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22 giugno 2015

E la "nave va" tra Limite e Tinaia


La “Nave” è tornata a percorrere l'Arno collegando le sponde tra Limite sull'Arno (Capraia e Limite) e Tinaia (Empoli). La “zattera-battello” guidata da volontari, che la faranno scorrere lungo un canapo fissato da un lato all'altro del fiume, festeggia quest'anno il suo 15esimo anniversario di onorato servizio. Il traghetto sarà attivo fino alal fine di settembre: il giovedì mattina dalle 8 alle 13, così da permettere agli abitanti della riva destra dell'Arno di raggiungere a piedi o in bicicletta il mercato settimanale di Empoli in zona Serravalle-Stadio; il sabato pomeriggio dalle 17 alle 20 e la domenica dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 20.
Per le due comunità coinvolte, si tratta ogni anno di un salto indietro nel passato di quasi quaranta anni, visto che l'ultimo “navalestro” in servizio tra le due sponde chiuse la propria attività tra il 1977 ed il 1978. Allora, salire sul vecchio barcone e traghettare il fiume costava 50 lire, come riportano alcune cronache dell'epoca. Anche la “Nave”, per il carico emotivo e l'utilità pratica che rappresenta, fa dunque la sua parte per riscoprire e valorizzare il fiume Arno, che ha permesso a lungo alle comunità di Limite e Tinaia di vivere.
Pao. Ma.

17 novembre 2014

Trek, proiezioni e concerti alla scoperta del Parco

Conoscere i “Centri Visita” del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi e le opportunità che questi possono offrire è lo scopo dell’iniziativa “Londa e San Godenzo comuni del parco” che prevede per i mesi di novembre e dicembre escursioni, ma anche proiezioni e concerti.

Cascata dell'Acquacheta
Il prossimo appuntamento è per domenica 23 novembre con un’escursione guidata “Al salto della cascata dell’Acquacheta” l’appuntamento è fissato per le 10 a Colla della Maestà in comune di San Godenzo (percorso 10 km). Sabato 29 novembre alle 10 ancora un’escursione, questa volta “Alla sorgente dell’Arno” con ritrovo alla Fonte del Borbotto sempre in comune di San Godenzo (percorso 9 km). Domenica 30 novembre alle 17 nella Pieve di San Babila a San Bavello (San Godenzo) ci sarà il concerto “Musica e natura overture” con il gruppo di fiati “Energiensemble” diretto dal Maestro Stefano Margheri del Liceo Musicale “Dante” di Firenze. Per chi volesse raggiungere la Pieve a piedi, il ritrovo è alle 15,30 al parcheggio di San Bavello (in caso di maltempo il ritrovo è alle 16,30), da qui partirà una breve passeggiata ad anello. Dopo il concerto sarà possibile anche partecipare alla cena con i musicisti al ristorante Agnoletti di San Godenzo (prenotazione obbligatoria 0558374016).
Capodarno (fotop. maggi)
Nel mese di dicembre segnaliamo domenica 7 a partire dalle 9, in occasione della festa del patrono, l’escursione sul “Sentiero per Londa”  con partenza dal centro visite del parco. Si tratterà di una escursione particolarmente suggestiva che ripercorrerà la vecchia strada che collegava Londa con le sue frazioni. Sempre domenica
7 dicembre alle 18 e nuovamente
Sentiero di Londa
 al Centro Visita del parco ci sarà “Parole dalla montagna” racconti a più voci a cura dell’associazione Culturale “il Paese delle Meraviglie” di San Godenzo. Saranno Lette poesie, racconti e storie accompagnate da brani musicali, al termine ci sarà un aperitivo. L’Ultimo appuntamento è previsto per sabato 20 dicembre alle 16 a Londa al Centro Visita, in occasione del presepe vivente di Londa ci sarà l’iniziativa “La Stella dei Magi” a cura dell’astrofilo divulgatore D. Migliorini, si parlerà di comete, supernove, per scoprire la natura della stella cometa che guidò i Magi.
La piana dei romiti (foto p. maggi)
Per partecipare alle escursioni basterà prenotarsi al numero 3314362755.
Pao. Ma.

14 giugno 2014

A Empoli l'Arno s'attraversa in battello

Per tutta l'estate la ‘zattera’ collegherà Limite sull’Arno con Tinaia, Empoli. Inaugurazione con rinfresco domenica 15 giugno 2014 alle 10.30.
Ritorna il servizio di collegamento fra le sponde del fiume Arno, salvo condizioni meteorologiche avverse. Domenica 15 giugno 2014 alle 10.30 si terrà la inaugurazione della ‘zattera – battello’ che collegherà Limite sull’Arno con Tinaia ad Empoli, da piazza Vittorio Veneto a Limite a la Tinaia Empoli. Il battello in servizio sarà attivo fino alla fine di settembre il giovedì dalle 8 alle 13, il sabato dalle 17 alle 20, la domenica dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 20. Il traghettamento da una sponda all'altra è gratuito.
L'inaugurazione del collegamento fra le due sponde del fiume è organizzata dal Comune di Empoli, dal Comune di Capraia e Limite e dalla società Canottieri Limite, in collaborazione con l'associazione “Canto della Tinaia” che per l’occasione e come ormai è nella tradizione, ha organizzato un rinfresco.
Pao. Ma.

11 febbraio 2014

Allerta meteo

stamani ore 7.55
Il bollettino delle 6.30 della Sala operativa della Protezione Civile della provincia di Firenze. Numerose criticità sulle strade
Allerta meteo in corso: nella notte si sono registrate precipitazioni sull'intero territorio provinciale (pluviometria massima 27mm/6h a Firenzuola). Nelle prossime ore sono previste ulteriori precipitazioni.
I livelli idrometrici del fiume Arno, Bisenzio, Ombrone PT e Sieve rimangono sopra i livelli di guardia anche se in lieve calo.
Criticità sulla viabilità principale: la SP41 di Sagginale è chiusa per allagamenti tra l'abitato di Sagginale e Dicomano, la SP90 Torri-Volognano-Rosano è chiusa per allagamenti all'interno dell'abitato di Rosano, la SP108 di Granaiolo-Castelnuovo (Castelfiorentino) è chiusa per allagamenti dal km 0 al km 1+700, la SP34 di Rosano è chiusa al km 7+400 per frana, la SP 16 Chianti-Valdarno è chiusa per frana al km 5, la SP107 di Legri e del Carlone è chiusa per frana lato Vaglia, la SP32 della Faggiola (Firenzuola) è chiusa per frana al km 0+600 e la SP306 è chiusa per frana al km 38 tra Marradi e Palazzuolo sul Senio.
ieri notte ore 23.57
Si segnalano inoltre numerosi allagamenti e detriti sulla viabilità, per tanto si raccomanda estrema cautela alla guida.

Le immagini sono della web cam www.ilmeteo.it

4 marzo 2013

Mistero etrusco a Capo d'Arno


di Paolo Maggi

La nascita del “fiumicel” che bagna Firenze e il mistero delle centinaia di statuette rinvenute nel lago degli idoli fanno parte delle emozioni di questo trek tutto immerso nella parte a nord ovest del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna.
Scarponcelli comodi, abbigliamento e attrezzatura adeguata, neve sciolta, previsioni meteo sorridenti, un pochino d’allenamento alle gambe e una buona compagnia sono gli ingredienti necessari per gustare al meglio questa sgambata a quota 1400 slm.
Da San Godenzo raggiungiamo in auto o mezzi pubblici Castagno d’Andrea  e da lì la Fonte del Borbotto (1205 m. slm). Superata la sbarra che impedisce il passaggio alle auto, inizia una bella strada bianca che va verso Piancancelli costeggiando la riserva Integrale di Monte Falco.
La Gorga Nera (foto p. maggi)
Dopo poco imbocchiamo sulla destra il sentiero Cai n. 17 per Capo d’Arno - Valico delle Crocicchie. In breve raggiungiamo la Gorga Nera (1300 m. slm), un piccolo ma profondo stagno che rispecchia  le fronde dei faggi che lo incorniciano. Proseguiamo sul sentiero disseminato di sassi che si inerpica nella faggeta fino a raggiungere, dopo circa 45 minuti, il Passo delle Crocicchie (1406 m. slm), una tranquilla radura erbosa attraversata dal mitico sentiero CAI n. 00 che qui divide il Monte Falterona dal Monte Acuto. Procediamo sul sentiero 17 seguendo le indicazioni per Capo d’Arno.
Dopo circa 45 minuti arriveremo alla sorgente (1358 m. slm) che si presenta come un esile filo d’acqua che si insinua fra le rocce. Sopra alla sorgente una lapide apposta dal Cai di Firenze riporta i versi danteschi (Divina Commedia – Purgatorio canto XVI vv. 16/1 8) “Per mezza toscana si spazia un fiumicel che nasce in Falterona e cento miglia di corso nol sazia”.
Il Lago degli Idoli (1380 m. slm) si trova a una quindicina di minuti dalla sorgente. Basta seguire le indicazioni delle tabelle in legno.
passo delle Crocicchie
Capo d'Arno (foto p. maggi)
Anche se il colpo d’occhio non rende onore alla forza evocativa del nome l’importanza archeologica e storica del luogo è sicuramente straordinaria. Gli etruschi lo ritenevano un luogo sacro e vi gettavano bronzetti votivi per acquistare il favore degli dei. La prima statuetta fu ritrovata casualmente sulle rive del lago nel 1883. Destò tanto interesse che qui si costituì una società formata da appassionati locali di archeologia che intrapresero una campagna di scavi. Fu addirittura deciso di prosciugare il lago e i ritrovamenti furono eccezionali: oltre 600 statuette, figure umane, mezzi busti, membra e organi umani di ogni genere (mani, braccia, gambe mammelle, occhi) e immagini di animali (buoi, capre, pecore, cavalli), grandi catene fibule un frammento di candelabro di bronzo, circa 1.000 pezzi di rame, una moneta con l'effigie di Giano e altri oggetti di varia forma e misura, datati dalla metà del VI Sec. A.c. fino al periodo ellenico. Dopo la campagna di scavo del 2005 con il “Progetto Lago degli Idoli” il luogo è stato interamente ripristinato. Dal lago possiamo riprendere il percorso inverso che ci condurrà in circa 1 ora e 45 minuti alla Fonte del Borbotto.
Il Lago degli Idoli (foto p. maggi)
Si tratta di un percorso facile, lungo circa 4,5 chilometri con dislivelli di 200 metri in salita e altrettanti in discesa. Occorre seguire il sentiero CAI n. 17.

Nota: pubblicato su Coopinforma (rivista quadrimestrale dell'Associazione Cooperative Consumatori del Distretto Tirrenico)  n. 106, marzo 2013.

10 giugno 2012

Pietro l'ultimo mugnaio del primo Mulino sull'Arno


il borgo oggi
di Paolo Maggi

La giornata era limpida e l’acqua così fresca e stillata da invitare anche le trote a danzare.  Risalendo quel tratto d’Arno, ancora giovane ruscello, in un inizio di primavera di un anno in cui i telefoni erano soltanto attaccati alle pareti o su scrivanie,  non m’ero reso conto che era quasi l’ora di pranzo e che sarei dovuto tornare a Firenze, da chi m’aspettava. D’improvviso fra gli alberi apparve un piccolo borgo. Come un miraggio, incastonato su una parete di una casa malandata dardeggiava uno di quei cartelli tondi, gialli e blu che indicano, indicavano le cabine telefoniche.
Il mondo, la natura mi rispondeva, corrispondeva.
Qualche gallina e un paio di gatti s’affacciavano incuriositi ma sotto e intorno a quel cartello di cabine telefoniche nemmeno l’ombra!
L'Arno a Molino di Bucchio (p. maggi)
Pareva non ci fosse proprio nessuno. Con voce sempre più alta cercavo di far sentire la mia presenza finché un uomo, ecce homo, uscì da una porta. Barba lunga e incolta. Buchi e strappi facevano capire che indossava due o tre maglioni e altrettanti pantaloni, uno sopra l’altro. 
“Quel cartello è li da anni, da quando questo era come un porto di mare. La cabina c’è ancora ma non il telefono“  disse, invitandomi ad entrare. 
Non c’era un vero e proprio pavimento. La cabina c’era, appena entrati sulla sinistra. Ricordo un tavolo con sopra un fiasco di vino e un bicchiere forse in fondo alla stanza, a sinistra accanto ad una finestra. Sulla parete di destra la cucina economica, l’acquaio e una porta.
Mi fece sedere e mi offrì da bere. Il bicchiere  lasciava molto a desiderare ma il vino era buono e la diffidenza si dissolveva mano a mano che il fiasco si alleggeriva.
Pietro viveva solo nel borgo di Molino di Bucchio fino a qualche tempo prima “porto di mare”, condiviso con il fratello. Da quell’uomo all’apparenza ruvido sgorgavano ricordi che popolavano quel borgo fantasma animandolo di mille attività: il ristorante, il mulino, l’allevamento di trote con le vasche in pietra e poi ancora gli animali e il maneggio.
La giostra s'interruppe con la morte del fratello per una caduta da cavallo. Quel maledetto incidente cambiò tutto. Su Molino di Bucchio si accanirono appetiti e interessi fino ad allora rimasti estranei. Probabilmente Pietro finché ha potuto, ha resistito.

Le vasche per le trote (p. maggi)
Quell’incontro durò forse un'ora o forse due, poi dovetti scappare, dovevo dare notizie a chi m'aspettava.

In una giornata limpida e fresca di primavera di un anno in cui ci sono più telefonini che persone, sono tornato nel vecchio borgo. Le case sono restaurate. Le finestre hanno tutte le tendine ma non c’è più quel cartello giallo e blu e nemmeno le galline e i gatti ad accogliermi.
C’è comunque un monumento ai caduti partigiani ma non ho incontrato nessuno. Rovistando nei miei ricordi che si aprivano su quell'incontro come fosse stato ieri, nonostante una memoria spesso fallace, sono tornato a casa, dove non m'aspettava nessuno e ho cliccato su 


Situato lungo la strada provinciale 556 che da Stia conduce a Londa, Molin di Bucchio è tra i più antichi mulini dell’intero territorio Casentinese.
Pietro

Appartenuto ai conti Guidi di Porciano, oltre all’attività di molitura portata avanti dalla famiglia Bucchi per oltre 700 anni, Molin di Bucchio è stato anche sede di un’importante troticoltura.

La valle del Casentino, area di valore storico e naturalistico, è terra di castelli, santuari, monasteri, borghi medievali e foreste. Mantiene il fascino di un territorio fatto di antiche tradizioni e ricco di un patrimonio artistico, religioso e storico. Raggiungibile in auto da Firenze, Passo della Consuma S.S. 70, Passo di Croce a Mori S.S. 556; da Arezzo, S.S. 71; dalla Romagna, Passo della Calla S.S.310, Passo dei Mandrioli S.S.71.

L’ultimo mugnaio è stato Pietro Bucchi detto anche Pietrone che, per la sua lunga barba e l’aspetto distaccato, veniva chiamato “filosofo”.