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29 gennaio 2019

Luci e ombre sull'"aria Toscana"


Dal dossier Mal'Aria 2019 di Legambiente emerge un bilancio fatto di luci e ombre per la Toscana.

C'è più che mai bisogno di aria pulita per le nostre città! E’ ancora una volta Legambiente a dircelo con il suo dossier Mal’Aria 2019 – “La mobilità urbana al centro del risanamento”, il rapporto sull’inquinamento atmosferico nelle città italiane. 
Nell’analisi portata avanti come Legambiente nelle campagne annuali “PM10 ti tengo d'occhio” e “Ozono ti tengo d’occhio”, che monitorano l'andamento giornaliero dei capoluoghi di provincia si è tenuto conto delle stazioni di fondo urbano e di traffico di ogni città, che per legge, dovrebbero essere quelle che risentono prevalentemente dell’inquinamento prodotto dal traffico urbano. Dal rapporto emerge un bilancio fatto di luci e ombre per la Toscana, anche se è indubbio che il trend decennale segnala miglioramenti assai consistenti, specie sulle polveri fini.
«La situazione dell’inquinamento atmosferico 2018 in Toscana è in deciso miglioramento, anche se permangono situazioni di criticità – dichiarano Fausto Ferruzza e Michele Urbano, rispettivamente Presidente e Responsabile del settore aria di Legambiente Toscana – Tali note dolenti sono registrabili ancora nella Piana Lucchese (soprattutto per quel che concerne le polveri fini) e nella Piana Fiorentina per il biossido di azoto. Rimane infine da commentare il dato sull’ozono (O3) un tipico inquinante secondario che si forma nella bassa atmosfera a seguito di reazioni fotochimiche che interessano inquinanti precursori prodotti per lo più dalle attività umane. A causa della sua natura, l’ozono raggiunge i livelli più elevati durante il periodo estivo, quando l’irraggiamento è più intenso e queste reazioni sono favorite. Da questo punto di vista, è molto interessante il dato registrato a Grosseto, che ci obbliga a pretendere di più da tutte le amministrazioni locali».
Per Legambiente la sfida importante che oggi deve affrontare il Paese è quella di fare della mobilità sostenibile il motore del cambiamento e di ripensare le città per le persone, non per le auto – è questo il cambio di paradigma che deve realizzarsi nel Belpaese. Ed è questo il filo conduttore al centro delle proposte che l’associazione ambientalista ha riassunto in Mal’aria 2019 e incentrate proprio sul tema della mobilità sostenibile, già praticata da alcune città (come Firenze, Bolzano, Torino e Milano dove il 50% degli abitanti usa i mezzi pubblici, cammina e pedala). Per Legambiente per far uscire l’Italia dall’emergenza cronica dello smog occorre realizzare in primis un Piano Nazionale contro l’inquinamento, con misure strutturali ed economiche di ampio respiro e redigere PUMS ambiziosi ripensando l’uso di strade, piazze e spazi pubblici delle città, creando ampie “zone 30” e prevedendo nuovi spazi verdi nei centri urbani. Inoltre, è indispensabile ridurre il tasso di motorizzazione riportandolo ai livelli delle altre nazioni europee, gli incentivi sulle emissioni devono prevedere criteri sociali e per ridurre il parco circolante in Italia si dovrebbe prevedere un bonus di rottamazione per chi vuole rottamare l’auto inquinante senza acquistarne una nuova. Infine è fondamentale incentivare anche l’efficientamento energetico dei nostri edifici, in modo tale che il ciclo del riscaldamento/raffrescamento del patrimonio edilizio sia meno impattante sul piano delle emissioni in aria. Da questo punto di vista, il problema delle modalità vetuste e inquinanti per riscaldare le abitazioni concorre senz’altro a spiegare il dato sul particolato fine (PM10 e PM2,5) nella Piana di Capannori. Anche se non in modo esclusivo ed esaustivo.
Entrando infatti nello specifico dell’indagine di Mal’aria 2018 PM10 ti tengo d’occhio: rimane solo la stazione di Lucca/Capannori ad oltrepassare il limite quotidiano del PM10 fissato per legge a 50 μg/mc, come media giornaliera, da non superare per più di 35 giorni l’anno (a Capannori si è sforato il limite per ben 53 volte!). Per il biossido di azoto (NO2) si storicizza invece il dato negativo di Firenze Viale Gramsci (stazione/traffico dove si rileva un dato medio annuale di 60 μg/mc di ben 20 μg/mc superiore al limite di legge di 40!). Dati invece più sparsi ed eterogenei sul territorio si registrano sull’indicatore Ozono, che vede sforamenti dei parametri di legge a Signa, a Settignano, a Montale, a Lucca Carignano e persino a Grosseto.

19 novembre 2014

Legambiente: "Fermate la distruzione delle Apuane"


Fioccano accuse pesanti ma ben argomentate quelli di Legambiente: "la Regione toscana deve cacciare il presidente e la dirigenza del parco Regionale delle Alpi Apuane che fanno solo gli interessi degli imprenditori e non quelli dell'ambiente e dei territori".
A sostenere l'appello un dossier che punta i riflettori su13 cave che si trovano all'interno del Parco e per le quali si chiede lo stop all'escavazione. "Non uno stop a prescindere - precisa Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente toscana - ma  la cessazione graduale di operazioni di distruzione e depredazione autorizzata del territorio".  Riaperture, ampliamenti e fusioni di cave dismesse, sbancamenti di nuovi versanti, nuove strade di arroccamento, nuovi ravaneti, valutazioni d'impatto ambientale alquanto sommarie, l'86,4% di detriti per estrarre il 13,6% di blocchi, acquiferi messi in pericolo da dilavamenti di terre e marmettola; circhi glaciali, cavità carsiche, versanti sopra i 1.200 metri e siti d'interesse comunitario per la biodiversità, intaccati da nuove escavazioni e non è tutto. Un vero e proprio bollettino di guerra all’ambiente. "Basta consultare il sito del Parco Regionale delle Alpi Apuane e cliccare sugli atti di autorizzazione in corso per 13 cave di marmo - ha sottolineato Ferruzza - per rendersi conto che tutto questo sta succedendo, e non è un’eccezione ma la norma, all’interno di un importante Parco Regionale, riconosciuto anche come Geo-Parco delle rete Europea dei Geo-Parchi, nonché l’area più importante per la biodiversità della Toscana, per la quale l’Unione europea esige una tutela particolare e che rischia, anzi quasi sicuramente se non saranno presi provvedimenti urgenti, la possibilità del riconoscimento da parte della Rete Globale dei Geo-Parchi, sotto gli auspici dell’UNESCO.
In seguito a questa situazione, Legambiente ha deciso di scrivere al Presidente del Parco, al Presidente e agli Assessori competenti della Regione Toscana ed al Coordinamento di EGN-European Geoparks Network in Francia, per denunciare il pericolo al quale sono esposte le Alpi Apuane, attraverso un dossier articolato e documentato che prende in esame i documenti di autorizzazione in corso per 13 cave di marmo nel territorio del Parco, distribuite in tutte le aree: Lunigiana e versante apuano della Provincia di Massa-Carrara, Garfagnana e Alta Versilia in Provincia di Lucca. Legambiente esprime profonda preoccupazione per le numerose autorizzazioni in corso di cave nel Parco Regionale delle Alpi Apuane che comportano conseguenze incompatibili con l’equilibrio dei delicati ecosistemi e, in particolare, con il sistema degli acquiferi carsici, particolarmente vulnerabili alle infiltrazioni di polvere di marmo, terre di risulta ed oli esausti. “Questa situazione – commenta Fausto Ferruzza, Presidente di Legambiente Toscana – appare in contraddizione con la parallela revisione del Piano di Indirizzo Territoriale con valenza di Piano Paesaggistico, adottato il 2/7/2014 dalla Regione Toscana, e, soprattutto, in stridente e

paradossale contrasto con le direttive e le finalità istitutive stesse del Parco Regionale delle Apuane! Per questo, il nostro livello di preoccupazione è massimo”. “Gli enti in indirizzo – dichiara Antonio Nicoletti, Responsabile nazionale aree protette di Legambiente – devono adoperarsi per sospendere tutti i procedimenti autorizzativi delle cave in questione e rivedere radicalmente pianificazione e atti amministrativi del Parco. Non è ammissibile che un Parco Regionale, per di più in Toscana, interpreti a favore dell’escavazione speculativa le Direttive europee per la biodiversità e i principi che stanno alla base della sua inclusione nella Rete Europea e Globale dei Geoparchi. Se le richieste appena formulate non fossero pienamente attese, a Legambiente non rimarrebbe che segnalare alla UE la violazione delle Direttive di Natura 2000 e proporre l’esclusione delle Alpi Apuane dalla Lista dei Geoparchi europei”.
Pao. Ma.

23 luglio 2014

Ecomafia: Toscana ad alto rischio

"In Toscana si rafforza l'ecomafia e il business dei rifiuti" lo denuncia "Ecomafia 2014", il dossier di  Legambiente che monitora puntualmente la situazione della criminalità ambientale. Il rapporto è dedicato alla memoria di Ilaria Alpi e Milan Hovratin e del sostituto commissario di polizia Roberto Mancini, recentemente scomparso per la malattia contratta a causa delle indagini sui traffici dei rifiuti condotte tra Campania e Lazio. Dal gennaio del 2013 ad aprile di quest'anno sono 21 le Amministrazioni sciolte per condizionamento mafioso.
"La corruzione, la complicità di quella che abbiamo chiamato 'area grigia' dei funzionari pubblici consenzienti, amplifica il fenomeno che riguarda tutta l'Italia e si allarga all'Europa, danneggiando pesantemente l'economia legale, consumandone spazi e risorse e condizionando profondamente alcuni
settori strategici, come quello delle rinnovabili ad esempio, dove le organizzazioni criminali investono sempre di più approfittando dei prestiti e degli aiuti europei che gli permettono di ripulire i profitti illeciti attraverso attività economiche legali".
 I quasi 200 reati accertati nel 2013 vedono la nostra regione ai primi posti per reati legati ai rifiuti, al cemento, alla contraffazione agroalimentare, ma ci sono anche tombaroli e furti di opere d'arte.
"Numerosi clan per i loro traffici hanno potuto contare spesso sull'aiuto di funzionari e dipendenti pubblici consenzienti o decisamente disonesti che hanno semplificato iter e processi autorizzativi in cambio di sostanziose mazzette. E se l'aggressione ai beni comuni continua senza sosta e senza troppi scossoni, cambia la geografia degli ecocrimini, sempre più insofferente ai confini territoriali e amministrativi (sia regionali che nazionali o internazionali), così come mutano le strategie criminali e i modus operandi. I rifiuti, ad esempio, non finiscono solo sotto terra, ma anche nei circuiti del riciclo in nero o del finto riciclo, i soldi incanalati nei circuiti finanziari internazionali".
La regione del centro Italia con più ecocrimini è il Lazio con 2.084 reati, 1.828 denunce, 507 sequestri e 6 arresti, mentre la prima regione del Nord è la Liguria con 1.431 reati. A livello provinciale la classifica vede in testa Napoli, seguita da Roma, Salerno, Reggio Calabria e Bari.
29.274 infrazioni accertate nel 2013, più di 80 al giorno, più di 3 l’ora. In massima parte hanno riguardato il settore agroalimentare: ben il 25% del totale, con 9.540 reati, più del doppio del 2012 quando erano 4.173. Il 22% delle infrazioni ha interessato invece la fauna, il 15% i rifiuti e il 14% il ciclo del cemento. Il fatturato della criminalità ambientale, sempre altissimo nonostante la crisi, ha sfiorato i 15 miliardi. Numerose poi le truffe nella Green economy ed energie rinnovabili: un settore strategico per affrancare il paese dalle fonti fossili e per fronteggiare la crisi investendo su innovazione e tecnologie pulite che però ha subìto gli effetti della deregulation che domina il settore, permettendo a cosche e comitati d'affari spesso in joint-venture di mettere a segno colpi importanti a scapito delle imprese oneste.
Diminuiscono gli incendi: dagli 8.304 del 2012 ai 3.042 del 2013 (- 63%), dimezzate le persone
denunciate (da 742 a 375) con calo degli arresti (da 21 a 7) e dei sequestri: da 154 a 88.  Nonostante ciò, rimane alto il numero di ettari di superficie boscata percorsi dal fuoco: 1.304. La creazione del catasto delle aree bruciate e il monitoraggio messo in campo da un numero crescente di amministrazioni ha funzionato da deterrente. Il fenomeno degli incendi boschivi vede la Puglia in cima alla classifica delle regioni più colpite.
per gli orrori
di Gaza e dintorni
Pao. Ma.

17 luglio 2014

La Goletta dei laghi arriva in Toscana

Fa tappa in Toscana il viaggio della Goletta dei Laghi, la campagna nazionale di Legambiente per il monitoraggio dello stato di salute dei bacini lacustri italiani, realizzata con il contributo del COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati) e di Novamont.
Giovedì 17 luglio protagonista sarà il lago di Porta, prezioso scrigno di biodiversità tutelato dall'omonima area protetta ma minacciato dalla realizzazione di un impianto di depurazione per trattare il percolato della discarica di rifiuti non pericoloso di Cava Fornace.
Al centro dell'iniziativa dunque i temi della nuova normativa delle aree protette in Toscana, della necessaria salvaguardia del bacino e del futuro di Casina Mattioli.
Alle ore 16.30 alla sede dell' APT di Cinquale di Montignoso interverranno alla tavola rotonda “il Lago di Porta tra l'eccellenza e il rischio”. A seguire, alle 18.30, è prevista un'escursione sul lago.
Le tappe della Goletta dei Laghi:
25 - 28 giugno: lago d’Iseo, Lombardia
28 giugno - 1 luglio: lago di Como, Lombardia
2 - 5 luglio: lago Maggiore, Lombardia, Piemonte
5 - 8 luglio: lago di Garda, Lombardia, Veneto
9 - 10 luglio: lago Trasimeno e lago di Piediluco, Umbria
12 - 16 luglio: laghi Canterno, Albano, Nemi, Martignano e Bracciano, Lazio
17 luglio: lago di Porta, Toscana
per gli orrori di
Gaza e dintorni
18 luglio: Oasi di Polverina, Marche
22 - 24 luglio: laghi della Sicilia
25 - 28 luglio: laghi della Sila, Calabria
30 - 31 luglio: lago Pertusillo, Basilicata
Pao. Ma.

11 giugno 2014

Denunciate chi inquina

“Aiutaci a difendere il mare e i laghi dall’inquinamento”: Goletta Verde di Legambiente lancia l’appello e invita i cittadini a denunciare  tubature che scaricano liquidi o sostanze in mare o nei laghi inviando tempestivamente una segnalazione a Sos Goletta.
Le segnalazioni aiuteranno i biologi di Goletta Verde e della Goletta dei Laghi a individuare nuovi punti da controllare, campionare, denunciare alle autorità competenti. Un modo anche per a tenere informata la cittadinanza sul reale stato di salute del nostro mare e dei nostri laghi. Per portare avanti il nostro impegno in difesa del mare e dei laghi dall’inquinamento abbiamo bisogno del contributo di tutti. Anche del tuo. La segnalazione può essere inoltrata a www.legambiente.it/golettaverde.

26 settembre 2013

Con "Puliamo il Mondo" sostieni ciò che ami!

Torna Puliamo il Mondo, la più grande iniziativa di volontariato ambientale del mondo, in Italia organizzata da Legambiente in collaborazione con la Rai. Verde urbano, mobilità dolce e riduzione dei rifiuti i temi della XXI edizione toscana di "Clean up the world". A Firenze occhi sul parco di San donato e gli esiti del Post Mondiali di Ciclismo. A Capannori grande ripulitura delle scritte sui muri. Ad Arezzo tre week end a pulire i parchi lungo l'Arno. Le iniziative e i "numeri" della manifestazione in Toscana.
“Sostieni ciò che ami”, diventa protagonista della bellezza del nostro Paese! E' questo l'invito con cui si apre la XXI edizione di Puliamo il Mondo che, quest'anno, avrà i suoi giorni clou nel week end dal 27 al 29 settembre e che coinvolgerà migliaia di cittadini per liberare i parchi, le rive dei fiumi, i boschi, le spiagge e le città dal degrado e per riscoprire la bellezza del nostro paesaggio.
Percorsi e parchi urbani, prevenzione rifiuti e mobilità dolce sono i temi principali della versione toscana di Clean up the World. Sono oltre 100, infatti, i comuni toscani e tantissimi i volontari che si attiveranno per organizzare eventi in tutta la Regione. Il 3 ottobre, tra le iniziative principali: "Puliamo il nuovo parco di Firenze". Dopo i riflettori sui mondiali di ciclismo, Firenze si ripulisce nei suoi luoghi più vissuti e popolari. Quest’anno la location è quella del modernissimo Parco di San Donato, in via di Novoli. Un luogo a forte carica evocativa dove la questione dell’acqua pubblica s’incrocia con la problematica della riduzione dei rifiuti (in questo caso del PET e del vetro). Il successo dei fontanelli che erogano acqua refrigerata (naturale e frizzante) non è solo un fiore all’occhiello di Publiacqua, bensì soprattutto il clamoroso sintomo di una maturità collettiva più radicata di quanto spesso non si sia disposti ad ammettere in sede istituzionale.
Venerdì 27 protagonista di Puliamo il mondo Toscana sarà il Parco Pubblico di Capannori (LU): l'obiettivo è la cancellazione di tutte le scritte su superficie muraria con l'aiuto dell'azienda ecologica Duraluce di Vico Pisano specializzata nel settore. Durante la giornata (dalle ore 8,30-12,30) si cercherà, con l'aiuto dei volontari, di ripristinare il biolago, di sitemare la gradinata e di pulire la piazza del parco. Sempre a Capannori, il giorno 28, verrà ripulita l'area naturalistica del Bottaccio Castelvecchio di Compito e il Parco urbano dei laghetti di Lammari: puliamo l'area giochi dei bambini.
In Provincia di Arezzo, protagonista è indubbiamente l’Arno e i suoi parchi perifluviali. Appuntamento con tutti i volontari a Capolona domenica 29 settembre (presso il circolo ACLI locale) e al Parco Arno (ad Arezzo) sabato 5 ottobre, con la collaborazione dei soci Coop locali di Unicoop Firenze.
In totale, sono 103 i comuni partecipanti, sui 287 comuni toscani. Sono 25 i comuni sotto i 5.000 abitanti che aderiscono all'iniziativa. Firenze (con 22 comuni su 44, 50%) e Prato (6 comuni su 7, 86%) si confermano province capofila. Ampia la partecipazione anche nella province di Pistoia (10 comuni su 22, 45%) e Siena (44%, 16 comuni su 36). Seguono le province di  Pisa (14 comuni su 39, 35%) e Livorno (30%, 6 comuni su 20). Meno cospicua, invece, la partecipazione della provincia di Grosseto (8 comuni su 28, 29%), Lucca  (29%, 10 comuni su 35), di Arezzo (21%, 8 comuni su 39) e di Massa Carrara, dove solo tre comuni su 17 (18%) hanno dichiarato la loro adesione.
Tra i comuni italiani che nell'ultima edizione di Comuni Ricicloni hanno meritato il titolo di "Comune Rifiuti Free" (ovvero realtà che producono meno di 75 chilogrammi per abitante di rifiuto secco indifferenziato), ve ne sono 7 comuni toscani (Castelfiorentino, Cerreto Guidi, Empoli, Fucecchio, Incisa Val D'Arno, Montelupo Fiorentino, Vinci) che aderiscono anche a Puliamo il Mondo 2013, rimarcando ulteriormente, in tal modo, il loro impegno per la riduzione dei rifiuti.
Oltre alla partecipazione dei comuni che, nonostante la crisi economica, posizionano la Toscana tra le prime regioni in Italia per numero di adesioni, saranno quasi 100 le classi di ragazzi delle scuole primarie e secondarie che prenderanno parte alle attività promosse dalla campagna di Legambiente.Verranno passate al setaccio ben 300 aree disseminate in tutto il territorio regionale con la partecipazione prevista di oltre 50 mila volontari in tutta la Toscana. Una tre giorni che comunica la necessità di riappropriarsi del proprio territorio e di sensibilizzare bambini ed adulti nella cura e nel rispetto della natura e dei luoghi pubblici.
Pao. Ma.

12 agosto 2013

Goletta Verde approda a Viareggio

Mercoledì a Firenze Legambiente terrà una conferenza stampa per rendere noti i dati della salute del mare in Toscana.
Dopo due mesi di navigazione Goletta Verde, la storica imbarcazione di Legambiente arriva in Toscana con il suo carico di analisi e dati realizzati dall'equipe di biologi che dal giugno scorso hanno hanno passato al microscopio i tratti critici del "mare nostrum".
La Toscana è l’ultima regione toccata dal tour 2013 della Goletta Verde, la campagna itinerante di Legambiente, che anche quest’anno ha realizzato un monitoraggio sullo stato di salute del mare e dei litorali italiani. Per il ventottesimo anno consecutivo, la storica imbarcazione ambientalista, realizzata anche con il contributo del COOU, Consorzio Obbligatorio Oli Usati, è tornata a navigare per schierarsi contro i “pirati del mare”. Un viaggio partito il 22 giugno scorso da Lignano Sabbiadoro e che si concluderà il 14 agosto proprio in Toscana, dopo più di 30 tappe da nord a sud della Penisola per dar seguito alle tante battaglie in difesa dell’ecosistema marino e del territorio che Legambiente porta avanti dal 1986, denunciando, informando, coinvolgendo i cittadini con l’auspicio di promuovere esempi positivi all’insegna della sostenibilità ambientale.
Gli ultimi dati pubblicati sulle acque di balneazione in Italia e in Europa, che testimoniano la buona salute del mare italiano, non devono far abbassare la guardia sul rischio di inquinamento ancora presente, a partire dagli scarichi non depurati che continuano a confluire in mare. A tutt’oggi in Italia il 25% delle acque di fogna viene scaricato in mare, nei laghi e nei fiumi senza essere opportunamente depurato e tante sono le situazioni critiche di depuratori malfunzionanti o scarichi abusivi. Per questo motivo con le Golette viaggia un team di biologi che conducono il monitoraggio scientifico a caccia dei punti più critici riguardo la mancata depurazione; raccolgono le segnalazioni dei cittadini denunciando le situazioni che mettono maggiormente a rischio le nostre acque.
La Goletta Verde in questi due mesi ha portato avanti la sua battaglia contro la mancata depurazione, l’abusivismo, la speculazione edilizia, la privatizzazione del demanio, l’illegalità e l’offesa delle trivellazioni petrolifere offshore. Ma ha anche premiato chi ha saputo invece tutelare il nostro patrimonio ambientale.
Proprio ad una sana e corretta gestione del territorio è dedicato il primo appuntamento del tour toscano della Goletta Verde con l’incontro sul tema: “Turismo sostenibile a Viareggio: buone pratiche per il rilancio turistico ed economico”, in programma lunedì 12 agosto, alle ore 11.30 a Viareggio a bordo della Goletta verde, ormeggiata di fronte alla Capitaneria di Porto, darsena Europa. 
La Goletta Verde concluderà poi il suo viaggio prendendo parte a Festambiente, il festival nazionale a impatto zero di Legambiente, uno dei maggiori appuntamenti europei dedicati all’ecologia e alla solidarietà. Nato nel 1989, è organizzato a Rispescia, nel Centro nazionale per lo sviluppo sostenibile di Legambiente “Il Girasole”, alle porte del Parco regionale della Maremma e a pochi chilometri da Grosseto e ospita ogni anno oltre 80mila visitatori, combinando svago e tematiche ambientali grazie a concerti, conferenze, teatro, cinema all’aperto, Città dei bambini e sana alimentazione con i numerosi punti ristoro a base di prodotti tipici, naturali e a filiera corta.
Pao. Ma.


20 novembre 2012

Ambiente: Firenze in testa, Massa fanalino di coda




Per quanto riguarda il verde urbano e le zone a traffico limitato la Toscana se la cava abbastanza bene, in tema di rifiuti decisamente no. E’ quanto emerge dalla diciannovesima edizione di Ecosistema urbano, la ricerca che Legambiente e Ambiente Italia effettuano ogni anno in merito allo stato di salute dei capoluoghi di provincia. Firenze si piazza al primo posto in Toscana, al quinto fra le grandi città e a metà della classifica  nazionale. A far guadagnare punti, secondo “Ecosistema urbano”, la realizzazione di Zone a traffico limitato, una discreta mobilità ciclabile e soddisfacenti performance del servizio pubblico. Come dire, chi si accontenta gode.
Troppo alta invece la quantità di rifiuti prodotti.
Tra le città medie si distingue Pisa che è prima in assoluto a livello regionale e settima nella classifica nazionale, e avanza di tre posizioni rispetto al 2011. Aree verdi e estensione della Ztl i punti forti, produzione di rifiuti, consumi elettrici ed idrici quelli deboli: mal comune. Rimane stabile al 15mo posto Lucca che svetta in quanto a verde urbano, isole pedonali e solare fotovoltaico, ma affonda sui rifiuti e per numero di auto circolanti. Perde, poi, sei posizioni nella classifica nazionale Livorno (17mo posto), penalizzata dal numero di motoveicoli, di zone a traffico limitato e di verde urbano, e scende di uno scalino anche Prato (18mo posto) sfavorita dalla dispersione idrica e dalla produzione di rifiuti. Nella parte bassa della lista si trova, nonostante tre posizioni recuperate, Pistoia (31mo posto) che vanta una buona qualità dell’aria, ma perde sulla depurazione. Segue Arezzo (32mo posto), in assoluto la città che consuma meno acqua, ma con una produzione di rifiuti ancora troppo alta. Non solo. Dopo Prato e Pistoia, tra le città medie, è anche a livello toscano la città con meno certificazioni Iso 14001 (solo 2.60 delle imprese). Tra gli ultimi della lista anche Grosseto (36mo posto) che registra alte perdite di rete e produce troppi rifiuti.
Fra le città piccole, Siena è a metà classifica (21mo posto) con un buon trasporto pubblico e una Ztl particolarmente estesa, ma con consumi elettrici troppo alti e troppi motocicli circolanti.
Massa si attesta fanalino di coda (40mo posto) con il primato italiano di capoluogo di provincia con la più alta concentrazioni di rifiuti solidi urbani.
Paolo Maggi

31 agosto 2012

Il mare più pulito è in Sardegna e in Toscana ma per Goletta Verde è SOS Depurazione



di Paolo Maggi
120 punti di mare inquinati, uno ogni 62 chilometri di costa: questo il bilancio finale 2012 di Goletta Verde, la mitica imbarcazione con cui Legambiente ogni anno, per due mesi, caletta dopo caletta, spiaggia dopo spiaggia monitora lo stato di salute del mare nostrum.
Il mare più pulito si trova in Toscana e in Sardegna rispettivamente con un campione inquinato ogni 200  e 433 chilometri di costa. Quello messo peggio in Calabria, Liguria e Campania. Le situazioni più compromesse e si parla di 100 su 120, sono alle foci dei corsi d’acqua dove si registra la maggiore concentrazione di batteri di origine fecali, pari almeno al doppio dei limiti consentiti dalla legge. Da qui un vero e proprio Sos di Legambiente per “l’apertura immediata di nuovi cantieri per la depurazione,  per risanare mare e fiumi e garantire trasparenza e informazioni ai cittadini sui divieti di balneazione”. La situazione si complica anche alla luce della condanna dell’Italia da parte della Corte di giustizia europea arrivata a fine luglio perché “109 agglomerati urbani medio grandi, distribuiti in 8 regioni, non si sono ancora adeguati alla direttiva europea sul trattamento delle acque reflue” che rischia di far pagare ai cittadini italiani multe milionarie con soldi che invece potrebbero essere investiti per aprire nuovi cantieri per la depurazione.
“Il mare italiano continua ad essere minacciato da troppi scarichi fognari non depurati – ha detto fra l’altro Stefano Ciafani, vicepresidente nazionale di Legambientenel corso della presentazione dei dati del monitoraggio -, nonostante siano trascorsi ben 36 anni dall’approvazione della prima legge sulla trattamento delle acque reflue”. Come ogni estate, il laboratorio di Goletta Verde è andato alla ricerca in mare di Escherichia coli ed Enterococchi intestinali, eseguendo le analisi delle acque secondo quanto previsto dalla normativa sulla balneazione e ne risultano dati allarmanti e da questi un allarme sulla qualità delle acque con risultati che vengono messi a disposizione di enti locali e agenzie preposte ai controlli per andare alla ricerca della causa della contaminazione. Emerge un generalizzato problema di inquinamento marino di origine fecale causato dalle carenze depurative dei comuni, che accomuna diverse regioni, da Sud a Nord.
Il monitoraggio di Goletta Verde trova conferma nei dati Istat del 2009 che dipingono un Paese dove oltre 24 milioni di abitanti non sono serviti da un sistema di depurazione efficiente. Si tratta del 24% della popolazione equivalente del nostro Paese i cui reflui o non sono trattati oppure vengono depurati in modo non adeguato. L’elaborazione di Legambiente sui dati Istat ci fornisce il quadro di un Paese dove anche le regioni del Nord contribuiscono con un forte inquinamento da depurazione mancata. Prima regione per numero di cittadini non serviti da depurazione adeguata è la Sicilia (con quasi 4 milioni e mezzo di abitanti), seguita dal Lazio (dove invece sfuggono i reflui fognari di più di 3 milioni di persone) e dalla ricca Lombardia (con quasi 3 milioni di cittadini).
Sono proprio Sicilia e Calabria a ospitare il maggior numero di comuni fuori legge: sono 59 i comuni siciliani (pari al 54% del totale dei comuni oggetto nella sentenza) mentre sono 18 quelli calabresi (pari al 17% del totale). A seguire la Campania (con 10 comuni) e la Liguria (9).
Quest’anno il monitoraggio scientifico di Goletta Verde è stato condotto anche grazie alle numerose segnalazioni arrivate da cittadini e bagnanti grazie al servizio SOS Goletta, che hanno contribuito per circa il 50% dei campionamenti effettuati in tutta Italia. Sono state sempre numerose le richieste di informazioni da parte di cittadini in cerca di una meta per le vacanze ma anche di bagnanti preoccupati per la qualità del mare, non sapendo esattamente come venire a conoscenza della qualità delle acque delle varie località.
Per visualizzare la mappa dei prelievi e risultati delle analisi di Goletta Verde cliccare nel sito internet: http://www.legambiente.it/contenuti/campagne/prelievi-goletta-verde-2012

27 marzo 2012

Si spengono le luci per l'Ora della terra


La Torre di Pisa e a Firenze il Duomo e il Battistero, Ponte Vecchio e per la prima volta l'Abbazia di San Miniato sono solo alcuni dei monumenti toscani che resteranno al buio  sabato 31 marzo per l'Ora della Terra 2012.
A Firenze l’evento centrale si terrà in Piazza della Signoria, aspettando lo spegnimento delle luci di  Palazzo Vecchio, dalle 20.30 alle 21.30, lo Sportello Eco Equo del Comune di Firenze, in collaborazione con la Società Astronomica Fiorentina (SAF), con il WWF e con l’Osservatorio Astrofisico di Arcetri, organizzerà una serata di osservazione delle stelle, guidata dagli esperti della SAF, che per l’occasione metteranno a disposizione dei cittadini i loro telescopi. Nel corso della serata i volontari del WWF saranno a disposizione dei cittadini con un punto informativo dove sarà distribuita anche una “mappa del cielo” realizzata a cura dell’Osservatorio Astrofisico di Arcetri  allo scopo di mostrare come apparirebbe la volta celeste se non fosse oscurata dall’inquinamento luminoso.
Decine i monumenti simbolo della Toscana, come la Torre di Pisa che si spegneranno per l’evento, di cui sette solo a Firenze, tra cui il Duomo, il Battistero, il Ponte Vecchio e per la prima volta l’Abbazia di San Miniato. Numerosi gli eventi previsti in tutta la Toscana: cene a lume di candela, eventi di piazza, iniziative speciali e visite serali nelle Oasi WWF, nelle Fattorie del Panda per portare l’attenzione degli italiani su quanto il futuro sostenibile sia urgente e possibile. Tutti gli appuntamenti, oltre a video, testimonial, iniziative speciali, su www.wwf.it. 
Dopo aver invitato il Comuni italiani a “Reinventare le città”, coinvolgendoli nel City Challenge che nelle prossime settimane premierà le migliori pratiche di sostenibilità urbana, il WWF ha lanciato, da oggi anche in Italia, la piattaforma creativa “I will if you will” – “Io farò se tu farai”, che invita tutti a ‘sfidare’ amici, colleghi e followers di tutto il mondo nell’intraprendere azioni concrete verso la sostenibilità, in cambio di azioni personali tra il serio e il faceto. Alla domanda “E tu cosa sei disposto a fare per salvare il pianeta?” hanno già risposto in molti, compreso il settantenne presidente delle isole Fiji, che ha promesso di camminare per 30 chilometri sensibilizzando i cittadini sul cambiamento climatico, se imprese, ONG e uffici governativi del suo paese avvieranno azioni concrete a favore dell’ambiente. Mentre tra gli altri il pianista Christian Calcatelli, primo italiano a lanciare la sua sfida, ha promesso che suonerà per 8 ore di fila in diretta su Youtube se 5000 persone accetteranno di fare la raccolta differenziata.
In occasione di Earth Hour, il WWF lancia la sua ‘carta’ dando avvio alla nuova campagna di membership WWF “Paperfree - Specie digitale”, la nuova iscrizione completamente digitale, che prevede solo comunicazioni via mail ed sms, speciali abbonamenti a riviste digitali e nuove ed esclusive app WWF, senza alcun uso della carta. Tutti i contributi raccolti andranno a sostenere i progetti di conservazione dell’Associazione in Italia e nel mondo. Pensata per chi ama postare, twittare e taggare, sarà online su wwf.it/paperfree.
Intanto continuano a crescere le adesioni per il giro del mondo a luci spente che il 31 marzo coinvolgerà migliaia di città, nazioni, monumenti e luoghi simbolo nella più grande mobilitazione planetaria per il clima mai avvenuta. A oggi sono già 190 i Comuni italiani che hanno aderito. In Toscana tra i tanti monumenti che si spegneranno ben 7 solo nella città di  Firenze: il Duomo e il Battistero,  Ponte Vecchio, Palazzo Vecchio, Palazzo Sacrati Strozzi e il Palazzo della Regione Toscana a Novoli e la new entry l’Abbazia di S.Miniato .Inoltre la Torre di Pisa, la Cinta Muraria del Castello di Moneteriggioni (Si), il monumento a Guido Monaco nell’omonima piazza ad Arezzo, piazza del Campo a Siena, i Palazzi comunali di Grosseto e  Pistoia, il Palazzo Collacchioni e il Borgo Medioevale a Capalbio (GR), l’ecomuseo dell’Alabastro a Castellina Marittima (PI), Corso Matteotti ,Piazza dei Caduti e la Torre civica a Cascina (PI), il Castello Malaspina a Fosdinovo (Ms), il Rivellino a Piombino (Li), le Piazze Grandi e dell’Unità d’Italia nonché la riduzione dell’illuminazione di Corso Italia a San Vincenzo (LI), la Fattoria Arcivescovile a Rosignano (Li), il Castello Pasquini a Castiglioncello (LI),Piazza del Santuario a Ponte Buggianese (PT), la Piazza del Risorgimento e Piazza Agenore Fabbri compresa parte di via Montalbano  a Quarrata (PT), Orbetello (GR), Roccalbegna (GR), Semproniano  (GR), Colle Val d’Elsa (SI) e tanti, tanti altri.
Pao.Ma.


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24 marzo 2012

Un manuale per tutelare salute, ambiente e portafogli

di Paolo Maggi

Come risparmiare dai 700 ai 1000 euro all’anno su bollette, tenere sotto
controlli i consumi e abbattere una quota d’impatto ambientale nelle proprie case?

Lo indica il “Manuale per abitare consapevolmente” elaborato da Casa S.p.A., la società di progettazione e gestione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica dei 33 Comuni dell’area fiorentina. “Si tratta del primo esempio di società pubblica – ha dichiarato il presidente di Casa Spa Luca Talluri - che spiega come ottenere risultati concreti, intervenendo globalmente sui consumi energetici senza particolari sforzi, ma adottando pochi e semplici accorgimenti nei comportamenti quotidiani”. Nel vademecum, sono presenti anche pratiche istruzioni per la corretta lettura di bollette e contatori e per usare al meglio una serie di apparecchi ed elettrodomestici come la valvola termostatica del riscaldamento, la cappa aspirante della cucina, il frigorifero, la lavastoviglie, la lavatrice e il ferro da stiro. A tutte le famiglie degli alloggi gestiti da Casa SpA, ma anche a tutti coloro che ne faranno richiesta, sarà consegnata una valigetta con il manuale e altri utili consigli per risparmiare, come una bottiglia di vetro da riempire con l’acqua del rubinetto, un termometro per tenere sotto controllo la temperatura dell’ambiente ed un portachiavi con luce alimentata da un minuscolo pannello fotovoltaico. Oggi, secondo i dati forniti da Casa S.p.A., circa il 33% dei consumi energetici nazionali è assorbito dalle abitazioni (gli altri settori sono i trasporti, l’industria e l’agricoltura) e all’interno degli alloggi il riscaldamento è quello che ha il maggior impatto, pari a oltre il 75% dei consumi, l’acqua calda per uso sanitario pesa per circa il 10% mentre gli elettrodomestici e l’illuminazione pesano per circa il 15%.
In quest’ottica il manuale di Casa S.p.A. assume un ruolo ancor più importante, perché se le abitazioni di nuova costruzione hanno bisogno di una quantità ridotta di energia, quelle già esistenti, in particolare quelle costruite nel dopoguerra, necessitano dell’80% in più di energia, rispetto alle precedenti.


In termini di kilovattora si parla di 150KW all’anno contro lo standard oggi corrente che dovrebbe collocarsi al di sotto dei 50 KW metro quadro anno. Per questo la
realizzazione del manuale di Casa S.p.A. assume un ruolo importante, non soltanto in termini economici, ma anche per l’alto valore in termini di sostenibilità e rispetto dell’ambiente. Basta una serie di piccoli accorgimenti che non richiedono investimenti se non la buona v olontà e un po’ di attenzione e consapevolezza.

14 novembre 2011

Pochi i comuni "ricicloni" in Toscana


Montelupo e Montespertoli  rispettivamente con l’85 e l’84 per cento di  raccolta differenziata si posizionano tra i primi posti in Italia fra i comuni classificati come “ricicloni” da Legambiente. Si tratta però di casi isolati: la Toscana rimane ferma al 12mo posto della classifica nazionale, con una percentuale del 2,8% contro il 3,1% del 2010. «A parte qualche rara e lodevole eccezione – dice il dossier di Legambiente - in Toscana si stenta ad affrontare col piede giusto la gestione dei rifiuti comunali». Gli altri comuni virtuosi: Cerreto Guidi (69,2%),Vinci (70,3) Seravezza (76%), Capannori, (71,7%), Montecarlo (70%) e infine Vaiano (68,3%).

29 giugno 2011

I sette "peccati" delle acque toscane

Goletta Verde quest'anno consegna un carico composto da sette punti "preoccupanti" per quanto riguarda lo stato delle acque in Toscana: Marina di Carrara, Lido Camaiore, Sterpaia alla foce del fiume Morto nel comune di San Giuliano Terme, Marina di Pisa, Ardenza, Spiaggia del Capitanino e Molo del Pesce a Marciana Marina.
 Dagli elementi raccolti dal laboratorio mobile dei biologi nell'ambito delal campagna di sensibilizzazione di Legambiente dedicata al monitoraggio e all'informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, risulta che anche in Toscana l'inefficienza e in alcuni casi la mancanza di adeguate strutture di depurazione per le acque reflue "rappresenta un'emergenza a cui è doveroso porre rimedio".
 Le criticità del mare e delle coste toscane sono state illustrate, tra gli altri, da Giorgio Zampetti, portavoce Goletta Verde e da Piero Baronti, presidente Legambiente Toscana.
In particolare, a Marina di Carrara (Massa Carrara) è risultata fortemente inquinata la foce del Torrente Carione dove i valori limite per i batteri fecali esaminati sono stati superati. Anche a Viareggio (Lucca) i valori limite del batterio Escherichia Coli sono stati superati e le analisi realizzate a Lido Camaiore, presso Fosso Abate, hanno classificato il sito come fortemente inquinato. Nel comune di San Giuliano Terme (Pisa), in località Sterpaia, la foce del Fiume Morto è risultata fortemente inquinata. A Marina di Pisa il campione prelevato presso la Foce Arno (Lungarno G. D'Annunzio) ha rilevato un forte inquinamento microbiologico. I campionamenti realizzati in località Ardenza (Livorno) presso la Foce Rio Ardenza hanno evidenziato forti livelli di inquinamento. Infine all'Isola d'Elba sono risultati inquinati i siti Spiaggia del Capitanino e Molo del Pesce.
Pao. Ma.

27 maggio 2011

Spiagge e fondali puliti 2011, gli appuntamenti in Toscana

I sacchetti di plastica vanno per la maggiore, ma non sono da meno scatolette e tubetti, fazzoletti e pannolini sol per rimanere fra le cose più comuni ma danno un bel daffare anche prodotti più originali come carcasse di biciclette, motorini o televisori ma anche pezzi di lavatrici o lavastoviglie e di altri elettrodomestici, poi ruote e copertoni insomma un orrido campionario che ogni primavera-quasi-estate viene rinvenuto nel corso di "Spiagge e Fondali Puliti - Clean Up the med", la storica campagna di Legambiente per la cura delle coste che ogni anno chiama a raccolta bambini, ragazzi e adulti di ogni età per una grande opera di pulizia delle spiagge dai rifiuti abbandonati o portati dal mare ma anche degli argini dei fiumi, dei laghi e, insieme ai  subacquei, dei fondali marini.. Migliaia di volontari di tutt'Italia, grandi e piccoli, armati di sacchi, guanti e rastrelli, si danno appuntamento in diverse località d'Italia e si cimentano nella pulizia delle spiagge e delle scogliere.

Gli appuntamenti in Toscana

27 Maggio 2011. Marina di Alberese (Gr) I volontari del circolo Festambiente vi aspettano a Marina di Alberese, per dare via alle 9,30 alla pulizia dell'arenile e della pineta, immersi nel Parco Regionale della Maremma . Per informazioni: educazioneambientale@festambiente.it

29 Maggio 2011.  Talamone (Gr). Ore 10,00 ritrovo presso la foce del canale Collettore al Porto di Talamone per il ritiro di guanti e sacchi per la raccolta dei rifiuti e per la successiva pulizia delle sponde del canale collettore, della spiaggia del Cannone, del frangiflutti del Porto e della spiaggia a nord del Porto. L'iniziativa è organizzata in collaborazione con l'Associazione Marenatura, il Comune di Orbetello, l' Ente Parco Regionale della Maremma. Per informazioni: educazioneambientale@festambiente.it

5 Giugno 2011.  Rimigliano, San Vincenzo (Li) Grande pulizia della spiaggia Nido dell'Aquila presso Rimigliano, S.Vincenzo e della duna boscata. L'appuntamento è alle 9,00 vicino l'Hotel Podere Tuscania. Lo stesso giorno verranno distribuiti opuscoli informativi sul referendum del 12 e 1.
 
Pao. Ma.

18 marzo 2011

Si spengono le luci per "L'Ora della Terra"

Il più grande evento globale del WWF: ogni anno più di un miliardo di persone in oltre 120 paesi del mondo spengono simbolicamente la luce per un’ora.. Tutte le iniziative toscane.

 Sabato 26 marzo 2011 alle 20.30 in punto i riflettori, le luci puntate sui monumenti e luoghi simbolo di molte città del pianeta si spegneranno per un’ora.  Scatta così l’appuntamento con la nuova fase dell’Ora della Terra, l’evento mondiale del WWF per il clima che quest’anno chiede a tutti di andare “oltre l’ora”, impegnandosi a “trasformare la propria vita ogni giorno alimentando il cambiamento che non solo ci aiuterà a vincere la sfida dei cambiamenti climatici, ma contribuirà a dare al mondo equilibrio e benessere”.
“Il futuro eco-friendly – ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia nel presentare la piattaforma globale de l’Ora della Terra -  è un’azione concreta che può iniziare subito. Mentre i Governi discutono sull’accordo globale e sulle regole comuni per vincere la sfida dei cambiamenti climatici, nelle case, nei negozi, uffici, scuole, imprese e perfino per le strade, le azioni quotidiane di centinaia di milioni di persone, sommate insieme, possono avviare il cambiamento che garantirà al mondo nuovo equilibrio ambientale, economico e sociale. Un amministratore delegato può cambiare un’impresa, un bambino di 7 anni può cambiare la sua classe, un presidente può cambiare il suo Paese. Ogni singola azione, piccola o grande che sia, sommata a centinaia di milioni di altre, può davvero cambiare il mondo.”

 L’ORA DELLA TERRA IN  TOSCANA 
  
·         A Firenze il Comune, che ha concesso il proprio Patrocinio all’iniziativa,  spegnerà le luci di Palazzo Vecchio e per la prima volta quelle di Ponte Vecchio, meravigliosa icona artistica mondiale, dove verrà organizzato un banchetto informativo WWF dalle ore 16:00 alle ore 20:00.
Il Comune di Firenze ha diramato l’invito ai cittadini  alle associazioni di categoria, ai sindacati a spegnere le luci nella fascia indicata dall’evento Earth Hour. Segnalerà l’evento nelle pagine web della rete civica.

    * A Pisa il Comune, Assessorato all’Ambiente e l’Opera della Primaziale Pisana aderiscono spegnendo la magnifica Torre
    * A Prato il Comune spegnerà le luci del Castello dell’Imperatore
Banchetto informativo WWF dalle 9,30 alle 19 in Piazza Buonamici a Prato

    * A Vernio (Po) il Comune aderirà spegnendo le luci della facciata comunale e dei lampioni della P.zza del Comune

    * A Pistoia il Comune spegnerà le luci del Palazzo Comunale. Prevista una conferenza stampa dell’Amministrazione comunale con il WWF.
Banchetto informativo WWF dalle ore 9 alle ore 12,30 in Via Roma

    * A Ponte Buggianese (Pt) anche il Comune aderisce  spegnendo  P.zza  del Santuario (sede del Comune)
    * Ad Arezzo il Comune spegnerà Piazza San Jacopo

      Banchetto informativo WWF dalle ore 9:00 alle ore 20:00 nel centro storico in Corso Italia

    *  A Cortona (Ar) il Comune si è impegnato a spegnere la Fortezza Medicea
    * A Marciano della Chiana (Ar) il Comune provvederà a spegnere la Torre centrale
    * A Castiglion Fiorentino (Ar) il Comune spegnerà la Torre del Cassero
    * A Siena il Comune spegnerà Piazza del Campo
Banchetto informativo al Centro Comm.Coop Le Grondaie -Si

    * A Sovicille (Si) l’amministrazione comunale provvederà a spegnere l’Edificio della Pieve di Ponte allo Spino
    * A Monticiano (Si ) il Comune spegnerà il Palazzo Comunale
    * A Monteriggioni (Si) il Comune spegnerà la cinta muraria del Castello di Monteriggioni
    * A Colle Val d’Elsa (Si) il Comune spegnerà il Castello e l’area di Sant’Agostino
    * A Piombino (Li) il Comune si è impegnato a spegnere "Il Rivellino" antica porta della città e cardine del sistema difensivo di Piombino
    * A San Vincenzo (Li) il Comune ridurrà, per un’ora le emissioni luminose in Corso Italia, spegnendo un corpo illuminante ogni due. Sarà spenta, nello stesso orario, anche tutta l’illuminazione pubblica in Piazza Grandi e in Piazza Unità d’Italia.
    * A Marciana Marina (LI)  il Comune spegnerà la Torre del Lungomare
    * A Capalbio (Gr) il Comune spegnerà l’intero Centro storico e una parte della frazione di Capalbio Scalo
 
A Livorno,  sempre il 26 marzo, organizzato dal Museo di Storia Naturale del Mediterraneo di Livorno in collaborazione con l'Associazione Livornese Scienze Astronomiche, la Società Astronomica Italiana e con il partenariato del WWF e delle Associazioni Livornesi Scienza e Tecnologia, si terrà  il convegno “Inquinamento luminoso:salute,risparmio e sicurezza” dove è previsto l’intervento del presidente WWF Toscana Marcello Demi.

Inoltre , anche in alcune  Oasi WWF in Toscana, come ogni anno, numerose sono le iniziative previste che  festeggiano l’Ora della Terra: cene a lume di candela, caccia al tesoro e passeggiate notturne  (programmi in dettaglio su http://wwf.it/oradellaterra/eventi.htm) in compagnia degli animali notturni e delle costellazioni:
 
-Oasi WWF Laguna di Burano. Capalbio – Gr ( 0564/898829 lagodiburano@wwf.it)

-Oasi WWF Bosco Rocconi. Roccalbegna – Gr  (347.5823441 boscorocconi@wwf.it)

-Oasi WWF Orti Bottagone. Loc. Vignarca Piombino- Li  (334.7584832 ortibottagone@wwf.it)
Pao. Ma.

15 febbraio 2011

Giornata del Volontariato WWF dedicata al Fratino

di Paolo Maggi

Domenica 20 febbraio nelle oasi Wwf Padule di Bolgheri, Gineprino e Camilla nei comuni di Bibbona e Castagneto Carducci, in provincia di Livorno, ci sarà un gran daffare. Nell’anno che l’Europa dedica al volontariato il WWF Toscana e l’Oasi WWF Padule di Bolgheri hanno organizzato, con l’aiuto indispensabili dei volontari, la pulizia delle spiagge frequentate dal Fratino, il raro uccello trampoliere che frequenta le dune sabbiose, specie bandiera degli ecosistemi dunali e protagonista nel Piano d’Azione della Biodiversità toscana.
L’evento  ha lo scopo di  preparare la “casa” al piccolo trampoliere in vista della stagione riproduttiva e di ricordare l’opera meritoria condotta nell’arco di 20 anni da Raimondo Stiassi nella conservazione degli ambienti dunali dei territori di Castagneto Carducci e di Bibbona.
“Siamo nel pieno dell’inverno – ha detto Paolo Politi Direttore delle Oasi WWF Padule di Bolgheri e Orti Bottagone - ma molte specie di uccelli sentono già aria di primavera e l’approssimarsi della nuova stagione riproduttiva. Ciò ci suggerisce di porre particolare attenzione nel garantire l’integrità dei siti di nidificazione di numerose specie di uccelli ospiti dell’Oasi Padule di Bolgheri, storica Oasi WWF,  e delle Oasi Dunali del Gineprino e  Camilla, istituite recentemente dai Comuni di Bibbona e di Castagneto Carducci a tutela dell’habitat naturali costieri”

IL FRATINO
Si tratta del raro Fratino Charadrius alexandrinus, uno tra i più piccoli uccelli trampolieri nidificanti in Italia, confinato per sue specifiche esigenze eco-etologiche alle coste sabbiose o sponde ghiaiose lungo il corso dei fiumi, dove inquinamento e disturbo non hanno raggiunto ancora livelli insopportabili. Sempre in movimento lungo le linee di battigia disegnate dalle onde alla ricerca di cibo, il Fratino rappresenta il simbolo delle spiagge naturali ben conservate.
La spiaggia dell’Oasi di Bolgheri, uno dei pochi siti toscani dove il Fratino si riproduce con successo con qualche coppia, non è esente dall’effetto determinato dal deposito di rifiuti,  restituiti dal mare dopo essere stati gettati incautamente o volontariamente dall’uomo nei fossi e nei fiumi ed arrivati al mare con le piene, oppure dalle navi in transito.

Programma della giornata

h.8,30 - ritrovo presso il parcheggio del Gineprino a Marina di Bibbona (al termine di Via dei Platani);
(i ritardatari potranno raggiungere il punto informativo della iniziativa ubicato al termine del  sentiero pedonale che conduce alla spiaggia del Gineprino)

h.9,00 – 13,00 Pulizia spiaggia dal Gineprino fino al Renaione (confine sud dell’Oasi WWF Padule di Bolgheri) guanti e sacchi saranno forniti da ASIU

h.13,30 – 15,00 Pranzo al sacco autonomo. Uno spuntino campagnolo sarà offerto da ASBI al punto di ritrovo sulla spiaggia del Gineprino.

h.15,00 – Trasferimento all’Oasi WWF Padule di Bolgheri

h.15,15 – 17,30 – Visita guidata gratuita all’Oasi (solo per i volontari che hanno partecipato alla iniziativa)

Non possono essere portati cani o altri animali.
 
Per motivi organizzativi è richiesta la conferma della propria partecipazione entro il 18.2.2011 contattando la direzione dell’Oasi:  cell. 334-7584832 e-mail:bolgheri@wwf.it responsabile Oasi WWF Padule di Bolgheri Paolo Maria Politi



11 gennaio 2011

Moria di pesci, arselle e granchi sulla spiaggia di Scarlino


Ecco una di quelle notizie che fanno male, non solo all'ambiente. Il 27 dicembre scorso sono stati rinvenuti pesci, arselle e granchi, alcuni agonizzati e distesi in due file parallele lunghe quasi due chilometri, in un tratto della costa a due passi dall’area industriale del comune di Scarlinbo, dove sono presenti industrie chimiche e un inceneritore. Lo denunciano in una interrogazione i deputati dell’area radicale del Pd al Ministro dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del mare e al Ministro della Salute. I deputati chiedono ai ministri interrogati di effettuare rilevamenti, analisi e prelievi di campioni di acqua da far analizzare all’Istituto zooprofilattico di Pisa per accertare le cause della moria.