Il nostro viaggio nella natura prosegue a piedi sull'Appennino da Bologna a Firenze camminando lungo la "Via degli Dei".
Poco sopra la chiesetta di Madonna dei Fornelli, parte
subito la ripida salita lungo il sentiero CAI 19 fino al monte dei Cucchi.
Attraversando una bellissima foresta si scende fino al quadrivio di Pian di
Balestra da dove si segue l'asfalto fino al suo termine. Le indicazioni BO-FI e
strada Romana ci portano direttamente nel bosco, appena dopo il culmine del Monte
Bastione si trova il confine fra Emilia e Toscana. Qui sono visibilissime (tra
l’altro in zone in cui sono state costruite eleganti villette nel bosco)
tracce molto ben conservate di Flaminia Militare, ma anche cave, e segni
dell’intervento dell’uomo. Bellissimo il panorama che si apre a
Faggeta, dopo un cancello con la vallata del Setta che, ai piedi
dell’ampio pratone, mostra il meglio di se. Si supera il Casone e si
arriva alla Piana degli Ossi ed in località Passeggere, dopo il bivio per Bruscoli
si risale in maniera impegnativa fino ai 1200 metri
delle Banditacce “Cima Coppi” dell’escursione. Bella, anche
se non sempre ben segnalata, la discesa verso la Futa dove,
al Camping o alla Bottega poco più sotto, consigliamo di rifornirsi
abbondantemente di acqua, visto che non se ne
ritroverà fino a Sant’Agata. Costeggiato il cimitero tedesco della Futa
(magari uno può pensare anche ad una visita, pur essendo ben visibile anche da
fuori) luogo di grande riflessione, dalla strada che porta a Firenzuola, poco
dopo la rotonda, sulla destra dopo una cabina dell’Enel, riparte
il sentiero, non leggero, che attraverso numerosi saliscendi conduce al Monte
Gazzarro (che uno può raggiungere sino alla vetta oppure aggirare secondo le due
vie che portano all’Osteria Bruciata). La discesa, tutta nel bosco, non
sempre ben segnalata, è impegnativa, con appigli non facili, specialmente in
caso di pioggia, attraverso lo 00. Dal cippo in pietra dell’Osteria
Bruciata (la fonte è secca!) si trova l'indicazione CAI 46 per Sant'Agata.
Bella la discesa che offre ampi squarci sul Mugello, in particolare sulla zona
di Marcoiano, con la bella visione del Bilancino, che risplende soprattutto nel
pomeriggio. Il sentiero scende fino a Montepoli (volendo c’è acqua al
cimitero) passando dai ruderi delle case di Riarsiccio. A Sant’Agata,
oltre ai vari servizi, meritano una visita i tre musei (arte sacra,
archeologico e quello sulla civiltà contadina di Leprino) e l’antica
Pieve. Dal ponticino che arriva da Montepoli, se non si vuol visitare
Sant’Agata, si gira a destra, in direzione Galliano e dopo neanche un
chilometro, sulla sinistra, si trova il bivio per Gabbiano che attraverso una
strada abbastanza pianeggiante, prima sterrata, poi asfaltata, bei campi ed
alcune belle villette, si riscende su San Piero a Sieve costeggiando il campo
di golf. Qui, fine della nostra seconda e durissima tappa, ci sono varie
possibilità per dormire e mangiare: campeggio, pensioni, vari ristoranti e
pizzerie, anche se nel nostro caso ringraziamo la Polisportiva
per la possibilità immediata di fare docce e di cenare al campo
sportivo. Per questo itinerario ringrazio Alessio Barletti, autore, fra l'altro del volume "La flecha amarilla. Sul camino di Santiago" (Ed. Il granello di senapa).Pao. Ma.
Vedi anche:
https://paomaggiblog.blogspot.it/2013/06/sgambata-in-mountain-bike-fra-toscana.html
























