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19 novembre 2014

Legambiente: "Fermate la distruzione delle Apuane"


Fioccano accuse pesanti ma ben argomentate quelli di Legambiente: "la Regione toscana deve cacciare il presidente e la dirigenza del parco Regionale delle Alpi Apuane che fanno solo gli interessi degli imprenditori e non quelli dell'ambiente e dei territori".
A sostenere l'appello un dossier che punta i riflettori su13 cave che si trovano all'interno del Parco e per le quali si chiede lo stop all'escavazione. "Non uno stop a prescindere - precisa Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente toscana - ma  la cessazione graduale di operazioni di distruzione e depredazione autorizzata del territorio".  Riaperture, ampliamenti e fusioni di cave dismesse, sbancamenti di nuovi versanti, nuove strade di arroccamento, nuovi ravaneti, valutazioni d'impatto ambientale alquanto sommarie, l'86,4% di detriti per estrarre il 13,6% di blocchi, acquiferi messi in pericolo da dilavamenti di terre e marmettola; circhi glaciali, cavità carsiche, versanti sopra i 1.200 metri e siti d'interesse comunitario per la biodiversità, intaccati da nuove escavazioni e non è tutto. Un vero e proprio bollettino di guerra all’ambiente. "Basta consultare il sito del Parco Regionale delle Alpi Apuane e cliccare sugli atti di autorizzazione in corso per 13 cave di marmo - ha sottolineato Ferruzza - per rendersi conto che tutto questo sta succedendo, e non è un’eccezione ma la norma, all’interno di un importante Parco Regionale, riconosciuto anche come Geo-Parco delle rete Europea dei Geo-Parchi, nonché l’area più importante per la biodiversità della Toscana, per la quale l’Unione europea esige una tutela particolare e che rischia, anzi quasi sicuramente se non saranno presi provvedimenti urgenti, la possibilità del riconoscimento da parte della Rete Globale dei Geo-Parchi, sotto gli auspici dell’UNESCO.
In seguito a questa situazione, Legambiente ha deciso di scrivere al Presidente del Parco, al Presidente e agli Assessori competenti della Regione Toscana ed al Coordinamento di EGN-European Geoparks Network in Francia, per denunciare il pericolo al quale sono esposte le Alpi Apuane, attraverso un dossier articolato e documentato che prende in esame i documenti di autorizzazione in corso per 13 cave di marmo nel territorio del Parco, distribuite in tutte le aree: Lunigiana e versante apuano della Provincia di Massa-Carrara, Garfagnana e Alta Versilia in Provincia di Lucca. Legambiente esprime profonda preoccupazione per le numerose autorizzazioni in corso di cave nel Parco Regionale delle Alpi Apuane che comportano conseguenze incompatibili con l’equilibrio dei delicati ecosistemi e, in particolare, con il sistema degli acquiferi carsici, particolarmente vulnerabili alle infiltrazioni di polvere di marmo, terre di risulta ed oli esausti. “Questa situazione – commenta Fausto Ferruzza, Presidente di Legambiente Toscana – appare in contraddizione con la parallela revisione del Piano di Indirizzo Territoriale con valenza di Piano Paesaggistico, adottato il 2/7/2014 dalla Regione Toscana, e, soprattutto, in stridente e

paradossale contrasto con le direttive e le finalità istitutive stesse del Parco Regionale delle Apuane! Per questo, il nostro livello di preoccupazione è massimo”. “Gli enti in indirizzo – dichiara Antonio Nicoletti, Responsabile nazionale aree protette di Legambiente – devono adoperarsi per sospendere tutti i procedimenti autorizzativi delle cave in questione e rivedere radicalmente pianificazione e atti amministrativi del Parco. Non è ammissibile che un Parco Regionale, per di più in Toscana, interpreti a favore dell’escavazione speculativa le Direttive europee per la biodiversità e i principi che stanno alla base della sua inclusione nella Rete Europea e Globale dei Geoparchi. Se le richieste appena formulate non fossero pienamente attese, a Legambiente non rimarrebbe che segnalare alla UE la violazione delle Direttive di Natura 2000 e proporre l’esclusione delle Alpi Apuane dalla Lista dei Geoparchi europei”.
Pao. Ma.

5 novembre 2014

Nuovo Centro visite del Parco delle Foreste Casentinesi a Londa

"Accessibilità, educazione ambientale e sport all'aria aperta" sono le parole chiave che hanno guidato i lavori per il nuovo allestimento del Centro Visita del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. Realizzato grazie all'aggiudicazione di finanziamenti europei e con un cofinanziamento del Parco Nazionale, il centro rinnovato sarà inaugurato sabato prossimo, 8 novembre, alle 16.  I lavori esterni hanno risolto tutti i problemi legati all'accessibilità: è stata, infatti, realizzata una nuova rampa ed un posto auto per portatori di handicap ed anche tutti i locali interni all’edificio potranno essere visitati da chi ha ridotta mobilità.
Per quanto riguarda l'educazione ambientale, il nuovo allestimento è interamente dedicato al tema dell'acqua come bene prezioso e sorgente di vita. Nel rinnovato Centro Visita ci sono pannelli esplicativi, diorami e proposte per attività ed esperienze che guideranno i visitatori, piccoli e grandi, ma anche le scolaresche, a scoprire il valore dell'acqua e la vita presente nei torrenti e nei laghi dell'area protetta. Nel progetto è stata inserita anche una fornitura di microscopi e altre attrezzature tecnologiche per approfondire le esperienze anche in ambito scientifico. All'esterno verrà inaugurata la nuova risistemazione della "Fonte agli occhi", una memoria storica e meta leggendaria per la comunità, si tratta di una piccola sorgente che in passato si diceva guarisse le malattie della vista.
"Orienteering", sport all'aria aperta è l'ultimo intervento, di certo non in ordine d'importanza, che completa il progetto. L'attività dell'orienteering è ormai sempre più conosciuta grazie all'importante lavoro divulgativo delle associazioni di settore. Con questa attività si impara a leggere la bussola, a orientarsi in una mappa topografica, esercitando le capacità logiche, mentre si svolge un'importante attività fisica.
Pao. Ma.

22 settembre 2014

110 comuni toscani parteciperanno alla XXII edizione di Puliamo il mondo


Da venerdì 26 a domenica 28 settembre torna l’appuntamento con Puliamo il mondo, la più famosa iniziativa di volontariato ambientale organizzata da Legambiente in collaborazione con la Rai. 
"Esiste un intero spazio da riconquistare, quello della tua città!" e proprio all'insegna di questa consapevolezza fatta slogan la XXII edizione di Puliamo il Mondo coinvolgerà migliaia di cittadini per ripulire le aree degradate del proprio territorio. Inoltre, durante la tre giorni e in occasione dell'Expo 2015 Legambiente intende porre l'attenzione anche su un altro importante tema: lo spreco alimentare con una nuova campagna "Buon cibo - Chi apprezza il cibo non lo spreca". La proposta è, infatti, di utilizzare la Good-Food-Bag, un sacchetto individuale prodotto in Italia e in plastica riciclabile, riutilizzabile per il trasporto di cibo avanzato, ma ancora intatto, da pasti fuori casa.
A Viareggio in chiusura della manifestazione è stata organizzata una speciale rimozione delle lenze abbandonate o portate dal mare che si trasformano in trappole mortali per gli uccelli migratori provenienti dal Nord che sostano nella piccola spiaggia del Triangolino incastonata nel porto. L'appuntamento è alle 9.30 di domenica presso il Faro.
Venerdì 26 tra le iniziative principali: "Puliamo il mondo dalle discriminazioni", edizione speciale con una decina di detenuti della Casa di Reclusione di Massa Carrara i quali spenderanno uno dei loro permessi per partecipare alla campagna di Legambiente in collaborazione con i bambini delle scuole, l'amministrazione comunale ed alcune associazioni per dire NO ad ogni tipo di discriminazione. L'inclusione sociale sarà anche il tema di Puliamo il Mondo a Pistoia, dove il circolo di Legambiente il 27 settembre (h.14.30) con la collaborazione del carcere di Pistoia, Pro Loco e Agesci, in località Spedaletto, eseguiranno la pulizia insieme a cinque detenuti dell'Istituto Circondariale di Pistoia in permesso premio.
A Siena (sabato 27 settembre ore 9.30/12.00) Puliamo il Mondo, col Circolo locale, con studenti, istituzioni e cittadini, si occuperà della zona delle Valli di Follonica, il cuore green della città del Palio. All’interno della cinta muraria medievale, a pochi passi da Piazza del Campo, esistono oggi ampie aree naturali che generazioni di contadini hanno coltivato preservandole dall’urbanizzazione grazie alla presenza di numerosi orti.  Sempre sabato 27, nel comune di Prato (h.10, ritrovo presso il piazzale antistante il Centro Polifunzionale Michele Ventrone) l’evento si svolgerà nel quartiere di San Giusto. La scelta di questo luogo si può considerare l’inizio di un percorso che vuol portare alla valorizzazione delle aree periferiche della città.
In provincia di Lucca, il circolo Legambiente Capannori organizzerà nei giorni di venerdì e sabato Puliamo il Mondo in collaborazione con i comuni di Capannori e Porcari, insieme ad alcune aziende del territorio ed associazioni di volontariato, oltre agli alunni e ai docenti delle scuole secondarie. L’obbiettivo è quello di creare un percorso condiviso per la tutela degli ambienti naturali di Capannori e della  Piana di Lucca; in particolare, le iniziative si svolgeranno nelle seguenti aree protette: Lago della Gherardesca e sito archeologico 100 Fattorie del Frizzone; Parchi: Capannori parco pubblico, Percorso Vita di Pian di Casciana Marlia, la Torretta di Porcari, Colline Nord; nei Rii di irrigazione e canali di deflusso acque; ed infine Fiume Serchio versante Est (zona Capannori/Lucca) lungo il percorso della pista ciclabile.
In Toscana partecipano a "Puliamo il mondo" 110 comuni. Per saperne di più: www.puliamoilmondo.it, www.legambiente.it.
Paolo Maggi

13 maggio 2014

In migliaia alla Festa del Padule nella Giornata dei parchi

Migliaia i visitatori provenienti non solo dalla Valdinievole ma anche da altre parti della regione, compresi molti turisti stranieri, hanno affollato gli spazi del nuovo Centro Visite di Castelmartini per visitare le varie mostre temporanee di fotografia e pittura naturalistica e l'esposizione permanente sul Padule di Fucecchio.
Un vero successo per la "Festa del Padule" organizzata domenica scorsa dal Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio, nell'ambito della Giornata Europea dei Parchi, con il patrocinio della Provincia di Pistoia e il contributo della Regione Toscana. Molto affollati, oltre alle mostre, anche gli stand degli artigiani impegnati nell’intreccio di cesti, borse e cappelli o nella “rinvestitura” di sedie e fiaschi con le foglie delle erbe palustri, e il mercatino con una ventina di espositori selezionati: dai giocattoli in legno alle trottole alla scultura in pietra e in legno; dai prodotti dell'orto ai formaggi, al vino e al miele, tutti biologici.
Le visite guidate nel Padule di Fucecchio hanno fatto registrare un afflusso incredibile: approfittando dei minibus della Società Soccorso Pubblico di Larciano e del servizio di noleggio gratuito delle mountain bike offerto da Unicoop Firenze, oppure autonomamente (sia a piedi che in bicicletta) almeno 1000 persone hanno percorso via de Le Morette, chiusa per l’occasione al traffico motorizzato, raggiungendo la Riserva Naturale.
Nell'ambito della Festa, a inizio mattinata, è stato inaugurato il progetto di riqualificazione della viabilità di collegamento con il Porto de Le Morette realizzato dal Comune di Larciano; lungo il percorso, quattro pannelli informativi a cura del Centro guidano i visitatori alla scoperta dei vari ambienti attraversati.
Intanto le mostre allestite per la Festa del Padule (mostra fotografica sul Padule di Fucecchio, mostra sulle orchidee spontanee di Luigi Bellandi, mostra di pittura naturalistica di Alessandro Sacchetti) rimarranno esposte almeno fino a giugno, e sarà possibile visitarle in occasione delle aperture del Centro Visite di Castelmartini nei fine settimana (di solito il sabato pomeriggio e la domenica tutto il giorno) segnalate su www.paduledifucecchio.eu.
Pao. Ma.

27 febbraio 2014

Sugli scaffali Coop il tonno pescato a canna

Tonni adulti della specie “Pinna gialla” pescati con la pesca a canna, in grado di consentire catture selettive e di non compromettere gli stock delle specie a rischio di sovra sfruttamento. 
E’ il tonno Pole and line in arrivo sugli scaffali di Coop nella linea a marchio Fior Fiore ovvero il top dell’eccellenza gastronomica. Che unisce alla sostenibilità la grande qualità: un prodotto trancio intero, a lenta maturazione.

Sull’etichetta di questo nuovo prodotto, la cui lavorazione è completamente made in Italy, compare il bollino blu “Pescato a Canna”, l’avanguardia della pesca sostenibile perché non solo è un metodo one to one che fa a meno ovviamente sia delle reti che dei cosiddetti “FAD” (Fish Aggregating Devices) ovvero i sistemi galleggianti aggregatori di altri pesci. Ma è anche un metodo che richiede più manodopera, mentre la pesca industriale punta a ridurre al minimo gli equipaggi. Inoltre sul cluster del restante tonno a marchio abbiamo deciso di riportare in chiaro: la specie, il sistema di pesca utilizzato, le zone Fao di pesca evidenziate su un planisfero.
Queste ulteriori azioni non sono che la prosecuzione di un impegno decennale di Coop sul fronte della pesca sostenibile. Coop infatti  è stata la prima catena distributiva italiana ad essere inserita nell’elenco ufficiale delle aziende certificate “Dolphin safe”, progetto nato a seguito delle proteste degli ambientalisti in merito al sistema di pesca del tonno utilizzato dalle flotte operanti nell’Oceano Pacifico Orientale ed all’elevato tasso di mortalità di delfini che ne derivava. E così dal gennaio 2001 il tonno a marchio Coop è dotato del marchio “dalla parte dei delfini”, che indica la conformità allo standard di certificazione proposto dall’Earth Island Institute, organizzazione no-profit con sede a San Francisco e filiali in tutto il mondo, per la salvaguardia dei delfini nella pesca del tonno.
Inoltre Coop aderisce al progetto “Friend of the sea”, estensione del progetto Dolphin-Safe, e sempre supportato da Earth Island Institute, per una pesca ecologicamente e socialmente sostenibile, nel rispetto degli ecosistemi marini. Sempre inerente il settore della pesca, Coop ha deciso nel 2007 di sospendere la vendita di tonno rosso (Thunnus Thynnus) nei propri negozi per un corrispettivo di 6.000 animali all’anno. Con questa iniziativa Coop è stata la prima azienda italiana ad accettare la sfida della salvaguardia di una specie a rischio di estinzione.
Pao. Ma.

7 febbraio 2014

Spiagge "liberate" all'Argentario

"Una scelta di civiltà" è il commento a caldo di Legambiente alla scelta del comune di Monte
Argentario di riaprire tutti gli accessi a mare e renderli più accessibili per gli abitanti del territorio e per i turisti. «Liberare gli accessi chiusi è una campagna che l’associazione del cigno porta avanti con impegno e costanza da anni - ha detto fra l'altro il presidente nazionale di Legambiente Gentili - proprio perché è assurdo ed inconcepibile che i proprietari di terreni e abitazioni vicine al mare chiudano impropriamente i passaggi per arrivare a mare, trasformando ciò che è un bene destinato alla pubblica fruizione, in aree private e recintate. In tal modo infatti numerose spiagge e scogliere suggestive e particolarmente belle frequentate da numerosi anni dagli abitanti di monte argentario  vengono escluse alla pubblica fruizione».  "Ci auguriamo - ha concluso Gentili - che anche altri comuni costieri toscani e di altre regioni italiane, prendano questo come un esempio da seguire e assicuriamo la nostra collaborazione affinché l’iniziativa raggiunga gli obbiettivi annunciati.

7 gennaio 2014

Alla scoperta delle "buone erbe" nel Padule di Fucecchio


 Al via presso il Centro visite il corso di educazione permanente alla scoperta delle piante alimentari "Le buone erbe ".
Molte delle erbe spontanee che vivono nei nostri ambienti naturali offrono, a chi sa apprezzarle, una insolita materia prima per la preparazione di piatti sani e tradizionali.
Proprio il riconoscimento, l’utilizzo e la coltivazione delle piante selvatiche di uso alimentare e delle piante aromatiche è lo scopo del corso "Le buone erbe" che il Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio e la Sezione Soci Coop Valdinievole organizzano nei mesi di febbraio-aprile, a partire da venerdì 14 febbraio.
Durante gli incontri, tenuti da laureati in Scienze Naturali ed esperti del settore, vengono presentate le specie principali con l’ausilio di immagini e materiale dal vivo; per le piante aromatiche si parla anche delle tecniche di coltivazione, con cenni sull’allestimento di un orto delle aromatiche ad uso familiare.
Oltre alle lezioni in aula, sono in programma anche tre uscite sul territorio, condotte dagli stessi relatori, per il riconoscimento e la raccolta delle piante di uso alimentare in vari ambienti: prati e campi di pianura (Piana Lucchese), aree collinari e olivete (Montalbano e Monte Pisano).
Il corso, inserito nel catalogo EDA della Provincia di Pistoia, è rivolto ad un numero massimo di 25 partecipanti ed è prevista una quota di adesione di € 100,00 (€ 90,00 per i soci Unicoop Firenze); una parte della quota di iscrizione verrà devoluta per il progetto “Il cuore si scioglie – Sostegno a distanza”.
Per informazioni rivolgersi al Punto Soci di Coop.fi - Centro Commerciale di Montecatini (tel. 0572/911217), contattare il Centro R.D.P. Padule di Fucecchio (tel. 0573/84540, email fucecchio@zoneumidetoscane.it) o visitare le pagine web www.paduledifucecchio.eu e la pagina Facebook "Padule di Fucecchio".

Programma

Venerdì 14 febbraio, ore 21-23
Presentazione delle più comuni erbe alimentari e del loro utilizzo (parte prima).
Lezione a cura di Raffaello Corsi
Venerdì 21 febbraio, ore 21-23
Presentazione delle più comuni erbe alimentari e del loro utilizzo (parte seconda).
Lezione a cura di Raffaello Corsi
Domenica 2 marzo, ore 9-12
Ricerca e riconoscimento delle erbe in ambienti collinari -  Escursione sul Montalbano
Uscita sul territorio con Raffaello Corsi
Venerdì 14 marzo, ore 21-23
Le piante aromatiche: riconoscimento e coltivazione.
Lezione a cura di Angelo Lippi
Domenica 23 marzo, ore 9-12
Ricerca e riconoscimento delle erbe in ambienti di pianura. Escursione nella Piana Lucchese.
Uscita sul territorio con Angelo Lippi
Domenica 6 aprile, ore 9-12
Ricerca e riconoscimento delle erbe in ambiente collinare. Escursione sul Monte Pisano.
Uscita sul territorio con Angelo Lippi
Gli incontri serali si tengono presso il Centro Visite del Padule di Fucecchio a Castelmartini (Larciano - PT).

12 settembre 2013

Rapporto Ecomafia 2013 di Legambiente

Le storie e i numeri della criminalità ambientale in Toscana.


"Non si combatte e tantomeno si sconfigge l'ecomafia con la sola repressione. Servono buona politica, buone leggi e buone pratiche. In particolare l'introduzione nella legislazione italiana del reato ambientale. Così come necessaria è anche una cittadinanza attiva, sempre attenta e informata" potrebbe essere questa in sintesi la ricetta che propone Legambiente con il "Rapporto Ecomafia 2013 in Toscana". 2.524 infrazioni accertate, il 15,4% in più rispetto al 2011, 1.989 persone denunciate, 2 persone arrestate, 596 sequestri effettuati. La Toscana (6°) perde una posizione rispetto allo scorso anno e sale, in negativo, nella classifica nazionale dell'illegalità ambientale, figurando tra le regioni maggiormente colpite dalla criminalità ambientale, dopo le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Sicilia, Calabria e Puglia) ed il Lazio. Stabile l'ecomafia del "cemento illegale" e le aggressioni al patrimonio culturale, aumentano gli incendi e le infrazioni contro gli animali e la fauna selvatica. Migliora soltanto, di poco, il ciclo dei rifiuti anche se resta ancora un settore dolente. In costante crescita anche la piaga della corruzione, con il raddoppio delle denunce e degli arresti. E' questa, in estrema sintesi, la fotografia dell'ecomafia nella nostra regione, che emerge dai dati ufficiali forniti dalle forze dell’ordine ed elaborati da Legambiente. 

“Facendo il punto sugli ultimi vent’anni di ecomafia, appare innegabile come il modo migliore per contrastare lo straordinario assalto all’ambiente, alla salute dei cittadini e all’economia sana, sia quello di realizzare politiche virtuose in ciascun settore – dichiarano Fausto Ferruzza (Presidente di Legambiente Toscana) e Antonio Pergolizzi (Coordinatore dell’Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente) – Senza di queste non si esce dall’emergenza. Si sconfiggono le mafie e i loro sodali, così come gli imprenditori criminali, solo se si cambia paradigma nella gestione dei rifiuti, uscendo dalle vecchie logiche e implementando politiche di riduzione, riuso e riciclo della materia: laddove queste buone pratiche sono forti, la criminalità ambientale è più debole. Lo stesso dicasi del ciclo del cemento: le buone iniziative contro il consumo di suolo e per la riqualificazione e il recupero urbani, gli incentivi mirati alla bioedilizia e all’efficienza energetica sono il miglior antidoto al malaffare. Non si combatte – e tanto meno si sconfigge – l’ecomafia con la sola repressione, serve la buona politica e le buone pratiche. Così come necessaria è anche una cittadinanza attiva, sempre attenta ed informata, vero argine allo strapotere della criminalità ambientale, in Toscana come altrove”.
“Libera Toscana annota con preoccupazione, ma senza stupore, il dato che emerge dal prezioso rapporto di Legambiente che presentiamo – dichiara Don Andrea Bigalli, coordinatore regionale di Libera – Infatti gli elementi che si associano nel tempo, concorrono a definire il quadro di una crescente infiltrazione mafiosa, che non può non trovare riscontro sul piano degli affari possibili speculando sull'ambiente, e quindi, sulla salute ed il benessere di tutti noi. Con questa dinamica di penetrazione sul piano economico, finanziario e, , anche politico e culturale, deve crescere la nostra capacità di analisi, denuncia ed azione, nel presidiare le realtà di nostra competenza contro l'espandersi di una cultura del privilegio e del disprezzo del bene comune, che è l'essenza della mentalità mafiosa. Si ribadisce, inoltre, la necessità giuridica di introdurre il reato ambientale nel Codice Penale, da punire con particolare rigore ed attenzione!”.
La chiamano “delocalizzazione” e in Toscana è diventata triste realtà, soprattutto nel ciclo del cemento. Un settore nel quale la Toscana si conferma stabile nel 2012, col suo 6° posto nazionale, con 474 infrazioni accertate (il 7,5% sul totale), 622 persone denunciate e 90 sequestri effettuati. Il capitale “nero”, sotto forma di cifre a quattro zeri, finisce nell’edilizia, nelle sale da gioco, nella grande distribuzione, nelle ditte aggiudicatarie degli appalti, nell’indotto subappalti compresi. Migliora di poco, ma resta un settore assai dolente quello dei Rifiuti (7°posto) dove anche in Toscana ha raggiunto, nel 2012, cifre preoccupanti con 279 reati accertati, il 5,6% sul totale nazionale, 400 le persone denunciate, una persona arrestata e 115 i sequestri effettuati. È Firenze la provincia con il numero più alto (74 infrazioni accertate), seguita da Siena (53), da Livorno (51), e Arezzo (29). Tante le storie di illegalità in questo settore. Il centro nevralgico della falsa certificazione. Così appare la Toscana nella fotografia scattata dagli inquirenti durante questo ultimo anno di indagini sui traffici illeciti di rifiuti. Accade persino a Prato, un tempo culla imprenditoriale del settore tessile e oggi teatro di un’indagine che parla di camorra e di smaltimento illecito di rifiuti speciali, realizzato grazie al coinvolgimento di un noto clan camorristico di Ercolano. Non si tratta, spiegano gli investigatori, di un sistema che si chiude all’interno dei confini nazionali ma vede una fitta collaborazione con esponenti di organizzazioni criminali internazionali e si sovrappone con i flussi di import-export di merci (anche contraffatti) verso i paesi dell’Estremo Oriente, Cina in particolare. Nel ciclo illegale dei rifiuti non sempre compaiono personaggi legati ai clan ma spesso operano trafficanti “locali”, come emerge soprattutto in provincia di Arezzo. Qui si è registrata tra il 2012 e i primi mesi del 2013 una lunga serie di interventi di polizia giudiziaria diretti a smantellare traffici illeciti di rifiuti, principalmente scarti ferrosi nell’ambito dell’operazione Vesper. Stiamo trattando di discariche illegali di pattume tossico: delle vere e proprie bombe ecologiche. La Guardia di Finanza, per esempio, a metà febbraio 2013, ha messo sotto sequestro a Piombino circa 1.000 tonnellate di rifiuto minerale inerte, che era stato abbandonato all’interno di una vasta area senza le necessarie autorizzazioni. Una tonnellata di eternit, pronta per essere sotterrata, è stata invece scoperta nell’estate scorsa e sequestrata sempre dalla GdF in un terreno in località Versegge, in provincia di Grosseto. Le indagini sullo smaltimento illecito di rifiuti quest’anno lambiscono anche la più importante opera pubblica della storia di Firenze dai tempi del Poggi. Stiamo naturalmente parlando del nodo TAV del capoluogo toscano. Al centro della nuova inchiesta figura, oltre alla qualità e alla sicurezza dell’opera in sé, anche il rischio di infiltrazioni camorristiche per lo smaltimento dei rifiuti prodotti nello scavo delle gallerie. Attualmente, sarebbero già 31 gli indagati e numerosi gli appalti e i subappalti passati sotto la lente d’ingrandimento.
Bracconaggio, commercio illegale di specie protette, allevamenti, pesca di frodo. Ma anche le nuove norme contro il maltrattamento degli animali di affezione. Aumentano in maniera significativa le infrazioni contro gli animali e la fauna selvatica in Toscana, che si piazza al 6° posto della classifica, con numeri davvero preoccupanti: 568 infrazioni accertate con una percentuale sul totale del 7,1%, 419 denunce, 146 sequestri e 1 persona arrestata. Altro anno intenso per le forze dell’ordine, in particolare per il Comando dei Carabinieri, per le cosiddette archeomafie alle prese con i tanti reati commessi ai danni del nostro immenso patrimonio storico-culturale. La nostra Regione rimane stabile al 4° posto, con 90 furti per una percentuale sul totale dei reati nazionali accertati del 8,8%. In aumento anche i furti nei musei e gli scavi clandestini. Crescono le persone denunciate, mentre i furti di beni culturali rimangono a danno dei privati seguiti dalle chiese.
Il 2011 è stato definito “anno orribile” sul fronte incendi. È andata ancora peggio in Toscana, come crescita percentuale, salita dall’ottavo al quinto posto a causa delle 699 infrazioni accertate, con una percentuale del 8,4% sul totale dei reati acclarati, 113 persone denunciate, 14 sequestri effettuati ed una persona arrestata. Grazie alla collaborazione della Corte di Cassazione, e in particolare del suo Ufficio Statistica, in questa edizione del Rapporto Ecomafia sono stati pubblicati per la prima volta i dati relativi a procedimenti penali definiti in materia d’ambiente e classificati per grandi voci di reato. L’elaborazione dei dati forniti dall’Ufficio Statistica per le diverse macro-aree (ottenuta riclassificando i Distretti delle Corti d’appello su base regionale) conferma la Toscana con (89) procedimenti e con un sesto posto in classifica subito dopo le 4 regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Sicilia, Calabria, Puglia) e il Lazio.

Pao. Ma.

7 agosto 2013

10 giorni di Bellezza con Festambiente 2013

La bellezza, in tutte le sue forme ed espressioni, al centro della 25ma edizione di Festambiente la kermesse nazionale di Legambiente che dal 9 al 18 agosto trasformerà il centro di Rispescia, alle porte del Parco della Maremma nella capitale europea della solidarietà e dell’ecologia. Dieci giorni di incontri, cinema, mostre mercato, ristorazione tradizionale, biologica e vegetariana e tanta musica che ogni sera vedrà alternarsi sul palco artisti di fama nazionale e internazionale come Pino Daniele, Malika Ayane, Silvestri, Gazzè, De Gregori, Biondi, Marta sui Tubi, Teatro degli Orrori, Bregovic, Boosta dei Subsonica, Niccolò Fabi e Giovanni Allevi.
In calendario anche due notti bianche, il 15 e il 18 agosto, dedicate ai giovani e all'integrazione, con attività e concerti fino alla mattina.

Dibattiti
Dall'apertura della festa con il Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, al giorno della legalità (10 agosto) con la partecipazione di Don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera. Festambiente ospita dibattiti e conferenze con personaggi della politica, della cultura e della stampa italiana. Tra i più attesi Ermete Realacci presidente Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera, Luca Sani presidente Commissione Agricoltura della Camera, Corrado Clini Direttore generale Sviluppo sostenibile Clima ed Energia del Ministero dell'Ambiente, Vittorio Cogliati Dezza presidente nazionale di Legambiente, Giuliano Amato Presidente Treccani e Franco Gabrielli Commissario per l'emergenza della Concordia.

Novità 2013
La novità principale della XXVesima edizione riguarderà le due serate speciali: la Notte Bianca del 15 agosto, dedicata ai giovani, e la Notte a Colori del 18 agosto dedicata all'integrazione. Il 15 agosto, dal pomeriggio, suoneranno per la Notte Bianca vari gruppi emergenti in diverse zone della festa fino ai concerti dei Marta sui Tubi (dalle 22,30) e de Il Teatro degli Orrori (dalla mezzanotte) e a partire dalla mezzanotte l'ingresso sarà gratuito. La Notte a Colori, che serà anche la serata di chiusura dell'evento, sarà dedicata all'integrazone con attività, conferenze, teatro e piatti etnici nei vari punti ristoro.

Mangiare a Festambiente
Per cena alla festa non c'è che da scegliere: tra i vari punti ristoro spicca il Ristorante vegetariano più grande d'Italia, con ricette bio e a km zero, o il ristorante Peccati di gola, situato sotto le stelle in un grande oliveto. Per chi vuole mangiare un boccone al volo c'è invece la Stuzzicheria, con fresche insalate di farro e stuzzichini di verdure, o un hamburger di carne bio maremmana al chiosco Il Maremmano, o ancora i 4 Bar della festa con gelati bio, succhi e frullati freschi. In più degustazioni gratuite durante la festa nei vari punti Officina dei sapori e Bottega De(l)gusto, dove provare le prelibatezze del territorio.

Città dei Bambini
A fianco della Città dei Bambini, dove tutto è a misura di bimbo con giochi, laboratori, spettacoli teatrali e ricche merende, è presente il Circuito cross per bici, all’aperto, gestito da Legambiente e Fiab Grossetociclabile, con un percorso cross per bambini dai 6 ai 10 anni. Oltre al divertimento delle curve e delle cunette, i bambini imparano anche l’educazione stradale grazie ai cartelli e alla segnaletica lungo il tracciato. Lo scopo, oltre a divertirsi, è quello d’insegnare ai più piccoli i primi rudimenti della mountainbike e, allo stesso tempo, l’educazione stradale.

Spazio Benessere e Cinema 
Ma la festa è anche il posto giusto per rilassarsi, nello Spazio Benessere: un angolo dedicato alla salute e al benessere di corpo e mente, in un’atmosfera intima e rilassante, dove provare massaggi e terapie naturali. E in più spazio alla cultura con gli spettacoli di teatro civile e con i dibattiti ai quali parteciperanno giornalisti, politici e personaggi del mondo dell'associazionismo, come Don Ciotti presidente di Libera che sarà a Festambiente il 10 agosto. Alle 21 invece, ogni sera, prende il via l'appuntamento con la rassegna cinematografica Clorofilla Film Festival. E in più mercatini e mostre mercato, oltre al primo prototipo di Casa ecologica in Italia: una struttura visitabile all'interno della festa.

Impatto ambientale della festa
L'evento targato Legambiente riduce al minimo il proprio impatto ambientale arrivando al 90% della raccolta differenziata, con pannelli fotovoltaici per l'elettricità e quelli solari per l'acqua, usando in ogni punto ristoro stoviglie interamente biodegradabili e servendo l'acqua solo in brocca. Tutto questo nel rispetto dell'ambiente per ribadire l'importanza di uno stile di vita consapevole e sostenibile. Anche per questo Festambiente ha adottato misure concrete per abbattere il proprio impatto ambientale aderendo anche quest'anno alla campagna Azzero CO2. Le emissioni saranno compensate con l’acquisto di crediti di emissione sul mercato volontario provenienti dal progetto di forestazione nel Parco Regionale del Delta del Po Veneto. Programma completo su: www.festambiente.it

Paolo Maggi

2 maggio 2013

Workshop sugli uccelli acquatici

Il Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio organizza due workshop gratuiti sugli uccelli acquatici. Si terranno terranno presso il centro visite di Castelmartini sabato 11 e sabato 18 maggio 2013 dalle 7 alle 13.

Airone Guardabuoi (A. Bartolini)
Il Padule di Fucecchio, che costituisce la più grande palude interna italiana, offre eccezionali spunti per gli appassionati di birdwatching e fotografia naturalistica, soprattutto durante il passo primaverile.
Tappa fondamentale lungo le principali rotte migratorie, qui si possono osservare nel corso dell'anno oltre 200 specie di uccelli, che con il loro alternarsi scandiscono ciclicamente lo scorrere delle stagioni.
L'evento è inserito nel programma della Giornata Mondiale degli Uccelli Migratori (World Migratory Bird Day - WMBD), una campagna di sensibilizzazione globale per evidenziare la necessità di una protezione degli uccelli migratori e dei loro habitat, realizzata dall’Accordo sulla Conservazione degli Uccelli Acquatici Migratori Afro-Euroasiatici (AEWA) e dalla Convenzione sulla Conservazione delle Specie Migratrici della Fauna Selvatica (CMS) – due trattati internazionali amministrati dal Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP).
Martin Pescatore (A. Bartolini)
I due workshop teorico-pratici sugli uccelli delle aree umide prevedono ciascuno una lezione in aula e una uscita nella Riserva naturale del Padule di Fucecchio per tutti i partecipanti, che saranno sensibilizzati sulle tematiche della tutela degli uccelli migratori  anche grazie alla stesura di una check list delle specie osservate nella giornata.
Il workshop sarà ripetuto nelle due date indicate, secondo le stesse modalità; nella prima parte della mattinata, sessione di birdwatching in Padule con un esperto del Centro per l'osservazione ed il riconoscimento degli uccelli acquatici, con cannocchiali, binocoli e testi sugli uccelli a disposizione dei partecipanti; nella seconda parte della mattinata, lezione in aula con l'esperto per un approfondimento delle tematiche legate al riconoscimento degli uccelli acquatici ma anche alla conoscenza delle problematiche dei loro habitat e delle relative strategie di conservazione.
Mignattaio (A. Bartolini)
I due workshop saranno realizzati dal Centro grazie al contributo della Regione Toscana, e con il patrocinio della Provincia di Pistoia,  nell'ambito della Giornata Europea dei Parchi; l'iscrizione è gratuita ma è necessaria la prenotazione ed è previsto un numero massimo di 15 partecipanti per ognuna delle due date. Per informazioni ed iscrizioni: Centro di Ricerca, Documentazione e
Promozione del Padule di Fucecchio, tel. e fax 0573/84540, email fucecchio@zoneumidetoscane.it, pagine web www.zoneumidetoscane.it/eventi/padeventi.html


24 aprile 2013

Il giorno della cicogna

Lieti eventi nei nidi di cicogna. Domenica 9 giugno 2013 giornata dedicata all'osservazione delle cicogne nel nido di Monsummano Terme.

Dopo secoli di assenza, grazie all’adozione di misure di protezione degli ambienti naturali ed a progetti di reintroduzione realizzati da associazioni e centri specializzati, la Cicogna bianca è tornata a nidificare in Toscana. Nel 2005 una coppia si è insediata a Fucecchio (FI), ai margini della più grande palude interna italiana, e negli anni successivi sono nati i pulcini anche in altri nidi in varie province toscane, fra cui quello di Monsummano Terme (PT). Per festeggiare e offire a tutti gli interessati la possibilità di osservare dal vivo i nidi con gli adulti ed i pulcini, domenica 9 giugno 2013  con orario 9-12 e 16-19 è in programma a Monsummano Terme la quinta edizione della manifestazione “Il giorno della cicogna”. L’evento, nato grazie ai rapporti di collaborazione fra il Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio e la Sezione Soci Valdinievole di Unicoop, ha il patrocinio della Provincia di Pistoia, nell’ambito della “Giornata Europea dei Parchi” della Regione Toscana, ed è realizzato in collaborazione con il Comune di Monsummano Terme. Ad una certa distanza dal nido verrà predisposto un punto di osservazione ombreggiato dove gli operatori del Centro saranno pronti a rispondere a tutte le curiosità sulla Cicogna bianca, illustrando le varie fasi della nidificazione in corso. Navette gratuite verso la postazione di
osservazione partiranno sia dal Centro Commerciale di Massa e Cozzile (prenotazioni in Galleria) sia dalla Stazione ferroviaria di Montecatini T.-Monsummano (prenotazione obbligatoria al numero 340/6481261). All’evento partecipa anche ENEL Infrastrutture e Reti che negli ultimi anni ha provveduto alla messa insicurezza dei nidi di cicogna bianca a Monsummano Terme, a Fucecchio e in altre località toscane. La partecipazione a "Il giorno della cicogna" è libera; per informazioni è possibile rivolgersi presso il Centro RDP Padule di Fucecchio (tel. 0573/84540, email Fucecchio@zoneu
midetoscane.it) o visitare le pagine web www.paduledifucecchio.eu.

Pao. Ma.


24 marzo 2013

Il “richiamo della foresta”

I sentieri di Monte Giovi.
di Paolo Maggi

C’è un richiamo al quale ogni tanto devo rispondere, pena un’inquietudine diffusa: devo incontrarmi con la natura. 
Non importa se in pianura o in montagna, sulla riva del mare o lungo un torrente. Non importa nemmeno che sia una stagione precisa. Vanno bene tutte. In primavera, estate, autunno o inverno devo assaporare la natura così com’è, immodificabile. Non c’è interruttore che tenga per cambiare temperatura o abbassare la forza del vento. Devo misurami con il clima, il vento, la pioggia, le distanze, salite e discese e quei ritmi scanditi dalla luce del giorno che lascia inesorabilmente il testimone alle tenebre. Ho bisogno di misurare lo stupore che c’è ancora in me di fronte allo spettacolo perenne della natura: il volo goffo di un barbagianni o quello librato di un falco che precipita in picchiata su una preda, così come i panegirici voli degli storni o le fughe eleganti di daini e caprioli o quelle travolgenti dei cinghiali ma anche la monumentale sacralità di piante secolari oppure la delicatezza dei colori e dei profumi di primavera.
Un “richiamo della foresta” che oggi mi  ha catapultato attraverso i sentieri di Monte Giovi.
Un complesso montuoso formato da territori della media montagna sui prolungamenti della dorsale appenninica di Monte Morello e Monte Senario che separa il Mugello dal Valdarno e dalla bassa Val di Sieve. Il suo territorio è diviso tra i comuni di Pontassieve e Borgo San Lorenzo e, in misura minore, dai comuni di Rufina, Vicchio e Dicomano, in provincia di Firenze.
Il massiccio raggiunge l'altitudine maggiore con la sua cima (992 metri), ma lungo il suo crinale principale si trovano anche Poggio Ripaghera (914 metri) e Monte Calvana (913 metri).
La Provincia di Firenze con le comunità montane "Montagna Fiorentina" e "Mugello" e ai comuni di Borgo San Lorenzo, Dicomano, Pontassieve e Vicchio hanno istituito sul Monte Giovi un parco dedicato alla guerra di liberazione chiamato "Parco culturale della Memoriacon il preciso intento di promuovere la memoria degli eventi della Resistenza.
Il Parco prevede cinque diversi percorsi tematici.
Sentiero 1: Pievecchia - Acone - Accesso principale da Pontassieve a Le Colline (8,5 chilometri); da Scopeti ad Acone (6 km). Durante questo itinerario si ricorda la rappresaglia della Pievecchia quando i tedeschi uccisero 14 innocenti l'8 giugno 1944.
Sentiero 2: Barbiana - Padulivo - Accesso principale da Dicomano a Tamburino (7,0 chilometri). Anche in questo itnerario, che porta ai luoghi cari a Don Milani, si ricorda l'eccidio di Padulivo, quando il 10 luglio 1944 i tedeschi trucidarono 15 persone.
Sentiero 3: Madonna del Sasso - Accesso principale da Polcanto alla cascina di Monterotondo (5,2 chilometri). In questo itinerario si ricorda un evento del 1945 quando, presso il Santuario della Madonna del Sasso, vennero uccisi un maresciallo dei Carabinieri, suo figlio ed un militante comunista. Questi fatti ispirarono il romanzo di Carlo Cassola La ragazza di Bube.
Sentiero 4: Monte Giovi - Accesso principale da Dicomano fino all'intersezione con il sentiero CAI 11 (8,5 chilometri). In questo itinerario si trova la piramide delle Brigate partigiane, la Casa al Cerro che fu una delle basi più utilizzate dai partigiani e fonte alla Capra.
Sentiero 5: Monte Rotondo – Accesso Principale da Sagginale all'intersezione con il sentiero CAI 3. In questo itinerario si trova villa Cerchiai, attaccata verso la metà dell'agosto 1944 dai tedeschi che tentarono un accerchiamento delle forze partigiane. 
Festa dei partigiani e dei giovani
Il secondo fine settimana di luglio presso l'abetina di fonte alla Capra si svolge una manifestazione organizzata dagli abitanti di Acone con l'ANPI e la Provincia di Firenze chiamata "Festa dei partigiani e dei giovani". Il sabato è dedicato ai giovani con feste e balli che durano fino a tarda notte. La domenica è dedicata alle commemorazioni ufficiali dei partigiani e della resistenza. 

Monumento del Chiesino di Monte Giovi dedicato alla Resistenza

Forti del loro diritto Italiano
decisi a morire
per non rinunziare ad essere uomini
partigiani e contadini
fraternamente concordi nella Resistenza
soffrirono sperarono agirono
perchè ai loro figli liberi eguali
fosse un giorno materna
la Repubblica Italiana
fondata sul lavoro

Monte Giovi 1943 - 1958
decennale della Costituzione

4 marzo 2013

Mistero etrusco a Capo d'Arno


di Paolo Maggi

La nascita del “fiumicel” che bagna Firenze e il mistero delle centinaia di statuette rinvenute nel lago degli idoli fanno parte delle emozioni di questo trek tutto immerso nella parte a nord ovest del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna.
Scarponcelli comodi, abbigliamento e attrezzatura adeguata, neve sciolta, previsioni meteo sorridenti, un pochino d’allenamento alle gambe e una buona compagnia sono gli ingredienti necessari per gustare al meglio questa sgambata a quota 1400 slm.
Da San Godenzo raggiungiamo in auto o mezzi pubblici Castagno d’Andrea  e da lì la Fonte del Borbotto (1205 m. slm). Superata la sbarra che impedisce il passaggio alle auto, inizia una bella strada bianca che va verso Piancancelli costeggiando la riserva Integrale di Monte Falco.
La Gorga Nera (foto p. maggi)
Dopo poco imbocchiamo sulla destra il sentiero Cai n. 17 per Capo d’Arno - Valico delle Crocicchie. In breve raggiungiamo la Gorga Nera (1300 m. slm), un piccolo ma profondo stagno che rispecchia  le fronde dei faggi che lo incorniciano. Proseguiamo sul sentiero disseminato di sassi che si inerpica nella faggeta fino a raggiungere, dopo circa 45 minuti, il Passo delle Crocicchie (1406 m. slm), una tranquilla radura erbosa attraversata dal mitico sentiero CAI n. 00 che qui divide il Monte Falterona dal Monte Acuto. Procediamo sul sentiero 17 seguendo le indicazioni per Capo d’Arno.
Dopo circa 45 minuti arriveremo alla sorgente (1358 m. slm) che si presenta come un esile filo d’acqua che si insinua fra le rocce. Sopra alla sorgente una lapide apposta dal Cai di Firenze riporta i versi danteschi (Divina Commedia – Purgatorio canto XVI vv. 16/1 8) “Per mezza toscana si spazia un fiumicel che nasce in Falterona e cento miglia di corso nol sazia”.
Il Lago degli Idoli (1380 m. slm) si trova a una quindicina di minuti dalla sorgente. Basta seguire le indicazioni delle tabelle in legno.
passo delle Crocicchie
Capo d'Arno (foto p. maggi)
Anche se il colpo d’occhio non rende onore alla forza evocativa del nome l’importanza archeologica e storica del luogo è sicuramente straordinaria. Gli etruschi lo ritenevano un luogo sacro e vi gettavano bronzetti votivi per acquistare il favore degli dei. La prima statuetta fu ritrovata casualmente sulle rive del lago nel 1883. Destò tanto interesse che qui si costituì una società formata da appassionati locali di archeologia che intrapresero una campagna di scavi. Fu addirittura deciso di prosciugare il lago e i ritrovamenti furono eccezionali: oltre 600 statuette, figure umane, mezzi busti, membra e organi umani di ogni genere (mani, braccia, gambe mammelle, occhi) e immagini di animali (buoi, capre, pecore, cavalli), grandi catene fibule un frammento di candelabro di bronzo, circa 1.000 pezzi di rame, una moneta con l'effigie di Giano e altri oggetti di varia forma e misura, datati dalla metà del VI Sec. A.c. fino al periodo ellenico. Dopo la campagna di scavo del 2005 con il “Progetto Lago degli Idoli” il luogo è stato interamente ripristinato. Dal lago possiamo riprendere il percorso inverso che ci condurrà in circa 1 ora e 45 minuti alla Fonte del Borbotto.
Il Lago degli Idoli (foto p. maggi)
Si tratta di un percorso facile, lungo circa 4,5 chilometri con dislivelli di 200 metri in salita e altrettanti in discesa. Occorre seguire il sentiero CAI n. 17.

Nota: pubblicato su Coopinforma (rivista quadrimestrale dell'Associazione Cooperative Consumatori del Distretto Tirrenico)  n. 106, marzo 2013.

20 novembre 2012

Ambiente: Firenze in testa, Massa fanalino di coda




Per quanto riguarda il verde urbano e le zone a traffico limitato la Toscana se la cava abbastanza bene, in tema di rifiuti decisamente no. E’ quanto emerge dalla diciannovesima edizione di Ecosistema urbano, la ricerca che Legambiente e Ambiente Italia effettuano ogni anno in merito allo stato di salute dei capoluoghi di provincia. Firenze si piazza al primo posto in Toscana, al quinto fra le grandi città e a metà della classifica  nazionale. A far guadagnare punti, secondo “Ecosistema urbano”, la realizzazione di Zone a traffico limitato, una discreta mobilità ciclabile e soddisfacenti performance del servizio pubblico. Come dire, chi si accontenta gode.
Troppo alta invece la quantità di rifiuti prodotti.
Tra le città medie si distingue Pisa che è prima in assoluto a livello regionale e settima nella classifica nazionale, e avanza di tre posizioni rispetto al 2011. Aree verdi e estensione della Ztl i punti forti, produzione di rifiuti, consumi elettrici ed idrici quelli deboli: mal comune. Rimane stabile al 15mo posto Lucca che svetta in quanto a verde urbano, isole pedonali e solare fotovoltaico, ma affonda sui rifiuti e per numero di auto circolanti. Perde, poi, sei posizioni nella classifica nazionale Livorno (17mo posto), penalizzata dal numero di motoveicoli, di zone a traffico limitato e di verde urbano, e scende di uno scalino anche Prato (18mo posto) sfavorita dalla dispersione idrica e dalla produzione di rifiuti. Nella parte bassa della lista si trova, nonostante tre posizioni recuperate, Pistoia (31mo posto) che vanta una buona qualità dell’aria, ma perde sulla depurazione. Segue Arezzo (32mo posto), in assoluto la città che consuma meno acqua, ma con una produzione di rifiuti ancora troppo alta. Non solo. Dopo Prato e Pistoia, tra le città medie, è anche a livello toscano la città con meno certificazioni Iso 14001 (solo 2.60 delle imprese). Tra gli ultimi della lista anche Grosseto (36mo posto) che registra alte perdite di rete e produce troppi rifiuti.
Fra le città piccole, Siena è a metà classifica (21mo posto) con un buon trasporto pubblico e una Ztl particolarmente estesa, ma con consumi elettrici troppo alti e troppi motocicli circolanti.
Massa si attesta fanalino di coda (40mo posto) con il primato italiano di capoluogo di provincia con la più alta concentrazioni di rifiuti solidi urbani.
Paolo Maggi

23 ottobre 2012

La Toscana al Salone del Gusto e Terra Madre



Conferenze stampa, degustazioni e cene a tema per presentare le eccellenze della Toscana al Salone del gusto e Terra Madre che da giovedì 25 a domenica 29 ottobre tornano di scena a Torino.   Nello spazio espositivo di Slow Food e Regione toscana in vetrina le eccellenze della  nostra regione, le esperienze più significative di Slow food e un ricco calendario di iniziative aperte al pubblico per descrivere la sensiblità e l'attenzione sui temi legati alla difesa della buiodiversità e dell'ambiente attraverso il raccondo della gastronomia regionale. Sono ben 18 i Presìdi Slow Food appartenenti al territorio toscano presenti al Salone del Gusto e Terra Madre. Tra loro, anche un debuttante: il fagiolo rosso di Lucca, protagonista come molti legumi dei piatti tipici della tradizione locale. Grazie al lavoro del Presidio, agricoltori e ristoratori sono coinvolti in un progetto che punta alla valorizzazione dei fagioli storici e alla riscoperta della gastronomia del territorio. L’area di produzione è tra i comuni di Lucca, Capannori e Porcari (Lu).

Gli altri Presìdi toscani in "vetrina" a Torino:
    Agnello di Zeri - comuni di Zeri, Mulazzo, Pontremoli, Filattiera, Bagnone (Ms)
    Biroldo della Garfagnana - comuni della Garfagnana e della Media Valle del Serchio (Lu)
    Bottarga di Orbetello - Laguna di Orbetello (Gr)
    Fagiolo di Sorana - Pescia (Pt)
    Fico secco di Carmignano - comuni di Carmignano e Poggio a Caiano (Po)
    Mallegato - tutta la provincia di Pisa
    Marocca di Casola - Casola in Lunigiana (Ms)
    Mortadella di Prato - comuni di Prato e Agliana (Pt)
    Palamita del mare di Toscana - Area marina del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, dall’isola del Giglio a Capraia (province di Grosseto e Livorno)
    Pane di patate della Garfagnana - Garfagnana (Lu)
    Pecorino della montagna pistoiese - comuni della montagna pistoiese (Pt)
    Prosciutto bazzone - comuni della Media Valle del Serchio e della Garfagnana (Lu)
    Prosciutto del Casentino - comuni del Casentino (Ar)
    Razza maremmana -provincia di Grosseto
    Sfratto dei Goym - comuni di Pitigliano e Sorano (Gr)
    Tarese Valdarno - comuni della provincia di Arezzo
    Testarolo artigianale pontremolese - comuni della provincia di Massa-Carrara
La Toscana arriva al Salone a pochi giorni da Terra Madre Toscana, l’evento, giunto alla quarta edizione, si è aperto con una serie di incontri all’Azienda Regionale Agricola Alberese (località Spergolaia, Grosseto), sede della Casa della Biodiversità, e sta proseguendo in questi giorni in Toscana con l’ospitalità di molti delegati di Terra Madre, provenienti da più di dieci Paesi, tra cui Kenya, Senegal, Cile e Mauritania.
«Per i due anni che ci separano dal prossimo Terra Madre Toscana sono tre le aree tematiche su cui lavoreremo: ambiente e alimentazione, cultura e territorio e l’area sociale di educazione, coesione e integrazione» ha dichiarato nel suo intervento Raffaella Grana Presidente di Slow Food Toscana «Vogliamo continuare a costruire un ponte culturale tra cittadini e territorio,  per mettere all’ordine del giorno del proprio stile di vita cibo e agricoltura, qualità e sostenibilità, modernità globale e tradizione locale  promuovendo un giusto sviluppo locale»
Il lavoro di condivisione e di educazione svolto da istituzioni e Condotte Slow Food regionali, che collaborano quotidianamente sul territorio nell’organizzazione della rete di Terra Madre Toscana e nel sostenere Presìdi e comunità in tutto il mondo, è indispensabile per capire cosa significhi unire in un unico evento, per la prima volta, il Salone del Gusto e Terra Madre. Questa esperienza sarà raccontata in La Toscana e la rete di Terra Madre, incontro di sabato 27 alle ore 16, nello spazio della Casa della Biodiversità nell’area Oval. Alla conferenza partecipano: Gianni Salvadori, Assessore Agricoltura Regione Toscana; Valter Nunziatini, Commissario Azienda Agricola Regionale dell’Alberese; Piero Sardo, Presidente Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus; Raffaella Grana, Presidente Slow Food Toscana; Massimo Bernacchini, Slow Food Toscana; con un intervento del Cosvig, Consorzio per lo Sviluppo delle Energie Geotermiche.
Pao. Ma.







18 ottobre 2012

Incontro internazionale delle Comunità di Terra Madre

Due giorni in Toscana con le comunità di "Terra Madre", il progetto concepito da Slow Food nella convinzione che “mangiare è un atto agricolo e produrre è un atto gastronomico”.


I rappresentanti delle comunità di Terra Madre provenienti dall’Europa orientale all’Africa, dal Medio Oriente all’America centro-meridionale arrivano nella nostra regione per la quarta edizione di Terra Madre Toscana, l'evento che anticipa di pochi giorni il Salone del Gusto/Terra Madre di Torino (25-29 ottobre). Una due giorni che si svolge alla Casa per la Biodiversità presso 
l’Azienda regionale di Alberese. Si inizia sabato 20 ottobre 2012 con il Parlamento di Terra Madre Toscana, cui farà seguito domenica 21 ottobre 2012 l'Assemblea plenaria di Terra MadreToscana. conclusione dei lavori, nel pomeriggio della domenica, le delegazioni straniere saranno accompagnate nei territori toscani dove sono in corso progetti di scambio e cooperazione. Resteranno nella nostra regione fino a mercoledì 24 ottobre, giorno in cui si metteranno in viaggio verso Torino per le giornate di Terra Madre.
Ogni Condotta Slow Food avrà il piacere di ospitare le comunità di tutto il mondo, occasione questa anche per creare o rinnovare progetti in corso. La Condotta di Grosseto porterà nel suo territorio la comunità proveniente dalla Georgia, Orbetello Mauritania e Sierra Leone, Scandicci ospiterà Macedonia, Ungheria e Francia. Livorno i rappresentanti del Presidio delle ortiche essiccate del Kenya, a Firenze arriveranno i produttori di Sao Tomè e Principe e del Presidio delle galline uova azzurre. Infine a San Gimignano Colli Senesi saranno ospitate le comunità del Senegal e del progetto dei Mille Orti in Africa.
TERRA MADRE, IL PROGETTO
Terra Madre è un progetto concepito da Slow Food, frutto del 
suo percorso di crescita e che oggi ha il suo fulcro nella convinzione che “mangiare è un atto agricolo e produrre è un atto gastronomico”. Da sempre Slow Food si è schierato per i piaceri della tavola e il buon cibo e ha difeso le culture locali di fronte alla crescente omogeneizzazione imposta dalle logiche cosiddette moderne di produzione, distribuzione ed economia di scala.
Pao. Ma.

7 ottobre 2012

A "scuola" nel Padule


Al via  Laboratori di Educazione ambientale nel Padule di Fucecchio. Iscrizioni anche on-line per le scuole entro la fine di ottobre.

I laboratori per l'Educazione Ambientale gestiti dal Centro di Ricerca, Documentazione e promozione del Padule di Fucecchio compiono ventuno anni. Nel precedente anno scolastico il Laboratorio ha visto la partecipazione di 160 classi, per un totale di 3500 alunni e 10500 presenze complessive, a visite guidate e cicli di incontri (in tutto 460 incontri con gli operatori del Centro). Si trattava soprattutto di classi appartenenti agli Istituti scolastici del comprensorio (province di Pistoia, Firenze, Lucca e Pisa), ma non sono mancate scuole da altre province o regioni (in particolare dal Lazio). 
Il Laboratorio 2012-2013 offre 39 diversi percorsi didattici da scegliere fra gli itinerari naturalistici e storico-ambientali sul Padule di Fucecchio e negli ambienti limitrofi (Lago di Sibolla, Colline delle Cerbaie, Colle di Monsummano e Montalbano), i laboratori scientifici e i laboratori ludico-didattici rivolti alle Scuole di ogni ordine e grado. La proposta di base è costituita da visite guidate della durata di 2-3 ore che si svolgono, nei vari mesi dell'anno, in tutti gli ambienti sopra citati; gli alunni vengono sempre accompagnati dalle esperte Guide Ambientali Escursionistiche del Centro alla scoperta degli aspetti storici e naturalistici dell'area. Dalle singole escursioni si passa agli itinerari didattici che si svolgono di solito nei mesi primaverili e si articolano in genere su 4 incontri  di circa 2 ore sul territorio, negli spazi interni attrezzati e in  aula; anche in questo caso ci sono proposte naturalistiche ed altre legate alla storia e alle tradizioni del territorio.
I laboratori ludico-didattici sono indirizzati prevalentemente ai più piccoli (Scuole Materne) e strutturati in modo da rispettare modalità e tempi diversi di apprendimento; si parla soprattutto di animali, ma non mancano attività pratiche come il riciclaggio dei rifiuti o la realizzazione di un piccolo orto o giardino. 
Il programma completo del Laboratorio, con le modalità, i costi e la scheda di adesione, da inviare entro la fine di ottobre, è disponibile on line sul sito web del Centro all’indirizzo  www.zoneumidetoscane.it/eventi/padeventi.html
 Info: segreteria del Laboratorio presso il Centro R.D.P. Padule di Fucecchio: tel. e fax 0573/84540, e-mail: fucecchio@zoneumidetoscane.it.
Pao. Ma.

31 agosto 2012

Il mare più pulito è in Sardegna e in Toscana ma per Goletta Verde è SOS Depurazione



di Paolo Maggi
120 punti di mare inquinati, uno ogni 62 chilometri di costa: questo il bilancio finale 2012 di Goletta Verde, la mitica imbarcazione con cui Legambiente ogni anno, per due mesi, caletta dopo caletta, spiaggia dopo spiaggia monitora lo stato di salute del mare nostrum.
Il mare più pulito si trova in Toscana e in Sardegna rispettivamente con un campione inquinato ogni 200  e 433 chilometri di costa. Quello messo peggio in Calabria, Liguria e Campania. Le situazioni più compromesse e si parla di 100 su 120, sono alle foci dei corsi d’acqua dove si registra la maggiore concentrazione di batteri di origine fecali, pari almeno al doppio dei limiti consentiti dalla legge. Da qui un vero e proprio Sos di Legambiente per “l’apertura immediata di nuovi cantieri per la depurazione,  per risanare mare e fiumi e garantire trasparenza e informazioni ai cittadini sui divieti di balneazione”. La situazione si complica anche alla luce della condanna dell’Italia da parte della Corte di giustizia europea arrivata a fine luglio perché “109 agglomerati urbani medio grandi, distribuiti in 8 regioni, non si sono ancora adeguati alla direttiva europea sul trattamento delle acque reflue” che rischia di far pagare ai cittadini italiani multe milionarie con soldi che invece potrebbero essere investiti per aprire nuovi cantieri per la depurazione.
“Il mare italiano continua ad essere minacciato da troppi scarichi fognari non depurati – ha detto fra l’altro Stefano Ciafani, vicepresidente nazionale di Legambientenel corso della presentazione dei dati del monitoraggio -, nonostante siano trascorsi ben 36 anni dall’approvazione della prima legge sulla trattamento delle acque reflue”. Come ogni estate, il laboratorio di Goletta Verde è andato alla ricerca in mare di Escherichia coli ed Enterococchi intestinali, eseguendo le analisi delle acque secondo quanto previsto dalla normativa sulla balneazione e ne risultano dati allarmanti e da questi un allarme sulla qualità delle acque con risultati che vengono messi a disposizione di enti locali e agenzie preposte ai controlli per andare alla ricerca della causa della contaminazione. Emerge un generalizzato problema di inquinamento marino di origine fecale causato dalle carenze depurative dei comuni, che accomuna diverse regioni, da Sud a Nord.
Il monitoraggio di Goletta Verde trova conferma nei dati Istat del 2009 che dipingono un Paese dove oltre 24 milioni di abitanti non sono serviti da un sistema di depurazione efficiente. Si tratta del 24% della popolazione equivalente del nostro Paese i cui reflui o non sono trattati oppure vengono depurati in modo non adeguato. L’elaborazione di Legambiente sui dati Istat ci fornisce il quadro di un Paese dove anche le regioni del Nord contribuiscono con un forte inquinamento da depurazione mancata. Prima regione per numero di cittadini non serviti da depurazione adeguata è la Sicilia (con quasi 4 milioni e mezzo di abitanti), seguita dal Lazio (dove invece sfuggono i reflui fognari di più di 3 milioni di persone) e dalla ricca Lombardia (con quasi 3 milioni di cittadini).
Sono proprio Sicilia e Calabria a ospitare il maggior numero di comuni fuori legge: sono 59 i comuni siciliani (pari al 54% del totale dei comuni oggetto nella sentenza) mentre sono 18 quelli calabresi (pari al 17% del totale). A seguire la Campania (con 10 comuni) e la Liguria (9).
Quest’anno il monitoraggio scientifico di Goletta Verde è stato condotto anche grazie alle numerose segnalazioni arrivate da cittadini e bagnanti grazie al servizio SOS Goletta, che hanno contribuito per circa il 50% dei campionamenti effettuati in tutta Italia. Sono state sempre numerose le richieste di informazioni da parte di cittadini in cerca di una meta per le vacanze ma anche di bagnanti preoccupati per la qualità del mare, non sapendo esattamente come venire a conoscenza della qualità delle acque delle varie località.
Per visualizzare la mappa dei prelievi e risultati delle analisi di Goletta Verde cliccare nel sito internet: http://www.legambiente.it/contenuti/campagne/prelievi-goletta-verde-2012