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6 novembre 2012

"Piazza delle lingue" celebra il Quattrocentesimo del Vocabolario della Crusca



Martedì 6 e mercoledì 7 novembre 2012 si terrà a Firenze la sesta edizione de La Piazza delle Lingue. L’Accademia della Crusca celebra quest’anno il quattrocentesimo anniversario della prima edizione del Vocabolario degli Accademici della Crusca (Venezia, 1612) e lo fa all’interno della Piazza delle Lingue manifestazione tradizionalmente dedicata al multilinguismo europeo. Quel Vocabolario infatti è stato lo strumento essenziale dell’unificazione linguistica nazionale ma anche il modello fondante per l’intera lessicografia europea.
La Piazza delle Lingue rappresenta per l’Accademia della Crusca il più significativo momento di comunicazione diretta con un pubblico ampio e anche quest’anno, attraverso una serie di iniziative (tavole rotonde, spettacoli, momenti divulgativi) si coniugheranno i risultati della ricerca e della riflessione linguistica avanzata con le domande, le curiosità, le esigenze di informazione dei molti “amatori” della lingua italiana. L’importanza delle lingue nel mondo continua e crescere e con esse quella dei vocabolari. Sulla base della storia illustre del Vocabolario degli Accademici della Crusca si intende trattare della vitalità di questi strumenti secolari e di progetti futuri.

Martedì 6 novembre Villa medicea di Castello, sede dell’Accademia della Crusca, Via di Castello 46

Ore 10:30, L’Europa dei dizionari per il IV centenario del Vocabolario della Crusca. Presiede: Tullio De Mauro (Accademia della Crusca), con interventi di Éva Buchi (Analyse et Traitement Informatique de la Langue Française, CNRS), Wolfgang Klein (Max-Planck-Institut für Psycholinguistik), José Antonio Pascual (Real Academia Española), John Simpson (Oxford English Dictionary).

Ore 14, visita guidata alla Sala delle Pale e alla mostra documentaria L’Accademia della crusca e il 400 anni del Vocabolario. La mostra vuole evidenziare le tappe fondamentali che hanno portato alla pubblicazione del Vocabolario, attraverso l’esposizione di documenti originali che ripercorrono le fasi di elaborazione del lavoro lessicografico. Vengono così mostrati significativi manoscritti, affiancati da preziose e rare opere a stampa, conservati nell’Archivio storico e nella Biblioteca dell’Accademia.

Ore 15 Il Vocabolario del 1612 nella storia civile e letteraria degli italiani. Presiede Massimo Fanfani. Interventi di Giuseppe Galasso: Lingua e identità nazionale nell’Italia moderna; Philippe Daverio: Le lingue instabili dell’Italia colta; Edward F. Tuttle: Le teorie filologiche fiorentine alla base del Vocabolario; Giovanni Cipriani: Concino Concini, ovvero il Vocabolario e la politica; Giuseppe Nicoletti: La cultura letteraria a Firenze all’inizio del Seicento; Hermann Haller: Prima del Vocabolario della Crusca: la festa bilingue di John Florio.

Ore 18:30 spettacolo Vita, costumi e studi di Dante, come li raccontò Giovanni Boccaccio di e con Virginio Gazzolo. In collaborazione con DANTE2021, Ravenna.

Mercoledì 7 novembre, Le Murate - Spazi Urbani Contemporanei (SUC), Via dell’Agnolo / Via Ghibellina

Ore 11, L’italiano in Europa: realtà e prospettive. Presiede: Giovanni Puglisi (rettore dello IULM, Milano), Giuseppe Brincat (Malta), Loredana Cornero (RAI – Comunità Radiotelevisiva Italofona), Elzbieta Jamrozik (Varsavia), Francisco Rico (Barcellona), Harro Stammerjohann (Francoforte).

Ore 15:00, Presentazione del nuovo portale www.accademiadellacrusca.it. La nuova piazza virtuale della Crusca. Presiede: Nicoletta Maraschio (presidente dell’Accademia della Crusca), partecipano: Marco Biffi (responsabile del sito della Crusca), Federico Barraco (AdF-Aeroporto di Firenze), Marco Boni (SOFTEC S.p.A.), Francesco Bàucia (PreTesti. Occasioni di letteratura digitale), Annamaria Testa (Università Bocconi, Milano; www.nuovoeutile.it). Il nuovo sito dell’Accademia viene inaugurato a dieci anni dalla sua precedente versione. Uno dei primi obiettivi del nuovo sito è stato il miglioramento dell’accesso all’informazione con percorsi guidati, chiamati “Piazze delle lingue”, e con un motore di ricerca più potente. Tra le nuove sezioni quella per la vendita delle pubblicazioni e l’angolo di discussione sul tema linguistico del mese. Il nuovo sito si completa con una pagina ufficiale dell’Accademia su Facebook e su Youtube.

Ore 16:30, I vocabolari: come si fanno e come si usano. Conduce: Alberto Puoti (RAI “La Storia siamo noi”); partecipano: Mario Cannella (lo Zingarelli), Ugo Cardinale (il Cortelazzo Cardinale), Valeria Della Valle (il Vocabolario Treccani), Giuseppe Patota (Garzanti italiano), Francesco Sabatini (il Sabatini Coletti), Maurizio Trifone (il Devoto-Oli).

Ore 19:00, concerto Incanto barocco: variazioni e cantate all’epoca del primo Vocabolario, a cura del Conservatorio di Musica “L.Cherubini” di Firenze; con I musici in villa (Francesca Bizzarri, soprano; Francesco Tomei, viola da gamba; Umberto Cerini, clavicembalo). Musiche di G. Carissimi, G. Frescobaldi, R. Rogniono, B. Storace, B. Strozzi, A.F. Tenaglia. La manifestazione si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio della Provincia di Firenze, in collaborazione con il Comune di Firenze - Le Murate, Spazi Urbani Contemporanei (SUC), l’Associazione Amici dell’Accademia della Crusca, la Banca CR Firenze, Il Centro di Linguistica Storica e Teorica: Italiano, Lingue europee, Lingue orientali (Clieo) dell’Università degli Studi di Firenze, il Conservatorio di musica Luigi Cherubini, l’Associazione Culturale La Nottola di Minerva e l’Associazione Dante 2021.

Partecipazione libera per tutti gli eventi

25 settembre 2012

Agnes Heller: "A Firenze ho incontrato il mio sogno di un mondo adeguato all'uomo"



La grande filosofa ungherese ha presentato a Firenze “I miei occhi hanno visto"

di Paolo Maggi

“Quando parliamo del mondo parliamo della storia del mondo e nessun periodo storico è stato semplicemente bello, piacevole e positivo, c’è sempre crudeltà, povertà, dolore. Se mi sento responsabile verso il mondo non posso dire che questo mondo è bello. Ma posso dire che ci sono persone buone e questo è molto bello” così la grande filosofa ungherese Agnes Heller ha spiegato il suo pensiero sulla bellezza del mondo in una biblioteca delle Oblate a Firenze, stracolma di gente in occasione della presentazione dell’ultimo libro sulla sua vita e il suo pensiero “I miei occhi hanno visto”. All’evento, promosso dalla rivista Testimonianze e dall’associazione “Politica e Società” hanno partecipato Severino Saccardi, Simone Siliani, Vittoria Franco, Dario Nardella e i curatori del libro Francesco Comina e Luca Bizzarri.
“Agnes è un’amica e una maestra che continua a scrivere, pensare e inventare forme nuove di espressione del pensiero”  ha detto fra l’altro Vittoria Franco, senatrice e filosofa dopo il saluto del sindaco di Firenze Nardella e aver ricordato i giorni passati insieme alla Heller nel 1995 a Firenze, nel corso di una lunga intervista pubblicata sulla rivista Iride.
“Mi sono servita spesso delle sue riflessioni per la mia ricerca – ha aggiunto Vittoria Franco -. In particolare quelle sul concetto di “individuo contingente” con il quale la Heller definisce l’individuo moderno come avvolto in una busta senza indirizzo. Tocca a lui scriverlo. Nel mondo pre-moderno  l’indirizzo era scritto sulla busta, gli uomini e le donne della modernità sono tutti contingenti, non pre-destinati”.
Nata nel 1929 a Budapest da famiglia ebrea Agnes Heller da marxista a liberal-democratica, dissidente e esiliata, racconta nel libro-intervista il suo pensiero e la sua vita attraverso il secolo dei totalitarismi e delle utopie. Il padre anarchico, la vita nel ghetto, la nascita e gli sviluppi della sua amicizia con Gyorgy Lukàcs, la bomba di Hiroshima e l’equilibrio del terrore atomico, la dittatura nel suo paese e il crollo del sistema sovietico, la globalizzazione e i problemi del pianeta.
Il primo capitolo de “I miei occhi hanno visto” racconta del suo primo viaggio in Italia, nel 1960  descritto dalla Heller come una delle esperienze più importanti della sua vita. Fu quel viaggio In Italia e nella “sua Firenze”  a ispirarle “L’uomo del Rinascimento”, il libro che divenne la premessa per il grande successo che ebbe poi con “La teoria dei bisogni”, testo chiave della Scuola di Budapest, rilettura umanistica del marxismo che le procurò persecuzioni in Ungheria e sollevò rinnovate speranze in tutto l’Occidente.
Una parte importante del libro è dedicata ad Auschwitz dove morì suo padre, mentre lei rimase nel ghetto di Budapest con la mamma fino alla liberazione. “Tutte le volte che in questo libro ho raccontato una storia – ha detto la Heller rispondendo alle domande di Saccardi, tradotte simultaneamente da Siliani – ho anche elaborato una riflessione sui temi affrontati in quell’esperienza. Fra questi la Shoàh è naturalmente la più terribile. Ma posso dire che anche in momenti così tremendi  ho conosciuto aspetti del bene”. “Anche nei campi di concentramento tedeschi e nei gulag, che sono la somma del male - ha detto Heller - ho avuto esperienze di buone persone”. Rimanendo in Italia poi ha ricordato Primo Levi che riceve un pezzo di pane dal suo persecutore. “Non si tratta solo di un pezzo di pane – ha detto ancora la filosofa - ma della consapevolezza che esistono persone buone. E questo mi ha dato la speranza, il bisogno di rimanere viva”.
Nota: articolo pubblicato sul numero 104 di Coopinforma (www.coopinforma.it).

11 settembre 2012

"Le nuvole di Timor" di Marco Ferrari alla festa Democratica di Firenze



Giovedì 13 settembre alle ore 19 allo Spazio Cultura della Festa Democratica del Parco delle Cascine, Marco Ferrari presenta il suo nuovo romanzo “Le nuvole di Timor” edito da Cavallo di Ferro.
Marco Ferrari,  a lungo giornalista dell’Unità a Firenze, autore del romanzo "Alla rivoluzione sulla Due Cavalli", da cui è stato tratto il film omonimo vincitore del Pardo d'Oro al Festival di Locarno 2001, ci conduce ora in un viaggio di iniziazione  sull’isola di Timor, nell’Oceano Indiano, ultimo scalo dell’estinto impero portoghese. “Le nuvole di Timor” è allo stesso tempo un romanzo d'impegno ma anche una narrazione ironica di ciò che ha provocato il colonialismo. Un sfacelo che solo la Rivoluzione dei Garofani del 1974 ha svelato al mondo e che neppure le svolte liberatorie degli ex possedimenti ha risolto.
Enrico è un indolente professore romano di Storia del cinema quando un'inaspettata confessione della madre malata arriva a stravolgergli l'esistenza. A Timor Est, occupato dagli indonesiani, vivrebbe un fratello, mai conosciuto e ormai adolescente. Il suo compito è ritrovarlo ma per portare a termine la missione non basterà intraprendere un viaggio alla volta dell’isoletta dimenticata da Dio. Di qui un'avventura picaresca e quasi surreale tra spie di professione, preti coraggiosi, nostalgici della monarchia, commercianti genovesi, gruppi armati e inquietanti generali, che si concluderà con un ricongiungimento dal sapore dolceamaro.
Attraverso le vicende dei due protagonisti - il piccolo Manuel con la sua stramba compagnia di parenti e amici e Enrico accompagnato dall’amica Jolanda – nel romanzo "Le nuvole di Timor" Ferrari racconta dell'ultimo periodo del dominio indonesiano a Timor Est e consegna al lettore non solo una storia divertente ma anche un romanzo d'impegno civile. Senza rinunciare al taglio ironico, debitore della grande commedia all'italiana, Ferrari denuncia gli errori, le dimenticanze e gli abbandoni del colonialismo.
Marco Ferrari ha pubblicato Tirreno (Editori Riuniti, 1988), I sogni di Tristan (1994), Alla rivoluzione sulla Due Cavalli ( 1995), Grand Hotel Oceano (1996) e Ti ricordi Glauber (1999), tutti da Sellerio. Con Alessandro Benvenuti ha firmato La vera storia del mitico undici (Ponte alle Grazie, 1998). Nel 2004 ha pubblicato Cuore Atlantico e nel 2009 Morire a Clipperton, entrambi da Mursia. Nel 2010 Il porto di Exodus (De Ferrari).

8 settembre 2012

A Gardini, Anedda e Lo Piparo il Premio Viareggio




 Al sociologo Gallino il premio internazionale 

Nella sezione narrativa ha trionfato Nicola Gardini con “Le parole perdute di Amelia Lynd” (Feltrinelli), mentre Antonella Anedda l’ha spuntata nella sezione poesia con “Salva con nome” (Mondadori) e Franco Lo Piparo si è affermato nella sezione saggistica con “I due carceri di Gramsci” (Donzelli). Rispetto alle passate edizioni erano presenti alla serata finale del Premio di letteratura “Viareggio-Rèpaci 2012”, al Centro Congressi del Principe di Piemonte, tutti i nove finalisti. Assegnato, infine, al sociologo Luciano Gallino il Premio internazionale Viareggio-Rèpaci.

27 luglio 2012

Pagina dopo pagina... la necropoli delle Pianacce

Seicentocinquanta schede tecniche, 500 disegni e altrettante foto per una poderosa pubblicazione che segna la conclusione di dieci anni di scavo e restauro.

Con 650 schede tecniche, oltre 500 disegni e altrettante foto, è la prima pubblicazione completa realizzata sulla Necropoli delle Pianacce, uno dei siti archeologici più importanti dell’Etruria settentrionale.
“La necropoli delle Pianacce nel Museo Civico Archeologico di Sarteano” è il poderoso volume, edito da Silvana Editoriale nella nuova collana scientifica della Fondazione Musei Senesi che vede la luce grazie ad un progetto della stessa FMS finanziato dalla Fondazione Monte dei Paschi e attraverso il Piano Integrato della Cultura di Regione Toscana. La pubblicazione sarà presentata martedì 31 luglio, alle 18,00, presso il Teatro degli Arrischianti di Sarteano, alla presenza del sindaco Francesco Landi e del presidente della Fondazione Musei Senesi Gianni Resti. Oltre agli autori del volume: Alessandra Minetti, Chiara Mencarelli, Alessandro Maccari, Andrea Vanni Desideri, Erika Alberini e Edilberto Formigli, interverranno anche il funzionario della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana Monica Salvini e il professor Stefano Bruni dell’Università di Ferrara, uno dei più noti etruscologi italiani.
Il volume, a cura di Alessandra Minetti, presenta nel dettaglio i corredi delle prime venti tombe - databili dalla metà del VI sec. a. C. fino al II sec. d. C – rinvenute nell’area, oggetto negli ultimi dieci anni di un importante lavoro di recupero portato avanti dal Museo Civico Archeologico di Sarteano e dal Gruppo Archeologico Etruria. Un esempio “anomalo” di scavo condotto quasi a costo zero, con la formula della concessione di scavo data dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali direttamente al Comune e la manodopera gratuita degli archeologi e del gruppo di volontari. Una straordinaria testimonianza che fornisce preziose notizie sul rinvenimento della grande struttura teatriforme di epoca arcaica, come area sacra della necropoli.
La pubblicazione del volume è il terzo importante risultato di un’operazione più vasta cominciata dopo lo scavo con una lunga attività di restauro - coordinata dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana e in gran parte realizzata dalla Fondazione Musei Senesi, grazie a fondi della Fondazione Monte dei Paschi e dal Comune di Sarteano - presso il laboratorio di restauro del Museo Archeologico da Roberta Laurini, che ha realizzato anche i disegni dei reperti. E’ seguita una fase di catalogazione e di studio che ha impegnato lo staff di tre etruscologi del Museo e una serie di altri studiosi, che hanno condotto l’analisi della fase medievale della necropoli e le analisi antropologiche. Il risultato di questo lungo lavoro è un’area archeologica attrezzata dove sono state messe in luce a oggi 21 tombe (19 etrusche e 2 romane) di cui 13 rese visitabili, tra cui la notissima Tomba dipinta della Quadriga Infernale (non compresa in questo volume, in quanto già più volte edita, anche nella monografia del 2006).
Un’area visitata già dal 2005 da migliaia di persone di tutto il mondo che è il cuore di un ambizioso progetto di sistemazione paesaggistica che potrebbe portare alla realizzazione di un vero e proprio Parco Archeologico. In questa direzione già dal 2009, è stata realizzata un’intera nuova sezione del Museo con l’ampliamento di due sale, dove sono esposti più di 400 nuovi reperti provenienti dai nuovi scavi e la ricostruzione a grandezza naturale della tomba della Quadriga Infernale. Il volume - che arriva al termine di questo lungo e articolato progetto di valorizzazione dell’area - si pone quindi come un contributo fondamentale per la conoscenza dell’agro chiusino in epoca etrusca e come l’edizione completa di uno dei siti archeologici più interessanti dell’Etruria settentrionale.

17 novembre 2011

29 finalisti per “Lo scrittore toscano


Sono ventinove i finalisti del premio “Lo scrittore toscano dell’anno 2011” (primo premio e i due premi selezione), organizzato dall’Associazione Fiera del libro toscano con la Presidenza del consiglio regionale della Toscana e il Comune di San Miniato (Pi), dove la manifestazione culturale è nata nel 1993. Al giudice unico, scelto dall’organizzazione, ora il compito di decretare i vincitori.
Ecco, in ordine sparso, i nomi dei finalisti: Roberta Lepri; Andrea Genovali; Fabrizio Borghini e Jacopo Nesti; Rachele Innocenti; Claudio Biscarini; Antonella Manzione; Paolo Virzì; Roberto Carifi; Cristina Preti; Sergio Nelli; Carlo Lapucci; Donatella Donati; Sergio Rossi; Laura Vignali; Roberta Baldini; Marco Catocci; Gordiano Lupi; Andrea Gamannossi; Lorenzo Andreaggi; Lucia Butini; Marco Trogi; Luca Bandini; Simone Ghelli; Graziano Bellini; Simone Falorni; Silvio Waldergan; Domenico Massaro; Nicola Baronti; Alberto Fiaschi; Marco Del Bucchia.
I finalisti per il premio speciale destinato ad autori, editori e operatori culturali impegnati nella diffusione e valorizzazione del libro e della cultura toscani sono: Erica Gardenti editrice (Soleombra di Firenze) e scrittrice; Edizioni Effigi, di Arcidosso, che dà spazio e voce, soprattutto, alla Maremma e all’Amiata; Marco Del Bucchia, editore di Massarosa-Viareggio con un occhio di riguardo per la Versilia; Gordiano Lupi, deus ex machina delle Edizioni Il Foglio di Piombino, scrittore; Lucia Bruni, critica d’arte, animatrice culturale e scrittrice; Franco Manescalchi, poeta. Il premio selezione lettori verrà invece deciso dai lettori che  hanno espresso 1080 preferenze interessando 17 autori. La premiazione avverrà a Firenze, nell’ambito della festa della Toscana, sabato 17 dicembre in Palazzo Panciatichi.            
Pao. Ma.

4 ottobre 2011

Dedicata al "disincanto" la 17esima edizione di "leggere per non dimenticare"

di Paolo Maggi


Ezio Mauro, Michela Murgia, Valeria Parella e Sergio Staino sono alcuni tra i  protagonisti della 17esima edizione di "Leggere per non dimenticare" che prenderà il via mercoledì 5 ottobre alle 17.30 alla biblioteca delle Oblate a Firenze con il libro “Mangiare. Bisogno, desiderio, ossessione” dello storico Paolo Rossi.
L'importante rassegna ideata e curata con passione da Anna Benedetti proseguirà attraverso un ricco calendario che fino a maggio 2012 proporrà oltre cinquanta appuntamenti letterari con filosofi, linguisti, storici, scienziati, architetti, psicoanalisti intorno al tema del "disincanto, del ritorno alla realtà dalle illusioni e dalle delusioni".
Tra gli autori anche il direttore di Repubblica Ezio Mauro con “La felicità della democrazia, un dialogo con Gustavo Zagrebelsky (23 marzo 2012); Stefano Rodotà con “La narrazione dei diritti” (24 aprile); John Milton con “Uccidere il tiranno (16 maggio); Roberto Vecchioni con “L’oscurità prima del buio” (23 maggio); Vannino Chiti con “Religioni e politica nel mondo globale” (14 ottobre); Michela Murgia con “Ave Mary” (21 dicembre); Sergio Staino con “Stainoterapia dell’amore” (7 marzo); e Valeria Parrella con “Lettera di dimissioni” (20 gennaio).
Gli incontri si svolgeranno alla biblioteca delle Oblate e sono a ingresso libero. Il programma completo sul sito www.leggerepernondimenticare.it