelli e soprattutto per rendere quel sentiero patrimonio e speranza di quanti auspicano una società migliore, la fondazione ha deciso di proporre a scuole, gruppi, parrocchie, enti locali e singole persone l’adozione dei cartelli. Inoltre ogni anno vengono rinnovati i disegni di tre articoli del sentiero attraverso un concorso fra tutte le scuole italiane.
La giornata ideale per camminare lungo il Sentiero della Costituzione in ottima e numerosa compagnia è la domenica intorno al 20 maggio, di consueto giorno prescelto per la “Marcia di Barbiana” ma ogni altro giorno e periodo dell'anno va bene per immergersi nella natura e nello spirito di quella scuola, dove su una parete c'è ancora scritto “I care” ovvero “Me ne importa, mi sta a cuore”, il contrario del motto fascista “Me ne frego”.
il cimitero
Da vedere anche la chiesa e la scuola con il suo Percorso didattico che parte dal 1956, quando don Milani organizzò il corso di Avviamento per i primi sei ragazzi e arriva fino al 1967, ricostruendo ambienti, strumenti didattici, metodi d'insegnamento, grafici e disegni. Da non perdere anche la visita al cimitero e alla piccola piscina voluta da Don Lorenzo per insegnare ai ragazzi a nuotare e la mostra fotografica permanente “Il silenzio diventa voce”, curata e allestita da Sandra Gesualdi e Mauro Mannini che, attraverso 150 foto originali d’epoca, molte inedite, ripercorre la vita di don Lorenzo dalla sua giovinezza al seminario, all’arrivo a Barbiana sino agli sviluppi della scuola, con scene delle lezioni, delle discussioni, dei momenti di vita in comune.
la piscina
Per visite e informazioni: Fondazione Don Lorenzo Milani, tel e fax: 055.418811 - 
e-mail: contatti@donlorenzomilani.it

Il Percorso - Coordinate GPS: 43° 53′ 55.8″ N – 11° 27′ 38.1″ E (visualizza mappa satellitare)
Per chi viene da Firenze Barbiana può essere raggiunta da due strade: via Bolognese o via Faentina.
Per gli altri è conveniente prendere l’A1 e uscire al casello Barberino di Mugello.
Fra Ponte a Vicchio e Sagginale si imbocca la strada che porta a Barbiana (lato opposto del fiume Sieve). La percorriamo per circa tre chilometri fino al Lago Viola dove c'è un parcheggio e un ristorante. Lasciata l'auto si procede a piedi in direzione di Barbiana. Al primo bivio imbhocchiamo lo stradello a sinistra dove un cartello in legno indica il “Sentiero della Costituzione” che in un chilometro, circa, ma molto ripido, ci porta a Barbiana, lasciando sulla nostra destra la strada asfaltata. Per tornare al lago Viola si può scegliere se riprendere il Sentiero della Costituzione oppure la strada carrabile.

nota: articolo pubblicato sul n. 110 di Coopinforma

24 ottobre 2013

Trekking urbano tra Siena, Lucca e Pistoia

Tanti gli itinerari a piedi in programma in Toscana per il 31 ottobre. A Siena il Palazzo Pubblico apre per la prima volta le sue stanze segrete e si potrà volare in mongolfiera.

Si chiama trekking urbano e non si tratta solo una passeggiata in città ma di un vero sport, adatto a

tutti, per scoprire gli angoli nascosti e la bellezza che si nasconde nel cuore dei nostri borghi e che spesso non abbiamo il tempo o la curiosità di riuscire a cogliere.
La capostipite del movimento del Trekking Urbano è Siena, che quest’anno festeggia i dieci anni dell’iniziativa con un programma di dieci giorni: dal 25 ottobre al 3 novembre potrete ammirare la città del Palio come non l’avete mai vista. A cominciare dal Palazzo Pubblico che apre per la prima volta in via straordinaria le sue stanze segrete, fino al City Boulder per i più allenati che si potranno arrampicare sulle architetture urbano. La sera sono previste escursioni per scoprire tutte le lastre del centro storico, ovvero la pavimentazione stradale dove dodici artisti e intellettuali hanno inciso la loro frase o lasciato un disegno, in un percorso d’arte davvero originale. E il 31 ottobre si potrà addirittura fare un volo in mongolfiera per ammirare Siena dal cielo.
Ma la Giornata del Trekking Urbano in Toscana, in programma per giovedì 31 ottobre, non finisce qui. A Lucca si potrà passeggiare tra ville, palazzi e musei seguendo il filo rosso della storia dell’Ottocento (http://www.trekkingurbano.info/itinerari-2013/pdf/lucca.pdf) mentre a Pistoia un itinerario tra sacro e profano nelle chiese della città vi farà rivivere il matrimonio mistico, che si teneva tra il vescovo e la badessa del monastero di San Pier Maggiore, il rito che fino al XVI secolo sanciva l’unione simbolica del vescovo con la chiesa pistoiese (http://www.trekkingurbano.info/itinerari-2013/pdf/pistoia.pdf).


30 luglio 2013

Ecomuseo Montagna Pistoiese: aperture straordinarie e visite guidate al Giardino Didattico


Una settimana intensa di iniziative all'Ecomuseo della montagna pistoiese: oltre alle giornata di “Ecomuseobus” di giovedì 1 Agosto a Pian degli Ontani e Rivoreta, si inaugura sabato 3 agosto, ore 11, la mostra "La nostra storia.150° anniversario Cai", presso le sale di Palazzo Achilli a Gavinana.
Domenica 4 Agosto nuovo appuntamento con Ecomuseobus, che vedrà abbinato l'Orto Botanico Forestale e il festival del Mirtillo dell'Abetone con il concerto di Iitinerari musicali al lago Nero.
Sempre per le iniziative dell'Orto Botanico, venerdì 2 Agosto, escursione alla riserva naturale di Campolino, con il corpo forestale dello Stato, in un prezioso ambiente naturale dal paesaggio alpino. Il ritrovo è all’ingresso dell’ Orto botanico dell'Abetone, ore 9.30, pranzo al sacco e rientro nel primo pomeriggio (per prenotazioni tel. 057360363).
Non solo, nei vari punti dell'Ecomuseo, continuano le aperture ordinarie e le visite guidate: in particolare, il Museo della gente dell'appennino pistoiese di Rivoreta nel mese di agosto è aperto tutti i giorni, in orario 10.30 -12.30 e 16-18; il Museo d'arte sacra di Popiglio, è aperto da martedì a domenica in orario16 –19; dal 3 al 18 agosto, da venerdì a domenica sarà aperto anche il Centro Naturalistico di Campotizzoro, con orario notturno 20 – 23;presso il percorso del Ghiaccio della Madonnina de Le Piastre, è possibile effettuare visite guidate sabato e domenica in orario 16.30 e 17.45, con ritrovo al parcheggio de le Piastre; il polo didattico del Ghiaccio di Pracchia è aperto sabato e domenica, ore 16 –19; il polo del Ferro di Pontepetri, da giovedì a domenica, 16 –19. Infine, presso la riserva biogenetica dell' Acquerino, visite guidate al sito archeologico nelle giornate di sabato e domenica, a partire dalle ore 15; a Orsigna, con ritrovo presso il Molino di Berto, visite guidate al percorso della Castagna, sabato e domenica, ore 16e 17.30.

Info:        0573 638025 (da martedì a domenica, ore 10 –12 e 16 – 19, oppure il numero verde 800974102; mail: ecomuseo@provincia.pistoia.it; sito: www.provincia.pistoia.it/ecomuseo.

12 giugno 2013

Sgambata in mountain bike fra Toscana ed Emilia

Con Maurizio Frizzi a Pian Cavallaro (Cimone)
L' appuntamento con l’escursionismo di Coopinforma punta in alto e propone una pedalata sul percorso di collegamento tra Abetone, Doganaccia e Sestola, per la maggior parte fuoristrada. 

Montagna Pistoiese e due ruote. Un’accoppiata vincente, come dimostrano i tanti itinerari che si snodano sul territorio. Itinerari capaci di soddisfare davvero tutti gli amanti della bicicletta. Ci sono i percorsi ciclo escursionistici, come l’anello di Cutigliano o quello di San Marcello Pistoiese (http://www.pistoia.turismo.toscana.it/it/itinerari-cicloturistici.html), e poi quelli per chi ama invece la  mountain bike, in tutte le sue versioni, dal cross country alla downhill. Dal 2007 all’Abetone è nato l’Abetone Gravity park (www.abetonegravitypark.it), un grande parco dedicato alle due ruote. Per gli appassionati del cross country ci sono 30 km di itinerari, che partono dalla base della Telecabina Casa Cantoniera Monte Gomito, da tutti chiamata Ovovia. Grande successo ha poi riscosso la disciplina della downhill. In pratica si sale con l’Ovovia, che in soli 7 minuti permette di coprire 700 metri di dislivello, e poi si torna a valle sulle due ruote lungo uno dei 5 itinerari attrezzati e segnalati, lunghi oltre 6 km. Quest’anno la proposta delle Mtb si fa poi ancora più interessante con un percorso che consente di spaziare dall’Abetone a Sestola passando per la Doganaccia,  per la maggior parte in fuoristrada e percorrendo suggestivi sentieri, strade bianche e single track. Si  tratta di un percorso riservato ovviamente a ciclisti allenati, con bici free ride, dal momento che si percorrono quasi 100 km. con 4000 metri di dislivello negativo e  1000 positivo, utilizzando per le risalite principali Ovovia, Funivia di Cutigliano, Seggiovia di Sestola e funivia del Cimone. L’idea è quella di unire tra loro  i tre  comprensori dell’Appennino dove sono attivi dei bike park: Abetone e Doganaccia sul versante toscano e Sestola su quello emiliano.  Si parte dalla base dell’Ovovia (1330 m. s.l.m.), in territorio toscano, e una volta in cima al Monte Gomito (1890 m. slm) si scende fino alla piazza dell’Abetone (1388 m. slm) seguendo la pista della Selletta. Si prosegue poi in direzione di Rivoreta - Melo – Cutigliano, alternando tratti nei boschi di conifere, falsopiani sia in discesa che in salita, strade bianche  con  tornanti veloci, tratti di single track e pochissimo asfalto In particolar il single track è conosciuto come “Sentiero degli Albinelli” ed è veramente bello, con fondo liscio e scorrevole, passaggi su ponticelli, piccole cascate, fontanine e alla fine una cappellina con una bella pala robbiana. Arrivati a Cutigliano (678 m. slm), dopo una visita al caratteristico borgo medievale, si risale con la funivia verso la Doganaccia (arrivo 1600 m. slm). Da qui si pedala per circa 2 km verso il Passo della Croce Arcana (1669 m. slm),  percorrendo la strada carrabile. Il passo sorge sul crinale di confine tra Toscana ed Emilia Romagna, zona caratterizzata da brughiere di alta quota, conifere striscianti e rocce affioranti. Il panorama che  si ammira è a 360 gradi: va da tutta la Valle della Lima alle cime più elevate dell'Appennino Tosco-Emiliano, alle vallate del pistoiese, del modenese e del bolognese; quando è sereno in lontananza si scorgono le vette delle Alpi Apuane e le Alpi. Percorrendo sempre la carrareccia si scende verso la Capanna Tassone (1317 m. slm), ottimo luogo per rifocillarsi, da dove si inizia la salita che porta al Passo del Colombino (1550 m. slm). Anche qui è d’obbligo una piccola sosta per ammirare il panorama e poi  si prosegue lungo il sentiero 405, ancora un single track senza fine, con switchback, woops, tornanti, salti e chi più ne ha più ne metta. In tutto divertimento si arriva a Fanano (640 m. slm), altro delizioso paese, dove si incontra la strada asfaltata che  porta fino a Sestola (1020 m. slm). Qui si prende la seggiovia per Pian del Falco (1360 m. slm),  sede del Cimone bike park. Dalla cima della seggiovia si pedala fino a Passo del Lupo (1550 m. slm), da dove si sale con la funivia fino a Pian Cavallaro (1880 m. slm). Da Pian Cavallaro inizia una carrareccia velocissima che in un batter d’occhio porta fino alla Capanna dei Celti (1400 m. slm), da qui si scende fino a Fiumalbo (950 m. slm) e poi si risale fino all’Abetone (1388 m. slm) seguendo la strada statale. Il percorso è facile, non presenta particolari difficoltà, ed è molto panoramico, spesso pedalabile, ma anche tecnico. E’ però davvero lungo e merita certamente un fine settimana, in modo da potersi fermare a girare nei vari bike park che si attraversano,  ma anche per avere il tempo di visitare i caratteristici borghi, fermandosi ad assaggiare le specialità locali nei rifugi e nei ristoranti che si incontrano lungo la strada. Il percorso va affrontato ovviamente nella bella stagione, quando la neve se ne è andata. La bici consigliata è una light freeride da 150/160 ma se uno non si sgomenta si fa anche con una front o con una a doppia piastra, si fa un po’ più di fatica in salita, ma vuoi mettere quando poi punti il naso all’ingiù!

*pubblicato sul n. 107 di Coopinforma (giugno 2013) Link: COOPINFORMA n. 107 

24 marzo 2013

Il “richiamo della foresta”

I sentieri di Monte Giovi.
di Paolo Maggi

C’è un richiamo al quale ogni tanto devo rispondere, pena un’inquietudine diffusa: devo incontrarmi con la natura. 
Non importa se in pianura o in montagna, sulla riva del mare o lungo un torrente. Non importa nemmeno che sia una stagione precisa. Vanno bene tutte. In primavera, estate, autunno o inverno devo assaporare la natura così com’è, immodificabile. Non c’è interruttore che tenga per cambiare temperatura o abbassare la forza del vento. Devo misurami con il clima, il vento, la pioggia, le distanze, salite e discese e quei ritmi scanditi dalla luce del giorno che lascia inesorabilmente il testimone alle tenebre. Ho bisogno di misurare lo stupore che c’è ancora in me di fronte allo spettacolo perenne della natura: il volo goffo di un barbagianni o quello librato di un falco che precipita in picchiata su una preda, così come i panegirici voli degli storni o le fughe eleganti di daini e caprioli o quelle travolgenti dei cinghiali ma anche la monumentale sacralità di piante secolari oppure la delicatezza dei colori e dei profumi di primavera.
Un “richiamo della foresta” che oggi mi  ha catapultato attraverso i sentieri di Monte Giovi.
Un complesso montuoso formato da territori della media montagna sui prolungamenti della dorsale appenninica di Monte Morello e Monte Senario che separa il Mugello dal Valdarno e dalla bassa Val di Sieve. Il suo territorio è diviso tra i comuni di Pontassieve e Borgo San Lorenzo e, in misura minore, dai comuni di Rufina, Vicchio e Dicomano, in provincia di Firenze.
Il massiccio raggiunge l'altitudine maggiore con la sua cima (992 metri), ma lungo il suo crinale principale si trovano anche Poggio Ripaghera (914 metri) e Monte Calvana (913 metri).
La Provincia di Firenze con le comunità montane "Montagna Fiorentina" e "Mugello" e ai comuni di Borgo San Lorenzo, Dicomano, Pontassieve e Vicchio hanno istituito sul Monte Giovi un parco dedicato alla guerra di liberazione chiamato "Parco culturale della Memoriacon il preciso intento di promuovere la memoria degli eventi della Resistenza.
Il Parco prevede cinque diversi percorsi tematici.
Sentiero 1: Pievecchia - Acone - Accesso principale da Pontassieve a Le Colline (8,5 chilometri); da Scopeti ad Acone (6 km). Durante questo itinerario si ricorda la rappresaglia della Pievecchia quando i tedeschi uccisero 14 innocenti l'8 giugno 1944.
Sentiero 2: Barbiana - Padulivo - Accesso principale da Dicomano a Tamburino (7,0 chilometri). Anche in questo itnerario, che porta ai luoghi cari a Don Milani, si ricorda l'eccidio di Padulivo, quando il 10 luglio 1944 i tedeschi trucidarono 15 persone.
Sentiero 3: Madonna del Sasso - Accesso principale da Polcanto alla cascina di Monterotondo (5,2 chilometri). In questo itinerario si ricorda un evento del 1945 quando, presso il Santuario della Madonna del Sasso, vennero uccisi un maresciallo dei Carabinieri, suo figlio ed un militante comunista. Questi fatti ispirarono il romanzo di Carlo Cassola La ragazza di Bube.
Sentiero 4: Monte Giovi - Accesso principale da Dicomano fino all'intersezione con il sentiero CAI 11 (8,5 chilometri). In questo itinerario si trova la piramide delle Brigate partigiane, la Casa al Cerro che fu una delle basi più utilizzate dai partigiani e fonte alla Capra.
Sentiero 5: Monte Rotondo – Accesso Principale da Sagginale all'intersezione con il sentiero CAI 3. In questo itinerario si trova villa Cerchiai, attaccata verso la metà dell'agosto 1944 dai tedeschi che tentarono un accerchiamento delle forze partigiane. 
Festa dei partigiani e dei giovani
Il secondo fine settimana di luglio presso l'abetina di fonte alla Capra si svolge una manifestazione organizzata dagli abitanti di Acone con l'ANPI e la Provincia di Firenze chiamata "Festa dei partigiani e dei giovani". Il sabato è dedicato ai giovani con feste e balli che durano fino a tarda notte. La domenica è dedicata alle commemorazioni ufficiali dei partigiani e della resistenza. 

Monumento del Chiesino di Monte Giovi dedicato alla Resistenza

Forti del loro diritto Italiano
decisi a morire
per non rinunziare ad essere uomini
partigiani e contadini
fraternamente concordi nella Resistenza
soffrirono sperarono agirono
perchè ai loro figli liberi eguali
fosse un giorno materna
la Repubblica Italiana
fondata sul lavoro

Monte Giovi 1943 - 1958
decennale della Costituzione

19 marzo 2013

Tuscany Walking festival in val di Cornia


Passeggiate tra i profumi delle erbe selvatiche nel parco di Montioni
Anche quest’anno i Parchi della Val di Cornia, propongono un ricco calendario di eventi inseriti nella manifestazione Tuscany Walking Festival, che invitano a scoprire i parchi e la Val di Cornia “fuori stagione”. Un calendario di eventi che non solo valorizza la bellezza naturalistica e storica dei parchi, ma ne moltiplica le opportunità di incontro e svago in una vera e propria festa del camminare, sotto il segno della convivialità e del relax. Un’esperienza che unisce terra, mare, profumi, luoghi magnifici e sapori autentici che si presenta come una vera e propria vetrina per il territorio con tutte le sue eccellenze e per gli operatori che vi operano, sullo sfondo dei parchi.
I prossimi due appuntamenti avranno luogo nel Parco di Montioni e avranno come tema centrale quello della riscoperta delle erbe selvatiche.
Domenica 24 marzo, alle ore 10, nel Parco naturale di Montioni sarà possibile partecipare a “Una passeggiata tra i profumi delle erbe selvatiche” organizzata dalla Parchi Val di Cornia SpA in collaborazione con l’azienda di Suvereto “Il Giardino del Semplici”.
La passeggiata guidata nel Parco alla ricerca delle erbe spontanee, sarà seguita da una visita all'azienda agricola "Il Giardino dei Semplici" per scoprire in particolar modo le proprietà officinali di queste piante e degustare prodotti, sciroppi e liquori a base di erbe aromatiche.
Per partecipare all’evento, il cui costo è di € 6,00 per la passeggiata e € 8,00 per la visita all’azienda con degustazione, è obbligatoria la prenotazione entro venerdì 22 marzo alle 14.30.
L’altro appuntamento sul tema delle erbe selvatiche, organizzato dall’Ostello La Baciocca, è previsto sempre nel Parco di Montioni per sabato 13 aprile. “Che buone le erbe selvatiche! Ritorno alla cucina povera”, propone una passeggiata nel parco alla ricerca di erbe selvatiche con un piccolo corso per riconoscere e cucinare con le erbe selvatiche e con le infestanti degli orti. In questo caso per le informazioni è necessario contattare l’Ostello La Baciocca tel 0566 51537 - 345 4441169- info@labaciocca.it
E’ possibile scegliere di partecipare a entrambe le giornate che prevedono itinerari diversi e temi diversi: il primo appuntamento sarà incentrato prevalentemente sulle erbe officinali e sui liquori, il secondo sull’impiego delle erbe in cucina. La partecipazione ad entrambe le date consentirà di usufruire di uno sconto sul prezzo del biglietto.

4 marzo 2013

Mistero etrusco a Capo d'Arno


di Paolo Maggi

La nascita del “fiumicel” che bagna Firenze e il mistero delle centinaia di statuette rinvenute nel lago degli idoli fanno parte delle emozioni di questo trek tutto immerso nella parte a nord ovest del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna.
Scarponcelli comodi, abbigliamento e attrezzatura adeguata, neve sciolta, previsioni meteo sorridenti, un pochino d’allenamento alle gambe e una buona compagnia sono gli ingredienti necessari per gustare al meglio questa sgambata a quota 1400 slm.
Da San Godenzo raggiungiamo in auto o mezzi pubblici Castagno d’Andrea  e da lì la Fonte del Borbotto (1205 m. slm). Superata la sbarra che impedisce il passaggio alle auto, inizia una bella strada bianca che va verso Piancancelli costeggiando la riserva Integrale di Monte Falco.
La Gorga Nera (foto p. maggi)
Dopo poco imbocchiamo sulla destra il sentiero Cai n. 17 per Capo d’Arno - Valico delle Crocicchie. In breve raggiungiamo la Gorga Nera (1300 m. slm), un piccolo ma profondo stagno che rispecchia  le fronde dei faggi che lo incorniciano. Proseguiamo sul sentiero disseminato di sassi che si inerpica nella faggeta fino a raggiungere, dopo circa 45 minuti, il Passo delle Crocicchie (1406 m. slm), una tranquilla radura erbosa attraversata dal mitico sentiero CAI n. 00 che qui divide il Monte Falterona dal Monte Acuto. Procediamo sul sentiero 17 seguendo le indicazioni per Capo d’Arno.
Dopo circa 45 minuti arriveremo alla sorgente (1358 m. slm) che si presenta come un esile filo d’acqua che si insinua fra le rocce. Sopra alla sorgente una lapide apposta dal Cai di Firenze riporta i versi danteschi (Divina Commedia – Purgatorio canto XVI vv. 16/1 8) “Per mezza toscana si spazia un fiumicel che nasce in Falterona e cento miglia di corso nol sazia”.
Il Lago degli Idoli (1380 m. slm) si trova a una quindicina di minuti dalla sorgente. Basta seguire le indicazioni delle tabelle in legno.
passo delle Crocicchie
Capo d'Arno (foto p. maggi)
Anche se il colpo d’occhio non rende onore alla forza evocativa del nome l’importanza archeologica e storica del luogo è sicuramente straordinaria. Gli etruschi lo ritenevano un luogo sacro e vi gettavano bronzetti votivi per acquistare il favore degli dei. La prima statuetta fu ritrovata casualmente sulle rive del lago nel 1883. Destò tanto interesse che qui si costituì una società formata da appassionati locali di archeologia che intrapresero una campagna di scavi. Fu addirittura deciso di prosciugare il lago e i ritrovamenti furono eccezionali: oltre 600 statuette, figure umane, mezzi busti, membra e organi umani di ogni genere (mani, braccia, gambe mammelle, occhi) e immagini di animali (buoi, capre, pecore, cavalli), grandi catene fibule un frammento di candelabro di bronzo, circa 1.000 pezzi di rame, una moneta con l'effigie di Giano e altri oggetti di varia forma e misura, datati dalla metà del VI Sec. A.c. fino al periodo ellenico. Dopo la campagna di scavo del 2005 con il “Progetto Lago degli Idoli” il luogo è stato interamente ripristinato. Dal lago possiamo riprendere il percorso inverso che ci condurrà in circa 1 ora e 45 minuti alla Fonte del Borbotto.
Il Lago degli Idoli (foto p. maggi)
Si tratta di un percorso facile, lungo circa 4,5 chilometri con dislivelli di 200 metri in salita e altrettanti in discesa. Occorre seguire il sentiero CAI n. 17.

Nota: pubblicato su Coopinforma (rivista quadrimestrale dell'Associazione Cooperative Consumatori del Distretto Tirrenico)  n. 106, marzo 2013.

10 agosto 2012

L'"anello di Populonia": un trek fra mare e cielo

In rosso il nostro percorso

Il faro di Populonia
Ecco una passeggiata sospesi fra mare e cielo sul Promontorio di Piombino. In quella striscia di costa che guarda l’Elba  da spiagge bianche, strette calette o ripide scogliere e volta le spalle alla Val di Cornia, una terra ricca di storia, cultura, lavoro e natura raccontati in un percorso lungo oltre quattro secoli racchiuso in sei splendidi parchi: quelli costieri della Sterpaia e Rimigliano, dal Parco archeologico di Baratti e Populonia, da quello Archeominerario di San Silvestro e quelli naturali di Montioni e di Poggio Neri.
Siamo sull’Antica via dei Cavalleggieri, realizzata per collegare le torri di avvistamento lungo la costa da Livorno a Campiglia e permettere al corpo scelto di soldati a cavallo istituito da Cosimo Primo nel 1561, di pattugliare il litorale per impedire sbarchi di pirati barbareschi, merci e persone indesiderate.
Il nostro trek è un percorso ad anello intorno al suggestivo castello e Borgo di Populonia che inizia dal Golfo di Baratti, a ridosso del ristorante Canessa per raggiunge dopo circa 45/50 minuti la stupenda scogliera della Buca delle Fate e poi risalire fino al Reciso (25/30 minuti) e da lì scendere con la via della Romanella e la strada asfaltata, fino al posto di partenza (25/30 minuti).  Volendo si può di iniziare il percorso dal Reciso e farlo a ritroso: scendere alla Buca delle Fate e da lì dirigersi verso il Golfo di Baratti e poi tornare al Reciso. E' "un viaggio" nella natura e nella storia che regala scorci di rara bellezza e sensazioni che aprono il cuore, in ogni stagione. E' adatto a tutte le gambe purché attrezzate di scarponcelli comodi.

IL PERCORSO
In fondo al porticciolo di Baratti, proprio a ridosso del ristorante Canessa si imbocca il sentiero numero 302.
Dopo una decina di  minuti troviamo una prima area attrezzata con panche e tavoli di legno e un belvedere mozzafiato. Dopo aver superato una scala in legno per scavalcare un reticolato incontriamo il faro di Populonia. Dopo una serie di brevi saliscendi fra i 20, 40 e 50 metri sul livello del mare costellati da splendidi affacci sulla scogliera arriviamo alla suggestiva Buca delle Fate(40/50 minuti). 
l'arrivo a Buca delle Fate
Se la stagione è quella giusta merita un bel bagno.
Evitando l’ora più calda almeno in estate, dalla Buca delle Fate abbandoniamo il sentiero 302 che prosegue fino a Cala Moresca (Piombino) per imboccare il sentiero numero 301 e ci arrampichiamo fino al Reciso. E’ una sgambata. Ma breve, in parte all'ombra e soprattutto regala delle vere archeosorprese. A metà percorso circa, incontriamo un’area con alcune tombe e una cava risalenti al Secondo Secolo a.c., dove sono allestiti anche un paio di tavoloni in legno con panchine.
il porticciolo di Baratti
Dal Reciso, che avremo raggiunto dopo circa 25 minuti, prima con un sentiero ombroso detto “via della Romanella” poi con la strada asfaltata si raggiunge il punto di partenza in circa 30/35 minuti, accolti dalle acque calme del Golfo di Baratti.

Pao. Ma.

30 giugno 2012

Al via Le Notti dell'Archeologia in terra di Siena

di Paolo Maggi

Al via domenica primo luglio 2012 l’edizione 2012 de “Le Notti dell’Archeologia”. In Terra di Siena si svolgerà nei musei della Fondazione Musei Senesi e in contemporanea con ArcheoFest si presenta sempre più ricca di novità e sorprese con tante aperture straordinarie e visite guidate gratuite, eventi, spettacoli, percorsi di trekking, laboratori didattici per bambini e adulti, incontri e conferenze per l'intero mese di luglio. 
Ecco gli appuntamenti:
Si comincia domenica 1 luglio a Colle di Val d’Elsa con “Nunc est bibendum. Cultura della vite e del vino in Valdelsa dall'Antichità ad oggi”. Apertura straordinaria notturna con possibilità di visite guidate al Museo Archeologico “Ranuccio Bianchi Bandinelli”. Sempre nello stesso luogo sabato 7 si terrà invece la presentazione
in collaborazione con la Biblioteca Comunale “Marcello Braccagni” del libro “Guida all’archeologia industriale della Toscana” di Giuseppe Guanci. Interverrà l’autore e al termine sarà possibile visitare il museo. Domenica 8 luglio, con l’iniziativa “L’Archeologia dei Piccoli” si inaugura a Poggibonsi il centro didattico-ricreativo per bambini dai 3 ai 13 anni, a cura della società Acheòtipo e alle 19 segue lo spettacolo “Castigarla spero”  dedicato a Pia dei Tolomei a cura dell’associazione “Teatro delle stanze”. Alle 20 buffet con menù storico per assaporare piatti e sapori dell’antichità mentre alle 21,30  con “Una notte nel castello di Poggio Bonizio” si potrà visitare in notturna gli scavi, illuminati per l’occasione con fiaccole e torce, attraverso una narrazione in abiti medievali. A Castelnuovo Berardenga presso il Museo del Paesaggio giovedì 5 luglio dalle 17 alle 21 visita guidata, a cura dell’associazione ACRASA, al sito archeologico “Bosco dell’Ancherona” e alla sezione archeologica del Museo del Paesaggio in cui si conservano i reperti rinvenuti durante gli scavi. A Murlo domenica 8 luglio dalle 16 si terrà una tavola rotonda sul tema “Il Castello di Crevole dallo scavo alla valorizzazione”, con la partecipazione di numerosi esperti in materia che dibatteranno sul tema. Seguirà mostra con esposizione di materiali tardo medievali relativi al Castello e apertura dell’Antiquarium di Poggio Civitate fino alle 24. A Siena visita guidata alle Collezioni del Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti e dell'Università degli Studi di Siena da lunedì 2 a sabato 14 luglio e nello stesso periodo il laboratorio dell'accessibilità universale a Buonconvento con visita alla mostra "Vietato non toccare" allestita permanentemente nel Laboratorio dell'Accessibilità Universale dedicata all'archeologia preistorica: un percorso che tutti visiteranno bendati, utilizzando il senso del tatto, dell'odorato e dell'udito. A Montalcino il 6 luglio dalle 21 alle 24 apertura notturna del Museo e Ensamble di musica da camera dell'International studies of Florence diretto da Antonio Artese in collaborazione con i maestri di flauto e clarinetto dell' 'University of California at s. Barbara e Associazione Pro Loco Montalcino. A Cetona presso il Museo Civico per la Preistoria e l’Archeodromo di Belverde sempre venerdì 6 luglio alle 18 si terrà la presentazione dell'intervento di riproduzione dell'orca pliocenica scoperta alla fine dell'Ottocento nel territorio di Cetona e attualmente conservata presso il Museo Geologico "Giovanni Capellini" di Bologna. A seguire laboratori didattici per bambini e ragazzi martedì 10 e 17 luglio ore 10.00-12.00/17.00-19.00 e nei giorni 8 – 15 – 22 luglio alle 16.30 l’iniziativa di Archeotrekking. Visita alle grotte del Monte Cetona. A Sarteano presso Museo Civico Archeologico domenica 1 luglio alle 21,30 ci sarà lo spettacolo Infernale presenza della Nuova Accademia degli Arrischianti, Mentre sabato 7 luglio alle 9,30 la visita guidata su prenotazione alla Tomba della Quadriga Infernale a cui segue l’Inaugurazione della mostra: Ivan Theimer. Suggestioni dall'antico. Domenica 8 luglio alle 9,30 trekking archeologico sul percorso delle acque con prenotazione al Museo.
 
Informazioni: Fondazione Musei Senesi - Info@museisenesi.org
Www.museisenesi.org

2 febbraio 2012

Sulla neve con le ciaspole

Una bella passeggiata sulla neve? Certo con le ciaspole. A renderla possibile ci aiuta la cooperativa Rifugi Mugello che mette a disposizione, a noleggio, 8 paia di ciaspole, quelle strane racchette che attaccate agli scarponi permettono di cammimanre abbastanza agevolmente sulla neve. In particolare, per gli intenditori, si tratta di ciaspole modello TSL 225 che si possono avere per un giorno al prezzo di 10 euro oppure per il fine settimana a 15 euro. Per informazioni rivolgersi alla cooperativa Rifugi Mugello in corso Matteotti 81 a Borgo San Lorenzo (Fi) telefono 055 8495575, cell. 329 4320795 - info@rifugimugello.it (si possono ritirare anche a Firenze).

22 ottobre 2011

Turismo verde in Mugello: inaugurato il rifugio "I Diacci"

Per chi ama immergersi completamente nella natura, in paesaggi silenziosi e affascinanti e in ambienti ancora incontaminati, in escursioni trekking, a cavallo o in mountain bike c’è una buona notizia: il “turismo verde” in Mugello si arricchisce di un’ulteriore struttura, il rifugio “I Diacci” sul passo della Sambuca, nel comune di Palazzuolo sul Senio. Il rifugio è stato inaugurato sabato 22 ottobre 2011 dopo esser stato completamente recuperato e ristrutturato nell’ambito del progetto “Turismo di crinale”.
“La Comunità Montana Mugello da anni persegue lo sviluppo e valorizzazione della montagna mugellana, costituita dal crinale appenninico ed i suoi due versanti fiorentino e romagnolo - sottolineano gli assessori all’Agricolture a e al Turismo della Comunità Montana Mugello, Paolo Bassetti e Carlo Zanieri -. Gli interventi riguardano la rete sentieristica di tutto il territorio con il massimo sviluppo nel complesso agricolo forestale regionale Giogo-Casaglia, che copre un’area di oltre 6.000 ettari, tra i comuni di Borgo San Lorenzo, Firenzuola, Palazzuolo sul Senio e Scarperia, e che per le sue ricchezze ambientali, faunistiche e paesaggistiche ha in corso il riconoscimento come riserva naturale”.
Nel complesso naturalistico Giogo-Casaglia sono presenti sentieri escursionistici, sentieri tematici, aree attrezzate, bivacchi, rifugi ed i musei e laboratori didattici di Moscheta e Casa D’Erci. E ora viene messo a disposizione anche il rifugio dei Diacci: un immobile che comprende 13 camere per un totale di 45 posti letto, oltre a cucina, soggiorni, taverna e locali di servizio, con gestione affidata alla cooperativa “Rifugi Mugello”. Per rimetterlo a nuovo sono serviti diversi anni e interventi, e un investimento complessivo di 906.000 euro, finanziato per circa 400.000 euro da assegnazioni della Regione Toscana e per il resto da fondi della Comunità Montana Mugello: “Quella del Giogo-Casaglia è un’area naturalistica tra le più belle che si trovano in Toscana, sul crinale appenninico, e stiamo lavorando perché presto venga riconosciuta riserva naturale - sottolinea il presidente della Comunità Montana Mugello Giovanni Bettarini". Senza contare il resto delle ricchezze naturali, ambientali, e paesaggistiche di cui disponiamo in Mugello - continua -, una fra tutte il lago di Bilancino. Se il crinale è collegato da sentieri, vogliamo che la valle, da Dicomano a Barberino, sia dotata di piste ciclabili - conclude Bettarini - per incrementare una mobilità alternativa per i cittadini e sviluppare un sistema di turismo in bike molto apprezzato nel Nord Europa e Italia”. Tra il 2001 e il 2003, in collaborazione con l’associazione “Altrove”, è stato recuperato l’ex fienile per adibirlo a bivacco custodito, con 22 posti letto. Dal 2004 sono partiti i successivi interventi di ristrutturazione che hanno riguardato il recupero completo del grande fabbricato principale - oltre 1000 mq distribuiti su tre piani e seminterrato -, prima con i lavori di consolidamento strutturale (investimento pari a 236.000 euro), terminati nel 2005, poi con quelli di sistemazione dell’alloggio del custode (50.000 euro) nel 2007, ed infine, reperite nuove risorse economiche, con quelli per le finiture e l’impiantistica (620.000 euro) che si sono conclusi di recente.
Pao. Ma.