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13 novembre 2018

Le parole della Con-vivenza


Venerdì 16 novembre alle17.30 al Caffé letterario le Murate a Firenze Vittoria Franco parlerà su  "la Bontà". 


La domanda di partenza è: "Può avere ancora un ruolo un sentimento di apertura all’altro in un’epoca in cui il termine buonista viene usato come denigrazione? E cos’è la bontà? Come ne hanno parlato scrittori quali Dostoevskij o Saramago e filosofi come Arendt, Heller, Levinas?
La conferenza rientra nell’ambito del ciclo di incontri promosso dall'associazione Per Un Nuovo Mondo Comune, in collaborazione con la Nottola di Minerva, dedicato anche quest’anno al tema della  Con-vivenza.
Si tratterà di parole che oggi possono apparire desuete, ma che vanno riportate dentro le relazioni sociali e interpersonali se non vogliamo che prevalgano egoismi e indifferenza verso gli altri. Le altre parole del ciclo: Misericordia (Anna Scattigno) venerdì 14 dicembre, Solidarietà (Emilia D’Antuono) venerdì 18 gennaio 2019 Legame sociale (Franca Alacevich) venerdì 15 febbraio.

6 gennaio 2016

Names, fotografie contro la violenza sulle donne

La violenza non è sempre visibile. Si intitola Names - Nomi, il progetto fotografico di Fiorella Ilario, ispirato al movimento di lotta contro la violenza di genere e dedicato a tutte le donne, di ogni età, provenienza e condizione.La mostra realizzata per la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, rimarrà esposta negli spazi de La Corte Arte Contemporanea in via de' Coverelli, a Firenze dall'8 al 12 gennaio dal martedì al sabato dalle 16 alle 17.
L'inagurazione si terrà venerdì 8 alle ore 18 con Wanna Del Buono, Vittoria Franco, Carolina Orlandini ed Elena Pulcini. La rassegna propone dieci fotografie scelte da una lunga serie di “varianti”. Da due scatti iniziali infatti - il primo che ritrae una figura femminile in un interno, quasi completamente coperta da un lungo velo e il secondo che mostra la distorsione che di quel velo avviene- è seguita una serie di variazioni, di modifiche dell’uguale.  Ciascuna immagine intitolata progressivamente Untitle one, Untitle two, Untile three, ecc. ecc. per una metaforica declinazione di identità, che diventa mera sequenza numerica. Ogni variante riporta l' indicazione di un nome femminile (da qui il titolo del progetto) come emblema dello svuotamento di senso di una violenza tollerata e invisibile, su donne che troppo spesso nell’immaginario collettivo, diventano soltanto dei nomi senza volto e senza identità.
Pao. Ma.

20 novembre 2015

"Il concetto di Responsabilità" per Vittoria Franco


Venerdì 27 novembre alle ore 17 nella sala degli Affreschi di Palazzo Panciatichi in via Cavour 4 a Firenze si terrà la presentazione del libro di Vittoria Franco "Responsabilità. Figure di metamorfosi di un concetto" (Donzelli editore). Dopo il saluti del Presidente del Consiglio regionale della Toscana Eugenio Giani seguiranno interventi di Sergio Givone e Gaspare Polizzi, coordinati da Alessandra Pecarolo. Interverrà l'autrice.

Il libro: Che cos’è la responsabilità? Quando è nato questo termine? Ha un significato univoco? Un’etica della responsabilità è possibile? Queste le domande a cui cerca di rispondere Vittoria Franco, attraverso un’analisi delle origini del concetto, delle sue trasformazioni e dei suoi paradigmi fondamentali: giuridico, politico, filosofico-morale. Il volume muove dalle prime discussioni nelle quali prende forma il paradigma filosofico-morale, a partire dalla metà dell’Ottocento, con John Stuart Mill e i deterministi, che identificano l’essere responsabile con l’essere colpevole e la responsabilità con l’imputabilità. Fra le reazioni a tale impostazione, quelle dei kantiani e degli spiritualisti francesi, i quali propongono interpretazioni che lasciano spazio alla libertà e alla morale. Fra loro, due giovani filosofi: Lucien Lévy-Bruhl, col suo concetto di responsabilità vuota, e Jean-Marie Guyau, con la nozione di morale senza obbligo né sanzione. Nel prosieguo dell’analisi l’autrice, visitando alcune delle teorie etiche più importanti del Novecento, propone l’idea di un’etica della responsabilità come risposta possibile nell’epoca della fine della metafisica. In Hannah Arendt vengono rintracciate tre diverse figure della responsabilità: come colpa, facoltà di giudizio e cura del mondo comune; in Ágnes Heller emerge la figura dell’etica della personalità; in Emmanuel Levinas la responsabilità si libera completamente dal peso della sua storia giuridica in quanto imputabilità e diviene darsi totalmente all’altro. E infine, nelle critiche dei postmoderni all’universalismo – Bauman, Derrida, Apel, ma anche Ricoeur – l’autrice individua il luogo d’origine di un’etica della responsabilità come «autodeterminazione responsabile» e facoltà di giudizio. Si dà così conto del fatto che in essa sono in gioco le due libertà, dell’io e dell’altro, che devono trovare il modo e la misura del con-vivere nell’equilibrio fra autonomia e limite. La responsabilità sorge nel momento in cui si arriva alla consapevolezza di lasciar essere anche la libertà dell’altro.

Vittoria Franco

Vittoria Franco è ricercatrice di Storia della filosofia alla Scuola normale superiore di Pisa. È stata senatrice della Repubblica dal 2001 al 2013; durante i suoi mandati ha ricoperto il ruolo di responsabile delle Pari opportunità del Partito democratico e di presidente della Commissione cultura del Senato nella XV legislatura.

29 aprile 2015

Il concetto di Responsabilità per Vittoria Franco




Martedì 12 maggio 2015  alle ore 18.30 alla libreria Feltrinelli Red in piazza della Repubblica 26 a Firenze sarà presentato l'ultimo libro di Vittoria Franco "Responsabilità. Figure e metamorfosi di un concetto" (Donzelli Editore).

L'autrice ne discuterà con Stefano Petrucciani.


8 aprile 2015

Hannah Arendt e la libertà



Hannah Arendt



"Hannah Arendt. La libertà come dare inizio a qualcosa di nuovo" è il tema della conferenza che Vittoria Franco terrà venerdì 10 aprile 2015 alle ore 16.30 all'Affratellamento, in via G.P. Orsini 73 a Firenze. 

     L'incontro sarà presieduto da Alessandra Pescarolo. L'iniziativa fa parte di un ciclo di incontri organizzato dall'associazione Per Un Nuovo Mondo Comune in collaborazione con l'Istituto Gramsci Toscano, intitolato "Sul filo della libertà. Riflessioni su temi e figure femminili ".
Vittoria Franco
Seguiranno nelle settimane successive:
- Anna Scattigno, Carla Lonzi. Il femminismo di liberazione , 21 aprile, l'Affratellamento, via Giampaolo Orsini 73, ore 16,15.
 - Alessandra Pescarolo, Libertà e lavoro, 8 maggio, sala da fissare.
 - Daniela Brancati, Libertà femminile e media, 15 maggio, sala da fissare.

Pao. Ma.

2 marzo 2015

Donne, lavoro e welfare in tempo di crisi

Giovedì 5 marzo alle ore 15.30 nell'auditorium del Consiglio Regionale della Toscana in via Cavour 4, nell'ambito della giornata Internazionale della Donna si terrà un incontro sul tema "Donne, lavoro, Welfare, in tempo di crisi". A parlarne, dopo i saluti di Daniela Lastri, consigliera regionale dell'Ufficio di Presidenza e di Rossella Pettinati, Presidente della Commissione Regionale pari opportunità, saranno Chiara Saraceno e Franca Alacevich, coordinate da Vittoria Franco.
Tutti gli interessati sono invitati a partecipare.

4 aprile 2014

Scuola. Missione incompiuta

"Scuola. Missione incompiuta" è il titolo dell’incontro promosso dall’associazione “Per Un Nuovo Mondo Comune” che si terrà mercoledì 9 aprile alle 17, presso il Caffè Letterario -  Le Murate a Firenze. Interverranno fra gli altri Mariangela Bastico, viceministro dell’Istruzione nel secondo Governo Prodi, Federico Marucelli, dirigente scolastico e Daniela Lastri, consigliera regionale della Toscana. Il dibattito sarà coordinato da Vittoria Franco, coordinatrice dell'ìAssociazione Per Un Nuovo Mondo Comune. L’occasione dell’incontro è data dalla pubblicazione del volume "Scuola. Missione incompiuta. L'istruzione in Italia dal sussidiario a internet", Vittoria Maselli editore, a cura di Mariangela Bastico e Giuliana Lusuardi.
 Il libro è articolato in 3 sezioni: la storia, le immagini, le speranze e i problemi. I diversi autori – fra i quali vi sono operatori ed esperti, come Marco Lodoli, Emanuele Barbieri, Andrea Ranieri e la stessa Mariangela Bastico -  parlano delle numerose riforme e interventi a cui la scuola è stata sottoposta in anni recenti e che non sempre sono state in grado di affrontare e risolvere le nuove sfide dell’istruzione e della formazione, dei nodi ancora da sciogliere e delle potenzialità che a una scuola moderna offrono le nuove tecnologie informatiche.
Pao. Ma.

25 settembre 2012

Agnes Heller: "A Firenze ho incontrato il mio sogno di un mondo adeguato all'uomo"



La grande filosofa ungherese ha presentato a Firenze “I miei occhi hanno visto"

di Paolo Maggi

“Quando parliamo del mondo parliamo della storia del mondo e nessun periodo storico è stato semplicemente bello, piacevole e positivo, c’è sempre crudeltà, povertà, dolore. Se mi sento responsabile verso il mondo non posso dire che questo mondo è bello. Ma posso dire che ci sono persone buone e questo è molto bello” così la grande filosofa ungherese Agnes Heller ha spiegato il suo pensiero sulla bellezza del mondo in una biblioteca delle Oblate a Firenze, stracolma di gente in occasione della presentazione dell’ultimo libro sulla sua vita e il suo pensiero “I miei occhi hanno visto”. All’evento, promosso dalla rivista Testimonianze e dall’associazione “Politica e Società” hanno partecipato Severino Saccardi, Simone Siliani, Vittoria Franco, Dario Nardella e i curatori del libro Francesco Comina e Luca Bizzarri.
“Agnes è un’amica e una maestra che continua a scrivere, pensare e inventare forme nuove di espressione del pensiero”  ha detto fra l’altro Vittoria Franco, senatrice e filosofa dopo il saluto del sindaco di Firenze Nardella e aver ricordato i giorni passati insieme alla Heller nel 1995 a Firenze, nel corso di una lunga intervista pubblicata sulla rivista Iride.
“Mi sono servita spesso delle sue riflessioni per la mia ricerca – ha aggiunto Vittoria Franco -. In particolare quelle sul concetto di “individuo contingente” con il quale la Heller definisce l’individuo moderno come avvolto in una busta senza indirizzo. Tocca a lui scriverlo. Nel mondo pre-moderno  l’indirizzo era scritto sulla busta, gli uomini e le donne della modernità sono tutti contingenti, non pre-destinati”.
Nata nel 1929 a Budapest da famiglia ebrea Agnes Heller da marxista a liberal-democratica, dissidente e esiliata, racconta nel libro-intervista il suo pensiero e la sua vita attraverso il secolo dei totalitarismi e delle utopie. Il padre anarchico, la vita nel ghetto, la nascita e gli sviluppi della sua amicizia con Gyorgy Lukàcs, la bomba di Hiroshima e l’equilibrio del terrore atomico, la dittatura nel suo paese e il crollo del sistema sovietico, la globalizzazione e i problemi del pianeta.
Il primo capitolo de “I miei occhi hanno visto” racconta del suo primo viaggio in Italia, nel 1960  descritto dalla Heller come una delle esperienze più importanti della sua vita. Fu quel viaggio In Italia e nella “sua Firenze”  a ispirarle “L’uomo del Rinascimento”, il libro che divenne la premessa per il grande successo che ebbe poi con “La teoria dei bisogni”, testo chiave della Scuola di Budapest, rilettura umanistica del marxismo che le procurò persecuzioni in Ungheria e sollevò rinnovate speranze in tutto l’Occidente.
Una parte importante del libro è dedicata ad Auschwitz dove morì suo padre, mentre lei rimase nel ghetto di Budapest con la mamma fino alla liberazione. “Tutte le volte che in questo libro ho raccontato una storia – ha detto la Heller rispondendo alle domande di Saccardi, tradotte simultaneamente da Siliani – ho anche elaborato una riflessione sui temi affrontati in quell’esperienza. Fra questi la Shoàh è naturalmente la più terribile. Ma posso dire che anche in momenti così tremendi  ho conosciuto aspetti del bene”. “Anche nei campi di concentramento tedeschi e nei gulag, che sono la somma del male - ha detto Heller - ho avuto esperienze di buone persone”. Rimanendo in Italia poi ha ricordato Primo Levi che riceve un pezzo di pane dal suo persecutore. “Non si tratta solo di un pezzo di pane – ha detto ancora la filosofa - ma della consapevolezza che esistono persone buone. E questo mi ha dato la speranza, il bisogno di rimanere viva”.
Nota: articolo pubblicato sul numero 104 di Coopinforma (www.coopinforma.it).

10 ottobre 2005

Sapere: un diritto che inizia con la nascita

Un progetto di legge d’iniziativa popolare inserisce i nidi nel percorso educativo pubblico. Nei banchetti sparsi in tutta la Toscana si raccolgono le firme per dare il via all’iter parlamentare della legge. Ne occorrono almeno 50 mila entro il 20 maggio prossimo.

di Paolo Maggi *

“Un unico percorso formativo da zero a sei anni con asili nido e scuole per l’infanzia inseriti nel sistema educativo pubblico” è in estrema sintesi la “rivoluzione” del sistema educativo ideata dai Democratici di Sinistra e trasformata in una proposta di legge d’iniziativa popolare.
“Vogliamo affermare – ha spiegato Anna Serafini, responsabile DS per l’Infanzie e presidente della Consulta per l’infanzia e l’adolescenza Gianni Rodari nel presentare la proposta di legge – il diritto di ogni bambino all’educazione, alla vita di relazione, al gioco e alla cura.
Tutti i bambini, dalla nascita, senza alcuna distinzione, devono poter sviluppare le proprie potenzialità di relazione, di autonomia, di creatività e apprendimento, in un contesto educativo, affettivo e di gioco, pensato per accoglierli e sostenerli”.
Punto focale del Disegno di legge dal nome  “Il diritto delle bambine e dei bambini all’educazione e all’istruzione dalla nascita a sei anni”, definito Zeroseianni,  è quello di trasformare l'asilo nido da servizio sociale a domanda individuale a servizio educativo, prevedendo un unico processo formativo da zero a sei anni. Nido e scuola dell'infanzia diventano dunque parte integrante del sistema educativo e formativo pubblico nazionale con l'obbligo di eliminare le liste di attesa. Tutto questo richiede un notevole investimento di risorse sociali ed economiche. A tal fine e per ridurre i costi delle famiglie, è prevista fra l’altro l’istituzione di un Fondo per i diritti dell’infanzia e di un Piano di finanziamenti per la creazione e la gestione dei nidi e per la generalizzazione delle scuole dell’infanzia in tutto il territorio nazionale. “Una legge per far crescere i diritti dei bambini e metterli al centro dell’educazione in un’Italia sempre più in Europa”, ha dichiarato la senatrice Vittoria Franco, fra le promotrici del disegno di legge, nel corso della conferenza stampa di lancio della raccolta delle firme.
Vittoria Franco
La Toscana è all’avanguardia per i servizi all’infanzia. I nidi coprono il 21 per cento della popolazione da 0 a 3 anni, mentre in Italia la media è appena del 7,4 per cento. Il divario tra le diverse aree è grande. Nel sud esiste un’oscillazione tra un minimo di 1,9 e un massimo di 6,4 per cento di posti-nido. Medie che pongono l’Italia al terzultimo posto in Europa, dopo Spagna e Grecia, e lontanissima dall’obiettivo chiesto dall’Unione Europea a tutti i paesi di raggiungere il 33 per cento dei posti-nido entro il 2010. Diversamente, le scuole per l’infanzia in Toscana accolgono il 90 per cento dei bambini da 3 a 6 anni, ma anche in questo caso i problemi stanno venendo fuori in maniera sempre più determinante in seguito ai tagli del governo di centrodestra ai fondi per edilizia e personale scolastico.
In Toscana così come nel resto del paese si sono formati comitati composti da partiti politici, associazioni, genitori, insegnanti e studenti di ogni orientamento e strato sociale per raccogliere le firme in sostegno del Disegno di legge. Il 2 giugno prossimo scade il termine utile per presentare   le 50 mila firme necessarie per iniziare l’iter parlamentare. L’obiettivo è di raccoglierne molte di più, oltre le 100 mila entro il 20 di maggio, in modo da avere anche tutto il tempo necessario per poter svolgere tutte le operazioni di verifica e vidimazione.
In ogni città, paese, davanti a scuole e luoghi di lavoro, nei mercati e centri commerciali già da tempo sono spuntati banchetti per la raccolta delle firme. Ad animarli giovani e non che oltre a raccogliere firme cercano di spiegare alla gente che “quanto più i bambini, fin da piccolissimi, vivono in un contesto cognitivo e sociale adeguati quanto più saranno in grado di non abbandonare la scuola e di vincere le sfide nei gradi successivi dell’istruzione. Solo creando eguali opportunità possono essere valorizzati tutti i talenti, quale che sia la provenienza sociale”. Per saperne di più cliccare su  http://www.consultarodari.org/frameset.htm, oppure http://www.vittoriafranco.it/.

* Articolo pubblicato sul numero 76 di Coopinforma (ottobre 2005)