12 marzo 2013

Mafie: "i cento passi" in Toscana verso il 21 marzo


Sabato 16 marzo 2013 a Firenze  si svolgerà la diciottesima edizione della "Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie", promossa dall'associazione Libera e Avviso Pubblico. Sabato c


"Semi di Giustizia, fiori di Corresponsabilità" è lo slogan che accompagnerà la giornata, durante la quale si incontreranno nel capoluogo fiorentino circa 600 familiari (italiani e stranieri) delle vittime delle mafie in rappresentanza di un coordinamento di oltre 5000 familiari. Un appuntamento preceduto da oltre 100 iniziative promosse su tutto il territorio regionale, tra incontri nelle scuole, cineforum, dibattiti, convegni.e spettacoli che si svolgeranno venerdì 15 marzo.

La Giornata della Memoria e dell'Impegno ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie. Oltre 900 nomi di vittime innocenti delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell' ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perchè, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere. "Ma da questo terribile elenco - sottolinea Libera - mancano tantissime altre vittime, impossibili da conoscere".

Il programma delle giornate

Venerdì 15 marzo
Ore 15:30, Riunione dei Familiari nella Sala dei 500 a Palazzo Vecchio (riservato ai familiari)
Ore 18:00, Veglia interreligiosa per le vittime delle mafie presso la Basilica di S. Croce
Ore 21:00  presso il teatro Obihall proiezione cortometraggio NoCrime Film Festival
Ore 21:30, presso il teatro Obihall spettacolo teatrale "Ultimo domicilio: sconosciuto" regia di Fiamma Negri e Giusi Salis
Ore 21:30, evento scout: veglia RS, presso il Palazzetto Ridolfi

Sabato 16 Marzo
Ore 8:00 concentramento dei partecipanti alla Fortezza da Basso
Ore 9:00 partenza del Corteo
Ore 10:45 arrivo del Corteo allo Stadio Artemio Franchi (Via Pierluigi Nervi)
Ore 11:00 Inizio lettura dei nomi delle vittime di mafia sul palco e interventi dal palco
Ore 12:45 Inizio esibizione Fiorella Mannoia
Ore 15:00 Inizio seminari
Ore 17:30 chiusura seminari



11 marzo 2013

Premio letterario Castelfiorentino


Scade il 27 aprile prossimo il termine per partecipare al Premio Letterario Castelfiorentino (poesia e narrativa) sul tema “In Toscana: storie e impressioni”.

L’iscrizione è gratuita e aperta a tutti. Si partecipa con testi, poetici o narrativi inediti, in lingua italiana, dattiloscritti, non eccedenti per estensione 6 cartelle di 30 righe. È prevista, per i testi in concorso, l’assegnazione complessiva di tre premi, rispettivamente di Euro 1.000,00 il primo, di Euro 500,00 ciascuno il secondo e il terzo. È inoltre prevista l’attribuzione di un Premio speciale di Euro 3.000,00 a un grande poeta o scrittore italiano contemporaneo di chiara fama indicato attraverso votazione interna dai membri della Commissione giudicatrice. Il conferimento dei premi avrà luogo sabato 8 giugno 2013, alle ore 21,00 (info: tel. 0571-631731 e 338-4293724 http://www.premioletterariocastelfiorentino.it)

8 marzo 2013

"Lotto" marzo


Auguri dal cuore al web, al cuore.
Stamattina col gel da barba mi pervadeva un pensiero che vorrei in qualche maniera internettualizzare.
Violenze e crimini contro le donne si rincorrono tra le mura domestiche tanto che giustamente si parla di femminicidi e che occorra una legge specifica per questi reati.
Oggi è anche unanimemente riconosciuto, almeno dalle analisi sociologiche ed economiche che il valore “femminile” è una ricchezza che potrebbe contribuire in maniera significativa anche alla crescita del paese. Una ricchezza che non possiamo più permetterci di sperperare.
Oggi possiamo anche dire che le donne stanno entrando in parlamento, per lo più grazie a contributo del Partito democratico, in barba a coloro che snobbavano paletti e “quote rosa” ecc.
Entrano finalmente massicciamente nel luogo principe dove vengono fatte le regole, le leggi, prese le decisioni.
L’ultima frontiera, quella ritenuta inespugnabile.
Quindi conquiste (di tutti) e crimini.
La riflessione, un pò minimalista da sbarbamentopensiero, forse anche troppo azzardata riguarda proprio la relazione fra i crimini contro le donne e una società che sta cercando di recuperare il “tempo perduto” rendendo onore al valore delle donne, anche se in sospetto di far di “necessità virtù”.
Ecco che da una parte c’è la consapevolezza diffusa collettivamente che il potere (sul lavoro, nella politica, nelle istituzioni), ma anche i ruoli come ad esempio nella famiglia debbano essere, come dire, rivisti per il bene comune e dall’altra le conseguenze che individualmente questo riequilibrio di poteri può scatenare in molti uomini, o meglio, nella parte maschile di un mondo maschilista.
Intendiamoci non per giustificare. Per cercare di capire credo dobbiamo pensare alle ossessioni generate dalle paure che nascono nella mente di chi non ha gli strumenti per attrezzarsi di fronte alle difficoltà della vita, che in genere immaginiamo economiche ma che in questa circostanza sconfinano nella sfera personale, privata, di relazione.
Crisi economica, crisi generazionale, e poi anche crisi di genere: l’uomo (quella parte ecc. ecc.) soccombe.
Non ha strumenti se non esercitare il “suo" potere: "o mia o di nessun altro!”. Per “lui” anche l’abbandono” della “sua” donna è proprio troppo!
"flash mob" femminista anni '70
Certo dobbiamo fare leggi specifiche contro i femminicidi ma pensiamo anche a una nuova cultura, una nuova politica per un nuovo mondo comune in cui donne e uomini possano condividere in maniera paritaria tutto, dal lavoro alla famiglia alla cura rispettandosi reciprocamente
In modo che ognuno, come persona possa contribuire alla crescita di tutti. E in questo l’uomo (quell’uomo) è sicuramente più debole anche se non lo sa e si esprime con la sua forza bestiale.
Forse fare qualche passo in questa direzione potrebbe essere già un buon otto (lotto) marzo.

paolo

7 marzo 2013

Contro la crisi, rilanciare gli investimenti


Per il segretario della Cgil toscana Alessio Gramolati il primo obiettivo anticrisi è il lavoro. Negli ultimi 4 anni sono stati stipulati oltre 50mila accordi “difensivi” molti dei quali estendendo la Cassa Integrazione a imprese dove non era prevista. Eccellenze come la siderurgia, Finmeccanica, KME o Ginori non sono il “vecchio” da abbandonare ma realtà da rilanciare innovando.

*di Paolo Maggi
“Piaccia o no, l’obiettivo primario per uscire dalla crisi è creare lavoro” non ha dubbi il segretario generale della Cgil Toscana su quale sia il primo punto al centro dell’agenda, non solo del prossimo governo. Anche i numeri parlano chiaro: il  tasso di disoccupazione nel nostro Paese, secondo i più recenti dati Istat si è impennato intorno all’11 per cento per un totale di 2milioni 875mila  disoccupati con un dato giovanile che si attesta oltre il 36 per cento. In volata anche la cassa integrazione che negli ultimi 12 mesi, fa sapere l’Inps, è aumentata in Italia mediamente del 61,6 per cento (+65,1 industria, +57,46 edilizia, +81,2% commercio). Il Paese soffre una crisi senza precedenti. Le famiglie soffrono, le aziende soffrono. I bilanci piangono.
Ma c’è una specificità Toscana? Cosa è stato fatto e cosa intende fare la Cgil per affrontare l’emergenza?
 “Le ricadute sul lavoro e sui redditi delle persone e delle famiglie dell’attuale crisi rischiano di essere molto pesanti anche in Toscana – risponde il segretario generale della Cgil toscana Alessio Gramolati -. Senza un radicale cambiamento gli attuali dati sul mercato del lavoro (ricordiamo che i cassa integrati sono considerati occupati) nascondono situazioni di potenziale disoccupazione che esploderanno nei prossimi mesi”.
“Secondo le stime dell’IRPET – continua Gramolati – alla fine del 2013 si verrebbe a determinare  una caduta della domanda di lavoro di oltre 85 mila unità rispetto al 2008. Naturalmente il modo in cui tutto ciò si trasformerà in effettiva disoccupazione dipende da molti fattori: il maggiore o minore ricorso al part-time o alle diverse forme di lavoro temporaneo; la prosecuzione della CIG; del resto proprio per i suddetti fattori, tra il 2008 ed il 2012, al calo della domanda di lavoro corrispondente a circa 78 mila unità di lavoro a tempo pieno, il calo dell’occupazione ha riguardato 17 mila persone.  Inoltre su tutto grava l’incognita dell’andamento della produttività del lavoro che durante la crisi ha mostrato segni di flessione. È evidente che nei prossimi anni quanto più alto sarà il recupero della produttività tanto minori saranno gli effetti sull’occupazione. Credo che nella consapevolezza dei problemi che questi numeri comunque suscitano, soprattutto per le persone coinvolte, non possiamo nascondere che il modello di coesione della Toscana ha saputo reagire meglio che altrove, ed insieme dobbiamo sapere che quel modello ha tenuto anche grazie all’azione contrattuale. Più di ogni altra affermazione valgono i numeri. In 4 anni sono stati stipulati oltre 50.000 accordi difensivi. Molti estendendo la Cassa Integrazione a imprese dimensionalmente e merceologicamente escluse. Altri accordi  contrattando processi di ristrutturazione complessi che in centinaia di casi hanno consentito di salvaguardare siti produttivi e patrimonio professionale con strumenti diversificati e complessi come i contratti di solidarietà o le intese d’anticipo sul credito bancario. Nonostante ciò i posti perduti, quelli che si perderanno e la crescente domanda di lavoro inevasa tra i giovani e le giovani toscane ci dicono  che la sola dimensione difensiva non è più sufficiente anche perché la ripresa che si prevede ci sarà nel 2014 potrebbe non generare recupero occupazionale se non sarà affiancata dai necessari sforzi di razionalizzazione del sistema economico, facendo del problema occupazionale il problema principale del paese”.
“In questa difficile situazione - conclude Gramolati - diviene assolutamente indispensabile rilanciare gli investimenti i quali presentano il doppio vantaggio di produrre effetti nel lungo periodo in quanto contribuiscono all’innalzamento della competitività e nel breve periodo in quanto rappresentano comunque domanda interna. Questa è la sfida che abbiamo davanti: creare lavoro. Questa sfida non si vince senza un’azione di governo. Serve cioè un governo della crisi. Con ciò occorre sapere che la crisi mondiale non lascerà nulla come prima, servono per questo radicali scelte sul governo dell’economia mondiale, sull’unità europea, sul concetto stesso di sviluppo. Economia verde, prodotti blu, decent work, qualificazione dell’intervento pubblico rappresentano passi convincenti per battere la recessione. Senza con ciò abbandonare quel che di buono abbiamo realizzato. Eccellenze come la siderurgia, Finmeccanica, la KME e la Ginori sono il frutto di quell’intreccio sapiente fra cultura e tecnologia, tra innovazione e legame col territorio. Non sono il “vecchio” da abbandonare ma realtà da rilanciare innovando”.

*pubblicato su "Coopinforma" n. 106, marzo 2013

5 marzo 2013

Richard Ginori: cercasi imprenditore che faccia l'industriale


* di Paolo Maggi

“Auspichiamo un imprenditore che faccia l’industriale. Non l’ennesima speculazione sulla pelle dei lavoratori e di un territorio come quello di Sesto Fiorentino”: un auspicio ma soprattutto un atto d’accusa che ormai da troppo tempo Bernardo Marasco, segretario della Filctem-Cgil (Federazione Italiana Lavoratori Chimica Energie Manifatture Tessili) e con lui i lavoratori e tutto il sindacato rivolgono alla proprietà della Richard Ginori. “Da almeno vent’anni  - dice il sindacalista – l’azienda è gestita da finanzieri che non hanno mai investito nella manifattura. Un periodo lunghissimo in cui si è determinato un divaricamento sempre più forte fra valore del Marchio e valore della manifattura”. Dopo quasi tre secoli di prestigiosa esistenza, la manifattura è precipitata in una crisi terribile. A rischio insieme a un patrimonio inestimabile nella e per la lavorazione della porcellana, l’occupazione di oltre trecento lavoratori, donne e uomini che hanno intrecciato la loro esistenza con la terra, il fuoco, l’acqua e tutte quelle alchimie che hanno reso famosa nel mondo la porcellana di Doccia. Dici Richard Ginori e il pensiero va subito a quelle immagini bianche, traslucide, quasi eteree dei serviti per la tavola, sempre attuali, adatti anche alle occasioni speciali.
Dopo che il 7 gennaio scorso il Tribunale di Firenze ha dichiarato fallita la Richard Ginori, il cui passivo ha raggiunto gli 80 milioni di euro a fronte di un attivo di 50, la Procura  ha aperto un’inchiesta nei confronto dell’ex presidente dell’azienda Roberto Villa. Al centro delle indagini la scissione in due società, la Ginori 1735 e la Ginori Real Estate. In sostanza il Pubblico ministero intenderebbe stabilire se questa operazione ha di fatto depauperato l'azienda.
 “L’azienda – insiste Bernardo Marasco - avrebbe dovuto innovare proposte e strategie di mercato ma non l’ha fatto. Alla Richard Ginori non mancano certo le opportunità anche e in particolare nei mercati esteri. E’ un marchio prestigioso, conosciuto e riconosciuto che potrebbe tranquillamente espandersi in nuovi mercati. In questi giorni  mi hanno cercato anche dal Giappone e ai primi di febbraio l’Herald Tribune ha addirittura messo la Richard Ginori in prima pagina”.
Nel 2011 anche Unicoop Firenze nel promuovere le eccellenze della nostra regione scelse la Richard Ginori e  mise in cantiere l’iniziativa “La Toscana in tavola”. In palio con i bollini della spesa le stoviglie del servito Antico Doccia, un classico con un “profilo semplice ed elegante, ispirato all’argenteria tardo barocca fiorentina”. La produzione ebbe uno scatto d’orgoglio. Torni e forni ripresero a girare, ma la crisi non s’è arrestata.
Ora lo sguardo è rivolto al bando per la vendita dell’azienda. Le offerte dovranno pervenire entro il 18 marzo prossimo. Prevede un unico lotto che comprende marchio, impianti e macchinari, rimanenze di magazzino e partecipazioni societarie per un importo d’asta di 14,2 milioni di “All’apertura delle buste – dice Bernardo Marasco – che avverrà il 19 marzo prossimo,  ci aspettiamo un imprenditore che faccia l’industriale con proposte credibili e in particolare, oltre alla vendita unitaria di marchio e produzione prevista dal bando, la permanenza sul territorio, un piano industriale a lungo periodo e la tutela dei livelli occupazionali”. “La Ginori deve vivere, l’abbiamo detto – conclude il sindacalista -, urlato in decine di manifestazioni e con noi migliaia di persone, I sindaci di Sesto, Firenze e degli altri comuni dell’area, Provincia e Regione, come nella fiaccolata del 17 gennaio a Sesto Fiorentino e il 20 febbraio scorso nel presidio congiunto con i lavoratori della Seves in Piazza San Giovanni davanti al Battistero a Firenze al quale hanno partecipato, fra gli altri il sindaco di Sesto Gianni Gianassi, il presidente della Provincia Barducci con l'assessora al lavoro Simoni, l'assessore al lavoro del Comune di Firenze Saccardi, l'assessore al lavoro della Regione Toscana Simoncini”. Dalla vendita rimane escluso il Museo Richard Ginori della Manifattura di Doccia per il quale si prevede il passaggio allo Stato in compensazione di circa 20 milioni di euro di debiti fiscali.

* articolo pubblicato sul numero 106 di Coopinforma (marzo 2013) 


4 marzo 2013

Kitty Braun profuga giuliana scampata all'olocausto


La straordinaria testimonianza di Kitty Braun, profuga giuliana scampata all'Olocausto, fiorentina dal '47.
Martedì 5 marzo 2013 alle 15.30 in Palazzo Vecchio a Firenze incontro con Kitty Braun, una donna straordinaria, sopravvissuta al campo di Bergen-Belsen, profuga giuliana e fiorentina d’adozione dal ‘47.
Interverranno fra gli altri l’assessora Cristina Giachi, la presidente della Commissione pace Susanna Agostini, la giornalista della Nazione Iliaria Ulivelli, Laura Piccioli del direttivo Aned, la responsabile dei progetti educativi del Comune Laura Giolli e la fotografa Giorgia Calvanelli, curatrice delle immagini e dei contenuti dell’iniziativa. Un appuntamento che declina al meglio la prossima Festa della Donna raccontando l’esperienza di vita di Kitty, nata a Fiume nel 1936, catturata dai tedeschi con tutta la sua famiglia l'11 novembre 1944, deportata prima a Ravensbruck e poi a Bergen-Belsen, liberata dall’esercito britannico il 15 aprile 1945 (ma il fratellino Robi non sopravviverà) e profuga istriana dopo il Trattato di Parigi del 1947, quando l’Italia cede Fiume alla Jugoslavia e i Braun decidono di trasferirsi a Firenze. Da allora Kitty vive nella nostra città, dove è stata insegnante di latino e greco, anche al liceo Galileo.

Mistero etrusco a Capo d'Arno


di Paolo Maggi

La nascita del “fiumicel” che bagna Firenze e il mistero delle centinaia di statuette rinvenute nel lago degli idoli fanno parte delle emozioni di questo trek tutto immerso nella parte a nord ovest del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna.
Scarponcelli comodi, abbigliamento e attrezzatura adeguata, neve sciolta, previsioni meteo sorridenti, un pochino d’allenamento alle gambe e una buona compagnia sono gli ingredienti necessari per gustare al meglio questa sgambata a quota 1400 slm.
Da San Godenzo raggiungiamo in auto o mezzi pubblici Castagno d’Andrea  e da lì la Fonte del Borbotto (1205 m. slm). Superata la sbarra che impedisce il passaggio alle auto, inizia una bella strada bianca che va verso Piancancelli costeggiando la riserva Integrale di Monte Falco.
La Gorga Nera (foto p. maggi)
Dopo poco imbocchiamo sulla destra il sentiero Cai n. 17 per Capo d’Arno - Valico delle Crocicchie. In breve raggiungiamo la Gorga Nera (1300 m. slm), un piccolo ma profondo stagno che rispecchia  le fronde dei faggi che lo incorniciano. Proseguiamo sul sentiero disseminato di sassi che si inerpica nella faggeta fino a raggiungere, dopo circa 45 minuti, il Passo delle Crocicchie (1406 m. slm), una tranquilla radura erbosa attraversata dal mitico sentiero CAI n. 00 che qui divide il Monte Falterona dal Monte Acuto. Procediamo sul sentiero 17 seguendo le indicazioni per Capo d’Arno.
Dopo circa 45 minuti arriveremo alla sorgente (1358 m. slm) che si presenta come un esile filo d’acqua che si insinua fra le rocce. Sopra alla sorgente una lapide apposta dal Cai di Firenze riporta i versi danteschi (Divina Commedia – Purgatorio canto XVI vv. 16/1 8) “Per mezza toscana si spazia un fiumicel che nasce in Falterona e cento miglia di corso nol sazia”.
Il Lago degli Idoli (1380 m. slm) si trova a una quindicina di minuti dalla sorgente. Basta seguire le indicazioni delle tabelle in legno.
passo delle Crocicchie
Capo d'Arno (foto p. maggi)
Anche se il colpo d’occhio non rende onore alla forza evocativa del nome l’importanza archeologica e storica del luogo è sicuramente straordinaria. Gli etruschi lo ritenevano un luogo sacro e vi gettavano bronzetti votivi per acquistare il favore degli dei. La prima statuetta fu ritrovata casualmente sulle rive del lago nel 1883. Destò tanto interesse che qui si costituì una società formata da appassionati locali di archeologia che intrapresero una campagna di scavi. Fu addirittura deciso di prosciugare il lago e i ritrovamenti furono eccezionali: oltre 600 statuette, figure umane, mezzi busti, membra e organi umani di ogni genere (mani, braccia, gambe mammelle, occhi) e immagini di animali (buoi, capre, pecore, cavalli), grandi catene fibule un frammento di candelabro di bronzo, circa 1.000 pezzi di rame, una moneta con l'effigie di Giano e altri oggetti di varia forma e misura, datati dalla metà del VI Sec. A.c. fino al periodo ellenico. Dopo la campagna di scavo del 2005 con il “Progetto Lago degli Idoli” il luogo è stato interamente ripristinato. Dal lago possiamo riprendere il percorso inverso che ci condurrà in circa 1 ora e 45 minuti alla Fonte del Borbotto.
Il Lago degli Idoli (foto p. maggi)
Si tratta di un percorso facile, lungo circa 4,5 chilometri con dislivelli di 200 metri in salita e altrettanti in discesa. Occorre seguire il sentiero CAI n. 17.

Nota: pubblicato su Coopinforma (rivista quadrimestrale dell'Associazione Cooperative Consumatori del Distretto Tirrenico)  n. 106, marzo 2013.

28 febbraio 2013

Poesie per Campana a Marradi


Le poesie degli studenti per ricordare e celebrare il poeta Dino Campana. Nell’ambito dell’81° anniversario della morte di Dino Campana venerdì 1 marzo 2013 alle 10 al Centro Studi Campaniani “Enrico Consolini” a Marradi si terrà la cerimonia di premiazione dei vincitori del 2° concorso di poesia rivolto agli studenti del liceo Torriccelli di Faenza e degli istituti superiori Giotto Ulivi e Chino Chini di Borgo San Lorenzo. All’iniziativa promossa dal Centro Studi Campaniani col patrocinio del Comune, interverranno la presidente del Centro Studi Mirna Gentilini, il sindaco Paolo Bassetti e l’assessore alla Cultura Silva Gurioli. A seguire, il prof. Antonio Rugani leggerà alcune liriche dai Canti Orfici mentre Francesco Chiari presenterà le poesie cantate di Dino Campana. La cerimonia si concluderà con la premiazione dei vincitori.
Alle 21 al Teatro degli Animosi la compagnia teatrale di Roma “I nontantoprecisi” si esibirà nello spettacolo “Io sono l’ultimo”.

19 febbraio 2013

Non fare la testa... di-Alkol!

Usare l’alcol con consapevolezza e maturità” è in sintesi il messaggio della campagna “Bevi con la testa, non fare la testa-di-alkol!” a cura di Generazione contatti Onlus e realizzata grazie ai contributi di Regione Toscana, Comune di Firenze, Cgil Toscana, Publiacqua, Unicoop Firenze. La Toscana è con la Val d’Aosta la regione italiana in cui si beve giornalmente con maggiore frequenza, secondo un recente rapporto dell’Eurispes. La campagna si avvale anche di spot in cui i  due testimonial Paolo Hendel e Giobbe Covatta invitano a evitare di mettersi al volante se si sa di avere bevuto un bicchiere di troppo e ad usare i mezzi di controllo come l’alcol-test salivare, che dovrebbe essere disponibili in tutti i locali pubblici.

17 febbraio 2013

Emozioni dal Flash Mob fiorentino contro la violenza sulle donne


Firenze, piazza della Repubblica, 14 febbraio 2013