10 ottobre 2009

Avventure nel parco del Gigante


Articolo di Paolo Maggi, pubblicato sul numero 92 di Coopinforma (ottobre 2009).
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6 agosto 2009

LA FOTO: mercatino in Corsica, 6 agosto 2009

17 giugno 2009

Il lungo volo di Arianna



L'Operazione Capovaccaio
e il lungo volo di Arianna


di Paolo Maggi

Liberata 3 anni fa in Puglia una giovane femmina di capovaccaio di nome Arianna, munita di una radio satellitare, è in viaggio dal Mali, paese dell’Africa centrale, all’Italia. Attualmente il piccolo avvoltoio, una specie di cui restano appena 10 coppie in Italia, si trova in Algeria. Il suo volo di ritorno è un evento di grande interesse scientifico e seguito col fiato sospeso. Arianna è infatti oggetto di un pionieristico progetto del WWF Toscana creato per riportare il numero di esemplari ad un livello accettabile per la sopravvivenza della specie dall’estinzione.
Arianna è nata nell’estate 2006 nel CERM, Centro Rapaci Minacciati di Rocchette di Fazio (GR) nella Toscana meridionale ed è subito diventata protagonista del "Progetto Capovaccaio" sviluppato attraverso l’utilizzo di esemplari irrecuperabili, curati dopo ferite ed incidenti provocati dall’uomo. Il lungo volo di Arianna è iniziato il 23 agosto del 2006 dalla Puglia, nell’Oasi LIPU “Gravina di Laterza” (TA), grazie ad una stretta collaborazione tra Cerm, Wwf, Lipu, Regione Toscana, Comune di Laterza e Regione Puglia. Dopo un periodo di ambientamento di una settimana trascorso nella cavità di una parete rocciosa, per farle memorizzare la gravina come luogo di nascita, Arianna conquistò la libertà e, dopo due settimane, intraprese la migrazione verso l’Africa, dotato di una piccola radiotrasmittente alimentata a pannelli solari che ha segnalato in questi anni i suoi spostamenti fino alla scoperta del suo ritorno verso casa. Si è così scoperto che il “filo” di Arianna ha ‘continuato a srotolarsi’ per oltre 3.900 km, attraversando lo Stretto di Sicilia, la Tunisia ed il Sahara algerino, sino a raggiungere il Mali a metà settembre 2006, 25 giorni dopo la partenza. L’avventura di Arianna, come per la maggior parte dei giovani capovaccai giunti all’età di 3 o 4 anni, è poi ripresa per il suo lungo viaggio di ritorno verso il luogo di nascita: partita il 10 aprile scorso dal Mali, oggi ha già percorso oltre 4800 chilometri. "Per la prima volta in assoluto - osserva Guido Ceccolini, Direttore del Progetto Capovaccaio del WWF Toscana - si è riusciti ad avere la certezza che un giovane capovaccaio nato in cattività ed allevato dai propri genitori è perfettamente in grado di adattarsi alla vita selvatica e, come un qualsiasi esemplare selvatico, è in grado di migrare in Africa e poi tornare sulla rotta di "casa"".

1 marzo 2009

Di scena la natura con la "Giornata delle Oasi Wwf"

Il 19 aprile 2009 oltre 100 aree naturali aperte gratuitamente al pubblico. Una settimana di iniziative per le scuole e tantissimi altri eventi per grandi e piccoli. Per sostenere il progetto si possono donare 2 euro mandando un Sms al 48544.

di paolo Maggi
“Più siamo più natura salviamo!” è lo slogan che accompagnerà la diciannovesima “Giornata delle oasi del WWF” che il prossimo 19 aprile aprirà al pubblico le sue aree naturali. Boschi, lagune e fiumi, spiagge incontaminate, praterie, steppe selvagge e zone montane per oltre 30 mila ettari di natura protetta dalle Alpi allo Ionio, isole comprese sveleranno ai visitatori il loro inestimabile patrimonio. Veri paradisi di biodiversità, alcuni vicinissimi alle città, altri sperduti negli angoli più incontaminati della penisola dove vivono fenicotteri, lontre, caprioli, lupi, anatre selvatiche e moltissime specie che grazie a un costante lavoro sul campo e all’aiuto di centinaia di migliaia di italiani che in 40 anni lo hanno sostenuto, il WWF è riuscito a tutelare e in molti casi a salvare dal rischio di estinzione. La Giornata delle oasi è un vero spettacolo della natura. Ogni anno si contano avvistamenti di cervi e caprioli, uccelli migratori in volo, liberazioni di rapaci e tartarughe curati nei Centri di Recupero. Nelle Oasi vengono organizzati laboratori didattici, visite guidate di giorno e di notte, pic nic sui prati e degustazioni di prodotti biologici, concerti, giochi e spettacoli per ogni età. Si tratta di oltre 100 pezzi unici di un mosaico ambientale che rappresenta tutti i principali aspetti naturali della penisola, sottratti all’aggressione del cemento e all’incuria, difesi dagli incendi e dal bracconaggio, dove una buona parte della biodiversità italiana, tra cui 100 specie animali e vegetali, considerate rare o in pericolo. “Dove è nata un’oasi - dicono al WWF -, ha vinto la natura, ed è stato posto un argine alla distruzione del territorio. Per poter sostenere ed estendere questo grande progetto di tutela e salvaguardia del nostro patrimonio naturale, il WWF chiede l’aiuto di tutti e dal 12 aprile al 3 maggio lancia una campagna di raccolta fondi: mandando un sms del valore di 2 euro al numero 48544 dal proprio cellulare personale Tim, Vodafone, 3 e Wind, o chiamando da telefono fisso Telecom. I fondi raccolti saranno destinati a sostenere importanti progetti di tutela della natura italiana, nella gestione e promozione dei Centri di recupero per la fauna selvatica e a rendere le Oasi un patrimonio sempre più fruibile da tutti.
Le iniziative per le scuole
Dal 15 al 17 aprile si terrà la “Settimana per le scuole”, che quest’anno concentrerà il suo impegno soprattutto nel far conoscere e rispettare le varie forme di vita, non solo come atto di civiltà ma anche come impegno concreto, assunzione di responsabilità etica e morale. In questa settimana le classi che ne faranno richiesta potranno visitare alcune delle Oasi più belle, presso alcune delle quali si trovano i Centri di recupero della fauna selvatica. Con l’iniziativa “Curiamo gli animali con un disegno o un racconto”, le classi potranno inviare disegni (per i bambini più piccoli) o racconti brevi (per i ragazzi più grandi) su esperienze avute direttamente o raccolte attraverso testimonianze. Per saperne di più telefonare allo 06 844971 o visitare il sito internet del WWF : http://www.wwf.it/.
 
Le Oasi WWF in Toscana

Bagnate dal Tirreno, sdraiate sulle dolci colline dell'entroterra o abbarbicate sulle cime dell'Appennino, ecco l'elenco delle oasi del WWF che in Toscana, che domenica 19 aprile 2009 apriranno gratuitamente le loro porte.

Bosco di Bottaccio (20 ettari)
Piccolo bosco costituito in prevalenza da farnia e ontano nero. Nelle aree più umide predominano cannuccia di palude e salici. Oltre al cinghiale e ai mustelidi, sono presenti volpe, istrice, roditori e numerosi anfibi fra i quali la raganella, simbolo dell’oasi. Punto di sosta per l’avifauna migratoria. I canneti danno rifugio a tarabusi e tarabusini, accompagnati da cannaiole e cannareccioni. Tra i grossi ardeidi, troviamo aironi cinerini, aironi rossi, aironi guardabuoi, garzette e nitticore e cicogne bianche. E' il primo sito in Toscana per lo svernamento delle pavoncelle. E’ nel Comune di Capannori (LU), in località Castelvecchio di Compito.


Bosco Rocconi (130 ettari)
Le querce dominano su gran parte del bosco, con molti alberi da frutto selvatici quali peri, meli, ciavardelli, cornioli. Un folto sottobosco di biancospini, ginestre ed eriche si apre qua e là mostrandoci 28 specie di orchidee spontanee.Le inaccessibili pareti rocciose sono il regno incontrastato dei rapaci. Presenti anche il falco pellegrino, il pecchiaiolo e il maestoso biancone, oltre ad allocco, assiolo, civetta, barbagianni. Tasso, istrice, faina, donnola, martora, puzzola e gatto selvatico popolano le silenziose notti nel bosco. Si trova in Maremma, a 45 km da Grosseto, in prossimità del paese di Roccalbegna.


Dune Forte dei Marmi (7 ettari)
Nel lungomare tra Forte dei Marmi (LU) e il Cinquale di Montignoso (MS), nella frazione di Vittoria Apuana, vicino alla foce del fiume Versilia e dal lago di Porta. Sono presenti molti endemismi tra cui Solidago litoralis savio Verga d'oro. E' presente anche la bella Camomilla delle spiagge, che trova qui la sua unica stazione della Toscana settentrionale, sono poi reperibili anche il giglio di mare, lo Zigolo della sabbia, e altre tipiche essenze psammofile, come specie arbustive tra cui il ginepro, il leccio, l'alaterno e il cisto. Tra gli insetti da segnalare lo Scarabeo sacro.

Dune di Tirrenia (24 ettari)
Si trova a Tirrenia nel Comune di Pisa. E' compresa fra i vialetti di accesso ai bagni La Perla e Paradiso. Duna sabbiosa costiera con vegetazione psammofila, ambiente retrodunale, macchia mediterranea. Flora: verga d'oro, periploca greca, vegetazione psammofila Fauna: coniglio selvatico, volpe. La verga d'oro delle sabbie è endemica ed esclusiva di questo tratto di litorale. 

Gabbianello (25 ettari, di cui 8 allagati)
Nel Comune di Barberino di Mugello (FI), lungo la strada per Galliano, sulla sponda nord-est del Lago di Bilancino. E' possibile ammirare numerose specie di flora tipica degli ambienti palustri. L’Oasi è frequentata, soprattutto durante il periodo migratorio, da numerose specie di uccelli come il Tarabuso, il Cavaliere d’Italia, l’Avocetta. Sempre più frequentemente si fermano nella migrazione invernale e primaverile anche Fenicotteri rosa e Falchi pescatori.

Lago di Burano (1010 ettari)
Si trova nella Maremma meridionale, comune di Capalbio (GR). La flora comprendente oltre 600 specie, è costituita, in prossimità della spiaggia da narciso di mare, santolina, eringio marino, ammofila arenaria e, sulla sommità e nella zona retrodunale, da ginepro coccolone, ginepro fenicio, mirto, fillirea, lentisco e quercia da sughero. Le sponde del lago sono ricoperte da cannuccia di palude, scirpo, giglio d’acqua. Sono presenti inoltre circa 60 specie di licheni. La fauna è composta da 262 specie di uccelli. Tra i mammiferi l’istrice, il tasso, la volpe, la donnola, la faina e la puzzola. Molto importante è la coleotterofauna della duna, composta da 233 specie. Vi si riproducono la farfalla monarca e la sfinge testa di morto.

Lago di Chiusi (8 ettari)
Comune di Chiusi (Si). Una buona parte del rifugio è occupata dal bosco ripariale a salici e pioppi dove si trova la garzaia che ne fa un’area estremamente importante per la riproduzione degli ardeidi: vi nidificano nitticore, garzette, aironi rossi e sgarze ciuffetto. Il lago è un punto di sosta per la migrazione degli uccelli. In inverno vi fanno tappa aironi bianchi maggiori e cenerini, gabbiani comuni, pavoncelle, beccaccini, alzavole, moriglioni, svassi maggiori. Il lago ha anche un interessante popolamento di invertebrati.

Laguna di Orbetello (850 ettari)
Lungo la costa nel comune di Orbetello (GR). L'oasi protegge 300 ettari di laguna salmastra dove a tratti affiorano isolotti di limo ricoperti da vegetazione palustre. Il Tombolo della Giannella lungo la costa è ricoperto da macchia mediterranea mentre la riva interna da un esteso tappeto di salicornia. All’interno boschetti di pioppi, sughere, frassini ed olmi. A sud c'è il Bosco di Patanella con grandi estensioni di brugo. E' un ambiente caratterizzato da piante della macchia mediterranea. L'oasi è popolatada fenicotteri, cavalieri d’italia, aironi, falco pescatore, mestoloni, spatole, avocette. Rappresenta anche l'unico sito riproduttivo della costa tirrenica per la sterna comune e il fraticello. Anche tra gli insetti c'è una rarità: si tratta di una cicindela endemica.

Oasi Affiliata Capra Matilda (48,5 Roccalbegna, 14 ettari Semproniano)
Nei comuni di Roccalbegna e Semproniano, alle pendici dell'Amiata a 600 metri s.l.m.. E' un’azienda agricola e agrituristica privata affiliata al WWF, ricca di boschi e pascoli adatta all’allevamento brado e semibrado. Un alternarsi di campi coltivati a cereali, prati naturali e boschi e sottobosco ricco di anemoni, ciclamini, asfodeli e orchidee. Molti gli animali selvatici come cinghiali, caprioli, volpi, istrici, tassi, lepri, porcospini. Numerosi anche passeri, cince, fringuelli, cardellini, gazze, taccole, e varie specie di falchi che arrivano dalle vicine scogliere dell’oasi del WWF Bosco dei Rocconi. Piccoli stagni ospitano anfibi e rettili prede di aironi cenerini. Nel comune di Semproniano, zona più umida e ricca di piccole sorgenti, alcuni esemplari di tartarughe palustri.

Oasi Affiliata Cesto del Lupo (circa 900 ettari)
Comuni di Pistoia, Piteglio e San Marcello pistoiese. Nelle aree più basse prevalgono i boschi di latifoglie. Alle quote superiori troviamo boschi di faggio (cedui e fustaie) e di conifere. Nei prati dedicati a fieno e pascolo dominano varie specie di graminacee, mentre in quelli abbandonati arbusteti e felceti. Filari di noce, maggiociondolo, melo e sorbo degli uccellatori e orchidee ornano i margini delle aree aperte. La fauna dominata dal lupo, simbolo dell’Oasi è composta da faine, donnele, caprioli, mufloni, cervi, daini, cinghiali, istrici. Tra i rapaci diurni l’astore, Il biancone, la poiana, il falco pecchiaiolo e l’aquila reale.

Padule di Bolgheri (513 ettari)
Nel comune di Castagneto Carducci (Livorno). Ambiente originario della costa toscana con coltivi, incolti, prati umidi, bosco allagato a Frassino ossifillo, stagni per circa 150 ettari, tombolo costiero e arenile. Flora: frassino ossifillo,olmo campestre, ginepro, tamerice africano, prugnolo, biancospino, roverella, leccio, pino, canna di palude, giglio di mare. Fauna: germano reale, fischione, mestolone, codone, canapiglia, alzavola, oca selvatica, pavoncella, gru, pelligrino, colombella, beccaccino, tarabuso, airone guardabuoi, airone bianco maggiore, gufo comune, falco di palude, aquila di mare, colombacci, pittima reale, pettegola, cavaliere d'Italia, airone rosso, tarabusino, garzetta, tuffetto, folaga, porciglione, allocco, Picchio torcicollo, cuculo, rampichino, sparviere, cinghiale, daino, capriolo, coniglio selvatico, lepre, istrice, tasso, donnola, faina, volpe, moscardino, tartaruga palustre, testuggine terrestre, biacco, cervone, vipera, biscia dal collare, ramarro, anguilla, carpa, gambusia, tritone, rana, nel mare antistante segnalata la tartaruga caretta caretta.

Parco dei Ronchi (1,5 ettari)
Località Ronchi (Ms) via Donizetti (strada parallela al viale litoraneo di levante) Marina di Massa. All' interno di un' area litoranea con caratteristiche ambientali originarie in località Ronchi a Marina di Massa, racchiude gli aspetti tipici del bosco costiero retrodunale. Ricostruzione di aree naturali didattiche: duna, terrario per le testuggini, giardino roccioso, piccoli stagni per anfibi e rettili acquatici. Il centro di recupero svolge un importante funzione didattica. 
Padule Orti-Bottagone (92 ettari)
Nel Comune di Piombino (Li). Palude relitta costiera costituita da due zone umide attigue: la palude salmastra degli degli Orti con salicornia e la palude d'acqua dolce del Bottagone. Nella palude salmastra: Salicornie, Alimione. Nella palude d'acqua dolce: Canna di palude, Tifa, Giunco acuto, Carici, Scirpi, Orchidea palustre, Ranuncolo acquatico, Tamerice africana. Censite 203 specie di uccelli. In primavera innumerevoli specie di migratori. Rare alcune specie nidificanti: Tarabuso, Tarabusino, Airone rosso, Falco di palude, Gheppio, Cavaliere d'Italia, Avocetta, Averla cenerina.

Stagni di Focognano (65 ettari)
Nel territorio del comune di Campi Bisenzio (FI). 5 bacini lacustri, testimonianza del tipico paesaggio storico della Piana Fiorentina, costituisce un tassello essenziale delle "vie d'acqua" seguite dagli uccelli. A due passi dal centro storico di Firenze (Bus ATAF n.30 dalla Stazione FS S.M. Novella). Punto di sosta e di transito durante le migrazioni e lo svernamento, ospita numerose specie di anatre. Numerosi i limicoli: Pittima reale, Pantana, Albastrello, Pettegola e gli ardeidi Airone bianco maggiore, Nitticora, Garzetta, Airone cenerino. Nidificano: Cavaliere d'Italia, Svasso maggiore, Tuffetto, Tarabusino, Cannaiola, Cannareccione e Martin pescatore. Numerosi gli anfibi.

(Pubblicato su Coopinforma n. 90 - marzo 2009)

31 ottobre 2008

Ciudad de Juarez femminicidi senza colpevoli

Nella città messicana oltre mille giovani donne scomparse in 15 anni. Quasi 500 sono state ritrovate uccise dopo orrende violenze.  Giglio d'oro di Firenze a Marilesa Ortiz Rivera.

di Paolo Maggi
Lilia Alejandra Garcia Andrade aveva 17 anni quando venne assassinata, nel 2001. Il suo corpo martoriato e torturato venne ritrovato in un terreno vicino alla fabbrica dove lavorava nella città messicana di Juarez nello stato del Chihuauha, al confine con gli Stati Uniti.  Un tragico destino che la lega ad altre mille donne che dal 1993 ad oggi sono scomparse a Ciudad Juarez, e di queste quasi 500 sono state ritrovate morte. Le vittime di età media tra i tredici e i venti anni hanno tutte caratteristiche simili: sono giovani ragazze di modesta estrazione sociale, operaie o studentesse, che prima di essere assassinate vengono terribilmente seviziate e torturate. Spesso il viso appare massacrato e irriconoscibile e in alcuni casi il corpo bruciato. Il femminicidio di Ciudad Juarez rappresenta un caso estremo di violazione dei diritti delle donne e dei diritti umani che si persevera inesorabilmente da molti anni nel silenzio complice delle autorità locali. "La mancanza di indagini - dice Marisela Ortiz, attivista in difesa delle vittime di Ciudad Juarez - accresce l'impunità e con questa il rischio di violenza sulle donne in una società maschista in cui le donne non hanno diritti. Vengono utilizzate come manodopera a basso costo per le tante fabbriche di assemblaggio di prodotti statunitensi".
Marisela Ortiz, psicologa  e insegnante che aveva in Lilia Alejandra una delle sue migliori allieve, in giro nel mondo e di passaggio in Toscana porta la voce di "Nuestras Hijas de regreso a casa" ("che le nostre figlie ritornino a casa"), l'associazione nata nel 2001, costituita da familiari e amici vicini alle giovani assassinate e desaparecidos, impegnata a far sì che l'opinione pubblica sostenga la denuncia del fenomeno del "femminicidio" in atto a Ciudad Juarez. Marisela si batte contro l'omertà della gente e la corruzione delle istituzioni subendo intimidazioni e attentanti e proprio questo suo impegno è diventata una delle attiviste più stimate, in cima alla lista di Amnesty International, tra le persone da tutelare. Nel maggio del 2007 un suo intervento alla Camera ha spinto il governo italiano a inviare una nota di biasimo al presidente Messicano Calderon. Ma l'ultimo importante successo dell'impegno di Marisela Ortiz e della sua associazione è arrivato l'11 ottobre scorso, quando il Parlamento europeo ha emesso una risoluzione di condanna alle violenze di genere nell'America centrale, con particolare riferimento al Messico e alle efferatezze di Ciudad Juarez. Torino le ha conferito la cittadinanza onoraria e, proprio nell'ambito della giornata mondiale contro la violenza sulle donne la città di Firenze le ha consegnato, il 24 novembre scorso, nel corso di un Consiglio comunale straordinario, il "Giglio d'oro" con l'impegno dichiarato dall'assessore alle relazioni internazionali Giani e ribadito dalla Commissione Pace di intervenire ufficialmente nei confronti dell'Amministrazione della città messicana e di avvalersi della capacità evocativa di Firenze nel mondo per aiutare l'impegno di "Nuestra Hijas de regreso a casa".
La città messicana vive ormai da oltre 17 anni nella paura. Alcune donne, quando sono sole,  indossano sempre più spesso vestiti da uomo in modo da non attirare l'attenzione. Una situazione che si è drammaticamente estesa dall'enorme quantità di "maquiladoras" o maquilas, fabbriche possedute o controllare da ditte straniere in cui avvengono trasformazioni o assemblaggi di componenti temporaneamente esportati da paesi maggiormente industrializzati in un regime di duty free ed esenzione fiscale.  In queste aziende le donne, giovani donne, vi lavorano dalle 12 alle 16 ore di fila e se reclamano vengono sbattute fuori.
Prima del 2001, i cadaveri delle vittime violentate e strangolate venivano sempre ritrovati, ma da quando le inchieste si sono moltiplicate, i corpi hanno cominciato a scomparire nel nulla.
Far scomparire i corpi delle donne assassinate è diventata una specialità della criminalità locale. Si sono fatte molte ipotesi sulle ragioni di queste violenze: riti satanici, orge, venditori di organi, sacrifici umani. Le opinioni di criminologi e antropologi convergono sempre più sul fatto che si tratti di riti per inserirsi in bande mafiose. “Si è cercato di mettere insieme tasselli per capire questi crimini - ha detto Marisela Ortiz -, abbiamo studiato i dossier e i casi, nomi, date, luoghi di sparizione-ritrovamento-posizione dei cadaveri, tipo di torture subite. Ha cominciato a delinearsi un quadro impressionante, c’erano analogie e corrispondenze, gli stessi funzionari negligenti, dettagli che si ripetono. Tutte le vittime sono giovani e belle, sono sequestrate per settimane, uccise, sfigurate e mutilate con accanimento e sadismo disumani”.
Secondo testimonianze e documenti, gli assassini sono protetti: si moltiplicano coincidenze che sembrano stabilire un legame con narcotraffico, polizia e militari.
La missione di Nuestras Hijas de Regreso a Casa è quella di ottenere giustizia sia giuridica che sociale. Le famiglie  che ne fanno parte hanno cercato di trasformare in forza il loro dolore. 

Città di frontiera, zona franca industriale, città violenta

Ciudad Juárez è una città di frontiera che conta circa un milione e mezzo di abitanti ed è situata in una regione desertica dello stato di Chihuahua al confine con gli Stati Uniti, a quattro chilometri da El Paso, Texas. Juárez sorge sulla linea di 3.500 Km di frontiera che separa il mondo sviluppato dal mondo in via di sviluppo: la sola frontiera al mondo ad avere questa particolarità.
Ciudad Juárez attira le popolazioni povere degli stati dell’interno che arrivano a centinaia ogni mese alla ricerca di un lavoro o per tentare di attraversare il confine. Si stima che il 35% della popolazione economicamente attiva di Ciudad Juárez sia costituita da emigrati, sia uomini che donne.
Dopo la firma dell’ALENA (1992, accordo di libero scambio nordamericano tra Canada, Stati. uniti e Messico), Ciudad Juárez è diventata la più importante zona franca industriale di tutto il Messico. Nel 2003 c’erano 269 maquiladoras e 197  mila lavoratori e lavoratrici. Secondo le statistiche ufficiali nello stato di Chihuahua, le donne occupano il 48,3% dei posti di lavoro disponibili e hanno in media tra i 20 e i 22 anni ma si trovano anche delle minorenni (in Messico l’età legale per lavorare è 16 anni).

Il Film"Bordertown"
Jennifer Lopez, Antonio Banderas e Sonia Braga interpretano altrettanti protagonisti di "Bordertown" (Usa, 2006, film di Gregory Nava, ispirato alle centinaia di femminicidi perpetrati a Ciudad Juárez. Lauren Adrian (Jennifer Lopez) lavora come reporter per il Chicago Sentinel e vorrebbe un incarico di corrispondente dall’estero. Il suo direttore la invia invece nella cittadina messicana di Ciudad Juárez, quasi al confine con gli Stati Uniti, in cui da tempo si verificano casi di stupro e omicidio ai danni delle giovani donne che lavorano presso le maquiladoras. Non potendo contare sulla polizia, Lauren si rivolge al collega Alfonso Diaz (Banderas) ed entra in contatto con Eva (Maya Zapata), l’unica vittima a essere sopravvissuta; lavorando sotto copertura in una delle fabbriche, la giornalista mette a rischio la sua vita per far luce sui delitti.
Servizio pubblicato sul n. 89 di Coopinforma (dicembre 2008) - per ingrandire clicca sull'immagine

16 ottobre 2008

L'Aglio rosso di Proceno


di Susanna Benvenuti

















La scienza gli attribuisce un'alta digeribilita', capacita' disinfettanti, antibiotiche e ipotensive. Secondo la tradizione locale è curativo, afrodisiaco, stimolante.... è l'aglio rosso di Proceno, borgo medievale a confine tra il Lazio e la Toscana. Gli Etruschi, antichi abitatori di Proceno, lo coltivavano nelle zone particolarmente ombrose e ne facevano abbondante uso preferendolo alle cipolle. E' un ortaggio coltivato nel Comune omonimo e in una ristretta area di Acquapendente e si è conquistato una certa fama a livello nazionale per le sue qualità organolettiche: sapore intenso e gradevole, aroma pronunciato, ma soprattutto per la sua prolungata conservabilità. Anche i Romani lo somministravano ai loro soldati, agli atleti e ai marinai perché si riteneva che fosse in grado di aumentarne la forza, l'energia fisica e il coraggio. Nel Due e Trecento ritroviamo l'aglio tra gli ortaggi più diffusi negli orti della provincia di Viterbo, perché usato, oltre che nell'alimentazione, anche nella farmacopea. È caratterizzato da un bulbo di medie dimensioni, con bulbilli corti e tozzi e la pellicola esterna dal caratteristico colore rosso. Il sapore è forte e piccante, il profumo intenso e persistente. La diffusione e le caratteristiche qualitative che lo rendono così particolare dipendono dalla tipologia dei terreni, situati a 400 - 450 m. e dal clima temperato. Il suolo è un substrato del Pliocene, di origine marina, fortemente argilloso. La semina avviene tra dicembre e febbraio, mentre la raccolta a giugno e luglio. È destinato prioritariamente al consumo fresco, ma viene usato anche in alcune preparazioni tradizionali come l’agnello all'aglio, i lombrichelli all'aglione (pasta tipica della Tuscia, preparata a mano con acqua e farina) ed il pane con il burro all'aglio. L'aglio rosso di Proceno e' uno dei prodotti tipici e di qualita' della Tuscia inseriti nell'elenco del ministero per le Politiche agricole e forestali, nella sezione ''vegetali'. In agosto da oltre 25 anni il prodotto viene celebrato nella Sagra dell'aglio rosso dove le donne del paese preparano deliziosi piatti tipici.

16 Settembre 2008
Articolo pubblicato su Coopinforma n. 88 (ottobre 2008)

15 settembre 2008

Mari più blu e fiumi più inquinati


di Paolo Maggi

Mentre i mari diventano sempre più puliti, le foci dei fiumi risultano più inquinate. E’ la situazione che emerge al termine della campagna di monitoraggio sullo stato di salute del Mediterraneo svolta anche quest’anno dalla Goletta Verde di Legambiente. I risultati delle analisi della ventitreesima campagna di Goletta verde, condotte su 361 campioni prelevati da acque di balneazioni e foci “sono – ha dichiarato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza - sintomo di una capacità' di depurazione delle acque fognarie più' efficiente e di scarichi più' controllati e frutto di una maggiore attenzione da parte delle amministrazioni, soprattutto costiere''. Tuttavia il peggioramento della situazione delle foci, ha precisato Cogliati Dezza, e' la conseguenza di pochi controlli e scarichi civili e industriali non trattati mettono in crisi la salute dei fiumi in quasi tutte le regioni italiane. Goletta Verde ha toccato, in 50 tappe, Liguria, Toscana, Lazio, Campania, una, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna, Puglia, Molise, Abruzzo, Marche, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Per quanto riguarda il mare, le acque di balneazione prelevate in 50 località lungo le coste italiane risultano pulite nel 92% dei punti analizzati, contro l'87,6% del 2007. Dei 361 campioni prelevati, 333 sono risultati puliti; 22 campioni sono risultati invece leggermente inquinati, quattro inquinati e due gravemente inquinati. La campagna di Goletta Verde ha anche evidenziato che il nostro mare, nei suoi 8mila chilometri di coste ha ancora troppe spiagge blindate e deturpate dal cemento abusivo. Il record negativo va ancora alla Campania, con 673 illeciti accertati, seguita da Calabria (650) e Sicilia (617). In molti casi sono le costruzioni abusive a negare il libero accesso alla spiaggia. Ci sono poi, rileva Legambiente, ''spiagge sulle quali viene illecitamente imposto un pedaggio di accesso dai gestori degli stabilimenti balneari'', come in Liguria, dove solo 19 chilometri di spiaggia su 135 sono liberi.

La situazione dei fiumi e' peggiorata rispetto allo scorso anno, con inquinamento rilevato nel 78% dei campioni analizzati. Sono state eseguite 80 analisi, 43 delle quali hanno indicato alti valori di inquinanti microbiologici; sette sono risultati inquinati, 12 leggermente inquinati e solo 18 puliti. Salgono al 54% (contro il 47% del 2007) le foci gravemente inquinate, con uno o piu' parametri almeno dieci volte superiori ai limiti di legge. ''Una situazione sempre piu' nera - rileva Legambiente - e che non risparmia nessuna delle regioni visitate da Goletta Verde''. La maglia nera va alla Campania, mentre fanno eccezione Toscana e Puglia.

29 febbraio 2008

Un francobollo per Massaciuccoli

di Paolo Maggi

pubblicato sul Magazine di Firenze e Prato

"Viva Piazza"

nel mese di ottobre 1998

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22 febbraio 2008

Val di Cornia: sei parchi e un museo

Dalle Colline al mare
attraverso quattromila anni

Sei parchi e un museo per un viaggio nella storia dagli etruschi fino ai nostri giorni

Paolo Maggi

Siamo in Val di Cornia, nella striscia di terra dirimpetto all’isola d’Elba, dove sei aree costiere e collinari di inestimabile valore ambientale custodiscono, come un immenso scrigno naturale, i misteri, i segreti e lo svolgersi della storia nei secoli, dagli etruschi fino ai nostri giorni.
Si tratta del “sistema dei Parchi della Val di Cornia”, un progetto che coinvolge 5 comuni del comprensorio e comprende 6 aree di grande pregio ambientale e culturale e una struttura museale nella città di Piombino. Una vera novità per l’Italia, un luogo dove la vicinanza dei sei parchi consente di seguire un percorso che ha un inizio immaginario dai parchi Costieri della Sterpaia e di Rimigliano, dove il mare lambisce il vedere della boscaglia e prosegue nel parco Archeologico di Baratti e Populonia, che mette in mostra le antiche vestigia dell’unica città etrusca sul mare, che ha visto la sua fortuna nell’industria del ferro e più all’interno con il parco Archeominerario di san Silvestro dove ancora trasuda la fatica degli uomini che nel corso dei secoli hanno perforato le rocce del campigliese per estrarre i minerali. Il percorso ci porta poi sulle colline del Parco naturale di Montioni alla scoperta di rigogliose foreste che nascondono anche i resti di un villaggio minerario di epoca napoleonica, e infine, a scoprire il Parco forestale di Poggio Neri. Lo straordinario viaggio nel tempo si chiude al Museo archeologico del territorio di Populonia che rappresenta il principale polo espositivo del Sistema dei Parchi e illustra, attraverso suggestive ricostruzioni dei paesaggi, delle attività e degli ambienti antichi, le trasformazioni legate al popolamento del promontorio dalla preistoria fino all'età moderna. Il Sistema dei Parchi è nato per favorire la diversificazione economica di un 'area tradizionalmente legata a una economia industriale siderurgica ormai in crisi, ed è stato creato in funzione di una continua interazione tra le varie arie. Questa interazione si esprime con la realizzazione del progetto stesso, che vede ogni parco e museo parte integrante di una realtà che è costruita da tutto il territorio.

Parco
archeominerario
di San Silvestro
Come una straordinaria macchina del tempo, il parco di San Silvestro ti catapulta in uno scenario di rara suggestione. Tutto intorno è caratterizzato dai segni del lavoro. Scoli di lavorazione mineraria, dal periodo etrusco a quello medievale e rinascimentale, fino ai nostri giorni, si svelano agli occhi dei visitatori. Quattrocentocinquanta ettari nel sistema collinare a nord di Campiglia Marittima su un territorio ricco di giacimenti di rame, piombo, argento, zinco, stagno e di marmi pregiati. Come in un immenso archivio all'aperto, il Parco ci accompagna in un percorso alla scoperta della storia dell'uomo e dei suoi " villaggi minerari". All'ingresso i vecchi edifici delle miniere sono stati ristrutturati e ospitano il Museo Mineralogico, il Museo Archeologico, il Museo della miniera e i servizi di accoglienza. Di particolare interesse : "La Miniera del Temperino", na galleria lunga 360 metri che mostra l'evoluzine della lavorazione mineraria; il Castello di Rocca San Silvestro; i Percorsi archeominerari che si snodano in una serie di sentieri che partono dal Temperino e ci fanno visitare le testimonianze minerarie più significative del Parco; il Museo del Palazzo Pretorio di Campiglia Marittima che si può visitare con il biglietto del Parco e che mostra alcuni reperti di notevole pregio, rinvenuti durante gli scavi archeologici della Rocca.
Parco archeologico
e Museo
"Gli etruschi del ferro"
Vero e proprio regno della civiltà etrusca il Parco Archeologico di Baratti e Populonia, inaugurato l'11 luglio 1998, si estende per 80 ettari tra le pendicidel promontorio di Piombino e il Golfo di Baratti, ai piedi di Populonia, in un suggestivo scenario naturalistico, rimasto intatto nel tempo. Populonia, unica città etrusca sul mare, è divisa in due zone, quella bassa dove si trovava l'antico portocommerciale, fiorito sulla lavorazione del ferro proveniente dall'Elba, e l'acropoli, posta sul promontorio a guardia del golfo. 80 ettari di terra tappezzata dai resti delle vestigia di popoli antichissimi.
Il visitatore viene accolto nel Parco all'interno del Centro visite dove, può ammirare il corredo di una tomba rinvenuta intatta nella Necropoli delle Grotte, e attraverso una serie di pannelli espositivi ripercorrere tuta la storia di Populonia e del suo territorio. Una visita guidata alla Via dei Principi permetterà di ammirare la Necropoli monumentale di San Cerbone con le tombe a edicola e i tumuli di Populonia (VII-VIII sec. A.C.), mentre l'escursione lungo la Via del ferro mette in collegamento la parte bassa del Parco con il Centro di archeologia sperimentale attraversando i resti di antichi edifici legati all'attività siderurgica, rimasti in funzione dalla seconda metà del sesto secolo fino all'inizio del terzo secolo A.C..
Il percorso all'interno del bosco conduce alla necropoli delle Grotte, un complesso estremamente suggestivo portato alla luce di recente, con sentieri che si snodano nell'area delle antiche cave di pietra, sfruttate a partire dal VII Sec. A.C., e delle tombe che vi sono state scavate. Non mancano i percorsi naturalistici che portano alla scoperta della flora e della fauna.
Nel cuore del parco è stato realizzato un Centro di Archeologia sperimentale dove è possibile riscoprire le antiche tecniche di fabbricazione della ceramica e di lavorazione della pietra, un modo affascinante per avvicinarsi all'archeologia, per grandi e piccoli, per turisti e scuole con programmi giornalieri e anche specifici su richiesta, per bambini. Il Parco da marzo a maggio è aperto tutti i giorni (lunedì escluso), dalle 9 fino all'imbrunire, mentre da giugno a settembre rimane aperto dalle 9 alle 20 (martedì escluso), informazioni allo 0565 29002. Museo Archeologico culturalmente e funzionalmente connesso al Parco Archeologico di baratti, il Museo archeologico del territorio di Populonia, rappresenta il principale polo espositivo del Sistema dei Parchi della val di Cornia e illustra, attraverso suggestive ricostruzioni, le trasformazioni legate al popolamento del promontorio dalla preistoria fino all'età moderna. Ospita oltre tremila pezzi, tra manufatti preistorici, reperti provenienti dagli scavi delle necropoli etrusche di Populonia e materiali di epoca romana. Tra questi la celeberrima Anfora d'argento rinvenuta nel 1968 nel tratto di mare tra Baratti e San Vincenzo.
Parco costiero
della Sterpaia
Dietro la fascia dunale e pinetata che fiancheggia il tratto d'arenile tra Torre Mozza e la foce del Cornia ecco un lembo di foresta umida sfuggita come per miracolo al disboscamento. E' la Sterpaia, oggi inclusa nel sistema delle aree protette della Regione toscana in qualità di Anpil (Area naturale protetta di interesse locale) e rappresenta un rarissimo esempio dei boschi originari della Maremma. 296 ettari di superficie nel territorio di Piombino suddiviso in 17 ettari di arenili, per uno sviluppo di circa 10 chilometri di costa, 124 ettari tra aree dunali e retrodunali e 155 ettari tra boschi e radure agricole. Salvata da scempi e lottizzazioni abusive, ogni pianta di questa splendida foresta è nata spontaneamente e non ha subito alcuna modifica da parte dell'uomo. Nell'area monumentale del bosco della Sterpaia è stato predisposto un itinerario di visita che illustra con pannelli, gli aspetti storici e le peculiarità ambientali del parco in generale e della foresta in particolare. Il percorso segue anche un itinerario poetico-artistico dove viene proposto un collegamento tra natura, poesia e arte. Nei pressi delle querce più significative per forma e dimensioni, nove luoghi dsono stati contraddistinti da altrettante opere dello scultore fiorentino Marcello Guasti e accompagnate ognuna, da un verso poetico posto su tronchi di alberi caduti spontaneamente. Il bosco della Sterpaia è recintato e inaccessibile al pubblico. Per visitarlo sono obbligatorie sia la prenotazione sia il servizio guida.
Parco costiero
di Rimigliano
Una striscia di verde che s'affaccia sul mare dove la fanno da padrona lecci, sughere e pini, incastonata tra San Vincenzo e il golfo di Baratti. Si tratta di un parco di 600 ettari, prevalentemente naturalistico anche se sono ancora visibili alcune torri del sistema costiero di avvistamento e controllo di età medievale e moderna. Parte del territorio del parco era anticamente un lago lago di Rimigliano), prosciugato tra la metà del XIX e i primi decenni del XX Secolo. Oltre a un punto di ristoro, sono disseminati nel verde servizi igienici, docce, acqua potabile e aree pic-nic.
Parco naturale
di Montioni
8000 ettari di boschi tra le valli del Cornbia e del Pecora, nel sistema collinare tra Massa Marittima e Suvereto. Un aspetto caratteristico la presenza di giacimenti di allume (utilizzato per la concia delle pelli e per il fissaggio dei colori sui tessuti), sfruttati a partire dal XV Secolo e in modo particolare nei primi decenni del XIX Secolo, quando i principi di Piombino, Felice ed Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone, fondarono un vero e proprio villaggio minerario: Montioni Nuovo.
Parco forestale
di Poggio Neri

A due passi dall'antico borgo collinare di Sassetta troviamo il Parco Forestale di Poggio Neri: 700 ettari di cui 600 interamente boscati. Di grande interesse vegetazionale e faunistico, presenta le caratteristiche tipiche del bosco collinare maremmano con forte presenza di ungulati allo stato libero. Tracce di un'economia antica di carbone, castagne e di caccia sono ancora percepibili nei racconti e nelle tradizioni dei Sassetani.
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Informazioni: Parchi Val di Cornia Spa V. Lerario 90 - 57025 Piombinbo (Li) - te. 056549430 fax 0565 49733. Internet: hattp://parchivaldicornia.it - email: parchi.valdicornia@parchivaldicornia.it.
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I COMUNI DEL TERRITORIO
Storia, archeologia e natura sono le credenziali della Val di Cornia. Scrigno fra terra, cielo e mare costellato di paesi e borghi dove ancora batte il cuore antico della Toscana. Un paesaggio costiero e collinare ricco di emergenze storiche, di acque termali, di verdissime foreste, di giacimenti minerari e chilometri di spiagge.
Piombino antica città sul mare, di lunga tradizione industriale e capitale di un principato fino agli inizi dell'800 che ancor oggi conserva le tracce del suo passato di piccola corte rinascimentale. Dal Rivellino al Castello cinquecentesco, dal chiostro di Sant'Antimo alla chiesa di cittadella, fino al castello di Populonia. Da segnalare, nella splendida cornice di piazza Bovio, le attività svolte dall'Istituto di Biologia ed Ecologia marina. Campiglia Marittima, circondata da colline ricche di miniere di rame, piombo e argento, è un particolare borgo che conserva ancora oggi l'aspetto dell'antico villaggio medievale, con la Rocca, il palazzo Pretorio, dove ha sede il Museo archeologico e la Pieve romanica di San Giovanni. Un servizio navetta gratuito collega, in estate, Campiglia con il parco archeominerario di San Silvestro. San Vincenzo, con il suo porticciolo, lambito da una sabbia finissima, è una cittadina balneare tra le più attrezzate della costa. Offre. oltre alle sue bellezze naturali, grandi possibilità per il turismo sportivo. L'antico borgo di Sassetta, costruito sulla roccia e sviluppato intorno al castello e alla chiesa di Sant'Andrea, si propone agli amanti della natura con la sua rete di sentieri attrezzati per il trekking. Un percorso tra una fitta rete di vicoli e stradine che si snodano nel cuore di Suvereto mostra le antiche strutture architettoniche di qeusto suggestivo borgo medievale: dal Castello, alla chiesa di San Giusto, dal palazzo comunale, alla chiesa della Madonna Sopra la Porta.


Articolo pubblicato nel febbraio 2002, sul n. 62 di Coopinforma

In libreria la guida alla Natura Toscana


pubblicato nel numero di dicembre 1998 del magazine VivaPiazza