La “Nave” è tornata a percorrere l'Arno collegando le sponde tra Limite sull'Arno (Capraia e Limite) e Tinaia (Empoli). La “zattera-battello” guidata da volontari, che la faranno scorrere lungo un canapo fissato da un lato all'altro del fiume, festeggia quest'anno il suo 15esimo anniversario di onorato servizio. Il traghetto sarà attivo fino alal fine di settembre: il giovedì mattina dalle 8 alle 13, così da permettere agli abitanti della riva destra dell'Arno di raggiungere a piedi o in bicicletta il mercato settimanale di Empoli in zona Serravalle-Stadio; il sabato pomeriggio dalle 17 alle 20 e la domenica dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 20.
Per le due comunità coinvolte, si tratta ogni anno di un salto indietro nel passato di quasi quaranta anni, visto che l'ultimo “navalestro” in servizio tra le due sponde chiuse la propria attività tra il 1977 ed il 1978. Allora, salire sul vecchio barcone e traghettare il fiume costava 50 lire, come riportano alcune cronache dell'epoca. Anche la “Nave”, per il carico emotivo e l'utilità pratica che rappresenta, fa dunque la sua parte per riscoprire e valorizzare il fiume Arno, che ha permesso a lungo alle comunità di Limite e Tinaia di vivere.
Pao. Ma.
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22 giugno 2015
E la "nave va" tra Limite e Tinaia
17 novembre 2014
Trek, proiezioni e concerti alla scoperta del Parco
Conoscere i “Centri Visita” del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi e le opportunità che questi possono offrire è lo scopo dell’iniziativa “Londa e San Godenzo comuni del parco” che prevede per i mesi di novembre e dicembre escursioni, ma anche proiezioni e concerti.![]() |
| Cascata dell'Acquacheta |
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| Capodarno (fotop. maggi) |
7 dicembre alle 18 e nuovamente
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| Sentiero di Londa |
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| La piana dei romiti (foto p. maggi) |
Pao. Ma.
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14 giugno 2014
A Empoli l'Arno s'attraversa in battello
Per tutta l'estate la ‘zattera’ collegherà Limite sull’Arno con Tinaia, Empoli. Inaugurazione con rinfresco domenica 15 giugno 2014 alle 10.30.
Ritorna il servizio di collegamento fra le sponde del fiume Arno, salvo condizioni meteorologiche avverse. Domenica 15 giugno 2014 alle 10.30 si terrà la inaugurazione della ‘zattera – battello’ che collegherà Limite sull’Arno con Tinaia ad Empoli, da piazza Vittorio Veneto a Limite a la Tinaia Empoli. Il battello in servizio sarà attivo fino alla fine di settembre il giovedì dalle 8 alle 13, il sabato dalle 17 alle 20, la domenica dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 20. Il traghettamento da una sponda all'altra è gratuito.
L'inaugurazione del collegamento fra le due sponde del fiume è organizzata dal Comune di Empoli, dal Comune di Capraia e Limite e dalla società Canottieri Limite, in collaborazione con l'associazione “Canto della Tinaia” che per l’occasione e come ormai è nella tradizione, ha organizzato un rinfresco.
Pao. Ma.
Ritorna il servizio di collegamento fra le sponde del fiume Arno, salvo condizioni meteorologiche avverse. Domenica 15 giugno 2014 alle 10.30 si terrà la inaugurazione della ‘zattera – battello’ che collegherà Limite sull’Arno con Tinaia ad Empoli, da piazza Vittorio Veneto a Limite a la Tinaia Empoli. Il battello in servizio sarà attivo fino alla fine di settembre il giovedì dalle 8 alle 13, il sabato dalle 17 alle 20, la domenica dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 20. Il traghettamento da una sponda all'altra è gratuito.
L'inaugurazione del collegamento fra le due sponde del fiume è organizzata dal Comune di Empoli, dal Comune di Capraia e Limite e dalla società Canottieri Limite, in collaborazione con l'associazione “Canto della Tinaia” che per l’occasione e come ormai è nella tradizione, ha organizzato un rinfresco.
Pao. Ma.
11 febbraio 2014
Allerta meteo
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| stamani ore 7.55 |
Allerta meteo in corso: nella notte si sono registrate precipitazioni sull'intero territorio provinciale (pluviometria massima 27mm/6h a Firenzuola). Nelle prossime ore sono previste ulteriori precipitazioni.
I livelli idrometrici del fiume Arno, Bisenzio, Ombrone PT e Sieve rimangono sopra i livelli di guardia anche se in lieve calo.
Criticità sulla viabilità principale: la SP41 di Sagginale è chiusa per allagamenti tra l'abitato di Sagginale e Dicomano, la SP90 Torri-Volognano-Rosano è chiusa per allagamenti all'interno dell'abitato di Rosano, la SP108 di Granaiolo-Castelnuovo (Castelfiorentino) è chiusa per allagamenti dal km 0 al km 1+700, la SP34 di Rosano è chiusa al km 7+400 per frana, la SP 16 Chianti-Valdarno è chiusa per frana al km 5, la SP107 di Legri e del Carlone è chiusa per frana lato Vaglia, la SP32 della Faggiola (Firenzuola) è chiusa per frana al km 0+600 e la SP306 è chiusa per frana al km 38 tra Marradi e Palazzuolo sul Senio.
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| ieri notte ore 23.57 |
Le immagini sono della web cam www.ilmeteo.it
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4 marzo 2013
Mistero etrusco a Capo d'Arno
La nascita del “fiumicel” che bagna Firenze e il mistero delle centinaia di statuette rinvenute nel lago degli idoli fanno parte delle emozioni di questo trek tutto immerso nella parte a nord ovest del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna.
Scarponcelli comodi, abbigliamento e attrezzatura adeguata, neve sciolta, previsioni meteo sorridenti, un pochino d’allenamento alle gambe e una buona compagnia sono gli ingredienti necessari per gustare al meglio questa sgambata a quota 1400 slm.
Da San Godenzo raggiungiamo in auto o mezzi pubblici Castagno d’Andrea e da lì la Fonte del Borbotto (1205 m. slm). Superata la sbarra che impedisce il passaggio alle auto, inizia una bella strada bianca che va verso Piancancelli costeggiando la riserva Integrale di Monte Falco.
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| La Gorga Nera (foto p. maggi) |
Dopo circa 45 minuti arriveremo alla sorgente (1358 m. slm) che si presenta come un esile filo d’acqua che si insinua fra le rocce. Sopra alla sorgente una lapide apposta dal Cai di Firenze riporta i versi danteschi (Divina Commedia – Purgatorio canto XVI vv. 16/1 8) “Per mezza toscana si spazia un fiumicel che nasce in Falterona e cento miglia di corso nol sazia”.
Il Lago degli Idoli (1380 m. slm) si trova a una quindicina di minuti dalla sorgente. Basta seguire le indicazioni delle tabelle in legno.
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| passo delle Crocicchie |
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| Capo d'Arno (foto p. maggi) |
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| Il Lago degli Idoli (foto p. maggi) |
Nota: pubblicato su Coopinforma (rivista quadrimestrale dell'Associazione Cooperative Consumatori del Distretto Tirrenico) n. 106, marzo 2013.
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10 giugno 2012
Pietro l'ultimo mugnaio del primo Mulino sull'Arno
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| il borgo oggi |
di Paolo Maggi
La giornata era limpida e l’acqua così fresca e stillata da
invitare anche le trote a danzare. Risalendo
quel tratto d’Arno, ancora giovane ruscello, in un inizio di primavera di un anno in cui i telefoni erano soltanto attaccati alle pareti o su scrivanie, non m’ero reso conto che era quasi
l’ora di pranzo e che sarei dovuto tornare a Firenze, da chi m’aspettava. D’improvviso
fra gli alberi apparve un piccolo borgo. Come un miraggio, incastonato su una
parete di una casa malandata dardeggiava uno di quei cartelli tondi, gialli e
blu che indicano, indicavano le cabine telefoniche.
Il mondo, la natura mi
rispondeva, corrispondeva.
Qualche gallina e un paio di gatti s’affacciavano
incuriositi ma sotto e intorno a quel cartello di cabine telefoniche nemmeno l’ombra!
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| L'Arno a Molino di Bucchio (p. maggi) |
Pareva non ci fosse proprio nessuno. Con voce sempre più alta cercavo di far sentire la mia presenza finché un uomo, ecce homo, uscì da una porta. Barba lunga e incolta.
Buchi e strappi facevano capire che indossava due o tre maglioni e altrettanti
pantaloni, uno sopra l’altro.
“Quel cartello è li da anni, da quando questo era come un
porto di mare. La cabina c’è ancora ma non il telefono“ disse, invitandomi ad entrare.
Non c’era un vero e proprio pavimento. La cabina c’era, appena entrati sulla sinistra. Ricordo un tavolo con sopra un fiasco di
vino e un bicchiere forse in fondo alla stanza, a sinistra accanto ad una
finestra. Sulla parete di destra la cucina economica, l’acquaio e una porta.
Mi fece sedere e mi offrì da bere. Il bicchiere lasciava molto a desiderare ma il vino era buono e la diffidenza si dissolveva mano a mano
che il fiasco si alleggeriva.
Pietro viveva solo nel borgo di Molino di Bucchio fino a
qualche tempo prima “porto di mare”, condiviso con il fratello. Da quell’uomo all’apparenza
ruvido sgorgavano ricordi che popolavano quel borgo fantasma animandolo di mille
attività: il ristorante, il mulino, l’allevamento di trote con le vasche in
pietra e poi ancora gli animali e il maneggio.
La giostra s'interruppe con la morte del fratello per una
caduta da cavallo. Quel maledetto incidente cambiò tutto. Su Molino di Bucchio si accanirono
appetiti e interessi fino ad allora rimasti estranei. Probabilmente Pietro finché
ha potuto, ha resistito.
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| Le vasche per le trote (p. maggi) |
Quell’incontro durò forse un'ora o forse due, poi dovetti
scappare, dovevo dare notizie a chi m'aspettava.
In una giornata limpida e fresca di primavera di un
anno in cui ci sono più
telefonini che persone, sono tornato nel vecchio borgo. Le case sono restaurate.
Le finestre hanno tutte le tendine ma non c’è più quel cartello giallo e blu e
nemmeno le galline e i gatti ad accogliermi.
C’è comunque un monumento ai caduti partigiani ma non ho
incontrato nessuno. Rovistando nei miei ricordi che si aprivano su quell'incontro come fosse stato ieri, nonostante una memoria spesso fallace, sono tornato a casa, dove non m'aspettava nessuno e ho cliccato su
Situato lungo la strada provinciale 556 che da Stia
conduce a Londa, Molin di Bucchio è tra i più antichi mulini dell’intero
territorio Casentinese.
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| Pietro |
Appartenuto ai conti Guidi di Porciano, oltre
all’attività di molitura portata avanti dalla famiglia Bucchi per oltre 700
anni, Molin di Bucchio è stato anche sede di un’importante troticoltura.
La valle del Casentino, area di valore storico e
naturalistico, è terra di castelli, santuari, monasteri, borghi medievali e
foreste. Mantiene il fascino di un territorio fatto di antiche tradizioni e
ricco di un patrimonio artistico, religioso e storico. Raggiungibile in auto da
Firenze, Passo della Consuma S.S. 70, Passo di Croce a Mori S.S. 556; da
Arezzo, S.S. 71; dalla Romagna, Passo della Calla S.S.310, Passo dei Mandrioli
S.S.71.
L’ultimo mugnaio è stato Pietro Bucchi
detto anche Pietrone che, per la sua lunga barba e l’aspetto distaccato, veniva
chiamato “filosofo”.
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