21 novembre 2009
6 novembre 2009
I prodotti del Forteto sul podio mondiale dei formaggi

Il Pecorino “Oro antico”
e il muffettato “Guccio”
del Forteto, sul Podio
mondiale dei formaggi
di paolo maggi
Una vera e propria maratona mondiale del gusto ha piazzato sul podio dei migliori formaggi i prodotti del caseificio del Forteto. Il “21° World Cheese Awards 2009” ha infatti premiato con la Medaglia d’oro nella categoria Hard cheese DOP il “Pecorino Toscano DOP stagionato Oro Antico” (già classificato dei formaggi a Tuttofood Milano), e per la categoria “Soft cheese plain” con la Medaglia di Bronzo il “Guccio - formaggio muffettato di latte ovino e bovino”, novità all'ultimo salone Anuga di Colonia).
Una bella soddisfazione per l’azienda della Cooperativa agricola del Forteto, ma anche per il Mugello e per la promozione dei prodotti Toscani nel mondo. La gara, che si è svolta nell’isola di Gran Canaria, per la seconda volta nella sua storia fuori dal territorio Inglese, ha coinvolto più di 150 giudici da 24 paesi, incluso il Messico, il Sud Africa e l’Australia che hanno testato 2440 campioni di formaggio prima di scegliere il vincitore.
“E’ una grande soddisfazione che due dei nostri prodotti siano saliti sul podio mondiale dei formaggi. Abbiamo partecipato - ha detto fra l’altro Stefano Sarti, responsabile del Caseificio del Forteto -, al World Cheese Awards 2009 su consiglio e in collaborazione con il Nostro Importatore di Londra Baselica Fine Italian Foods che ringraziamo insieme a tutti gli Allevatori Toscani nostri Soci/Conferenti, ai Casari, ai lavoratori della Cooperativa e a tutti gli amici e clienti che ci hanno creduto, affiancato, consigliato e sostenuto nella nostra ultratrentennale esperienza di lavoro e di vita e con i quali ci piace condividere anche questo successo, dopo quello dell’estate scorsa quando alla prestigiosa rassegna internazionale “Tuttofood Milan Word Exhibition” il pecorino del Forteto si è meritato il primo premio del Cheese Award dedicato ai migliori formaggi Dop”.
Il Forteto è una cooperativa agricola nata nel 1977 e la sua azienda si estende per circa 500 ettari tra colline, pianura, boschi e seminativi in quel di Riconi, nel Mugello tra i comuni di Vicchio e Dicomano. L’attività principale è la trasformazione del latte e la conseguente produzione di Pecorino toscano, mozzarelle e ricotte ma si esprime anche in produzioni agricole finalizzare al mantenimento dei bovini da carne di razza Chianina e nell’allevamento di cavalli maremmani.
Ma il Forteto è anche una comunità. Soprattutto una Comunità e la forma cooperativa è stata per quel gruppo di giovani che nei primi anni ’70 si ritrovarono uniti dall’amicizia e dall’incertezza dei tempi a discutere di futuro nei locali di una parrocchia pratese, lo sbocco concreto in cui realizzare un’ideale esperienza di vita comune.
Un’esperienza che oggi è condivisa da 110 persone che vivono e lavorano insieme e che ha permesso loro di aprirsi e impegnarsi socialmente, in particolare nell’accoglienza di minori o adulti che vivono in situazioni di disagio.
Nel 1998 su iniziativa di un gruppo di soci è nata la Fondazione Il Forteto onlus, con il compito di diffondere l’esperienza sociale vissuta dalla Cooperativa.
Firenze, 30 ottobre 2009
5 novembre 2009
Nella vecchia carrozza la sede della Pro loco Valle dell’Arno
“Da luogo sporco, pieno di rovi e abbandonato, a sede di una
pro loco a dir poco tutta particolare”.
E’ successo a Compiobbi, frazione di Fiesole, alle porte di Firenze. Una piccola scarpata, incolta e piena di rovi, sporca e abbandonata ai bordi della ferrovia è stata trasformata in un delizioso giardino dove ha preso dimora una vecchia carrozza ferroviaria trasformata, dopo un accurato restauro e tante idee lungimiranti, nella sede della “Pro loco Valle dell’Arno” di Fiesole. All’interno della piccola area si sono infatti inventati spazi per l’ubicazione della carrozza e per lo svolgimento delle attività ricreative, socio-culturali e di promozione del territorio.
Dopo la concessione del terreno, la realizzazione del progetto, l’acquisto di una vecchia carrozza “centoporte”, il finanziamento della Regione e un lungo e faticoso lavoro, il 20 ottobre 2004 la carrozza ferroviaria degli anni ’30, lunga 18 metri e mezzo e con un peso di 370 quintali è stata trasportata fino a Compiobbi e salutata da un lungo applauso, collocata da due squadre di vigili del fuoco sul binario appositamente predisposto.
Ora l’interno della carrozza ha un aspetto particolarmente caldo e accogliente. Oltre al vano segreteria, dove è possibile svolgere un servizio di informazione e accoglienza turistica, ci sono un piccolo servizio igienico, un miniristoro e una saletta attrezzata per riunioni e videoconferenze con capienza di 30 posti a sedere. Per saperne di più e per avere informazioni preziose sul territorio: Associazione Pro Loco “Valle dell’Arno di Fiesole”, via di Romena 1, 50061 Fiesole (www.prolocofiesole.it).
31 ottobre 2009
10 ottobre 2009
Avventure nel parco del Gigante

Articolo di Paolo Maggi, pubblicato sul numero 92 di Coopinforma (ottobre 2009).
Aprire la pagina cliccando sull'immagine.
6 agosto 2009
17 giugno 2009
Il lungo volo di Arianna

L'Operazione Capovaccaio
e il lungo volo di Arianna
di Paolo Maggi
Liberata 3 anni fa in Puglia una giovane femmina di capovaccaio di nome Arianna, munita di una radio satellitare, è in viaggio dal Mali, paese dell’Africa centrale, all’Italia. Attualmente il piccolo avvoltoio, una specie di cui restano appena 10 coppie in Italia, si trova in Algeria. Il suo volo di ritorno è un evento di grande interesse scientifico e seguito col fiato sospeso. Arianna è infatti oggetto di un pionieristico progetto del WWF Toscana creato per riportare il numero di esemplari ad un livello accettabile per la sopravvivenza della specie dall’estinzione.
Arianna è nata nell’estate 2006 nel CERM, Centro Rapaci Minacciati di Rocchette di Fazio (GR) nella Toscana meridionale ed è subito diventata protagonista del "Progetto Capovaccaio" sviluppato attraverso l’utilizzo di esemplari irrecuperabili, curati dopo ferite ed incidenti provocati dall’uomo. Il lungo volo di Arianna è iniziato il 23 agosto del 2006 dalla Puglia, nell’Oasi LIPU “Gravina di Laterza” (TA), grazie ad una stretta collaborazione tra Cerm, Wwf, Lipu, Regione Toscana, Comune di Laterza e Regione Puglia. Dopo un periodo di ambientamento di una settimana trascorso nella cavità di una parete rocciosa, per farle memorizzare la gravina come luogo di nascita, Arianna conquistò la libertà e, dopo due settimane, intraprese la migrazione verso l’Africa, dotato di una piccola radiotrasmittente alimentata a pannelli solari che ha segnalato in questi anni i suoi spostamenti fino alla scoperta del suo ritorno verso casa. Si è così scoperto che il “filo” di Arianna ha ‘continuato a srotolarsi’ per oltre 3.900 km, attraversando lo Stretto di Sicilia, la Tunisia ed il Sahara algerino, sino a raggiungere il Mali a metà settembre 2006, 25 giorni dopo la partenza. L’avventura di Arianna, come per la maggior parte dei giovani capovaccai giunti all’età di 3 o
4 anni, è poi ripresa per il suo lungo viaggio di ritorno verso il luogo di nascita: partita il 10 aprile scorso dal Mali, oggi ha già percorso oltre 4800 chilometri. "Per la prima volta in assoluto - osserva Guido Ceccolini, Direttore del Progetto Capovaccaio del WWF Toscana - si è riusciti ad avere la certezza che un giovane capovaccaio nato in cattività ed allevato dai propri genitori è perfettamente in grado di adattarsi alla vita selvatica e, come un qualsiasi esemplare selvatico, è in grado di migrare in Africa e poi tornare sulla rotta di "casa"".
1 marzo 2009
Di scena la natura con la "Giornata delle Oasi Wwf"
di paolo Maggi
Le iniziative per le scuole
Dal 15 al 17 aprile si terrà la “Settimana per le scuole”, che quest’anno concentrerà il suo impegno soprattutto nel far conoscere e rispettare le varie forme di vita, non solo come atto di civiltà ma anche come impegno concreto, assunzione di responsabilità etica e morale. In questa settimana le classi che ne faranno richiesta potranno visitare alcune delle Oasi più belle, presso alcune delle quali si trovano i Centri di recupero della fauna selvatica. Con l’iniziativa “Curiamo gli animali con un disegno o un racconto”, le classi potranno inviare disegni (per i bambini più piccoli) o racconti brevi (per i ragazzi più grandi) su esperienze avute direttamente o raccolte attraverso testimonianze. Per saperne di più telefonare allo 06 844971 o visitare il sito internet del WWF : http://www.wwf.it/.

Nel comune di Castagneto Carducci (Livorno). Ambiente originario della costa toscana con coltivi, incolti, prati umidi, bosco allagato a Frassino ossifillo, stagni per circa 150 ettari, tombolo costiero e arenile. Flora: frassino ossifillo,olmo campestre, ginepro, tamerice africano, prugnolo, biancospino, roverella, leccio, pino, canna di palude, giglio di mare. Fauna: germano reale, fischione, mestolone, codone, canapiglia, alzavola, oca selvatica, pavoncella, gru, pelligrino, colombella, beccaccino, tarabuso, airone guardabuoi, airone bianco maggiore, gufo comune, falco di palude, aquila di mare, colombacci, pittima reale, pettegola, cavaliere d'Italia, airone rosso, tarabusino, garzetta, tuffetto, folaga, porciglione, allocco, Picchio torcicollo, cuculo, rampichino, sparviere, cinghiale, daino, capriolo, coniglio selvatico, lepre, istrice, tasso, donnola, faina, volpe, moscardino, tartaruga palustre, testuggine terrestre, biacco, cervone, vipera, biscia dal collare, ramarro, anguilla, carpa, gambusia, tritone, rana, nel mare antistante segnalata la tartaruga caretta caretta.
(Pubblicato su Coopinforma n. 90 - marzo 2009)
31 ottobre 2008
Ciudad de Juarez femminicidi senza colpevoli
Marisela Ortiz, psicologa e insegnante che aveva in Lilia Alejandra una delle sue migliori allieve, in giro nel mondo e di passaggio in Toscana porta la voce di "Nuestras Hijas de regreso a casa" ("che le nostre figlie ritornino a casa"), l'associazione nata nel 2001, costituita da familiari e amici vicini alle giovani assassinate e desaparecidos, impegnata a far sì che l'opinione pubblica sostenga la denuncia del fenomeno del "femminicidio" in atto a Ciudad Juarez. Marisela si batte contro l'omertà della gente e la corruzione delle istituzioni subendo intimidazioni e attentanti e proprio questo suo impegno è diventata una delle attiviste più stimate, in cima alla lista di Amnesty International, tra le persone da tutelare. Nel maggio del 2007 un suo intervento alla Camera ha spinto il governo italiano a inviare una nota di biasimo al presidente Messicano Calderon. Ma l'ultimo importante successo dell'impegno di Marisela Ortiz e della sua associazione è arrivato l'11 ottobre scorso, quando il Parlamento europeo ha emesso una risoluzione di condanna alle violenze di genere nell'America centrale, con particolare riferimento al Messico e alle efferatezze di Ciudad Juarez. Torino le ha conferito la cittadinanza onoraria e, proprio nell'ambito della giornata mondiale contro la violenza sulle donne la città di Firenze le ha consegnato, il 24 novembre scorso, nel corso di un Consiglio comunale straordinario, il "Giglio d'oro" con l'impegno dichiarato dall'assessore alle relazioni internazionali Giani e ribadito dalla Commissione Pace di intervenire ufficialmente nei confronti dell'Amministrazione della città messicana e di avvalersi della capacità evocativa di Firenze nel mondo per aiutare l'impegno di "Nuestra Hijas de regreso a casa".
Jennifer Lopez, Antonio Banderas e Sonia Braga interpretano altrettanti protagonisti di "Bordertown" (Usa, 2006, film di Gregory Nava, ispirato alle centinaia di femminicidi perpetrati a Ciudad Juárez. Lauren Adrian (Jennifer Lopez) lavora come reporter per il Chicago Sentinel e vorrebbe un incarico di corrispondente dall’estero. Il suo direttore la invia invece nella cittadina messicana di Ciudad Juárez, quasi al confine con gli Stati Uniti, in cui da tempo si verificano casi di stupro e omicidio ai danni delle giovani donne che lavorano presso le maquiladoras. Non potendo contare sulla polizia, Lauren si rivolge al collega Alfonso Diaz (Banderas) ed entra in contatto con Eva (Maya Zapata), l’unica vittima a essere sopravvissuta; lavorando sotto copertura in una delle fabbriche, la giornalista mette a rischio la sua vita per far luce sui delitti. 16 ottobre 2008
L'Aglio rosso di Proceno
di Susanna Benvenuti

La scienza gli attribuisce un'alta digeribilita', capacita' disinfettanti, antibiotiche e ipotensive. Secondo la tradizione locale è curativo, afrodisiaco, stimolante.... è l'aglio rosso di Proceno, borgo medievale a confine tra il Lazio e la Toscana. Gli Etruschi, antichi abitatori di Proceno, lo coltivavano nelle zone particolarmente ombrose e ne facevano abbondante uso preferendolo alle cipolle. E' un ortaggio coltivato nel Comune omonimo e in una ristretta area di Acquapendente e si è conquistato una certa fama a livello nazionale per le sue qualità organolettiche: sapore intenso e gradevole, aroma pronunciato, ma soprattutto per la sua prolungata conservabilità. Anche i Romani lo somministravano ai loro soldati, agli atleti e ai marinai perché si riteneva che fosse in grado di aumentarne la forza, l'energia fisica e il coraggio. Nel Due e Trecento ritroviamo l'aglio tra gli ortaggi più diffusi negli orti della provincia di Viterbo, perché usato, oltre che nell'alimentazione, anche nella farmacopea. È caratterizzato da un bulbo di medie dimensioni, con bulbilli corti e tozzi e la pellicola esterna dal caratteristico colore rosso. Il sapore è forte e piccante, il profumo intenso e persistente. La diffusione e le caratteristiche qualitative che lo rendono così particolare dipendono dalla tipologia dei terreni, situati a 400 - 450 m. e dal clima temperato. Il suolo è un substrato del Pliocene, di origine marina, fortemente argilloso. La semina avviene tra dicembre e febbraio, mentre la raccolta a giugno e luglio. È destinato prioritariamente al consumo fresco, ma viene usato anche in alcune preparazioni tradizionali come l’agnello all'aglio, i lombrichelli all'aglione (pasta tipica della Tuscia, preparata a mano con acqua e farina) ed il pane con il burro all'aglio. L'aglio rosso di Proceno e' uno dei prodotti tipici e di qualita' della Tuscia inseriti nell'elenco del ministero per le Politiche agricole e forestali, nella sezione ''vegetali'. In agosto da oltre 25 anni il prodotto viene celebrato nella Sagra dell'aglio rosso dove le donne del paese preparano deliziosi piatti tipici.
16 Settembre 2008
Articolo pubblicato su Coopinforma n. 88 (ottobre 2008)












