La Toscana si conferma al top della classifica dei Comuni Ricicloni di Legambiente. Empoli esempio virtuoso di comune Rifiuti Free.
Monsummano Terme è il comune toscano più riciclone in assoluto, Gambassi Terme è al top fra i comuni al di sotto dei 10mila abitanti mentre Empoli si distingue come esempio virtuoso di comune "Rifiuti free". Continua così il trend positivo per la Toscana che, nella classifica nazionale dei comuni più "Ricicloni" di Legambiente sale all'ottavo posto. Per accedere alle classifiche dei Comuni Ricicloni 2014, come l’anno scorso, i partecipanti hanno dovuto raggiungere l’obiettivo di legge del 65% di raccolta differenziata. La classifica è costruita attraverso il punteggio raggiunto in base all’indice di buona gestione, sulla quale sono state poi definite le graduatorie. Per la prima volta le categorie dei premiati sono su base regionale e non più per macroregioni (nord, centro, sud). La giuria ha ritenuto che in questo modo è possibile restituire una fotografia più dettagliata di quel che accade nel nostro Paese, in termini di buona gestione dei rifiuti urbani e dare così maggiore risalto ai casi virtuosi.
Per quanto riguarda i dati in base alle categorie, come vincitori regionali abbiamo Monsummano Terme, tra i comuni toscani sopra i 10.000 abitanti con un indice di buona gestione di 72,89 ed una percentuale di raccolta differenziata del 85,0% e si conferma un comune "rifiuti free" estremamente virtuoso anche per il dato di 0,87 kg di rifiuti urbani procapite (media giornaliera) ovvero con una produzione di rifiuto secco indifferenziato inferiore a 75 Kg/abitante /anno. Vincitore per regione e categoria, in questo caso sotto i 10.000 abitanti, anche Gambassi Terme con un indice di buona gestione del 66,68 ed una percentuale di raccolta differenziata del 89,5% e per il dato di 0,92 kg di rifiuti urbani procapite (media giornaliera) ovvero con una produzione di rifiuto secco indifferenziato inferiore a 75 Kg/abitante /anno. Gli altri comuni toscani nella top ten sopra i 10.000 ab. sono: Montelupo F.no (FI), Serravalle Pistoiese (PT), Certaldo (FI), Montespertoli (FI), Fucecchio (FI), Cerreto Guidi (FI), Empoli (FI), Vinci (FI), Castelfiorentino (FI). Mentre quelli sotto i 10.000 ab. sono: Lamporecchio (PT), Capraia e Limite (FI), Larciano (PT), Incisa Valdarno (FI), Montaione (FI), Vaiano (PO).
Dopo i Ricicloni ci sono i “Comuni Rifiuti Free”, l’eccellenza dell’eccellenza, quelli cioè che debbono smaltire solo 75 kg di rifiuti residui procapite all’anno, dove vale davvero il principio del “Chi inquina paga” e in discarica finisce solo quello che non è possibile recuperare in alcun modo. E i cittadini devono pagare per la quantità di rifiuto effettivamente prodotto. E non sono solo piccoli comuni, dove tutto sembra più facile e bello! In Toscana esempi di straordinario virtuosismo sono: Empoli (FI) con i suoi 48mila abitanti, Fucecchio (FI) e Monsummano Terme (PT) che superano di gran lunga i 20mila abitanti.
Pao. Ma.
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14 luglio 2014
3 dicembre 2013
In un Dossier di Legambiente "Le rotte toscane verso la Terra dei fuochi"
Presentato il Dossier di Legambiente su “Le rotte toscane verso la Terra dei fuochi”. Intanto il Consiglio dei ministri emana un decreto con cui “bruciare rifiuti in aree non autorizzate” diventa reato penale. Previsto anche, entro 150 giorni, il censimento delle aree inquinate e quelle sane e stanziamenti per la bonifica in modo da poter ripristinare la legalità e rendere giustizia ai terreni e alle aziende sane che sono oltre il 90 per cento. Alla conferenza stampa anche il cantante dei Litfiba Piero Pelù.
Dal 2002 ad oggi, le indagini per Traffico organizzato di rifiuti (l’unico delitto ambientale con rilevanza penale) che hanno coinvolto aziende toscane sono 45, il 20,5% sul totale delle inchieste concluse per lo stesso delitto su tutto il territorio nazionale. 45 indagini che hanno portato a 92 ordinanze di custodia cautelare e alla denuncia di 388 persone, con il coinvolgimento di ben 40 aziende e società toscane; 7 le procure che hanno indagato: Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Siena, Pisa. Solo negli ultimi due anni, nel ciclo dei rifiuti in Toscana sono stati accertati ben 582 reati, con 778 persone denunciate, 8 persone arrestate e 218 sequestri effettuati. Firenze è la provincia con il maggior numero di infrazioni accertate (163) seguita da Livorno (97) e Siena (84). Numeri, nomi e storie della “Rifiuti Spa in Toscana” sono stati presentati ieri nel corso di una conferenza stampa di Legambiente per presentare il dossier Le rotte toscane verso la terra dei fuochi. “La Rifiuti S.p.A. – ha dichiarato il presidente di
Nel rapporto sono elencate le ditte colpevoli di aver sversato i loro rifiuti nella Terra dei Fuochi. Rotte illegali, che univano gli stabilimenti della Provincia di Massa-Carrara, del Comprensorio del Cuoio, del pistoiese fino alla lontana Terra dei Fuochi. I viaggi delle sostanze inquinanti con destinazione finale in Campania avevano quindi origine anche a Pisa, Prato e Arezzo. Dalla fine degli anni 80 un sistema imprenditoriale mafioso che ha visto coinvolte molte aziende provenienti da ogni parte della Toscana come emergeva già dal dossier di Legambiente del 1995, dal titolo “Rifiuti Spa”, dove già si denunciava il traffico illecito di tonnellate di rifiuti industriali prodotti in Toscana e smaltiti nel periodo dal 1990 al 1993 in discariche campane e calabresi: secondo un'inchiesta della Procura presso la Pretura di Lucca, su indagine della Digos di Lucca, attraverso società con sedi in Toscana sono stati esportati prevalentemente verso Campania e Puglia rifiuti industriali, fanghi di conceria come quelli del polo di S. Croce sull'Arno.Fra gli interventi prioritari per riscattare la Terra dei fuochi Legambiente sottolinea da un lato l'introduzione nel Codice Penale dei delitti contro l’ambiente, così da consentire alle forze dell’ordine e alla Magistratura di prevenire e reprimere in maniera più efficace i fenomeni d’illegalità e criminalità ambientale e dall'altro una maggiore assunzione di responsabilità da parte del mondo imprenditoriale e delle associazioni di categoria.
Alla conferenza stampa hanno partecipato Rossella Muroni, Direttrice Generale di Legambiente, Don Andrea Bigalli, Coordinatore Regionale di Libera, Fausto Ferruzza, Presidente di Legambiente Toscana e Claudia Ferri, FIOM Cgil Toscana e, in veste di supporter della campagna, il cantante dei Litfiba Piero Pelù.
Pao. Ma.
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12 settembre 2013
Rapporto Ecomafia 2013 di Legambiente
Le storie e i numeri della criminalità ambientale in Toscana.
"Non si combatte e tantomeno si sconfigge l'ecomafia con la sola repressione. Servono buona politica, buone leggi e buone pratiche. In particolare l'introduzione nella legislazione italiana del reato ambientale. Così come necessaria è anche una cittadinanza attiva, sempre attenta e informata" potrebbe essere questa in sintesi la ricetta che propone Legambiente con il "Rapporto Ecomafia 2013 in Toscana". 2.524 infrazioni accertate, il 15,4% in più rispetto al 2011, 1.989 persone denunciate, 2 persone arrestate, 596 sequestri effettuati. La Toscana (6°) perde una posizione rispetto allo scorso anno e sale, in negativo, nella classifica nazionale dell'illegalità ambientale, figurando tra le regioni maggiormente colpite dalla criminalità ambientale, dopo le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Sicilia, Calabria e Puglia) ed il Lazio. Stabile l'ecomafia del "cemento illegale" e le aggressioni al patrimonio culturale, aumentano gli incendi e le infrazioni contro gli animali e la fauna selvatica. Migliora soltanto, di poco, il ciclo dei rifiuti anche se resta ancora un settore dolente. In costante crescita anche la piaga della corruzione, con il raddoppio delle denunce e degli arresti. E' questa, in estrema sintesi, la fotografia dell'ecomafia nella nostra regione, che emerge dai dati ufficiali forniti dalle forze dell’ordine ed elaborati da Legambiente.
“Facendo il punto sugli ultimi vent’anni di ecomafia, appare innegabile come il modo migliore per contrastare lo straordinario assalto all’ambiente, alla salute dei cittadini e all’economia sana, sia quello di realizzare politiche virtuose in ciascun settore – dichiarano Fausto Ferruzza (Presidente di Legambiente Toscana) e Antonio Pergolizzi (Coordinatore dell’Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente) – Senza di queste non si esce dall’emergenza. Si sconfiggono le mafie e i loro sodali, così come gli imprenditori criminali, solo se si cambia paradigma nella gestione dei rifiuti, uscendo dalle vecchie logiche e implementando politiche di riduzione, riuso e riciclo della materia: laddove queste buone pratiche sono forti, la criminalità ambientale è più debole. Lo stesso dicasi del ciclo del cemento: le buone iniziative contro il consumo di suolo e per la riqualificazione e il recupero urbani, gli incentivi mirati alla bioedilizia e all’efficienza energetica sono il miglior antidoto al malaffare. Non si combatte – e tanto meno si sconfigge – l’ecomafia con la sola repressione, serve la buona politica e le buone pratiche. Così come necessaria è anche una cittadinanza attiva, sempre attenta ed informata, vero argine allo strapotere della criminalità ambientale, in Toscana come altrove”.“Libera Toscana annota con preoccupazione, ma senza stupore, il dato che emerge dal prezioso rapporto di Legambiente che presentiamo – dichiara Don Andrea Bigalli, coordinatore regionale di Libera – Infatti gli elementi che si associano nel tempo, concorrono a definire il quadro di una crescente infiltrazione mafiosa, che non può non trovare riscontro sul piano degli affari possibili speculando sull'ambiente, e quindi, sulla salute ed il benessere di tutti noi. Con questa dinamica di penetrazione sul piano economico, finanziario e, , anche politico e culturale, deve crescere la nostra capacità di analisi, denuncia ed azione, nel presidiare le realtà di nostra competenza contro l'espandersi di una cultura del privilegio e del disprezzo del bene comune, che è l'essenza della mentalità mafiosa. Si ribadisce, inoltre, la necessità giuridica di introdurre il reato ambientale nel Codice Penale, da punire con particolare rigore ed attenzione!”.
Bracconaggio, commercio illegale di specie protette, allevamenti, pesca di frodo. Ma anche le nuove norme contro il maltrattamento degli animali di affezione. Aumentano in maniera significativa le infrazioni contro gli animali e la fauna selvatica in Toscana, che si piazza al 6° posto della classifica, con numeri davvero preoccupanti: 568 infrazioni accertate con una percentuale sul totale del 7,1%, 419 denunce, 146 sequestri e 1 persona arrestata. Altro anno intenso per le forze dell’ordine, in particolare per il Comando dei Carabinieri, per le cosiddette archeomafie alle prese con i tanti reati commessi ai danni del nostro immenso patrimonio storico-culturale. La nostra Regione rimane stabile al 4° posto, con 90 furti per una percentuale sul totale dei reati nazionali accertati del 8,8%. In aumento anche i furti nei musei e gli scavi clandestini. Crescono le persone denunciate, mentre i furti di beni culturali rimangono a danno dei privati seguiti dalle chiese.
Il 2011 è stato definito “anno orribile” sul fronte incendi. È andata ancora peggio in Toscana, come crescita percentuale, salita dall’ottavo al quinto posto a causa delle 699 infrazioni accertate, con una percentuale del 8,4% sul totale dei reati acclarati, 113 persone denunciate, 14 sequestri effettuati ed una persona arrestata. Grazie alla collaborazione della Corte di Cassazione, e in particolare del suo Ufficio Statistica, in questa edizione del Rapporto Ecomafia sono stati pubblicati per la prima volta i dati relativi a procedimenti penali definiti in materia d’ambiente e classificati per grandi voci di reato. L’elaborazione dei dati forniti dall’Ufficio Statistica per le diverse macro-aree (ottenuta riclassificando i Distretti delle Corti d’appello su base regionale) conferma la Toscana con (89) procedimenti e con un sesto posto in classifica subito dopo le 4 regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Sicilia, Calabria, Puglia) e il Lazio.
Pao. Ma.
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12 agosto 2013
Goletta Verde approda a Viareggio
Dopo due mesi di navigazione Goletta Verde, la storica imbarcazione di Legambiente arriva in Toscana con il suo carico di analisi e dati realizzati dall'equipe di biologi che dal giugno scorso hanno hanno passato al microscopio i tratti critici del "mare nostrum".
La Toscana è l’ultima regione
toccata dal tour 2013 della Goletta Verde, la campagna itinerante di
Legambiente, che anche quest’anno ha realizzato un monitoraggio
sullo stato di salute del mare e dei litorali italiani. Per il
ventottesimo anno consecutivo, la storica imbarcazione ambientalista,
realizzata anche con il contributo del COOU, Consorzio Obbligatorio
Oli Usati, è tornata a navigare per schierarsi contro i “pirati
del mare”. Un viaggio partito il 22 giugno scorso da Lignano
Sabbiadoro e che si concluderà il 14 agosto proprio in Toscana, dopo
più di 30 tappe da nord a sud della Penisola per dar seguito alle
tante battaglie in difesa dell’ecosistema marino e del territorio
che Legambiente porta avanti dal 1986, denunciando, informando,
coinvolgendo i cittadini con l’auspicio di promuovere esempi
positivi all’insegna della sostenibilità ambientale.
Gli ultimi dati pubblicati sulle acque
di balneazione in Italia e in Europa, che testimoniano la buona
salute del mare italiano, non devono far abbassare la guardia sul
rischio di inquinamento ancora presente, a partire dagli scarichi non
depurati che continuano a confluire in mare. A tutt’oggi in Italia
il 25% delle acque di fogna viene scaricato in mare, nei laghi e nei
fiumi senza essere opportunamente depurato e tante sono le situazioni
critiche di depuratori malfunzionanti o scarichi abusivi. Per questo
motivo con le Golette viaggia un team di biologi che conducono il
monitoraggio scientifico a caccia dei punti più critici riguardo la
mancata depurazione; raccolgono le segnalazioni dei cittadini
denunciando le situazioni che mettono maggiormente a rischio le
nostre acque.
La Goletta Verde in questi due mesi ha
portato avanti la sua battaglia contro la mancata depurazione,
l’abusivismo, la speculazione edilizia, la privatizzazione del
demanio, l’illegalità e l’offesa delle trivellazioni petrolifere
offshore. Ma ha anche premiato chi ha saputo invece tutelare il
nostro patrimonio ambientale.
Proprio ad una sana e corretta gestione
del territorio è dedicato il primo appuntamento del tour toscano
della Goletta Verde con l’incontro sul tema: “Turismo sostenibile
a Viareggio: buone pratiche per il rilancio turistico ed economico”,
in programma lunedì 12 agosto, alle ore 11.30 a Viareggio a bordo
della Goletta verde, ormeggiata di fronte alla Capitaneria di Porto,
darsena Europa.
La Goletta Verde concluderà poi il suo
viaggio prendendo parte a Festambiente, il festival nazionale a
impatto zero di Legambiente, uno dei maggiori appuntamenti europei
dedicati all’ecologia e alla solidarietà. Nato nel 1989, è
organizzato a Rispescia, nel Centro nazionale per lo sviluppo
sostenibile di Legambiente “Il Girasole”, alle porte del Parco
regionale della Maremma e a pochi chilometri da Grosseto e ospita
ogni anno oltre 80mila visitatori, combinando svago e tematiche
ambientali grazie a concerti, conferenze, teatro, cinema all’aperto,
Città dei bambini e sana alimentazione con i numerosi punti ristoro
a base di prodotti tipici, naturali e a filiera corta.
Pao. Ma.
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