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8 luglio 2016

Inaugurato il rifugio "I Piani"


È stato inaugurato il Rifugio del Centro “I Piani” situato nel complesso demaniale di Rincine. 

Il Rifugio che mette a disposizione spazi destinati all'accoglienza di singoli e/o gruppi è gestito in concessione dal Centro I Piani che svolge attività di recupero e rilancio in ambito agricolo, attraverso il ripristino e la messa a produzione di vecchi coltivi e di una vecchia marroneta abbandonati.  Elemento caratterizzante è l'attività sociale, che si integra nelle altre attività del Centro. La struttura che offre 10 posti letto, è stata realizzata in una vecchia casa colonica ristrutturata anche grazie all’aiuto dei volontari provenienti da tutta Italia che hanno partecipato ai campi estivi di lavoro.
All’inaugurazione erano presenti, oltre ai gestori della struttura Cristina e Matteo, il Presidente dell’Unione di Comuni Valdarno e Valdisieve nonché Sindaco di Londa, Aleandro Murras, il Responsabile dell’Area Tecnica dell’Unione, Toni Ventre ed i rappresentanti delle associazioni che si occupano di trekking e vita all’aria aperta in rete attraverso la Foresta Modello delle Montagne Fiorentine (info - http://www.centroipiani.it/).
Pao. Ma.

2 febbraio 2016

A piedi sulla "Via degli Dei"


Il nostro viaggio nella natura prosegue a piedi sull'Appennino da Bologna a Firenze camminando lungo la "Via degli Dei".


Tra storia, natura e arte camminando sulla “Via degli Dei”. Un itinerario sull'Appennino da Bologna a Firenze attraverso monti brulli o boschi ben curati, che si arrampica su una serie di pendii che prendono il nome da alcuni antichi Dei romani.  Una via che si lega anche alla storia, ripercorrendo tratti (alcuni ottimamente conservati) dell'antica via Flaminia Militare, utilizzata dalle legioni per spostarsi senza rischio di agguato e per presidiare un territorio non facile. Ma il cammino si interseca anche con tratti della via Gotica, costeggiando luoghi come Marzabotto, ed attraversandone altri come Monte Adone o Brento, teatro di battaglia della Seconda Guerra Mondiale, così come alcune trincee nei pressi dell’Osteria Bruciata, senza dimenticare il Cimitero Germanico del Passo della Futa. Un percorso poco transitato, non difficilissimo ma comunque impegnativo, con i suoi continui saliscendi, non sempre ben segnalato (in alcuni punti in Emilia le indicazioni tendono a perdersi, in Toscana le “du bal zal”, le due palle gialle simbolo del percorso, sono praticamente inesistenti), ma paesaggisticamente molto interessante. Va detto che bisogna essere previdenti visto che i paesi non sono così frequenti e soprattutto siccità e vari lavori ad Alta velocità e Variante di Valico hanno contribuito a far scomparire le fonti d’acqua, per cui specialmente in periodi di grande caldo, una buona scorta d’acqua è d'obbligo. Il cammino che alterna alcuni pezzi di asfalto (pochi per fortuna) a strade bianche e sentieri, difficilmente resta in quota, offrendo continui sali scendi, che, per chi sceglie di farlo in 3 giorni, rischiano di farsi sentire. Cinque giorni di cammino possono essere sufficienti per prenderlo in completo relax. Senza trascurare la buona ospitalità (per chi non deciderà di farlo con la tenda) e la gastronomia che s'incontra sui due versanti dell’Appennino, entrambi vocati alla ristorazione.
Nel nostro cammino, anche se l’itinerario canonico prevede la partenza da Piazza Maggiore a Bologna e l’arrivo in Piazza Signoria a Firenze, abbiamo voluto escludere i tratti cittadini, per levarsi un po’ di asfalto, partendo dal piccolo abitato di Badolo, lungo il Contrafforte Pliocenico nel comune di Sasso Marconi, per chiudere con l’ascesa al Santuario di Monte Senario che protegge il Mugello e la vallata di Firenze.  
Da Badolo, subito in salita, parte il sentiero per  CAI n° 122 con le palle gialle  e la scritta BO-FI (una delle poche costanti). Subito decisa l’ascesa al Monte del Frate da dove si può ammirare un bel panorama verso la val di Setta. Dopo una discesa si torna, attraverso una larga strada bianca tra fattorie ed agriturismi, che di colpo diventa uno stretto viottolo in salita, si torna a salire verso il costone roccioso che domina il monte Adone dove solo sulla vetta ci si riposa, prima di una netta discesa verso Brento che ospita un'osteria che promette molto bene e una fonte d’acqua. Da qui si riparte su strada asfaltata, ma ancora una volta in continuo saliscendi, verso Monzuno, distante 5-6 chilometri, paese più grande, ricco di servizi e che ospita in estate numerose manifestazioni, possibile sede anche di tappa. Da qui, sempre più su strada asfaltata, si sale rapidamente (e con poche indicazioni), verso Montevenere che si nota anche da distanza per una grossa torre della Telecom. Salita impegnativa, specie in pieno giorno, verso una vetta che consente di scorgere un bel panorama, anche se solo l’ultimo pezzo è attraverso sentieri sterrati. Da qui si scende, attraverso una larga strada sterrata fino alle case di Le Croci e, dopo una tranquilla (visto le precedenti) risalita al Monte del Galletto si scende su Madonna dei Fornelli, nostro posto tappa. Paesino carino, molto ospitale dove ci sentiamo di segnalare, per dormire, il Bad & Breakfast “La Balestra” ed il ristorante “I Fornelli” specialmente per i primi piatti.
Poco sopra la chiesetta di Madonna dei Fornelli, parte subito la ripida salita lungo il sentiero CAI 19 fino al monte dei Cucchi. Attraversando una bellissima foresta si scende fino al quadrivio di Pian di Balestra da dove si segue l'asfalto fino al suo termine. Le indicazioni BO-FI e strada Romana ci portano direttamente nel bosco, appena dopo il culmine del Monte Bastione si trova il confine fra Emilia e Toscana. Qui sono visibilissime (tra l’altro in zone in cui sono state costruite eleganti villette nel bosco) tracce molto ben conservate di Flaminia Militare, ma anche cave, e segni dell’intervento dell’uomo. Bellissimo il panorama che si apre a Faggeta, dopo un cancello con la vallata del Setta che, ai piedi dell’ampio pratone, mostra il meglio di se. Si supera il Casone e si arriva alla Piana degli Ossi ed in località Passeggere, dopo il bivio per Bruscoli si risale in maniera impegnativa fino ai 1200 metri delle Banditacce “Cima Coppi” dell’escursione. Bella, anche se non sempre ben segnalata, la discesa verso la Futa dove, al Camping o alla Bottega poco più sotto, consigliamo di rifornirsi abbondantemente di acqua, visto che non se ne ritroverà fino a Sant’Agata. Costeggiato il cimitero tedesco della Futa (magari uno può pensare anche ad una visita, pur essendo ben visibile anche da fuori) luogo di grande riflessione, dalla strada che porta a Firenzuola, poco dopo la rotonda,  sulla destra dopo una cabina dell’Enel, riparte il sentiero, non leggero, che attraverso numerosi saliscendi conduce al Monte Gazzarro (che uno può raggiungere sino alla vetta oppure aggirare secondo le due vie che portano all’Osteria Bruciata). La discesa, tutta nel bosco, non sempre ben segnalata, è impegnativa, con appigli non facili, specialmente in caso di pioggia, attraverso lo 00. Dal cippo in pietra dell’Osteria Bruciata (la fonte è secca!) si trova l'indicazione CAI 46 per Sant'Agata. Bella la discesa che offre ampi squarci sul Mugello, in particolare sulla zona di Marcoiano, con la bella visione del Bilancino, che risplende soprattutto nel pomeriggio. Il sentiero scende fino a Montepoli (volendo c’è acqua al cimitero) passando dai ruderi delle case di Riarsiccio. A Sant’Agata, oltre ai vari servizi, meritano una visita i tre musei (arte sacra, archeologico e quello sulla civiltà contadina di Leprino) e l’antica Pieve. Dal ponticino che arriva da Montepoli, se non si vuol visitare Sant’Agata, si gira a destra, in direzione Galliano e dopo neanche un chilometro, sulla sinistra, si trova il bivio per Gabbiano che attraverso una strada abbastanza pianeggiante, prima sterrata, poi asfaltata, bei campi ed alcune belle villette, si riscende su San Piero a Sieve costeggiando il campo di golf. Qui, fine della nostra seconda e durissima tappa, ci sono varie possibilità per dormire e mangiare: campeggio, pensioni, vari ristoranti e pizzerie, anche se nel nostro caso ringraziamo la Polisportiva per la possibilità immediata di fare docce e di cenare al campo sportivo.  
Da San Piero, o via asfalto o salendo prima alla Fortezza di San Martino e poi al Trebbio, si arriva all’abitato di Campomigliaio, dove, accanto al circolo SMS, parte la strada che porta al cimitero e da li sale verso Montesenario. Sentiero CAI non sempre ben segnalato, ma che, almeno nella prima parte, è difficile sbagliare visto l’ampiezza della strada principale. In un bosco molto bello che si lascia apprezzare malgrado la salita ripida attraverso Caselline, si arriva, dopo un difficile aggiramento di una fattoria, alla strada che da Bivigliano porta alla Tassaia. Qui la si segue verso sinistra fino ad un bivio sulla destra, nei pressi di un parcheggio sterrato (pochi metri più avanti, se si ha voglia di una piccola deviazione la bella Badia di Buonsollazzo) da dove parte un sentiero deciso verso Monte Senario. In poco più di 40 minuti si arriva tranquillamente al bel santuario dove, magari gustando un Gemma d’Abeto, si può godere, oltre che della tranquillità e magari di un attimo di raccoglimento, di un panorama bellissimo. Da qui, per chi continua, rapidamente attraverso le quattro strade e Fiesole (via strada quasi tutta) si scende su Firenze.

18 novembre 2014

Pedalate nella storia e nella natura della Montagna fiorentina con "La leonessa"

Nei giorni 25 e 26 aprile del 2015 di scena "La Leonessa". pedalata ciclostorica non agonistica che si svilupperà su quattro differenti distanze lungo suggestivi percorsi sterrati della Montagna fiorentina.


L’idea de “La Leonessa” nasce tra il 2013 e il 2014, in seguito all’analisi di antichi percorsi oggi poco battuti, o quasi del tutto dimenticati che toccano molte delle principali architetture rurali della zona (di origine sia religiosa, come piccole chiese e pievi, che militare come castelli e torri) risalenti in gran parte al Basso Medioevo; molte di queste vecchie strade attraversano parti assai ricche di coltivazioni caratteristiche come viti e oliveti, transitano presso vecchi edifici di campagna e si inerpicano fino alle meravigliose foreste vallombrosane, antiche di secoli. Il tutto avviene consentendo numerose vedute panoramiche di particolare pregio paesaggistico, con variazioni continue di punti di vista e percezioni sempre diverse del territorio della Montagna Fiorentina. Proprio per questo motivo si spiega il coinvolgimento della Facoltà di Architettura di Firenze fra gli enti promotori dell’evento: una volta verificata la possibilità tecnica di inserire un percorso idoneo per un evento come una ciclo-storica, la proposta progettuale è stata fatta al Comune ed alla Pro Loco di Pelago, che hanno colto le potenzialità dell’iniziativa ed hanno deciso di portarla avanti.
A chi vorrà partecipare a “La Leonessa” saranno offerti anche dei particolari pacchetti turistici, che permetteranno di visitare le bellezze storiche, culturali ed ambientali della Valdisieve Valdarno, grazie ai servizi di accompagnamento e di visite guidate che la Proloco di Pelago proporrà per l'occasione. Saranno coinvolti attivamente i molti agriturismi e ristoranti presenti sul territorio e che sono i depositari dell'antica cultura dell'ospitalità che ha caratterizzato, nella storia, il territorio della Montagna Fiorentina.
Sul sito www.prolocopelago.it/ciclostoricalaleonessa è già possibile iscriversi on line e consultare i tracciati dettagliati con le distanze e le altimetrie. Sempre sul sito si potranno anche vedere i requisiti che dovranno caratterizzare le biciclette che devono essere da corsa su strada ed essere state costruite prima del 1987. Info: www.prolocopelago.it -
leonessaciclostorica@libero.it - Per info turistiche e prenotazioni: prolocopelago@gmail.com.
Facebook, Twitter ed Instagram:   https://www.facebook.com/groups/LaLeonessaCiclostorica/  
https://twitter.com/leonessadepoca - http://instagram.com/leonessadepoca
Pao. Ma.

17 novembre 2014

Trek, proiezioni e concerti alla scoperta del Parco

Conoscere i “Centri Visita” del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi e le opportunità che questi possono offrire è lo scopo dell’iniziativa “Londa e San Godenzo comuni del parco” che prevede per i mesi di novembre e dicembre escursioni, ma anche proiezioni e concerti.

Cascata dell'Acquacheta
Il prossimo appuntamento è per domenica 23 novembre con un’escursione guidata “Al salto della cascata dell’Acquacheta” l’appuntamento è fissato per le 10 a Colla della Maestà in comune di San Godenzo (percorso 10 km). Sabato 29 novembre alle 10 ancora un’escursione, questa volta “Alla sorgente dell’Arno” con ritrovo alla Fonte del Borbotto sempre in comune di San Godenzo (percorso 9 km). Domenica 30 novembre alle 17 nella Pieve di San Babila a San Bavello (San Godenzo) ci sarà il concerto “Musica e natura overture” con il gruppo di fiati “Energiensemble” diretto dal Maestro Stefano Margheri del Liceo Musicale “Dante” di Firenze. Per chi volesse raggiungere la Pieve a piedi, il ritrovo è alle 15,30 al parcheggio di San Bavello (in caso di maltempo il ritrovo è alle 16,30), da qui partirà una breve passeggiata ad anello. Dopo il concerto sarà possibile anche partecipare alla cena con i musicisti al ristorante Agnoletti di San Godenzo (prenotazione obbligatoria 0558374016).
Capodarno (fotop. maggi)
Nel mese di dicembre segnaliamo domenica 7 a partire dalle 9, in occasione della festa del patrono, l’escursione sul “Sentiero per Londa”  con partenza dal centro visite del parco. Si tratterà di una escursione particolarmente suggestiva che ripercorrerà la vecchia strada che collegava Londa con le sue frazioni. Sempre domenica
7 dicembre alle 18 e nuovamente
Sentiero di Londa
 al Centro Visita del parco ci sarà “Parole dalla montagna” racconti a più voci a cura dell’associazione Culturale “il Paese delle Meraviglie” di San Godenzo. Saranno Lette poesie, racconti e storie accompagnate da brani musicali, al termine ci sarà un aperitivo. L’Ultimo appuntamento è previsto per sabato 20 dicembre alle 16 a Londa al Centro Visita, in occasione del presepe vivente di Londa ci sarà l’iniziativa “La Stella dei Magi” a cura dell’astrofilo divulgatore D. Migliorini, si parlerà di comete, supernove, per scoprire la natura della stella cometa che guidò i Magi.
La piana dei romiti (foto p. maggi)
Per partecipare alle escursioni basterà prenotarsi al numero 3314362755.
Pao. Ma.

5 novembre 2014

Nuovo Centro visite del Parco delle Foreste Casentinesi a Londa

"Accessibilità, educazione ambientale e sport all'aria aperta" sono le parole chiave che hanno guidato i lavori per il nuovo allestimento del Centro Visita del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. Realizzato grazie all'aggiudicazione di finanziamenti europei e con un cofinanziamento del Parco Nazionale, il centro rinnovato sarà inaugurato sabato prossimo, 8 novembre, alle 16.  I lavori esterni hanno risolto tutti i problemi legati all'accessibilità: è stata, infatti, realizzata una nuova rampa ed un posto auto per portatori di handicap ed anche tutti i locali interni all’edificio potranno essere visitati da chi ha ridotta mobilità.
Per quanto riguarda l'educazione ambientale, il nuovo allestimento è interamente dedicato al tema dell'acqua come bene prezioso e sorgente di vita. Nel rinnovato Centro Visita ci sono pannelli esplicativi, diorami e proposte per attività ed esperienze che guideranno i visitatori, piccoli e grandi, ma anche le scolaresche, a scoprire il valore dell'acqua e la vita presente nei torrenti e nei laghi dell'area protetta. Nel progetto è stata inserita anche una fornitura di microscopi e altre attrezzature tecnologiche per approfondire le esperienze anche in ambito scientifico. All'esterno verrà inaugurata la nuova risistemazione della "Fonte agli occhi", una memoria storica e meta leggendaria per la comunità, si tratta di una piccola sorgente che in passato si diceva guarisse le malattie della vista.
"Orienteering", sport all'aria aperta è l'ultimo intervento, di certo non in ordine d'importanza, che completa il progetto. L'attività dell'orienteering è ormai sempre più conosciuta grazie all'importante lavoro divulgativo delle associazioni di settore. Con questa attività si impara a leggere la bussola, a orientarsi in una mappa topografica, esercitando le capacità logiche, mentre si svolge un'importante attività fisica.
Pao. Ma.

25 ottobre 2014

A cavallo dall'Acquerino alla Val di Luce

Tra natura, storia, cultura e tradizioni nasce l’Ippovia della Provincia di Pistoia. 
"Il turismo equestre come segmento strategico di una nuova offerta turistica, improntata alla sostenibilità ambientale e alla valorizzazione delle risorse naturali": guarda in questa direzione la realizzazione dell’ Ippovia della Provincia di Pistoia con la guida “Per Monti e Per Valli. Luoghi e incontri a cavallo sull’Appennino Pistoiese” che sarà presentata domenica 26 ottobre alle 16 nella sala consiliare del Palazzo dei Capitani a Cutigliano in occasione della rassegna della castanicoltura. Interverranno la presidente della Provincia Federica Fratoni, il sindaco di Cutigliano,Tommaso Braccesi,e i curatori rispettivamente del volume e degli itinerari, Sem Petrucci e Mario Menici. 
Il lavoro, promosso dall’Area pianificazione strategica della Provincia di Pistoia, prende le mosse dal progetto regionale per lo sviluppo del turismo equestre e del sistema delle ippovie toscane, in risposta alla richiesta crescente di sentieristica a cavallo. Quelli che, un tempo, erano storici e naturali collegamenti tra realtà insediate, oggi si rinnovano come opportunità di crescita per i territori rurali e le economie locali; natura, tradizioni, antichi sapori e arte sono gli elementi che compongono l’esperienza del turismo equestre, alla riscoperta dei ritmi lenti delle passeggiate a cavallo. 
I territori attraversati, quasi tutti all’interno del patrimonio agricolo forestale regionale (PAFR ) e delle riserve naturali statali, sono un’ eccellenza dal punto di vista naturalistico, per varietà forestali, acque e paesaggi; fanno da preziosa cornice la storia dei territori, dei borghi, delle attività insediate, che costituiscono elementi di curiosità e interesse per i visitatori a cavallo. 
Il volume “Per Monti e Per Valli. Luoghi e incontri a cavallo sull’Appennino Pistoiese” traccia un lungo percorso sulla nostra montagna: si parte da Cascina di Spedaletto, nella riserva naturale dell’Acquerino, per arrivare a Sambuca Pistoiese, fino a Valico di Posola e Casetta Pulledrari, nella foresta del Teso; da qui, proseguendo lungo il crinale appenninico, si giunge al lago Scaffaiolo e al passo della Croce Arcana, con arrivo alle Roncacce; scendendo, si raggiunge Cutigliano e, attraverso Casotti, si arriva in località La Piastra; l’itinerario prosegue in direzione Torri di Popiglio, fin a Pian di Novello; passando attraverso la riserva naturale di Pian degli Ontani, si inizia la salita fino al lago Nero, arrivando al Passo di Annibale in Val di Luce e poi al Rifugio dei Casentini in Provincia di Lucca. L’itinerario viene proposto suddiviso in tappe, con indicazione dei sentieri e dei tempi di percorrenza. 
Non mancano gli approfondimenti: la storia del molino Sichi, l’esperienza della Dynamo Camp di Limestre, la magia del lago Scaffaiolo, le acque curative delle fonti Freda e del Capitano di Cutigliano, la storia della poetessa pastora Beatrice di Pian degli Ontani, la leggenda sportiva di Zeno Colò. Una parte è dedicata alla tradizione enogastronomica, con i consigli di buona cucina per tutti gli appassionati: dal pecorino al latte crudo, alla patata bianca del Melo, dai frutti del sottobosco, alla farina di castagne. Infine, una sezione è dedicata ai consigli dei veterani per la cura dei cavalli. 
La guida, pubblicata dalla casa editrice Pacini Editore, sarà disponibile nel tradizionale circuito della distribuzione libraria e sarà promossa ai principali eventi fieristici del settore ippico.
Pao. Ma.

16 ottobre 2014

Domenica "Liberi di pedalare" e pranzo nel Parco dei Renai

Pedalata sui sentieri della memoria attraverso i luoghi simbolo del fronte sull’Arno distrutti nell’agosto del 1944 dal Ponte Santa Trinita a Firenze al Ponte di Signa. Domenica 19 ottobre 2014 alle 8 in punto appuntamento in piazza Dante a Campi Bisenzio da dove con diverse tappe intermedie si raggiunge il Ponte Santa Trinita a Firenze intorno alle 11.30 per poi tornare a Signa al Parco dei Renai per il pranzo.
“Liberi di pedalare” è organizzata dai comuni di Signa, Lastra a Signa, Scandicci, Campi Bisenzio e Firenze.

Il Programma
Alle 8 partenza in piazza Dante a Campi Bisenzio. Percorso: via Santo Stefano, via Roma, via XXIV Maggio, via Paradiso, via Pimentel, via Teresa Manetti, via dei Mori, via Torricella, via San Paolo, via Fratelli Bandiera, via XIII Martiri, via dei Lavatoi, via della Chiesa, via Olinto Fedi, via della Balduccia, via Argine Strada, Via Arte della Paglia. Ore 9 via Arte della Paglia - Altezza Ponte del Bisenzio (Renai). Percorso: via Arte della Paglia, via Matteotti, via Roma, piazza Desideri, via dello Stadio, via del Ponte
Nuovo, via De Amicis, via di Sotto, Corso Manzoni e via Dante Alighieri. Ore 9,30 piazza del Comune a Lastra a Signa. Percorso: Piazza del Comune, via Alighieri, Piazza Garibaldi, Corso Manzoni, via XXIV Maggio, via Brunelleschi, via del Piano, via di Stagno, via Lunga, via Mariani, via della Chiesa, via S.Lorenzo a Settimo. Ore 10 piazza Vittorio Veneto a Badia a Settimo, con la commemorazione dei caduti e un ristoro organizzato dalla Casa del Popolo di Badia a Settimo. Percorso: piazza Vittorio Veneto, via Cavalieri di Vittorio Veneto, via dell’Orto, via La Comune di Parigi, via Michelucci, via della Pieve, via di Fagna. Ore 11 via di Ugnano a Firenze. Percorso: via di Ugnano, via del Piovano Arlotto, via Perdonati, via di Mantignano, via del Chiuso, via Cadolinghi, via di Mantignano, via San Bartolo a Cintoia, via Simone Martini, via Argingrosso, all'altezza della passerella in piazza dell'Isolotto si sale sull'argine ciclabile del Lungarno dei Pioppi - attraversamento Arno sul ponte della tramvia - attraversamento tramvia - Lungarno lato Cascine -
Piazza Vittorio Veneto - attraversamento piazza Vittorio Veneto sulla pista ciclabile - viale Rosselli - Porta al Prato - il Prato - Curtatone - Lungarno Vespucci - lungarno Corsini - Ponte Santa Trinita ore 11,30 - Lungarno Guicciardini - Lungarno Soderini - Ponte Vespucci - Lungarno Vespucci - piazza Vittorio Veneto – attraversamento piazza Vittorio Veneto sulla pista ciclabile - Parco Cascine - Pista ciclabile sull’Arno con arrivo al Parco dei Renai, dove è organizzato il pranzo a cura della Pubblica Assistenza di Signa.
Pao. Ma.

7 ottobre 2014

"I Diacci", da rudere a Bivacco

Il rifugio "I Diacci"
Mercoledì 7 ottobre 2014 è stato inaugurato il bivacco “I Diacci” nel comune di Palazzuolo sul Senio.
Era ridotto a un rudere, è stato completamente ristrutturato e recuperato e adesso è a disposizione delle attività escursionistiche e turistiche nel comune di Palazzuolo sul Senio, nel complesso naturalistico Giogo-Casaglia, un luogo ideale per chi ama la natura, immerso in paesaggi silenziosi e affascinanti e in ambienti ancora incontaminato. Ideale per escursioni trekking, a cavallo o in mountain bike e ovviamente a piedi. Il rifugio “I Diacci” si trova sul passo della Sambuca, nel comune di Palazzuolo sul Senio. I lavori di ristrutturazione sono stati realizzati dall’Unione dei Comuni nel 2013 con finanziamenti del Piano di Sviluppo Rurale della Regione Toscana e risorse proprie per un importo di 215.000 euro circa. Sono consistiti in: demolizione e realizzazione di opere strutturali, murature portanti antisismiche; rivestimento in pietrame a faccia vista; realizzazione di solai a tetto con orditura in legname; coibentazione e manto di copertura in tegola ardesiata; fornitura e posa in opera di infissi interni ed esterni, oltre che di sanitari, impianto idrosanitario ed elettrico; sistemazione esterna con ampliamento del resede e lastricatura; ed infine fornitura di arredi in legno.
Nell’ottobre 2011, dopo una completa ristrutturazione, era stato inaugurato il rifugio adiacente, con 13 camere e 45 posti letto, cucina, soggiorni, taverna e locali di servizio. E adesso anche il bivacco, da rudere qual era, con l’esteso intervento di ristrutturazione, ha ripreso la sua funzione originaria. Si compone di 3 locali, uno sempre aperto e di libero accesso e gli altri con apertura su richiesta di gruppi, ed è arredato con un letto a castello, dieci panche letto, sei tavoli completi di seduta e stufa. La gestione è a cura della cooperativa Ischetus.

Pao. Ma.

9 luglio 2014

Giovani e partigiani a Monte Giovi

Sabato 12 e Domenica 13 luglio 2014 appuntamento a Monte Giovi per il 65° Raduno dei Partigiani e dei Giovani. Sessantanove anni fa si concludeva in Europa il secondo conflitto mondiale e con esso terminavano anche i regimi che avevano causato la guerra. Grazie all'antifascismo e a quel gruppo di italiani che seppero ribellarsi, l'Italia ha potuto risorgere e ritrovare la sua dignità. Il raduno dei Partigiani e dei giovani è un appuntamento volto a mantenere vivo il ricordo e a tramandare la nostra memoria. L'evento rappresenta l'eredità di una memoria collettiva, un messaggio che si rinnova nel tempo, una festa e soprattutto un impegno per il futuro.
Sabato 12 luglio partiranno due escursioni: la prima alle 16 da Fonte alla Capra che percorrerà i sentieri dei partigiani fino alla cima di monte Giovi (Casa Cerro - Pratinovi - Monumento - Chiesino S.Giusto - cima Monte Giovi - Fonte alla Capra), la seconda alle 16,30 da Vicchio sede GEV c/o Coop Vicchio direzione Fonte alla Capra con rientro previsto in notturna.
Alle ore 19,30 in località Fonte alla Capra ristoro a cura del Circolo Arci di Pontassieve e alla 21 proiezione del film documentario "La Battaglia di Firenze" della Mediateca Toscana.
Domenica 13 raggiungimento della cima del Monte Giovi per l'abituale attesa dell'alba al "Crocione". Dalle 10,30 - alla Faggeta di Fonte alla Capra - incontro con le autorità e i cittadini con il corteo e le deposizioni delle corone al monumento di Piano del Chiesino e della Piramide dei Partigiani. Sono previsti alle ore 11,00 i saluti di Monica Marini sindaco di Pontassieve a nome delle Amministrazioni comunali a cui seguiranno gli interventi di Natale Benvenuti, partigiano "Stoppa", di Stefano Galli, ANPI Pontassieve, e di un giovane rappresentante delle sezioni locali dell'ANPI. Alle ore 12,30 Pranzo a al ristoro di Fonte alla Capra e alle 15,30 concerto della Brigand Band "Ora e sempre Resistenza".
Domenica 13 luglio è previsto un servizio pulmino con due corse Pontassieve - Monte Giovi con partenze alle ore 8,00 e alle ore 14,00 (previste fermate intermedie San Francesco, Rufina e Scopeti) e due corse per il ritorno Monte Giovi - Pontassieve alle ore 12,30 e alle 18,00.
L'evento coinvolge i Comuni di Pontassieve, Borgo San Lorenzo, Dicomano, Firenze, Pelago, Rufina, Vicchio, la Provincia di Firenze, l'Unione dei Comuni Valdarno e Valdisieve, l'unione montana dei comuni del Mugello e la Regione Toscana. Il Raduno è inoltre promosso dall' ANPI associazione nazionale partigiani d'Italia e vede la fondamentale collaborazione dell'SMS Croce Azzurra, del Gruppo GEO Sieci, del gruppo CEV Vicchio, dell'ARCI casa del Popolo di Acone, Colognole, Vicchio, Scopeti e Pontassieve.
Pao. Ma.

Nel Blog vedi anche: IL RICHIAMO DELLA FORESTA

4 luglio 2014

Tre sentieri per tre pittori

Ponte a Vicchio (foto p. maggi)
I nostri appuntamenti a piedi con l'ambiente, la natura, la storia e la cultura del territorio fanno tappa a Vicchio di Mugello da dove attraverso suggestivi saliscendi adatti a “tutte le gambe” ci si avventura nei luoghi di riferimento di tre grandi pittori: Giotto, Cimabue e Beato Angelico. Tre percorsi ad anello che partono dal centro della cittadina mugellana   denominati Itinerario A - Cimabue, Itinerario B - Giotto e Itinerario C - Beato Angelico.
Itinerario A, Cimabue
Da piazza Giotto si percorre la zona urbana di via Garibaldi, piazza della Vittoria, viale Beato angelico e si imbocca il vialetto dei “giardini del sole” e la zona “167” (raggiungibile facilmente anche dalla stazione ferroviaria). Da qui si lascia la zona urbana e si comincia la passeggiata imboccando la strada vicinale “Muccione di Sotto – Mirandola” al fine di superare il torrente Muccione ed arrivare, costeggiando campi coltivati, alla strada comunale di Pilarciano. Percorsi circa 200 metri verso monte si svolta sulla sinistra e si prosegue su strada vicinale attraversando le località di San Romolo, Il Poggio, i Macchioni fino alla frazione di Pesciola. Si procede sulla strada asfaltata comunale per circa 50 metri verso valle e poi svoltiamoe a destra e imbocchiamo la strada vicinale (148) che ci conduce fino alla frazione Spinoso, da cui si prosegue su strada comunale fino alla Casa di Giotto da dove si ritorna verso valle lungo la vecchia strada comunale e si supera la barriera ferroviaria con l’attraversamento del ponte tra le località Poggiolo e Le Balze.

Attraversata la strada provinciale si percorre quella comunale sterrata fino all’attraversamento del ponte di Cimabue e da qui, proseguendo sulla sinistra si percorre l’arginatura prima del torrente Ensa e poi del Fiume Sieve fino alla frazione di Sagginale (nel Comune di Borgo San Lorenzo) da dove, attraversando il ponte di Annibale, si entra sulla pista eco-turistica Sieve che ci riporta fino alla località Ponte a Vicchio. Si prosegue quindi su strade urbane ritornando nel centro storico di Vicchio. Dalla pista eco-turistica è anche possibile deviare per la frazione Cistio che costituisce porta di accesso al parco della memoria.
Scheda tecnica: lunghezza complessiva 14 km; dislivello massimo 80 mt; tempi di percorrenza 4 ore; Grado di difficoltà, facile.
Itinerario B, Giotto  
Itinerario più breve che coincide con il percorso “Cimabue” fino alla casa di Giotto.
Si differenzia quindi per l’itinerario di ritorno che dalla casa di Giotto ripercorre a ritroso gli stessi sentieri fino alla strada comunale di Pesciola e da qui, scendendo verso valle, si arriva ad imboccare sulla sinistra la strada bianca che costeggia la ferrovia e ci porta, attraversando la località I Monti, fino alla frazione di Pilarciano da dove il percorso procede lungo strada Comunale e Provinciale verso il centro di Vicchio.
Scheda tecnica: lunghezza complessiva 9 km; dislivello massimo 70 mt; tempi di percorrenza 2,5 ore; grado di difficoltà, facile.
Itinerario C, Beato Angelico 
Foto di PAOLO MARINI
Da piazza Giotto si percorre la zona urbana di via Garibaldi proseguendo per il lago di Montelleri e si imbocca la strada sterrata per che sale verso “Bosco di Mezzo”. Seguendo la segnaletica si scende verso il fosso del Rio e si risale davanti alla chiesa di Rupecanina attraversando una bellissima albereta. Percorsi circa 200 metri verso monte si svolta sulla destra e si prosegue lungo campi coltivati fino a raggiungere il bivio per Moriano dove si trova la casa natale del Beato Angelico.
Da Moriano si ritorna indietro percorrendo tutta la strada vicinale e poi comunale per rientrare nella zona urbana. Da Moriano è anche possibile proseguire verso il crinale appenninico fino a Vitigliano e raggiungere il sentiero “00”.
Scheda tecnica: lunghezza complessiva 8,5 km; dislivello massimo 70 mt; tempi di percorrenza 2,5 ore.

Info: Gruppo Escursionistico Vicchiese A.S.D. tel. Vincenzo 3291564569 Giuseppe 3388452124 Ufficio Turistico c/o ProLoco tel. Fax 055/84.48.720 E.mail: ufficio.turismo@prolocovicchio.it Web site: www.prolocovicchio.it.

Paolo Maggi

Vedi nel blog, anche: Trek, Trekking, escursionismo.

23 marzo 2014

Il Sentiero della Costituzione, sulle tracce del priore di Barbiana

di Paolo Maggi

Barbiana, una ventina di case sparse fra campi e boschi e una chiesa. Quella chiesa in cui il 7 dicembre del 1954 Don Lorenzo Milani mise piede per la prima volta come priore della piccola parrocchia che contava si e no una quarantina di “anime”. Un esilio, un vero e proprio confino fisico e di parola che non impedì però al priore di Barbiana di trasmettere il suo pensiero che travalicò quello spazio fisico nel cuore del Mugello per raggiungere i cuori di tutte le persone che desiderano, ancora oggi, una scuola pubblica “per tutti e per ciascuno”.
Il nostro appuntamento con l'escursionismo ripercorre il cammino di Don Milani per raggiungere  la piccola chiesa della frazione di Barbiana nel comune di Vicchio del Mugello e che la Fondazione Don Milani (Info: www.donlorenzomilani.it) ha voluto ripristinare e dedicare alla Costituzione. Il “Sentiero della Costituzione” è un “libro di strada” che si snoda nel bosco contrassegnato da 45 grandi pannelli che salgono fino alla chiesa. Ogni pannello contiene un articolo della Costituzione Italiana illustrato con i disegni dei ragazzi di diverse scuole d’Italia. Ogni anno decine di scolaresche lo percorrono  incontrandosi simbolicamente con i valori della Costituzione, immersi in uno splendido scenario naturale.
Per la manutenzione dei cartelli e soprattutto per rendere quel sentiero patrimonio e speranza di quanti auspicano una società migliore, la fondazione ha deciso di proporre a scuole, gruppi, parrocchie, enti locali e singole persone l’adozione dei cartelli. Inoltre ogni anno vengono rinnovati i disegni di tre articoli del sentiero attraverso un concorso fra tutte le scuole italiane.
La giornata ideale per camminare lungo il Sentiero della Costituzione in ottima e numerosa compagnia è la domenica intorno al 20 maggio, di consueto giorno prescelto per la “Marcia di Barbiana” ma ogni altro giorno e periodo dell'anno va bene per immergersi nella natura e nello spirito di quella scuola, dove su una parete c'è ancora scritto “I care” ovvero “Me ne importa, mi sta a cuore”, il contrario del motto fascista “Me ne frego”.
il cimitero
Da vedere anche la chiesa e la scuola con il suo Percorso didattico che parte dal 1956, quando don Milani organizzò il corso di Avviamento per i primi sei ragazzi e arriva fino al 1967, ricostruendo ambienti, strumenti didattici, metodi d'insegnamento, grafici e disegni. Da non perdere anche la visita al cimitero e alla piccola piscina voluta da Don Lorenzo per insegnare ai ragazzi a nuotare e la mostra fotografica permanente “Il silenzio diventa voce”, curata e allestita da Sandra Gesualdi e Mauro Mannini che, attraverso 150 foto originali d’epoca, molte inedite, ripercorre la vita di don Lorenzo dalla sua giovinezza al seminario, all’arrivo a Barbiana sino agli sviluppi della scuola, con scene delle lezioni, delle discussioni, dei momenti di vita in comune.
la piscina
Per visite e informazioni: Fondazione Don Lorenzo Milani, tel e fax: 055.418811 - 
e-mail: contatti@donlorenzomilani.it

Il Percorso - Coordinate GPS: 43° 53′ 55.8″ N – 11° 27′ 38.1″ E (visualizza mappa satellitare)
Per chi viene da Firenze Barbiana può essere raggiunta da due strade: via Bolognese o via Faentina.
Per gli altri è conveniente prendere l’A1 e uscire al casello Barberino di Mugello.
Fra Ponte a Vicchio e Sagginale si imbocca la strada che porta a Barbiana (lato opposto del fiume Sieve). La percorriamo per circa tre chilometri fino al Lago Viola dove c'è un parcheggio e un ristorante. Lasciata l'auto si procede a piedi in direzione di Barbiana. Al primo bivio imbhocchiamo lo stradello a sinistra dove un cartello in legno indica il “Sentiero della Costituzione” che in un chilometro, circa, ma molto ripido, ci porta a Barbiana, lasciando sulla nostra destra la strada asfaltata. Per tornare al lago Viola si può scegliere se riprendere il Sentiero della Costituzione oppure la strada carrabile.

nota: articolo pubblicato sul n. 110 di Coopinforma

24 ottobre 2013

Trekking urbano tra Siena, Lucca e Pistoia

Tanti gli itinerari a piedi in programma in Toscana per il 31 ottobre. A Siena il Palazzo Pubblico apre per la prima volta le sue stanze segrete e si potrà volare in mongolfiera.

Si chiama trekking urbano e non si tratta solo una passeggiata in città ma di un vero sport, adatto a

tutti, per scoprire gli angoli nascosti e la bellezza che si nasconde nel cuore dei nostri borghi e che spesso non abbiamo il tempo o la curiosità di riuscire a cogliere.
La capostipite del movimento del Trekking Urbano è Siena, che quest’anno festeggia i dieci anni dell’iniziativa con un programma di dieci giorni: dal 25 ottobre al 3 novembre potrete ammirare la città del Palio come non l’avete mai vista. A cominciare dal Palazzo Pubblico che apre per la prima volta in via straordinaria le sue stanze segrete, fino al City Boulder per i più allenati che si potranno arrampicare sulle architetture urbano. La sera sono previste escursioni per scoprire tutte le lastre del centro storico, ovvero la pavimentazione stradale dove dodici artisti e intellettuali hanno inciso la loro frase o lasciato un disegno, in un percorso d’arte davvero originale. E il 31 ottobre si potrà addirittura fare un volo in mongolfiera per ammirare Siena dal cielo.
Ma la Giornata del Trekking Urbano in Toscana, in programma per giovedì 31 ottobre, non finisce qui. A Lucca si potrà passeggiare tra ville, palazzi e musei seguendo il filo rosso della storia dell’Ottocento (http://www.trekkingurbano.info/itinerari-2013/pdf/lucca.pdf) mentre a Pistoia un itinerario tra sacro e profano nelle chiese della città vi farà rivivere il matrimonio mistico, che si teneva tra il vescovo e la badessa del monastero di San Pier Maggiore, il rito che fino al XVI secolo sanciva l’unione simbolica del vescovo con la chiesa pistoiese (http://www.trekkingurbano.info/itinerari-2013/pdf/pistoia.pdf).


30 luglio 2013

Ecomuseo Montagna Pistoiese: aperture straordinarie e visite guidate al Giardino Didattico


Una settimana intensa di iniziative all'Ecomuseo della montagna pistoiese: oltre alle giornata di “Ecomuseobus” di giovedì 1 Agosto a Pian degli Ontani e Rivoreta, si inaugura sabato 3 agosto, ore 11, la mostra "La nostra storia.150° anniversario Cai", presso le sale di Palazzo Achilli a Gavinana.
Domenica 4 Agosto nuovo appuntamento con Ecomuseobus, che vedrà abbinato l'Orto Botanico Forestale e il festival del Mirtillo dell'Abetone con il concerto di Iitinerari musicali al lago Nero.
Sempre per le iniziative dell'Orto Botanico, venerdì 2 Agosto, escursione alla riserva naturale di Campolino, con il corpo forestale dello Stato, in un prezioso ambiente naturale dal paesaggio alpino. Il ritrovo è all’ingresso dell’ Orto botanico dell'Abetone, ore 9.30, pranzo al sacco e rientro nel primo pomeriggio (per prenotazioni tel. 057360363).
Non solo, nei vari punti dell'Ecomuseo, continuano le aperture ordinarie e le visite guidate: in particolare, il Museo della gente dell'appennino pistoiese di Rivoreta nel mese di agosto è aperto tutti i giorni, in orario 10.30 -12.30 e 16-18; il Museo d'arte sacra di Popiglio, è aperto da martedì a domenica in orario16 –19; dal 3 al 18 agosto, da venerdì a domenica sarà aperto anche il Centro Naturalistico di Campotizzoro, con orario notturno 20 – 23;presso il percorso del Ghiaccio della Madonnina de Le Piastre, è possibile effettuare visite guidate sabato e domenica in orario 16.30 e 17.45, con ritrovo al parcheggio de le Piastre; il polo didattico del Ghiaccio di Pracchia è aperto sabato e domenica, ore 16 –19; il polo del Ferro di Pontepetri, da giovedì a domenica, 16 –19. Infine, presso la riserva biogenetica dell' Acquerino, visite guidate al sito archeologico nelle giornate di sabato e domenica, a partire dalle ore 15; a Orsigna, con ritrovo presso il Molino di Berto, visite guidate al percorso della Castagna, sabato e domenica, ore 16e 17.30.

Info:        0573 638025 (da martedì a domenica, ore 10 –12 e 16 – 19, oppure il numero verde 800974102; mail: ecomuseo@provincia.pistoia.it; sito: www.provincia.pistoia.it/ecomuseo.

12 giugno 2013

Sgambata in mountain bike fra Toscana ed Emilia

Con Maurizio Frizzi a Pian Cavallaro (Cimone)
L' appuntamento con l’escursionismo di Coopinforma punta in alto e propone una pedalata sul percorso di collegamento tra Abetone, Doganaccia e Sestola, per la maggior parte fuoristrada. 

Montagna Pistoiese e due ruote. Un’accoppiata vincente, come dimostrano i tanti itinerari che si snodano sul territorio. Itinerari capaci di soddisfare davvero tutti gli amanti della bicicletta. Ci sono i percorsi ciclo escursionistici, come l’anello di Cutigliano o quello di San Marcello Pistoiese (http://www.pistoia.turismo.toscana.it/it/itinerari-cicloturistici.html), e poi quelli per chi ama invece la  mountain bike, in tutte le sue versioni, dal cross country alla downhill. Dal 2007 all’Abetone è nato l’Abetone Gravity park (www.abetonegravitypark.it), un grande parco dedicato alle due ruote. Per gli appassionati del cross country ci sono 30 km di itinerari, che partono dalla base della Telecabina Casa Cantoniera Monte Gomito, da tutti chiamata Ovovia. Grande successo ha poi riscosso la disciplina della downhill. In pratica si sale con l’Ovovia, che in soli 7 minuti permette di coprire 700 metri di dislivello, e poi si torna a valle sulle due ruote lungo uno dei 5 itinerari attrezzati e segnalati, lunghi oltre 6 km. Quest’anno la proposta delle Mtb si fa poi ancora più interessante con un percorso che consente di spaziare dall’Abetone a Sestola passando per la Doganaccia,  per la maggior parte in fuoristrada e percorrendo suggestivi sentieri, strade bianche e single track. Si  tratta di un percorso riservato ovviamente a ciclisti allenati, con bici free ride, dal momento che si percorrono quasi 100 km. con 4000 metri di dislivello negativo e  1000 positivo, utilizzando per le risalite principali Ovovia, Funivia di Cutigliano, Seggiovia di Sestola e funivia del Cimone. L’idea è quella di unire tra loro  i tre  comprensori dell’Appennino dove sono attivi dei bike park: Abetone e Doganaccia sul versante toscano e Sestola su quello emiliano.  Si parte dalla base dell’Ovovia (1330 m. s.l.m.), in territorio toscano, e una volta in cima al Monte Gomito (1890 m. slm) si scende fino alla piazza dell’Abetone (1388 m. slm) seguendo la pista della Selletta. Si prosegue poi in direzione di Rivoreta - Melo – Cutigliano, alternando tratti nei boschi di conifere, falsopiani sia in discesa che in salita, strade bianche  con  tornanti veloci, tratti di single track e pochissimo asfalto In particolar il single track è conosciuto come “Sentiero degli Albinelli” ed è veramente bello, con fondo liscio e scorrevole, passaggi su ponticelli, piccole cascate, fontanine e alla fine una cappellina con una bella pala robbiana. Arrivati a Cutigliano (678 m. slm), dopo una visita al caratteristico borgo medievale, si risale con la funivia verso la Doganaccia (arrivo 1600 m. slm). Da qui si pedala per circa 2 km verso il Passo della Croce Arcana (1669 m. slm),  percorrendo la strada carrabile. Il passo sorge sul crinale di confine tra Toscana ed Emilia Romagna, zona caratterizzata da brughiere di alta quota, conifere striscianti e rocce affioranti. Il panorama che  si ammira è a 360 gradi: va da tutta la Valle della Lima alle cime più elevate dell'Appennino Tosco-Emiliano, alle vallate del pistoiese, del modenese e del bolognese; quando è sereno in lontananza si scorgono le vette delle Alpi Apuane e le Alpi. Percorrendo sempre la carrareccia si scende verso la Capanna Tassone (1317 m. slm), ottimo luogo per rifocillarsi, da dove si inizia la salita che porta al Passo del Colombino (1550 m. slm). Anche qui è d’obbligo una piccola sosta per ammirare il panorama e poi  si prosegue lungo il sentiero 405, ancora un single track senza fine, con switchback, woops, tornanti, salti e chi più ne ha più ne metta. In tutto divertimento si arriva a Fanano (640 m. slm), altro delizioso paese, dove si incontra la strada asfaltata che  porta fino a Sestola (1020 m. slm). Qui si prende la seggiovia per Pian del Falco (1360 m. slm),  sede del Cimone bike park. Dalla cima della seggiovia si pedala fino a Passo del Lupo (1550 m. slm), da dove si sale con la funivia fino a Pian Cavallaro (1880 m. slm). Da Pian Cavallaro inizia una carrareccia velocissima che in un batter d’occhio porta fino alla Capanna dei Celti (1400 m. slm), da qui si scende fino a Fiumalbo (950 m. slm) e poi si risale fino all’Abetone (1388 m. slm) seguendo la strada statale. Il percorso è facile, non presenta particolari difficoltà, ed è molto panoramico, spesso pedalabile, ma anche tecnico. E’ però davvero lungo e merita certamente un fine settimana, in modo da potersi fermare a girare nei vari bike park che si attraversano,  ma anche per avere il tempo di visitare i caratteristici borghi, fermandosi ad assaggiare le specialità locali nei rifugi e nei ristoranti che si incontrano lungo la strada. Il percorso va affrontato ovviamente nella bella stagione, quando la neve se ne è andata. La bici consigliata è una light freeride da 150/160 ma se uno non si sgomenta si fa anche con una front o con una a doppia piastra, si fa un po’ più di fatica in salita, ma vuoi mettere quando poi punti il naso all’ingiù!

*pubblicato sul n. 107 di Coopinforma (giugno 2013) Link: COOPINFORMA n. 107 

24 marzo 2013

Il “richiamo della foresta”

I sentieri di Monte Giovi.
di Paolo Maggi

C’è un richiamo al quale ogni tanto devo rispondere, pena un’inquietudine diffusa: devo incontrarmi con la natura. 
Non importa se in pianura o in montagna, sulla riva del mare o lungo un torrente. Non importa nemmeno che sia una stagione precisa. Vanno bene tutte. In primavera, estate, autunno o inverno devo assaporare la natura così com’è, immodificabile. Non c’è interruttore che tenga per cambiare temperatura o abbassare la forza del vento. Devo misurami con il clima, il vento, la pioggia, le distanze, salite e discese e quei ritmi scanditi dalla luce del giorno che lascia inesorabilmente il testimone alle tenebre. Ho bisogno di misurare lo stupore che c’è ancora in me di fronte allo spettacolo perenne della natura: il volo goffo di un barbagianni o quello librato di un falco che precipita in picchiata su una preda, così come i panegirici voli degli storni o le fughe eleganti di daini e caprioli o quelle travolgenti dei cinghiali ma anche la monumentale sacralità di piante secolari oppure la delicatezza dei colori e dei profumi di primavera.
Un “richiamo della foresta” che oggi mi  ha catapultato attraverso i sentieri di Monte Giovi.
Un complesso montuoso formato da territori della media montagna sui prolungamenti della dorsale appenninica di Monte Morello e Monte Senario che separa il Mugello dal Valdarno e dalla bassa Val di Sieve. Il suo territorio è diviso tra i comuni di Pontassieve e Borgo San Lorenzo e, in misura minore, dai comuni di Rufina, Vicchio e Dicomano, in provincia di Firenze.
Il massiccio raggiunge l'altitudine maggiore con la sua cima (992 metri), ma lungo il suo crinale principale si trovano anche Poggio Ripaghera (914 metri) e Monte Calvana (913 metri).
La Provincia di Firenze con le comunità montane "Montagna Fiorentina" e "Mugello" e ai comuni di Borgo San Lorenzo, Dicomano, Pontassieve e Vicchio hanno istituito sul Monte Giovi un parco dedicato alla guerra di liberazione chiamato "Parco culturale della Memoriacon il preciso intento di promuovere la memoria degli eventi della Resistenza.
Il Parco prevede cinque diversi percorsi tematici.
Sentiero 1: Pievecchia - Acone - Accesso principale da Pontassieve a Le Colline (8,5 chilometri); da Scopeti ad Acone (6 km). Durante questo itinerario si ricorda la rappresaglia della Pievecchia quando i tedeschi uccisero 14 innocenti l'8 giugno 1944.
Sentiero 2: Barbiana - Padulivo - Accesso principale da Dicomano a Tamburino (7,0 chilometri). Anche in questo itnerario, che porta ai luoghi cari a Don Milani, si ricorda l'eccidio di Padulivo, quando il 10 luglio 1944 i tedeschi trucidarono 15 persone.
Sentiero 3: Madonna del Sasso - Accesso principale da Polcanto alla cascina di Monterotondo (5,2 chilometri). In questo itinerario si ricorda un evento del 1945 quando, presso il Santuario della Madonna del Sasso, vennero uccisi un maresciallo dei Carabinieri, suo figlio ed un militante comunista. Questi fatti ispirarono il romanzo di Carlo Cassola La ragazza di Bube.
Sentiero 4: Monte Giovi - Accesso principale da Dicomano fino all'intersezione con il sentiero CAI 11 (8,5 chilometri). In questo itinerario si trova la piramide delle Brigate partigiane, la Casa al Cerro che fu una delle basi più utilizzate dai partigiani e fonte alla Capra.
Sentiero 5: Monte Rotondo – Accesso Principale da Sagginale all'intersezione con il sentiero CAI 3. In questo itinerario si trova villa Cerchiai, attaccata verso la metà dell'agosto 1944 dai tedeschi che tentarono un accerchiamento delle forze partigiane. 
Festa dei partigiani e dei giovani
Il secondo fine settimana di luglio presso l'abetina di fonte alla Capra si svolge una manifestazione organizzata dagli abitanti di Acone con l'ANPI e la Provincia di Firenze chiamata "Festa dei partigiani e dei giovani". Il sabato è dedicato ai giovani con feste e balli che durano fino a tarda notte. La domenica è dedicata alle commemorazioni ufficiali dei partigiani e della resistenza. 

Monumento del Chiesino di Monte Giovi dedicato alla Resistenza

Forti del loro diritto Italiano
decisi a morire
per non rinunziare ad essere uomini
partigiani e contadini
fraternamente concordi nella Resistenza
soffrirono sperarono agirono
perchè ai loro figli liberi eguali
fosse un giorno materna
la Repubblica Italiana
fondata sul lavoro

Monte Giovi 1943 - 1958
decennale della Costituzione

4 marzo 2013

Mistero etrusco a Capo d'Arno


di Paolo Maggi

La nascita del “fiumicel” che bagna Firenze e il mistero delle centinaia di statuette rinvenute nel lago degli idoli fanno parte delle emozioni di questo trek tutto immerso nella parte a nord ovest del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna.
Scarponcelli comodi, abbigliamento e attrezzatura adeguata, neve sciolta, previsioni meteo sorridenti, un pochino d’allenamento alle gambe e una buona compagnia sono gli ingredienti necessari per gustare al meglio questa sgambata a quota 1400 slm.
Da San Godenzo raggiungiamo in auto o mezzi pubblici Castagno d’Andrea  e da lì la Fonte del Borbotto (1205 m. slm). Superata la sbarra che impedisce il passaggio alle auto, inizia una bella strada bianca che va verso Piancancelli costeggiando la riserva Integrale di Monte Falco.
La Gorga Nera (foto p. maggi)
Dopo poco imbocchiamo sulla destra il sentiero Cai n. 17 per Capo d’Arno - Valico delle Crocicchie. In breve raggiungiamo la Gorga Nera (1300 m. slm), un piccolo ma profondo stagno che rispecchia  le fronde dei faggi che lo incorniciano. Proseguiamo sul sentiero disseminato di sassi che si inerpica nella faggeta fino a raggiungere, dopo circa 45 minuti, il Passo delle Crocicchie (1406 m. slm), una tranquilla radura erbosa attraversata dal mitico sentiero CAI n. 00 che qui divide il Monte Falterona dal Monte Acuto. Procediamo sul sentiero 17 seguendo le indicazioni per Capo d’Arno.
Dopo circa 45 minuti arriveremo alla sorgente (1358 m. slm) che si presenta come un esile filo d’acqua che si insinua fra le rocce. Sopra alla sorgente una lapide apposta dal Cai di Firenze riporta i versi danteschi (Divina Commedia – Purgatorio canto XVI vv. 16/1 8) “Per mezza toscana si spazia un fiumicel che nasce in Falterona e cento miglia di corso nol sazia”.
Il Lago degli Idoli (1380 m. slm) si trova a una quindicina di minuti dalla sorgente. Basta seguire le indicazioni delle tabelle in legno.
passo delle Crocicchie
Capo d'Arno (foto p. maggi)
Anche se il colpo d’occhio non rende onore alla forza evocativa del nome l’importanza archeologica e storica del luogo è sicuramente straordinaria. Gli etruschi lo ritenevano un luogo sacro e vi gettavano bronzetti votivi per acquistare il favore degli dei. La prima statuetta fu ritrovata casualmente sulle rive del lago nel 1883. Destò tanto interesse che qui si costituì una società formata da appassionati locali di archeologia che intrapresero una campagna di scavi. Fu addirittura deciso di prosciugare il lago e i ritrovamenti furono eccezionali: oltre 600 statuette, figure umane, mezzi busti, membra e organi umani di ogni genere (mani, braccia, gambe mammelle, occhi) e immagini di animali (buoi, capre, pecore, cavalli), grandi catene fibule un frammento di candelabro di bronzo, circa 1.000 pezzi di rame, una moneta con l'effigie di Giano e altri oggetti di varia forma e misura, datati dalla metà del VI Sec. A.c. fino al periodo ellenico. Dopo la campagna di scavo del 2005 con il “Progetto Lago degli Idoli” il luogo è stato interamente ripristinato. Dal lago possiamo riprendere il percorso inverso che ci condurrà in circa 1 ora e 45 minuti alla Fonte del Borbotto.
Il Lago degli Idoli (foto p. maggi)
Si tratta di un percorso facile, lungo circa 4,5 chilometri con dislivelli di 200 metri in salita e altrettanti in discesa. Occorre seguire il sentiero CAI n. 17.

Nota: pubblicato su Coopinforma (rivista quadrimestrale dell'Associazione Cooperative Consumatori del Distretto Tirrenico)  n. 106, marzo 2013.

10 agosto 2012

L'"anello di Populonia": un trek fra mare e cielo

In rosso il nostro percorso

Il faro di Populonia
Ecco una passeggiata sospesi fra mare e cielo sul Promontorio di Piombino. In quella striscia di costa che guarda l’Elba  da spiagge bianche, strette calette o ripide scogliere e volta le spalle alla Val di Cornia, una terra ricca di storia, cultura, lavoro e natura raccontati in un percorso lungo oltre quattro secoli racchiuso in sei splendidi parchi: quelli costieri della Sterpaia e Rimigliano, dal Parco archeologico di Baratti e Populonia, da quello Archeominerario di San Silvestro e quelli naturali di Montioni e di Poggio Neri.
Siamo sull’Antica via dei Cavalleggieri, realizzata per collegare le torri di avvistamento lungo la costa da Livorno a Campiglia e permettere al corpo scelto di soldati a cavallo istituito da Cosimo Primo nel 1561, di pattugliare il litorale per impedire sbarchi di pirati barbareschi, merci e persone indesiderate.
Il nostro trek è un percorso ad anello intorno al suggestivo castello e Borgo di Populonia che inizia dal Golfo di Baratti, a ridosso del ristorante Canessa per raggiunge dopo circa 45/50 minuti la stupenda scogliera della Buca delle Fate e poi risalire fino al Reciso (25/30 minuti) e da lì scendere con la via della Romanella e la strada asfaltata, fino al posto di partenza (25/30 minuti).  Volendo si può di iniziare il percorso dal Reciso e farlo a ritroso: scendere alla Buca delle Fate e da lì dirigersi verso il Golfo di Baratti e poi tornare al Reciso. E' "un viaggio" nella natura e nella storia che regala scorci di rara bellezza e sensazioni che aprono il cuore, in ogni stagione. E' adatto a tutte le gambe purché attrezzate di scarponcelli comodi.

IL PERCORSO
In fondo al porticciolo di Baratti, proprio a ridosso del ristorante Canessa si imbocca il sentiero numero 302.
Dopo una decina di  minuti troviamo una prima area attrezzata con panche e tavoli di legno e un belvedere mozzafiato. Dopo aver superato una scala in legno per scavalcare un reticolato incontriamo il faro di Populonia. Dopo una serie di brevi saliscendi fra i 20, 40 e 50 metri sul livello del mare costellati da splendidi affacci sulla scogliera arriviamo alla suggestiva Buca delle Fate(40/50 minuti). 
l'arrivo a Buca delle Fate
Se la stagione è quella giusta merita un bel bagno.
Evitando l’ora più calda almeno in estate, dalla Buca delle Fate abbandoniamo il sentiero 302 che prosegue fino a Cala Moresca (Piombino) per imboccare il sentiero numero 301 e ci arrampichiamo fino al Reciso. E’ una sgambata. Ma breve, in parte all'ombra e soprattutto regala delle vere archeosorprese. A metà percorso circa, incontriamo un’area con alcune tombe e una cava risalenti al Secondo Secolo a.c., dove sono allestiti anche un paio di tavoloni in legno con panchine.
il porticciolo di Baratti
Dal Reciso, che avremo raggiunto dopo circa 25 minuti, prima con un sentiero ombroso detto “via della Romanella” poi con la strada asfaltata si raggiunge il punto di partenza in circa 30/35 minuti, accolti dalle acque calme del Golfo di Baratti.

Pao. Ma.