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15 dicembre 2012
23 ottobre 2012
La Toscana al Salone del Gusto e Terra Madre
Conferenze stampa, degustazioni e cene a tema per presentare
le eccellenze della Toscana al Salone del gusto e Terra Madre che da giovedì 25 a domenica 29 ottobre tornano di scena a Torino. Nello spazio espositivo di Slow Food e Regione toscana in vetrina le eccellenze della nostra regione, le esperienze più significative di Slow food e un ricco calendario di iniziative aperte al pubblico per descrivere la sensiblità e l'attenzione sui temi legati alla difesa della buiodiversità e dell'ambiente attraverso il raccondo della gastronomia regionale. Sono ben 18 i Presìdi Slow Food appartenenti al territorio
toscano presenti al Salone del Gusto e Terra Madre. Tra loro, anche un debuttante: il fagiolo rosso di Lucca,
protagonista come molti legumi dei piatti tipici della tradizione locale.
Grazie al lavoro del Presidio, agricoltori e ristoratori sono coinvolti in un
progetto che punta alla valorizzazione dei fagioli storici e alla riscoperta
della gastronomia del territorio. L’area di produzione è tra i comuni di Lucca,
Capannori e Porcari (Lu).
Gli altri Presìdi toscani in "vetrina" a Torino:
Agnello di Zeri -
comuni di Zeri, Mulazzo, Pontremoli, Filattiera, Bagnone (Ms)
Biroldo della
Garfagnana - comuni della Garfagnana e della Media Valle del Serchio (Lu)
Bottarga di Orbetello
- Laguna di Orbetello (Gr)
Fagiolo di Sorana
- Pescia (Pt)
Fico secco di
Carmignano - comuni di Carmignano e Poggio a Caiano (Po)
Mallegato - tutta
la provincia di Pisa
Marocca di Casola
- Casola in Lunigiana (Ms)
Mortadella di
Prato - comuni di Prato e Agliana (Pt)
Palamita del mare
di Toscana - Area marina del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano,
dall’isola del Giglio a Capraia (province di Grosseto e Livorno)
Pane di patate
della Garfagnana - Garfagnana (Lu)
Pecorino della
montagna pistoiese - comuni della montagna pistoiese (Pt)
Prosciutto bazzone
- comuni della Media Valle del Serchio e della Garfagnana (Lu)
Prosciutto del
Casentino - comuni del Casentino (Ar)
Razza maremmana
-provincia di Grosseto
Sfratto dei Goym -
comuni di Pitigliano e Sorano (Gr)
Tarese Valdarno -
comuni della provincia di Arezzo
Testarolo
artigianale pontremolese - comuni della provincia di Massa-Carrara
La Toscana arriva al Salone a pochi giorni da Terra Madre
Toscana, l’evento, giunto alla quarta edizione, si è
aperto con una serie di incontri all’Azienda Regionale Agricola Alberese
(località Spergolaia, Grosseto), sede della Casa della Biodiversità, e sta
proseguendo in questi giorni in Toscana con l’ospitalità di molti delegati di
Terra Madre, provenienti da più di dieci Paesi, tra cui Kenya, Senegal, Cile e
Mauritania.
«Per i due anni che ci separano dal prossimo Terra Madre
Toscana sono tre le aree tematiche su cui lavoreremo: ambiente e alimentazione,
cultura e territorio e l’area sociale di educazione, coesione e integrazione»
ha dichiarato nel suo intervento Raffaella Grana Presidente di Slow Food
Toscana «Vogliamo continuare a costruire un ponte culturale tra cittadini e
territorio, per mettere all’ordine del
giorno del proprio stile di vita cibo e agricoltura, qualità e sostenibilità,
modernità globale e tradizione locale
promuovendo un giusto sviluppo locale»
Il lavoro di condivisione e di educazione svolto da
istituzioni e Condotte Slow Food regionali, che collaborano quotidianamente sul
territorio nell’organizzazione della rete di Terra Madre Toscana e nel
sostenere Presìdi e comunità in tutto il mondo, è indispensabile per capire
cosa significhi unire in un unico evento, per la prima volta, il Salone del
Gusto e Terra Madre. Questa esperienza sarà raccontata in La Toscana e la rete
di Terra Madre, incontro di sabato 27 alle ore 16, nello spazio della Casa
della Biodiversità nell’area Oval. Alla conferenza partecipano: Gianni
Salvadori, Assessore Agricoltura Regione Toscana; Valter Nunziatini,
Commissario Azienda Agricola Regionale dell’Alberese; Piero Sardo, Presidente
Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus; Raffaella Grana, Presidente
Slow Food Toscana; Massimo Bernacchini, Slow Food Toscana; con un intervento
del Cosvig, Consorzio per lo Sviluppo delle Energie Geotermiche.
Pao. Ma.
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Sapori
18 ottobre 2012
Incontro internazionale delle Comunità di Terra Madre
Due giorni in Toscana con le comunità di "Terra Madre", il progetto concepito da Slow Food nella convinzione che “mangiare è un atto agricolo
e produrre è un atto gastronomico”.
I rappresentanti delle comunità di Terra Madre provenienti dall’Europa orientale all’Africa, dal Medio Oriente all’America centro-meridionale arrivano nella nostra regione per la quarta edizione di Terra Madre Toscana, l'evento che anticipa di pochi giorni il Salone del Gusto/Terra Madre di Torino (25-29 ottobre). Una due giorni che si svolge alla Casa per la Biodiversità presso
l’Azienda regionale di Alberese. Si inizia sabato 20 ottobre 2012 con il Parlamento di Terra Madre Toscana, cui farà seguito domenica 21 ottobre 2012 l'Assemblea plenaria di Terra MadreToscana. conclusione dei lavori, nel pomeriggio della domenica, le delegazioni straniere saranno accompagnate nei territori toscani dove sono in corso progetti di scambio e cooperazione. Resteranno nella nostra regione fino a mercoledì 24 ottobre, giorno in cui si metteranno in viaggio verso Torino per le giornate di Terra Madre.
Ogni
Condotta Slow Food avrà il piacere di ospitare le comunità di tutto il mondo, occasione
questa anche per creare o rinnovare progetti in corso. La Condotta di Grosseto
porterà nel suo territorio la comunità proveniente dalla Georgia, Orbetello
Mauritania e Sierra Leone, Scandicci ospiterà Macedonia, Ungheria e Francia.
Livorno i rappresentanti del Presidio delle ortiche essiccate del Kenya, a
Firenze arriveranno i produttori di Sao Tomè e Principe e del Presidio delle
galline uova azzurre. Infine a San Gimignano Colli Senesi saranno ospitate le
comunità del Senegal e del progetto dei Mille Orti in Africa.
I rappresentanti delle comunità di Terra Madre provenienti dall’Europa orientale all’Africa, dal Medio Oriente all’America centro-meridionale arrivano nella nostra regione per la quarta edizione di Terra Madre Toscana, l'evento che anticipa di pochi giorni il Salone del Gusto/Terra Madre di Torino (25-29 ottobre). Una due giorni che si svolge alla Casa per la Biodiversità presso
l’Azienda regionale di Alberese. Si inizia sabato 20 ottobre 2012 con il Parlamento di Terra Madre Toscana, cui farà seguito domenica 21 ottobre 2012 l'Assemblea plenaria di Terra MadreToscana. conclusione dei lavori, nel pomeriggio della domenica, le delegazioni straniere saranno accompagnate nei territori toscani dove sono in corso progetti di scambio e cooperazione. Resteranno nella nostra regione fino a mercoledì 24 ottobre, giorno in cui si metteranno in viaggio verso Torino per le giornate di Terra Madre.
Ogni
Condotta Slow Food avrà il piacere di ospitare le comunità di tutto il mondo, occasione
questa anche per creare o rinnovare progetti in corso. La Condotta di Grosseto
porterà nel suo territorio la comunità proveniente dalla Georgia, Orbetello
Mauritania e Sierra Leone, Scandicci ospiterà Macedonia, Ungheria e Francia.
Livorno i rappresentanti del Presidio delle ortiche essiccate del Kenya, a
Firenze arriveranno i produttori di Sao Tomè e Principe e del Presidio delle
galline uova azzurre. Infine a San Gimignano Colli Senesi saranno ospitate le
comunità del Senegal e del progetto dei Mille Orti in Africa.
TERRA MADRE, IL PROGETTO
Terra
Madre è un progetto concepito da Slow Food, frutto del suo percorso di crescita e che oggi ha il suo fulcro nella convinzione che “mangiare è un atto agricolo e produrre è un atto gastronomico”. Da sempre Slow Food si è schierato per i piaceri della tavola e il buon cibo e ha difeso le culture locali di fronte alla crescente omogeneizzazione imposta dalle logiche cosiddette moderne di produzione, distribuzione ed economia di scala.
Pao. Ma.
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7 ottobre 2012
A "scuola" nel Padule
Al via Laboratori di Educazione ambientale nel Padule di Fucecchio. Iscrizioni anche on-line per le scuole entro la fine di ottobre.
I laboratori per l'Educazione Ambientale gestiti dal Centro
di Ricerca, Documentazione e promozione del Padule di Fucecchio compiono
ventuno anni. Nel precedente anno scolastico il Laboratorio ha visto la
partecipazione di 160 classi, per un totale di 3500 alunni e 10500 presenze
complessive, a visite guidate e cicli di incontri (in tutto 460 incontri con
gli operatori del Centro). Si trattava soprattutto di classi appartenenti agli Istituti
scolastici del comprensorio (province di Pistoia, Firenze, Lucca e Pisa), ma
non sono mancate scuole da altre province o regioni (in particolare dal Lazio).
Il Laboratorio 2012-2013 offre 39 diversi percorsi didattici
da scegliere fra gli itinerari naturalistici e storico-ambientali sul Padule di
Fucecchio e negli ambienti limitrofi (Lago di Sibolla, Colline delle Cerbaie,
Colle di Monsummano e Montalbano), i laboratori scientifici e i laboratori
ludico-didattici rivolti alle Scuole di ogni ordine e grado. La proposta di base è costituita da visite guidate della
durata di 2-3 ore che si svolgono, nei vari mesi dell'anno, in tutti gli
ambienti sopra citati; gli alunni vengono sempre accompagnati dalle esperte
Guide Ambientali Escursionistiche del Centro alla scoperta degli aspetti
storici e naturalistici dell'area. Dalle singole escursioni si passa agli itinerari didattici
che si svolgono di solito nei mesi primaverili e si articolano in genere su 4
incontri di circa 2 ore sul territorio,
negli spazi interni attrezzati e in
aula; anche in questo caso ci sono proposte naturalistiche ed altre
legate alla storia e alle tradizioni del territorio.
Il programma completo del Laboratorio, con
le modalità, i costi e la scheda di adesione, da inviare entro la fine di
ottobre, è disponibile on line sul sito web del Centro all’indirizzo
www.zoneumidetoscane.it/eventi/padeventi.html
Info: segreteria del Laboratorio
presso il Centro R.D.P. Padule di Fucecchio: tel. e fax 0573/84540, e-mail:
fucecchio@zoneumidetoscane.it.
Pao. Ma.
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10 agosto 2012
L'"anello di Populonia": un trek fra mare e cielo
![]() |
| In rosso il nostro percorso |
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| Il faro di Populonia |
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IL PERCORSO
In fondo al porticciolo di Baratti, proprio a ridosso del ristorante Canessa si imbocca il sentiero numero 302.
Dopo una decina di minuti troviamo una prima area attrezzata con
panche e tavoli di legno e un belvedere mozzafiato. Dopo aver superato una scala in legno per scavalcare un reticolato incontriamo il faro di Populonia. Dopo una serie di brevi saliscendi fra i 20, 40 e 50 metri sul livello del
mare costellati da splendidi affacci sulla scogliera arriviamo alla suggestiva Buca delle Fate(40/50 minuti).
Evitando l’ora più calda almeno in estate, dalla Buca delle
Fate abbandoniamo il sentiero 302 che prosegue fino a Cala Moresca (Piombino) per imboccare il sentiero numero 301 e ci arrampichiamo fino al Reciso. E’ una sgambata. Ma breve, in parte all'ombra e soprattutto regala delle vere archeosorprese. A metà percorso circa, incontriamo un’area con
alcune tombe e una cava risalenti al Secondo Secolo a.c., dove sono allestiti
anche un paio di tavoloni in legno con panchine.
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| il porticciolo di Baratti |
Pao. Ma.
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18 aprile 2012
Nei menù Ikea i prodotti delle Oasi WWF
Cinque consigli per un'alimentazione veramente green. Al via il progetto "Terre dell'Oasi" per la salvagaurdia delle biodiversità promosso da WWF e Legacoop.
di Paolo Maggi
Dal 22 aprile, Giornata mondiale della Terra, i prodotti biologici coltivati nelle Oasi WWF entrano nei menù degli store IKEA di tutta Italia. Ogni week-end al ristorante IKEA si potrà contribuire concretamente alla salvaguardia della biodiversità, scegliendo un primo piatto realizzato con i prodotti della linea “Terre dell’Oasi”, provenienti da un’agricoltura naturale e sostenibile all’interno di alcune delle aree naturali tutelate dal Panda.
Per una alimentazione veramente green il WWF consiglia 5 semplici regole: acquistare prodotti locali e di stagione, ridurre il consumo di carne, scegliere il pesce giusto ovvero locale, di stagione e non di specie in pericolo o sottotaglia, ridurre gli sprechi comperando solo quanto si consuma effettivamente, evitare cibi eccessivamente elaborati che sono energivori e troppo ricchi di grassi, sali e zuccheri.
Nella giornata del 22 Aprile, inoltre, nello store IKEA di FIRENZE sarà allestito un Punto informativo WWF dedicati al tema dell’alimentazione sostenibile e al nuovo progetto WWF-Ikea.
Acquistando i primi piatti realizzati con i prodotti Terre delle Oasi i clienti IKEA contribuiranno concretamente alla salvaguardia della biodiversità. Infatti, si può salvare la natura anche a tavola se il cibo, come l’olio, la pasta, il riso, il sale, il miele biologici provengono dalle aree protette come quelle del WWF. E’ questo lo spirito del progetto “Terre dell’Oasi” promosso da WWF e Legacoop e nato per difendere la biodiversità e i paesaggi agrari grazie ad un’agricoltura naturale e sostenibile attraverso la vendita diretta dei prodotti, la gestione delle Oasi e dei progetti di conservazione che si svolgono al loro interno.
I prodotti utilizzati per i realizzare i cinque primi piatti proposti in menù, saranno la pasta di farro e il sale di “Terre dell’Oasi” e verdure e formaggi vari provenienti da produzioni biologiche.
E’ dalla Toscana, e in particolare dall’Oasi WWF della Laguna di Orbetello, che proviene il farro utilizzato nei primi piatti WWF. Nei terreni all’interno dell’Oasi, infatti, vengono coltivati il farro e il frumento duro Senatore Cappelli, un seme antico, antenato del grano duro moderno.
Questi cereali vengono prodotti esclusivamente mediante coltivazione da agricoltura biologica, e una volta raccolti vengono macinati con il mulino a pietra, così da non alterare i valori nutrizionali.
La pastificazione viene eseguita con trafila in bronzo a lenta essiccazione e a bassa temperatura, il che conferisce una qualità ancora maggiore al prodotto finale. Due prodotti, che oltre ad essere buoni e sani, sono anche il simbolo della tutela che il WWF porta avanti nei confronti del territorio.
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11 novembre 2011
Mercato della Terra e del Mare a Procchio
“Per non fermare l’economia dell’isola, colpita duramente
dall’alluvione", Slow Food toscana insieme alla condotta Slow Food Isola d’Elba non hanno interrotto l’appuntamento settimanale con il “Mercato della
terra e del Mare di Procchio, nel comune
di Marciana, anzi l'hanno reso ancora più gustoso. L’appuntamento settimanale, che
approvvigiona la comunità isolana di
cibi a Km zero di produttori, allevatori e pescatori locali ha infatti
inaugurato una serie di degustazioni a tema.
Ecco il calendario dei prossimi
appuntamenti: 12 novembre “Fagioli e salsicce”;
19 novembre “Minestra di cavolo nero con salsicce e crostini”; 26
novembre “Minestra con fagioli e cotenne”; sabato 3 dicembre “polenta e salsicce”; 23 dicembre “Mercatino
di Natale. Degustazione di totani e polenta e cinghiale. Per l’occasione il
mercato sarà aperto tutto il giorno e ospiterà produttori dal “continente”
(formaggi, baccalà e non solo). Non mancheranno gli artigiani con i loro
mestieri. I menù potrebbero subire modifiche in base alla disponibilità dei
prodotti di stagione.
Un focus sui prodotti
Il pesce che si può trovare nelle degustazioni del mercato è
quello della cooperativa di Campo nell'Elba. I fagioli sono quelli dei nostri
presidi Toscani Slow Food, e le varie verdure sono prodotte da coloro che
partecipano al Mercato. Le salsicce in degustazione sono fatte con carne di
maiali locali allevati all'Elba e trasformati da “Citti”, una delle più vecchie
macellerie elbane.
Il Mercato della Terra e del Mare di Procchio è
un'iniziativa promossa dal Comune di Marciana, in collaborazione con Slow Food
Toscana e col contributo della Regione Toscana, nell'ambito del Progetto
"Filiera corta". Nel parco attrezzato di Marciana si trovano solo
prodotti locali di stagione, presentati e venduti dai contadini del territorio.
Al Mercato della Terra e del mare di Procchio si possono
trovare frutta e verdura di stagione, vino, olio, pesce, latte e formaggi,
salumi e carni di animali allevati nella nostra provincia, miele e prodotti
dell'alveare, erbe aromatiche.
Pao. Ma.
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19 agosto 2011
Nasce all'Elba il Mercato della Terra e del Mare
Si inaugura sabato 19 agosto 2011 il quarto mercato contadino di Slow Food in Toscana
Sono 15 le aziende, tutte provenienti dall'Elba e dalle isole dell'Arcipelago toscano, protagoniste del Mercato della Terra e del Mare di Procchio Marciano, all'Isola d'Elba. Il mercato è organizzato da Slow Food Toscana, dalla condotta Slow Food Elba e Capraia e dal Comune di Marciana, ed è stato finanziato nell'ambito del bando Filiera Breve della Regione Toscana.
Prevalgono tra i prodotti presentati l'ortofrutta fresca e il pesce, ma non mancheranno conserve, uova, miele, dolci, pane, olio, vino, tutti prodotti che appartengono alla cultura alimentare delle isole. Sarà disponibile anche il Presìdio Slow Food della Palamita del Mare di Toscana, e per la prima edizione ci sarà una degustazione di piatti tradizionali del territorio, dalla panzanella al polpo lesso.
L'appuntamento è per le 10 di sabato 19 agosto presso il Parco attrezzato di Procchio Marciana, un'area appositamente riqualificata e restituita a cittadini e turisiti.
Il nuovo Mercato della Terra è una sfida importantissima per la piccola agricoltura, la piccola pesca e la tutela della biodiversità in quest'isola, in un territorio che da parecchi anni ha investito le sue risorse soprattutto nel turismo. Sosterrà le piccole aziende e i produttori che sono rimasti legati al mondo della produzione agricola e della pesca, con uno spazio che darà loro una occasione di vendita diretta.
Slow Food Toscana si occupa della progettazione del mercato e della selezione delle aziende che vi partecipano, mentre la condotta segue la realizzazione degli eventi connessi con la manifestazione e supporta l'organizzazione.
Cos'è un Mercato della Terra:
I Mercati della Terra sono mercati contadini creati secondo linee guida che seguono la filosofia Slow Food. Mercati gestiti collettivamente, che sono luoghi di incontro dove i produttori locali presentano i loro prodotti direttamente ai consumatori, a prezzi giusti e garantendo metodi di produzione sostenibili per l'ambiente.
Un Mercato della Terra nasce quando una comunità consapevole – produttori, enti pubblici, cittadini, condotte Slow Food e altri soggetti interessati come i ristoratori – crea un nuovo spazio di incontro fra consumatori e produttori alimentari.
I Mercati della Terra sono riservati solo a produttori selezionati. In particolare i piccoli agricoltori e nel nostro caso ai pescatori, quelli che fanno più fatica a confrontarsi con il circuito della grande distribuzione, ma la cui dimensione aziendale permette spesso di presentare prodotti di qualità.
Il presupposto principale è che presentino solo i loro prodotti, frutto del loro impegno e della loro esperienza. Con la presenza diretta possono creare un legame con i consumatori, raccontando i prodotti dei quali si assumono la responsabilità, il lavoro che ne è alla base, cosa definisce la loro qualità, cosa giustifica il prezzo praticato.
Sono ammessi solo produttori locali. I prodotti venduti nei Mercati della Terra rispondono a criteri qualitativi precisi, che riflettono i principi Slow Food del buono, del pulito e del giusto.
Buoni: freschi e di stagione, salutari, di un gusto che stimola e soddisfa i sensi.
Puliti: prodotti localmente, con coltivazioni e processi di produzione sostenibili per l'ambiente e rifiuto degli organismi transgenici (OGM).
Giusti: prezzi accessibili per i consumatori e giusto compenso e condizioni di lavoro per i produttori.
Inoltre, questi prodotti preservano la cultura alimentare della comunità che ospita il mercato e contribuiscono alla difesa della biodiversità.
Le aziende agricole selezionate e partecipanti al mercato si impegneranno a rispettare il disciplinare e il calendario che verrà stabilito al momento della sottoscrizione; la partecipazione sarà gratuita.
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8 luglio 2011
A Piombino è sorto un condominio con 154 nidi!
E’ il primo condominio italiano per volatili ed è stato realizzato nell’oasi Padule di Orti-Bottagone a Piombino nell’ambito di due progetti (l’altro riguarda una segnaletica speciale per uccelli nell’oasi Wwf Stagni di Focognano nel comune di Campi Biesenzio, alle porte di Firenze) nati dalla collaborazione tra WWF e Terna, con lo scopo di ridurre gli impatti che la rete elettrica può determinare sulla biodiversità e o offrire nuovi strumenti di monitoraggio delle specie e migliorare la fruibilita' delle oasi Wwf.
Si tratta di una speciale torretta di avvistamento in cui sono inseriti 154 nidi di forma e grandezza diversa, e che, insieme a visitatori e birdwatcher, puo' accogliere balestrucci, passeri, rondini e rondoni. A pochi mesi dall'installazione la struttura e' gia' abitata da 5 coppie di passera d'Italia e da 4 coppie di storno, ma gia' tutte le specie provenienti dall'Africa a cui sono dedicati gli 'alloggi' (balestruccio, rondine e rondone), hanno fatto una ricognizione.
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| un momento dell'inaugurazine dell'Oasi di focognano nel 1999 |
A Focognano importante stazione di sosta per uccelli migratori come cavaliere d'Italia, airone rosso, garzetta e tarabusino sono stati invece installati 108 'spire anticollisione', speciali dispositivi colorati a forma di spirale che avvolti intorno alle funi di guardia dei cavi li rendono visibili per evitare le collisioni. Una vera segnaletica per uccelli che copre oltre 1.000 metri di linea elettrica, installata da un tecnico specializzato grazie a uno spettacolare intervento dall'elicottero.
Pao. Ma.
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Padule di Fucecchio: seminario sulle piante acquatiche
| Ninfea bianca (Nymphaea alba) e Quadrifoglio d’acqua (Marsilea quadrifolia) |
Martedì 12 luglio (ore 15) presso il Centro Visite di Castelmartini (Larciano – PT) si terrà un seminario aperto al pubblico su “La conservazione delle piante acquatiche ad imminente rischio di estinzione nel comprensorio del Padule di Fucecchio”. Soltanto un quarto di secolo fa il Padule era molto ricco di piante acquatiche: da aprile a ottobre la superficie dell’acqua era coperta da vasti tappeti galleggianti (lamineti) formati da ninfee, brasche e lenticchie d’acqua, mentre sul fondo miriofilli e potamogeti costituivano dense praterie sommerse, ovvero l’habitat ideale per pesci come la tinca ed il luccio e per una gran quantità di invertebrati acquatici.
Oggi il panorama è profondamente cambiato e le piante acquatiche legate alle zone umide d’acqua dolce rappresentano la componente della flora selvatica che rischia maggiormente di scomparire in tempi brevi se non sarà accordata maggiore protezione agli habitat acquatici. La situazione è cosi grave che per evitare l’estinzione imminente (almeno su scala locale) di alcune specie occorre procedere anche a programmi di riproduzione e coltivazione “ex situ”, cioè al di fuori del loro ambiente naturale.
Per questo un anno fa dalla collaborazione fra la Scuola Superiore S. Anna di Pisa (Ente capofila), il Dipartimento di Biologia delle Piante dell’Università di Pisa e il Centro di Ricerca del Padule di Fucecchio, è nato un progetto che aveva come scopo quello di mettere a punto dei protocolli tecnici per effettuare la micropropagazione e la realizzazione di una banca genetica delle piante acquatiche del Padule di Fucecchio, nella quale conservare piantine a crescita rallentata su un substrato sterile. Con il mese di giugno appena trascorso si è conclusa la prima fase del progetto, che ha beneficiato di un finanziamento dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, ed i risultati fin qui ottenuti saranno esposti nel corso di un incontro pubblico presso la saletta attigua al Bar Le Morette di Castelmartini.
| Cella per la conservazione in vitro del germoplasma e pianta propagata in vitro |
Il progetto proseguirà con altre attività e con l’inserimento fra i partner dell’Orto Botanico di Pisa, grazie ad un finanziamento regionale ottenuto nell’ambito delle risorse destinate ad attività di conservazione della biodiversità.
Il programma del seminario e ulteriori informazioni sul progetto sono disponibili sul sito web www.zoneumidetoscane.it/eventi/padeventi.html.
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28 giugno 2011
La Biodiversità abita ad Alberese
di Paolo Maggi
La Fondazione Slow food per la Biodiversità ha trovato casa ad Alberese. La “Casa della biodiversità” sarà inaugurata domenica 3 luglio alle 17.30 nei locali del Granaio Lorenese dell’Azienda agricola regionale di Alberese, nel parco della Maremma.
Partner principale e socio fondatore della Fondazione è la Regione toscana che ha scelto di sostenerla sin dal 2003.
“Con la Casa della Biodiversità si consolida in maniera anche fisica il legame fra la Fondazione onlus e la Regione – ha detto fra l’altro l’assessore all’agricoltura Salvadori nel corso della conferenza stampa di presentazione, annunciando anche una nuova legge che farà della Toscana la capofila di coloro che non vogliono arrendersi agli Ogm – perché l’Azienda di Alberese diventa la base per una rinnovata lotta contro gli Ogm e per la difesa dei prodotti tipici e di qualità della nostra regione”.
“Poter disporre di una sede dotata di spazi e attrezzature – ha incalzato Piero Sardi, presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità onlus - segna un momento importante anche per l’attività complessiva di Slow food in Toscana che è all’avanguardia nell’impegno e nella tutela della biodiversità e nell’amplificazione delle tematiche di Terra Madre e che da sempre opera in stretto rapporto con la Regione toscana”. “La Casa della Biodiversità – ha sottolineato Sardi – sarà un presidio, un fortino in difesa delle specificità della Toscana nel mondo e un luogo dove declinare nei fatti la tutela della biodiversità che non si salva a compartimenti stagni ma è unica e planetaria. Affronteremo temi difficili come il benessere animale e la tutela del paesaggio perché oggi più che mai non è possibile pensare ad un’agricoltura che disprezza il paesaggio”.
“Siamo in un luogo importante per la biodiversità – ha esordito così Raffaella Grandi, presidente Slow Food della Toscana – e siamo orgogliosi che qui abbia trovato sede la Fondazione Slow food per la biodiversità che ci consentirà di continuare il nostro lavoro sul territorio. La sede di Alberese ospiterà mostre, incontri, convegni, laboratori, giornate di studio e discussione sin dal giorno dell’inaugurazione. Sarà un punto di riferimento – ha concluso Grandi – per tutti coloro che vogliono salvaguardare la nostra terra, i suoi frutti, chi la lavora e la cura”.L’inaugurazione sarà preceduta da due giorni di festq durante i quali le Condotte Slow food toscane, in collaborazione con i produttori e gli Enti locali, proporranno diverse attività che spaziano dalle visite ai caseifici a gite a cavallo o in barca alla scoperta della biodiversità del territorio della Maremma (info: Claudia Biliotti 3493339674 – c.biliotti@slowfood.it – www.slowfood.it).
Domenica 3 luglio 2011 alle 17.30 inaugurazione della sede al Granaio Lorenese dell'Azienda Regionale Agricola di Alberese e alle 19.30 inizio dei festeggiamenti con degustazione di prodotti e di vini locali e canti popolari maremmani. Durante la serata verrà inaugurata la mostra fotografica GMO FREE di Paolo Gramigni.
La Fondazione
La fondazione Slow Food per la Biodiversità onlus opera in 50 paesi e coinvolge oltre 10mila piccoli produttori coordinando numerosi progetti a sostegno delle comunità di terra Madre e offrendo supporto tecnico ed economico. Obiettivi della Fondazione sono la tutela dell’ambiente e dei territori, la difesa della biodiversità del cibo, la promozione di un’agricoltura sostenibile, il sostegno ai piccoli produttori e la valorizzazione dei loro saperi tradizionali.
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22 maggio 2011
Vandana Shiva fonda a Firenze "Navdanya International"
La scienziata indiana Vandana Shiva, fisica quantistica ed economista, direttrice del Centro per la Scienza, tecnologia e politica delle risorse naturali di Dehra Dun in India, considerata la teorica più nota dell'ecologia sociale, premiata nel 1993 con il "Right livehood award", una sorta di Nobel alternativo, ha dato vita a Firenze all'associazione "Navdanya international" per sostenere e promuovere inI talia e nel mondo le sfide e gli impegni per la biodiversità.La nuova asociazione è stata presentata nel corso di "Terra futura" la mostra convegno sulla sostenibilità che si è svolta da venerdì 20 a domenica 22 maggio 2011 alla Fortezza da Basso a Firenze.
''Dieci anni fa - ha detto Vandana Shiva - sono stata adottata dalla Regione Toscana nel grande slancio di rinnovamento degli incontri di San Rossore. Sono felice di rinnovare quell'entusiasmo con Navdanya international. Oggi piu' che mai e' attuale e urgente continuare la battaglia in difesa della biodiversita' e dei suoi custodi, per creare una agricoltura futura che protegga la terra, il nostro futuro e la nostra salute''. L'associazione avra' come vicepresidenti Maria Grazia Mammuccini (presidente dell'Arsia, l'Agenzia regionale toscana per la salvaguardia e l'innovazione in agricoltura) e Giannozzo Pucci, editore per l'Italia della rivista 'The Ecologist'.
Vandana Shiva ha fondato “Navdanya” nel 1991 per proteggere la diversità e l'integrità delle risorse viventi, specialmente dei semi autoctoni (native seeds) in via di estinzione a causa della diffusione delle coltivazioni industriali. Nella visione di Vandana Shiva, la riproduzione femminile e la riproduzione agricola sono due processi vitali che hanno la stessa capacità di sottrarsi e di resistere alla mercificazione. La possibilità delle donne di concepire e la possibilità dei semi di autogenerarsi sono entrambi processi naturali gratuiti, dove la legge del mercato è stata costretta a fermarsi. Ma come le donne sono state lentamente espropriate, attraverso la scienza maschile occidentale del loro corpo e del sapere sul loro corpo, così i contadini vengono espropriati del sapere sui loro semi.
Il nome Navdanya nasce dal rituale, molto diffuso tra le famiglie del Sud dell'India, di piantare nove semi in un vaso il primo giorno dell'anno per poi scegliere, a distanza di qualche tempo, i semi che si sono sviluppati meglio mettendoli a disposizione di tutti.
Pao.Ma.
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