1 agosto 2005
L'Elba prima isola Slow
5 luglio 2005
Igiene e bellezza nell'antico Egitto
paolo maggi*

Nefertiti
Un viaggio alla scoperta di profumi, unguenti e creme per la pelle o per i capelli usati dagli antichi egizi attraverso un percorso archeologico e botanico straordinario. E’ quanto offre la mostra “Igiene e bellezza nell’antico Egitto. L’altra dimensione del sapere” organizzata da Aboca Museum in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, sezione egizia, a Palazzo Bourbon del Monte a Sansepolcro in provincia di Arezzo.
Con i suoi oltre sessanta reperti risalenti all’Egitto faraonico, tra cui il sarcofago del sacerdote Khonsumes e il calco del famosissimo busto di Nefertiti, l’esposizione ripercorre la vita degli antichi egizi nell’aspetto più intimo e quotidiano legato alla cura dell’igiene e dell’aspetto attraverso i colori, gli aromi e i profumi delle piante e delle droghe allora conosciute e che ancora oggi sono così utili all’uomo. L’esposizione, articolata in quattro sezioni dedicate ai profumi, alla cura della pelle, dei capelli e al trucco, permette al visitatore di conoscere questa civiltà attraverso un’”altra dimensione del sapere” nei suoi aspetti peculiari di una quotidianità vissuta in un contesto di scienza, religione e magia, dove anche l’igiene e la cosmesi, contribuirono al raggiungimento della perfezione estetica al quale il popolo egizio anelava. “Questa mostra, organizzata in stretta collaborazione con la sezione Egizia del Museo Archeologico di Firenze – spiega Valentino Mercati, presidente di Aboca Spa -, si prefigge la valorizzazione delle antichissime usanze praticate dagli Egizi, nelle quali era già ben chiara l’idea della cura del corpo, sia sotto l’aspetto salutistico sia sotto quello igienico ed estetico”. Di particolare interesse anche la
*pubblicato sul n. 75 di Coopinforma (luglio 2005)
2 luglio 2005
La Toscana al top per le gite scolastiche
10 giugno 2005
Nel museo entra in gioco la matematica
Realizzato come un luogo di giochi e meraviglie, da cui è possibile aprire una finestra sugli aspetti più creativi e fantasiosi della matematica imparando in modo divertente come questa disciplina sia sempre presente nella nostra vita quotidiana, il museo propone tre sezioni. La prima, intitolata "Oltre il compasso: la geometria delle curve", analizza gli elementi basilari della geometria, la retta e il cerchio, fino ad arrivare ai frattali. Questa sezione presenta numerosi punti interattivi in cui gli oggetti esposti possono essere toccati e azionati direttamente dai visitatori. La seconda sezione, "Pitagora e il suo teorema", è un'area dedicata ai più piccoli che si possono divertire a ricomporre dei "puzzle" con i famosi triangoli rettangoli di Pitagora, per verificare le proprietà del teorema più famoso del mondo. La terza e ultima sezione, intitolata "Leonardo Pisano, la scienza araba e la rinascita della matematica in Occidente", ci fa scoprire il personaggio che ha portato in Europa il linguaggio delle cifre arabe.
In cantiere la realizzazione di una proposta del professore Enrico Giusti, direttore del museo, per attrezzare l'area esterna al museo, di uno spazio ludico-didattico, un vero e proprio "parco giochi matematico" che potrebbe essere aperto al pubblico indipendentemente dall'accesso al museo. Il Museo è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e la domenica dalle 15 alle 19. Il biglietto d'ingresso è di 5 euro (ridotti 4 e 3 euro). Ingresso gratuito per i bambini fino a 6 anni di età. "Il Giardino di Archimede" può essere visitato su prenotazione telefonando allo 055/4223275. Indirizzo e-mail: archimede@math.unifi.it.
Pao. Ma.
25 maggio 2005
Abetone: a dicembre la "nuova Riva"
Nella prossima stagione sciistica abetonese si potrà sciare sulla nuova Riva. A dicembre la vecchia seggiovia monoposto rossa Villa Imperatori-Selletta, conosciuta da tutti come Riva, andrà in pensione e sarà sostituita da una più moderna e comoda biposto, con seggiolini imbottiti e un tranquillo tappeto di imbarco che a monte avrà due uscite, una che conduce al rifugio Selletta e alla pista Riva e l’altra direttamente alle piste Selletta e Foresto.Si tratta di uno degli impianti che hanno tracciato la storia dello sci, che nel 1969 sostituì il mitico slittone, costruito nel 1935 dalla stessa società ancora oggi proprietaria dell’impianto.
La nuova seggiovia, che avrà un costo di oltre 3.100.000 euro, avrà un tempo di percorrenza di 7 minuti e 12 secondi, rispetto agli attuali 8 minuti e 47 secondi e una portata oraria di 1200 persone, contro le 720 del vecchio impianto; la lunghezza sarà di 1200 metri, il dislivello di 328 metri e le seggiole in linea saranno 145.
Dopo l’opera di demolizione della vecchia struttura, a fine agosto/primi di settembre inizieranno i lavori di montaggio, nella prima decade di ottobre è prevista la messa in opera della fune portante, entro il 25 di ottobre ci sarà il montaggio delle seggiole sulla fune, il 5 novembre inizieranno le operazioni di precollaudo e il 10 novembre è fissato il collaudo.
La nuova Riva è l‘ultima tappa di un processo di profondo rinnovamento della stazione toscana, che in 5 anni ha ammodernato oltre il 70% dei propri impianti. Un percorso iniziato nel 1999, con la nuova telecabina Casa cantoniera – Monte Gomito (Ovovia) e la seggiovia triposto Campo tennis, continuata nell’inverno 2003-2004, con le tre seggiovie quadriposto Pulicchio, Sprella e Tre Potenze in Val di Luce, e nel 2004-2005 ancora con le due quadriposto Le Regine – Selletta e Val di Luce-Monte Gomito. Pao. Ma.
3 gennaio 2005
Riapre al pubblico palazzo Chigi Saracini
Paolo Maggi
SIENA. Capolavori di Domenico Beccafumi, del Sassetta del Brescianino, di Rutilio Manetti e di tanti altri maestri dei Sei-Settecento custoditi in magnifiche stanze arredate con mobili principeschi e oggetti preziosi si svelano al visitatore che risponde all’”Invito a Palazzo Chigi Saracini - Le stanze e i tesori della collezione”, la mostra curata da Carlo Sisi e Enrico Colle, in occasione della riapertura al pubblico, dopo quasi due secoli, della storica dimora senese.
Fino al 15 giugno è infatti possibile visitare il Palazzo, oggi sede della prestigiosa Accademia Musicale Chigiana, che racchiude oltre dodicimila pezzi riuniti dal nobile Galgano Saracini sin dal 1806, quando aprì al pubblico degli amatori e degli allievi dell’istituto di Belle Arti il “vago e superbo museo” all’interno di quel piccolo castello medievale che era la sua dimora, a pochi passi da piazza del Campo e dalla Cattedrale.
Il “museo”, occupava quattordici stanze (divenute poi venti nel 1819) del palazzo gotico costruito nel Duecento dalla famiglia Marescotti, passato nel 1506 ai Piccolomini Mandoli e acquistato verso il 1770 dal padre di Galgano, Marco Antonio Saracini. Galgano aveva esposto tele, statuette, bassorilievi, disegni, antichità etrusche e romane, maioliche ed anche preziose manifatture in avorio, legno e pietre dure. Fra tanti gioielli spiccavano i dipinti della quadreria dedicata soprattutto alla scuola senese (come testimonia la serie di capolavori dovuti a Sassetta, Domenico Beccafumi, Brescianino, Rutilio Manetti, Bernardino Mei etc.), nella quale non mancano tuttavia opere di maestri come Bernardo Strozzi e Salvator Rosa.
A quasi due secoli dalla prima apertura del palazzo per “il pubblico godimento”, il visitatore oggi può accedere per la prima volta alle stanze e ai salotti che fecero parte del primitivo percorso museale ideato da Galgano, successivamente modificato in stile romantico dai suoi discendenti. L’itinerario di visita conduce in stanze che rispecchiano esattamente il gusto settecentesco (come l’aula Pergolesi, che conserva l’allestimento del 1819), in salotti ottocenteschi (che, pur rinnovati nelle tappezzerie e nei tendaggi, mantengono l’eclettica eleganza tipica del XIX secolo) e nella galleria che, completamente restaurata e ritinteggiata, presenta i dipinti in una nuova sistemazione per periodi e ambiti culturali.
Il progetto di recupero, quasi come quello di duecento anni fa, ha previsto l’utilizzo di numerose maestranze attive sul territorio che, seguendo specifiche direttive, hanno rinnovato il gusto degli antichi proprietari.
Per l’occasione , inoltre, al piano terra del palazzo è stata allestita anche la mostra “Oltre la Scuola Senese. Dipinti del Seicento e del Settecento nella collezione Chigi Saracini”, a cura di Riccardo Spinelli, con capolavori di Salvator Rosa, Bernardo Strozzi, Simone Pignoni, Pier Francesco Cittadini e Sebastiano Conca, insieme con opere meno note o in gran parte inedite riemerse, dai depositi della collezione o rintracciate nei luoghi meno frequentati della dimora.
Nella città del palio inoltre, a coronamento dell’iniziativa, sono stati aperti alla visita del pubblico, per la prima volta anche alcuni ambienti di palazzi privati, nei quali si respira ancora l’atmosfera della Siena del tempo di Galgano Saracini.
E per chi vorrà approfondire la conoscenza del collezionismo ottocentesco in terra senese sarà possibile visitare il Museo Civico di Montepulciano che conserva la collezione di quasi duecento dipinti che appartenne al Primicerio della Cattedrale poliziana, Francesco Crociani (1782-1861).
L’iniziativa è promossa da Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Banca Monte dei Paschi di Siena, Fondazione Accademia Musicale Chigiana, con il Patrocinio dell’Amministrazione Provinciale e del Comune di Siena e con la collaborazione Direzione Regionale dei Beni Culturali della Toscana, Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico per le Province di Siena e Grosseto, Fondazione Musei Senesi
Informazioni
“Invito a Palazzo Chigi Saracini. Le stanze e i tesori della collezione” rimarrà aperta fino al 15 giugno 2005, tutti i giorni, compresi lunedì e festivi, dalle 9 alle 19.30. I biglietti costano 9 euro gli interi e 7 i ridotti, mentre per le scuole 4 euro e comprende l’ingresso e la visita guidata alla galleria, al piano nobile del Palazzo Chigi Saracini e alla rassegna Oltre la scuola senese. La visita viene effettuata con l’assistenza di guide professionali in gruppi composti da un massimo di 25 persone e dura circa 1 ora e 30 minuti, con partenza ogni 15 minuti (sabato e domenica), ogni 30 minuti ( tutti gli altri giorni). Su richiesta, e per gruppi di 25 persone, è possibile prenotare la visita in lingua francese, tedesca e inglese.
L’accesso ai disabili è possibile solo su prenotazione da effettuare almeno tre giorni prima della visita presso la segreteria della mostra ( tel. 0577 246928 Fax 247874
segreteriamostra@chigiana.it
La pittura di Ademollo
In occasione dell’evento Invito a Palazzo Chigi Saracini. Le stanze e i tesori della Collezione vengono riaperti al pubblico alcuni degli ambienti più significativi ed eleganti della Siena della fine del Settecento. Si tratta di luoghi in cui si respira ancora quell’atmosfera di Neoclassicismo che fu molto apprezzata anche da Galgano Saracini e che ebbe nella figura di Luigi Ademollo (1764-1849) il più raffinato interprete nel campo della pittura. La capacità di narrare favole antiche e mitologiche, con uno stile ricercato in cui la delicatezza cromatica si lega alla leggerezza del tocco, lo fecero apprezzare da alcuni nobili senesi che lo invitarono a dipingere i soffitti delle loro dimore.
La pittura di Ademollo potrà essere riscoperta attraverso un itinerario urbano che si muoverà tra la decorazione della cappella del Palazzo Venturi Gallerani (1793-1794), le Storie mitologiche dipinte nei soffitti della dimora di Filippo Sergardi tra il 1794 e il 1795 e i cicli di Storie antiche di Palazzo Sozzini Malavolti (1796-1798) e Palazzo Bianchi (1803).
8 dicembre 2004
Sessanta anni di cooperazione fra Bisenzio e Ombrone
di Paolo Maggi *
Il 24 dicembre la Cooperativa Bisenzio Ombrone compie sessant’anni. Sessanta anni che affondano le radici ben più lontano nel tempo, fra le pieghe del territorio, nella cultura della gente e nel tessuto produttivo di quel pezzo di Toscana incastonato fra le valli del Bisenzio e dell’Ombrone.
Le prime cooperative di consumo nacquero, infatti, attorno alla Società democratica di Mutuo soccorso che fu fondata a Vaiano nel 1880, ma già un decennio prima era stato creato un “magazzino di consumo cooperativo” e addirittura, i presidenti della “Società alimentaria” di Carmignanello e della Pieve di Usella parteciparono alle manifestazioni per il passaggio di Garibaldi nella Val di Bisenzio e la presa di Roma.
La storia della cooperazione che s’intreccia con la storia di quelle popolazioni, le sue sofferenze e le sue lotte anche contro aggressioni armate come nel lontano 17 aprile del 1921 quando, tragico presagio del ventennio nero, il palazzo della Cooperativa generale di Vaiano che ospitava anche la Casa del Popolo, fu assalito e incendiato da una squadra fascista arrivata sul posto a bordo di alcuni camion sparando all’impazzata, uccidendo tre uomini. Fu un giorno terribile per la gente della “valle rossa” com’era chiamata allora la Val Bisenzio.
Finiti gli anni bui del fascismo l’Italia liberata si trovò di fronte ad una brutta situazione. Mancava tutto. I vecchi soci della Cooperativa si rimboccarono le maniche e a costo di grandi sacrifici dettero vita alla “Cooperativa Generale di Consumo di San Salvadore” a Vaiano. Era la sera della vigilia di Natale del 1944 e si racconta che il notaio Giuseppe Pasquetti, da Prato si recò a Vaiano in bicicletta per formalizzare l’atto costitutivo. In pochi anni nonostante le difficoltà furono aperti nuovi spacci nelle frazioni e nei paesi e le coop svolsero un ruolo essenziale nell’aiuto delle popolazioni, soprattutto famiglie di operai delle aziende tessili.
Il primo febbraio del 1953 dall’unione fra le cooperative di Vaiano e La Briglia nasce l’Unione Cooperative Val di Bisenzio che il 9 gennaio del 2002 si trasformerà in “Coop Bisenzio Ombrone Soc. Coop a r.l.” e che un anno dopo sancirà la fusione con la Cooperativa di Consumo del Popolo di Seano nel comune di Carmignano e con la Coop del Popolo di Poggio a Caiano.
“Oggi - dice Bruno Gucci, presidente della Cooperativa dal 1973, ma già nel Consiglio d’amministrazione dell’Unione Coop Val di Bisenzio dal 1969 – contiamo oltre 10mila soci con un giro d’affari di 13.900.000 euro, un prestito sociale intorno agli 11milioni di euro e ben otto punti vendita di cui 5 superettes (piccoli supermercati) e tre negozi tradizionali, possiamo vantare un successo che ci fa ben sperare anche di fronte ai violenti attacchi al mondo della cooperazione da parte del governo di centrodestra”.
“Un successo – prosegue Gucci - fatto di risultati economici ma anche d’impegno sociale e solidaristico, mirato sia al recupero del patrimonio artistico e ambientale come gli interventi nel complesso monumentale di Badia a Vaiano dove abbiamo contribuito con 40mila euro, o la partecipazione, con il comune di Cantagallo al progetto di recupero del Castello della Rocca di Cerbaia dove abbiamo stanziato 15 mila euro, sia nei confronti di progetti sociali come la campagna “Salva un bambino” realizzata in collaborazione con la cooperativa scolastica “Primi passi” dove abbiamo contribuito con 13 mila euro. “A questo proposito – dice ancora il presidente Gucci - vorrei ricordare l’esperienza della Farmacia Cooperativa, nata nel 1809 nel comune di Vaiano, che ha svolto e svolge un ruolo importante e qualificato con un servizio 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno accumulando utili accantonati a riserva indivisibile oltre a una quota-parte di utili che a beneficio della comunità vaianese: ad esempio nel 1988 è stato recuperato un grosso fabbricato, poi affittato al comune e che adesso ospita il centro anziani Auser “La sartoria”, un asilo nido gestito da una cooperativa sociale, la biblioteca comunale e il Centro di documentazione storica ed etnografica, la Scuola di Musica, e gli uffici Scuola e cultura del comune.
Per il futuro – conclude Gucci – pensiamo anche alla ristrutturazione dei punti vendita di Poggio a Caiano e Seano in modo da trasformarli da piccole superettes a negozi a gamma merceologica completa, naturalmente non perdendo di vista la collaborazione con altre cooperative e in particolare con Unicoop Firenze. Insieme alla Farmacia cooperativa e altre associazioni stiamo inoltre valutando l’opportunità di realizzare una casa di riposo per anziani”.C’è tanto da fare e tanto è stato fatto ma ora si pensa ai festeggiamenti che prenderanno il via il 16 dicembre, al teatro G. Modena di Vaiano con la presentazione di un CD di canzoni popolari della Val di Bisenzio realizzato dal gruppo musicale “Tuscae gentes” che sarà dato in omaggio a tutti i soci della Cooperativa e messo in vendita nei vari negozi e l’avvio di una raccolta di fondi per un progetto che prevede la realizzazione di un’aula scolastica in Burkina Faso. Il 22 dicembre concerto di musica lirica sempre al teatro G. Modena, mentre il 23 al museo ex Meucci di Vernio si balla con la musica dell’orchestra-spettacolo Pietro Galassi.
* pubblicato su Coopinforma n. 73, dicembre 2004
1 dicembre 2004
Abetone, nuovi impianti e neve a cannonate
di Paolo Maggi *

Val di Luce
Se lo scorso inverno è partito per l’Abetone all’insegna delle grandi novità, con ben tre nuovi impianti e la ricostruzione dell’ovovia distrutta da un attentato, quello alle porte non sarà da meno. Anche quest’anno infatti due nuovi impianti di risalita aspettano coloro che raggiungeranno la stazione di sci toscana. Si tratta di due seggiovie quadriposto: la “Le Regine-Selletta” e la “Val di Luce – Monte Gomito”.
La seggiovia Le Regine Selletta sostituisce la vecchia monoposto, entrata in funzione nel 1961 su iniziativa della Società Slittovie Abetone, che nel 1935, con il famoso slittone, inaugurò lo sci da discesa nella località toscana. Il nuovo impianto, che ricalca il vecchio tracciato, costituirà una comoda porta d’accesso al comprensorio: per la sua costruzione è stata formata una apposita società, la Ximenes spa, di cui fanno parte impiantisti e Comune di Abetone e che prende il nome dall’ingegnere che nel corso del 18° secolo progettò la strada che attraverso il passo dell’Abetone metteva in comunicazione il Granducato di Toscana con Modena. La nuova seggiovia è una quadriposto ad agganciamento automatico carenata, con una portata oraria di 2200 persone. Costruita dalla ditta Leitner coprirà i 430 metri di dislivello in soli sei minuti rispetto ai 15 della vecchia monoposto, le seggiole in linea previste sono 116 e la velocità sarà di 5 metri al secondo. Gli sciatori potranno parcheggiare al parcheggio delle Regine, con 300 posti auto, e sarà inoltre istituito un servizio di navetta che dalla Valle del Sestaione in 5 minuti porterà alla partenza dell’impianto. Per il prossimo anno è previsto un nuovo parcheggio di 200 posti. Anche la seggiovia Val di Luce-Monte Gomito è di primaria importanza per i collegamenti tra le diverse valli del comprensorio abetonese. L’impianto, che sostituisce la vecchia biposto entrata in funzione nel 1974, avrà caratteristiche simili, anche dal punto di vista estetico, alle seggiovie Sprella e Tre Potenze inaugurate lo scorso anno. Si tratta infatti anche in questo caso di una seggiovia quadriposto ad agganciamento fisso con tapis roulant. Coprirà un dislivello di 376 metri, per una lunghezza di 1030, le seggiole in linea saranno 116, la portata oraria di 2200 persone. Alla velocità di 2,50 metri al secondo l’impianto dimezzerà rispetto al precedente i tempi di risalita.
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| le Regine |
Ma non ci sono solo i nuovi impianti: Abetone vuol dire infatti piste per tutti i gusti, dai semplici campi scuola ai tracciati impegnativi che vedono sfilare atleti di alto livello. Nel corso degli anni poi sono stati fatti lavori di adeguamento dei tracciati per adattarli alle nuove portate degli impianti, e alle nuove traiettorie di sciatori e snowboarders, oltre che alla sicurezza ormai richiesta per legge sulle piste. In Val di Luce è stato anche predisposto un impianto, l’unico in Appennino, per il distacco programmato delle valanghe. Per garantire la neve anche in caso di scarse precipitazioni il 40% per cento delle piste è coperto da innevamento programmato, con oltre 100 cannoni ad alta e bassa pressione e il prossimo anno sarà interamente rimodellata e dotata di innevamento anche la pista Chierroni, che conduce alle Regine. Una nuova stagione è dunque alle porte. In questi giorni si stanno ultimando i dettagli e ci si prepara ai collaudi. E poi tutti sulla neve: l’Abetone aspetta gli sciatori con i suoi 50 km. di piste, 18 impianti di risalita, con una capacità di trasporto di 25.000 persone l’ora, e sei rifugi in quota.
LE GARE DELLA STAGIONE
Le prime gare sono fissate per il 18 e 19 dicembre: due prove di slalom gigante organizzate dal Top Ski per la categoria Master (over 30); . Poi la pausa natalizia e la ripresa degli impegni a gennaio. In particolare segnaliamo il 25,26, 27 gennaio le gare Fis maschili organizzate dallo sci club Abetone, a febbraio, dal 7 al 10, le Fis cittadini maschili e femminili organizzate dal Top Ski, il 3 e 4 marzo la Coppa Europa femminile, dal 9 al 12 sempre di marzo le finali del Trofeo San Paolo per allievi e ragazzi, il 19 e il 20 ancora gare master con le finali di Coppa Italia organizzate dal Pool Firenze e poi dopo Pasqua, nel mese di aprile, dal 4 al 9 le finali nazionali e internazionali del Pinocchio sugli Sci. La lunga stagione agonistica si concluderà il 17 aprile, ancora con gare Master nazionali.
* Art. pubblicato su Coopinforma n. 75, dicembre 2004
30 novembre 2004
Rinata a Firenze la libreria Seeber
21 ottobre 2004
Certaldo in festa per la cipolla "vernina"
La produzione interessa zone del comune di Certaldo e della
bassa Valdelsa e tocca i territori comunali di Gambassi, San Gimignano,
Castelfiorentino e Montespertoli. La coltivazione della cipolla di Certaldo
avviene in “terreni francosabbiosi o francoargillosi, ben drenati”. Il seme,
autoprodotto, viene messo in semenzaio e quindi trapiantata con messa a dimora
a file. Sono due le varietà: il cipollotto statino che si semina fra luglio e
agosto e si trapianta nel tardo autunno, per essere poi pronto per il consumo a
maggio. La cipolla verdina invece si semina fra novembre e gennaio per poi
trapiantarla fra marzo e aprile e raccoglierla a metà agosto.










