3 luglio 2026

Ritorno al lago Scaffaiolo

Dopo cinquant’anni esatti sono tornato con Carlo, al Lago Scaffaiolo, dove natura,  
silenzio e memoria sembrano ancora molto vicini.

    Nel Secolo scorso sono stato al lago altre due volte, la prima con mio fratello Piero, sua moglie Fernanda e una bella compagnia sancascianese e poi nell’estate del 1988, con mia moglie Diletta che portava in pancia Giovanni, che nacque nel novembre successivo.
E’ un piccolo lago dell’Appennino tosco-emiliano, a 1775 metri sul livello del mare, incastonato sul crinale tra Toscana ed Emilia-Romagna, sotto il massiccio del Corno alle Scale.
    Per secoli punto di passaggio importante per pastori, viandanti e pellegrini.     
A sentinella del piccolo specchio d’acqua oggi sorge il Rifugio in pietra Duca degli Abruzzi, inaugurato nel 1978 dal CAI, che sostituì il vecchio rifugio giallo.
Tutt’intorno si alternano praterie sommitali, torbiere, brughiere e affioramenti rocciosi che ospitano specie vegetali rare e fauna tipica di quota — rapaci, anfibi e piccoli mammiferi.
Fa parte del territorio protetto del Parco regionale del Corno alle Scale, un ambiente delicato dove il clima duro e il vento modellano il paesaggio.
    Oggi Carlo ed io abbiamo riassaporato, anche nella memoria, nonostante la fatica che non ricordavo, per l’età e un ginocchio poco collaborativo tutta la bellezza del viaggio e dell’arrivo in un luogo che sembra eterno.
Non c’erano pecore né cavalli ma qualche gruppo di escursionistə con i loro cani. Poi abbiamo incrociato due ragazzine e un ragazzino in senso contrario che sgambettando in e-bike ci hanno anche salutato e ringraziato per aver concesso loro strada sullo stretto sentiero.
Concludo questo post già troppo lungo con due scatti dell’88 col rifugio giallo, Diletta incinta, pecore e cavalli al pascolo e altri due in BN del ’76, con Carlo, Daniela, Renato, Franca, Alessandra, Gianna, Stefano ecc...







Paolo Maggi

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