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12 luglio 2014

Edicola confiscata alla mafia

Inaugurata a Pisa l'edicola confiscata alla mafia "I saperi della Legalità".

Protagonisti dell'iniziativa sono stati il Coordinamento provinciale di Libera Pisa e la Cooperativa Sociale Axis, che in pochi mesi - con il supporto finanziario di Banca Etica e del Fondo per il Sostegno all'Occupazione della Fondazione Antiusura interesse Uomo - sono riusciti a costruire attorno all'idea iniziale una solida rete di collaborazioni.
L'edicola confiscata si trova nel cuore del centro storico e commerciale della città, all'inizio di Borgo Stretto. Nel luglio 2013 il Tribunale di Reggio Calabria dispose il sequestro dell'edicola a complemento delle indagini della Direzione Investigativa Antimafia di Messina, riguardanti un sodalizio mafioso attivo in Sicilia negli anni '90. La riapertura  permetterà di consolidare l'impegno che sul piano culturale la rete locale di Libera sta portando avanti da anni.

30 settembre 2013

Premio Pio La Torre

C'è tempo fino al 30 novembre 2013 per partecipare alla quinta edizione del Premio Pio La Torre che per il quinto anno consecutivo Libera lancia per tramandare ai giovani la storia e l'impegno di un uomo che si è battuto per la lotta alle mafie fino a perdere la vita insieme al suo collaboratore Rosario di Salvo nell'infame attentato mafioso del 30 aprile 1982. La sezione principale del Premio quest'anno è dedicata ad un audiovisivo che racconti l'esperienza di E!State Liberi 2013, il programma di volontariato e formazione sui beni confiscati alle mafie, che si svolge ogni anno coinvolgendo migliaia di giovani provenienti da ogni parte d'Italia. La confisca dei beni alle organizzazioni mafiose è oggi uno degli strumenti più importanti di cui si è dotato lo Stato nel contrasto alle mafie, proprio grazie all'intuizione di Pio La Torre. Possono partecipare ragazzi di età compresa tra i 15 ed i 25 anni, singolarmente o in gruppi.  Per informazioni: premiopiolatorre@libera.it.

10 settembre 2013

In mille per dire no alla messa all'asta della tenuta di Suvignano


In mille hanno marciato a Monteroni d'Arbia per chiedere che la tenuta di Suvignano, confiscata alla mafia per volere di Giovanni Falcone, non finisca all'asta così come deciso nelle settimane scorse dall'Agenzia Beni Confiscati.
"Suvignano è un simbolo - ha detto il sindaco di Monteroni, Jacopo Armini - il governo deve intervenire. I progetti per farne un luogo virtuoso, economicamente e socialmente, ci sono. Venderla vorrebbe dire rischiare di farla finire di nuovo in mano alle mafie".
L’azienda agricola di Suvignano è il bene confiscato più grande del centro Italia. In sequestro dal 1994, dal 2007 tale bene attende di trovare una destinazione. Fin da subito gli Enti Locali si sono attivati presentando una concreta proposta per il riutilizzo sociale dell’azienda. Lo scorso mese di gennaio è stato posto all’attenzione del Ministero degli Interni un piano di valorizzazione economica e sociale, basato su agricoltura, filiera corta, energie rinnovabili e l’apertura di una scuola di legalità destinata ad accogliere giovani in sinergia tra la Regione Toscana, la Provincia di Siena, il Comune di Monteroni d’Arbia, Arci e Libera. Dopo altri 7 anni senza frutti e un primo tentativo di vendita nel 2009, qualche settimana fa l’Agenzia Nazionale per i Beni Confiscati ha di nuovo proposto la vendita all’asta di Suvignano per 22 milioni di euro. Riteniamo che la scelta di vendere all’asta i beni confiscati sia un grave errore sia politico che culturale. Il riutilizzo dei beni è infatti il più importante strumento per sottrarre consenso alle organizzazioni criminali, riaffermare la legalità, creare opportunità di lavoro e sviluppo sociale.
La vendita non garantisce tutto questo e, non si dimentichi, in essa è contenuto il rischio che i beni confiscati vengano di fatto restituiti ai mafiosi a cui sono stati sottratti. Per queste ragioni Domenica 8 settembre, il Comune di Monteroni d’Arbia assieme alla Regione Toscana, alla Provincia di Siena, ad Arci Siena, a Libera Siena, a Cgil e ad Avviso Pubblico hanno promosso la manifestazione all’interno dell’azienda confiscata, per bloccare il percorso di vendita all’asta della tenuta agricola di Suvignano.Manifestiamo insieme 
per dire
NO alla vendita all’asta dell’Azienda Agricola di Suvignano (Monteroni d’Arbia)
SI al progetto di sviluppo economico e di riutilizzo sociale che coinvolga gli attori del territorio
SI alla cultura della legalità
e per Chiedere al Governo e al Parlamento
a) di intervenire immediatamente sulla vicenda della tenuta confiscata di Suvignano e di fermare la procedura di vendita, superando i limiti di legge oggi esistenti anche attraverso le proposte contenute nell’iniziativa “io riattivo il lavoro”;
b) di aprire un tavolo istituzionale per attuare il progetto di riutilizzo sociale e di rilancio dell’azienda presentato da Regione, Provincia e Comune;
La manifestazione di domenica 8 settembre inizierà con la Marcia della Legalità organizzata da Coop Centro Italia (sezione soci Chianti, Crete, Siena e Valdarbia) con raduno alle 9.30 alla Coop di Monteroni d’Arbia.
Il concentramento è fissato alle 11 lungo la SP34 per Murlo, a circa 1km dalla tenuta di Suvignano, presso le stalle dell’azienda.
La manifestazione è aperta all’adesione e alla partecipazione di tutti i soggetti associativi, le forze politiche e sociali, e tutti i cittadini che si riconoscono in questa battaglia di legalità.

lettera di don Luigi Ciotti a Don Andrea Bigallo, coordinatore di Libera in Toscana

Caro don Andrea, cari amici,
dispiaciuto non poter essere con voi, Voglio ringraziarvi per un’iniziativa che nasce dal senso di corresponsabilità e dall’impegno per la giustizia sociale. A scanso di equivoci, voglio ribadire che Libera non ha mai considerato la vendita dei beni confiscati un “sacrilegio”. In alcune circostanze la vendita può essere inevitabile e perfino auspicabile. Mi chiedo però se sia questo il caso della tenuta di Suvignano, bene di rilevante valore economico ma dalle non meno grandi potenzialità socio-culturali e quindi economiche, come ravvisa il progetto che vede coinvolti con impegno e passione enti locali e realtà associative proprio per farne un polmone di dignità e lavoro, nel segno di una piena e doverosa autosussistenza.
Interrornpere quel percorso, sia pure per serie ragioni di contingenza economica, significherebbe minare l’impegno di tanti e quindi una più generale speranza di cambiamento, perché solo assumendoci ciascuno 1a propria quota di responsabilità possiamo superare una crisi che e etica prima che economica. Ma vorrebbe dire anche tradire il senso di una legge che salda la lotta alle mafie con un più ampio progetto di rinnovamento sociale. Sconñggeremo le mafie solo unendo l’azione repressiva con le politiche del lavoro, con i servizi sociali, con quei progetti educativi capaci di risvegliare le coscienze e bonificare le aree d’illegalita, corruzione, abuso che aprono la via al potere mafioso. Ecco perche’, corne voi tutti, mi auguro che si trovino soluzioni per non vendere Suvignano. Nella consapevolezza, però, che nel frattempo occorre impegnarci
tutti per rendere gli strumenti giuridici più incisivi, facilitare i percorsi di confisca e riutilizzo dei beni, destinare i soldi liquidi delle rnaÍie in via prioritaria ai famigliari delle vittime e ai testimoni di giustizia e accogliere le proposte avanzate dalla stessa “Agenzia dei beni conůscati” sulla necessità di estendere alle aziende le norme vigenti per i beni immobili, perché possano essere rilevate gratuitamente dallo Stato e dagli enti territoriali e restituite all’uso sociale. Ma non vendiamo – se non proprio come “extrema ratio” – realtà che possono essere la base di un Italia diversa, impegnata non solo a contrastare le matie ma a saldare le logiche economiche con la tutela dei diritti, la crescita delle speranze, l’affermazione della giustizia sociale.

Buon cammino

don Luigi Ciotti
da Torino 7/9/2013


17 marzo 2013

I "cento passi" per 150mila a Firenze

Un corteo infinito ha attraversato la città. Un fiume di giovani con i loro colori e un'energia inarrestabile ha pervaso Firenze, sabato 16 marzo 2013, in occasione della manifestazione promossa da "Libera" e "Avviso pubblico" per la XVIII GIORNATA DELL'IMPEGNO E DELLA MEMORIA in ricordo delle vittime delle mafie. E proprio i familiari delle vittime delle mafie hanno aperto il corteo composto da oltre 150mila persone arrivate a Firenze da tutta Italia. 
La città quasi venti anni fa, fu ferita dalla strage dei Georgofili.


Fiorella Mannoia: "io non ho paura": video


Immagini dal corteo:












































video e foto di Paolo Maggi

12 marzo 2013

Mafie: "i cento passi" in Toscana verso il 21 marzo


Sabato 16 marzo 2013 a Firenze  si svolgerà la diciottesima edizione della "Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie", promossa dall'associazione Libera e Avviso Pubblico. Sabato c


"Semi di Giustizia, fiori di Corresponsabilità" è lo slogan che accompagnerà la giornata, durante la quale si incontreranno nel capoluogo fiorentino circa 600 familiari (italiani e stranieri) delle vittime delle mafie in rappresentanza di un coordinamento di oltre 5000 familiari. Un appuntamento preceduto da oltre 100 iniziative promosse su tutto il territorio regionale, tra incontri nelle scuole, cineforum, dibattiti, convegni.e spettacoli che si svolgeranno venerdì 15 marzo.

La Giornata della Memoria e dell'Impegno ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie. Oltre 900 nomi di vittime innocenti delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell' ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perchè, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere. "Ma da questo terribile elenco - sottolinea Libera - mancano tantissime altre vittime, impossibili da conoscere".

Il programma delle giornate

Venerdì 15 marzo
Ore 15:30, Riunione dei Familiari nella Sala dei 500 a Palazzo Vecchio (riservato ai familiari)
Ore 18:00, Veglia interreligiosa per le vittime delle mafie presso la Basilica di S. Croce
Ore 21:00  presso il teatro Obihall proiezione cortometraggio NoCrime Film Festival
Ore 21:30, presso il teatro Obihall spettacolo teatrale "Ultimo domicilio: sconosciuto" regia di Fiamma Negri e Giusi Salis
Ore 21:30, evento scout: veglia RS, presso il Palazzetto Ridolfi

Sabato 16 Marzo
Ore 8:00 concentramento dei partecipanti alla Fortezza da Basso
Ore 9:00 partenza del Corteo
Ore 10:45 arrivo del Corteo allo Stadio Artemio Franchi (Via Pierluigi Nervi)
Ore 11:00 Inizio lettura dei nomi delle vittime di mafia sul palco e interventi dal palco
Ore 12:45 Inizio esibizione Fiorella Mannoia
Ore 15:00 Inizio seminari
Ore 17:30 chiusura seminari