3 gennaio 2005
Riapre al pubblico palazzo Chigi Saracini
Paolo Maggi
SIENA. Capolavori di Domenico Beccafumi, del Sassetta del Brescianino, di Rutilio Manetti e di tanti altri maestri dei Sei-Settecento custoditi in magnifiche stanze arredate con mobili principeschi e oggetti preziosi si svelano al visitatore che risponde all’”Invito a Palazzo Chigi Saracini - Le stanze e i tesori della collezione”, la mostra curata da Carlo Sisi e Enrico Colle, in occasione della riapertura al pubblico, dopo quasi due secoli, della storica dimora senese.
Fino al 15 giugno è infatti possibile visitare il Palazzo, oggi sede della prestigiosa Accademia Musicale Chigiana, che racchiude oltre dodicimila pezzi riuniti dal nobile Galgano Saracini sin dal 1806, quando aprì al pubblico degli amatori e degli allievi dell’istituto di Belle Arti il “vago e superbo museo” all’interno di quel piccolo castello medievale che era la sua dimora, a pochi passi da piazza del Campo e dalla Cattedrale.
Il “museo”, occupava quattordici stanze (divenute poi venti nel 1819) del palazzo gotico costruito nel Duecento dalla famiglia Marescotti, passato nel 1506 ai Piccolomini Mandoli e acquistato verso il 1770 dal padre di Galgano, Marco Antonio Saracini. Galgano aveva esposto tele, statuette, bassorilievi, disegni, antichità etrusche e romane, maioliche ed anche preziose manifatture in avorio, legno e pietre dure. Fra tanti gioielli spiccavano i dipinti della quadreria dedicata soprattutto alla scuola senese (come testimonia la serie di capolavori dovuti a Sassetta, Domenico Beccafumi, Brescianino, Rutilio Manetti, Bernardino Mei etc.), nella quale non mancano tuttavia opere di maestri come Bernardo Strozzi e Salvator Rosa.
A quasi due secoli dalla prima apertura del palazzo per “il pubblico godimento”, il visitatore oggi può accedere per la prima volta alle stanze e ai salotti che fecero parte del primitivo percorso museale ideato da Galgano, successivamente modificato in stile romantico dai suoi discendenti. L’itinerario di visita conduce in stanze che rispecchiano esattamente il gusto settecentesco (come l’aula Pergolesi, che conserva l’allestimento del 1819), in salotti ottocenteschi (che, pur rinnovati nelle tappezzerie e nei tendaggi, mantengono l’eclettica eleganza tipica del XIX secolo) e nella galleria che, completamente restaurata e ritinteggiata, presenta i dipinti in una nuova sistemazione per periodi e ambiti culturali.
Il progetto di recupero, quasi come quello di duecento anni fa, ha previsto l’utilizzo di numerose maestranze attive sul territorio che, seguendo specifiche direttive, hanno rinnovato il gusto degli antichi proprietari.
Per l’occasione , inoltre, al piano terra del palazzo è stata allestita anche la mostra “Oltre la Scuola Senese. Dipinti del Seicento e del Settecento nella collezione Chigi Saracini”, a cura di Riccardo Spinelli, con capolavori di Salvator Rosa, Bernardo Strozzi, Simone Pignoni, Pier Francesco Cittadini e Sebastiano Conca, insieme con opere meno note o in gran parte inedite riemerse, dai depositi della collezione o rintracciate nei luoghi meno frequentati della dimora.
Nella città del palio inoltre, a coronamento dell’iniziativa, sono stati aperti alla visita del pubblico, per la prima volta anche alcuni ambienti di palazzi privati, nei quali si respira ancora l’atmosfera della Siena del tempo di Galgano Saracini.
E per chi vorrà approfondire la conoscenza del collezionismo ottocentesco in terra senese sarà possibile visitare il Museo Civico di Montepulciano che conserva la collezione di quasi duecento dipinti che appartenne al Primicerio della Cattedrale poliziana, Francesco Crociani (1782-1861).
L’iniziativa è promossa da Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Banca Monte dei Paschi di Siena, Fondazione Accademia Musicale Chigiana, con il Patrocinio dell’Amministrazione Provinciale e del Comune di Siena e con la collaborazione Direzione Regionale dei Beni Culturali della Toscana, Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico per le Province di Siena e Grosseto, Fondazione Musei Senesi
Informazioni
“Invito a Palazzo Chigi Saracini. Le stanze e i tesori della collezione” rimarrà aperta fino al 15 giugno 2005, tutti i giorni, compresi lunedì e festivi, dalle 9 alle 19.30. I biglietti costano 9 euro gli interi e 7 i ridotti, mentre per le scuole 4 euro e comprende l’ingresso e la visita guidata alla galleria, al piano nobile del Palazzo Chigi Saracini e alla rassegna Oltre la scuola senese. La visita viene effettuata con l’assistenza di guide professionali in gruppi composti da un massimo di 25 persone e dura circa 1 ora e 30 minuti, con partenza ogni 15 minuti (sabato e domenica), ogni 30 minuti ( tutti gli altri giorni). Su richiesta, e per gruppi di 25 persone, è possibile prenotare la visita in lingua francese, tedesca e inglese.
L’accesso ai disabili è possibile solo su prenotazione da effettuare almeno tre giorni prima della visita presso la segreteria della mostra ( tel. 0577 246928 Fax 247874
segreteriamostra@chigiana.it
La pittura di Ademollo
In occasione dell’evento Invito a Palazzo Chigi Saracini. Le stanze e i tesori della Collezione vengono riaperti al pubblico alcuni degli ambienti più significativi ed eleganti della Siena della fine del Settecento. Si tratta di luoghi in cui si respira ancora quell’atmosfera di Neoclassicismo che fu molto apprezzata anche da Galgano Saracini e che ebbe nella figura di Luigi Ademollo (1764-1849) il più raffinato interprete nel campo della pittura. La capacità di narrare favole antiche e mitologiche, con uno stile ricercato in cui la delicatezza cromatica si lega alla leggerezza del tocco, lo fecero apprezzare da alcuni nobili senesi che lo invitarono a dipingere i soffitti delle loro dimore.
La pittura di Ademollo potrà essere riscoperta attraverso un itinerario urbano che si muoverà tra la decorazione della cappella del Palazzo Venturi Gallerani (1793-1794), le Storie mitologiche dipinte nei soffitti della dimora di Filippo Sergardi tra il 1794 e il 1795 e i cicli di Storie antiche di Palazzo Sozzini Malavolti (1796-1798) e Palazzo Bianchi (1803).
8 dicembre 2004
Sessanta anni di cooperazione fra Bisenzio e Ombrone
di Paolo Maggi *
Il 24 dicembre la Cooperativa Bisenzio Ombrone compie sessant’anni. Sessanta anni che affondano le radici ben più lontano nel tempo, fra le pieghe del territorio, nella cultura della gente e nel tessuto produttivo di quel pezzo di Toscana incastonato fra le valli del Bisenzio e dell’Ombrone.
Le prime cooperative di consumo nacquero, infatti, attorno alla Società democratica di Mutuo soccorso che fu fondata a Vaiano nel 1880, ma già un decennio prima era stato creato un “magazzino di consumo cooperativo” e addirittura, i presidenti della “Società alimentaria” di Carmignanello e della Pieve di Usella parteciparono alle manifestazioni per il passaggio di Garibaldi nella Val di Bisenzio e la presa di Roma.
La storia della cooperazione che s’intreccia con la storia di quelle popolazioni, le sue sofferenze e le sue lotte anche contro aggressioni armate come nel lontano 17 aprile del 1921 quando, tragico presagio del ventennio nero, il palazzo della Cooperativa generale di Vaiano che ospitava anche la Casa del Popolo, fu assalito e incendiato da una squadra fascista arrivata sul posto a bordo di alcuni camion sparando all’impazzata, uccidendo tre uomini. Fu un giorno terribile per la gente della “valle rossa” com’era chiamata allora la Val Bisenzio.
Finiti gli anni bui del fascismo l’Italia liberata si trovò di fronte ad una brutta situazione. Mancava tutto. I vecchi soci della Cooperativa si rimboccarono le maniche e a costo di grandi sacrifici dettero vita alla “Cooperativa Generale di Consumo di San Salvadore” a Vaiano. Era la sera della vigilia di Natale del 1944 e si racconta che il notaio Giuseppe Pasquetti, da Prato si recò a Vaiano in bicicletta per formalizzare l’atto costitutivo. In pochi anni nonostante le difficoltà furono aperti nuovi spacci nelle frazioni e nei paesi e le coop svolsero un ruolo essenziale nell’aiuto delle popolazioni, soprattutto famiglie di operai delle aziende tessili.
Il primo febbraio del 1953 dall’unione fra le cooperative di Vaiano e La Briglia nasce l’Unione Cooperative Val di Bisenzio che il 9 gennaio del 2002 si trasformerà in “Coop Bisenzio Ombrone Soc. Coop a r.l.” e che un anno dopo sancirà la fusione con la Cooperativa di Consumo del Popolo di Seano nel comune di Carmignano e con la Coop del Popolo di Poggio a Caiano.
“Oggi - dice Bruno Gucci, presidente della Cooperativa dal 1973, ma già nel Consiglio d’amministrazione dell’Unione Coop Val di Bisenzio dal 1969 – contiamo oltre 10mila soci con un giro d’affari di 13.900.000 euro, un prestito sociale intorno agli 11milioni di euro e ben otto punti vendita di cui 5 superettes (piccoli supermercati) e tre negozi tradizionali, possiamo vantare un successo che ci fa ben sperare anche di fronte ai violenti attacchi al mondo della cooperazione da parte del governo di centrodestra”.
“Un successo – prosegue Gucci - fatto di risultati economici ma anche d’impegno sociale e solidaristico, mirato sia al recupero del patrimonio artistico e ambientale come gli interventi nel complesso monumentale di Badia a Vaiano dove abbiamo contribuito con 40mila euro, o la partecipazione, con il comune di Cantagallo al progetto di recupero del Castello della Rocca di Cerbaia dove abbiamo stanziato 15 mila euro, sia nei confronti di progetti sociali come la campagna “Salva un bambino” realizzata in collaborazione con la cooperativa scolastica “Primi passi” dove abbiamo contribuito con 13 mila euro. “A questo proposito – dice ancora il presidente Gucci - vorrei ricordare l’esperienza della Farmacia Cooperativa, nata nel 1809 nel comune di Vaiano, che ha svolto e svolge un ruolo importante e qualificato con un servizio 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno accumulando utili accantonati a riserva indivisibile oltre a una quota-parte di utili che a beneficio della comunità vaianese: ad esempio nel 1988 è stato recuperato un grosso fabbricato, poi affittato al comune e che adesso ospita il centro anziani Auser “La sartoria”, un asilo nido gestito da una cooperativa sociale, la biblioteca comunale e il Centro di documentazione storica ed etnografica, la Scuola di Musica, e gli uffici Scuola e cultura del comune.
Per il futuro – conclude Gucci – pensiamo anche alla ristrutturazione dei punti vendita di Poggio a Caiano e Seano in modo da trasformarli da piccole superettes a negozi a gamma merceologica completa, naturalmente non perdendo di vista la collaborazione con altre cooperative e in particolare con Unicoop Firenze. Insieme alla Farmacia cooperativa e altre associazioni stiamo inoltre valutando l’opportunità di realizzare una casa di riposo per anziani”.C’è tanto da fare e tanto è stato fatto ma ora si pensa ai festeggiamenti che prenderanno il via il 16 dicembre, al teatro G. Modena di Vaiano con la presentazione di un CD di canzoni popolari della Val di Bisenzio realizzato dal gruppo musicale “Tuscae gentes” che sarà dato in omaggio a tutti i soci della Cooperativa e messo in vendita nei vari negozi e l’avvio di una raccolta di fondi per un progetto che prevede la realizzazione di un’aula scolastica in Burkina Faso. Il 22 dicembre concerto di musica lirica sempre al teatro G. Modena, mentre il 23 al museo ex Meucci di Vernio si balla con la musica dell’orchestra-spettacolo Pietro Galassi.
* pubblicato su Coopinforma n. 73, dicembre 2004
1 dicembre 2004
Abetone, nuovi impianti e neve a cannonate
di Paolo Maggi *

Val di Luce
Se lo scorso inverno è partito per l’Abetone all’insegna delle grandi novità, con ben tre nuovi impianti e la ricostruzione dell’ovovia distrutta da un attentato, quello alle porte non sarà da meno. Anche quest’anno infatti due nuovi impianti di risalita aspettano coloro che raggiungeranno la stazione di sci toscana. Si tratta di due seggiovie quadriposto: la “Le Regine-Selletta” e la “Val di Luce – Monte Gomito”.
La seggiovia Le Regine Selletta sostituisce la vecchia monoposto, entrata in funzione nel 1961 su iniziativa della Società Slittovie Abetone, che nel 1935, con il famoso slittone, inaugurò lo sci da discesa nella località toscana. Il nuovo impianto, che ricalca il vecchio tracciato, costituirà una comoda porta d’accesso al comprensorio: per la sua costruzione è stata formata una apposita società, la Ximenes spa, di cui fanno parte impiantisti e Comune di Abetone e che prende il nome dall’ingegnere che nel corso del 18° secolo progettò la strada che attraverso il passo dell’Abetone metteva in comunicazione il Granducato di Toscana con Modena. La nuova seggiovia è una quadriposto ad agganciamento automatico carenata, con una portata oraria di 2200 persone. Costruita dalla ditta Leitner coprirà i 430 metri di dislivello in soli sei minuti rispetto ai 15 della vecchia monoposto, le seggiole in linea previste sono 116 e la velocità sarà di 5 metri al secondo. Gli sciatori potranno parcheggiare al parcheggio delle Regine, con 300 posti auto, e sarà inoltre istituito un servizio di navetta che dalla Valle del Sestaione in 5 minuti porterà alla partenza dell’impianto. Per il prossimo anno è previsto un nuovo parcheggio di 200 posti. Anche la seggiovia Val di Luce-Monte Gomito è di primaria importanza per i collegamenti tra le diverse valli del comprensorio abetonese. L’impianto, che sostituisce la vecchia biposto entrata in funzione nel 1974, avrà caratteristiche simili, anche dal punto di vista estetico, alle seggiovie Sprella e Tre Potenze inaugurate lo scorso anno. Si tratta infatti anche in questo caso di una seggiovia quadriposto ad agganciamento fisso con tapis roulant. Coprirà un dislivello di 376 metri, per una lunghezza di 1030, le seggiole in linea saranno 116, la portata oraria di 2200 persone. Alla velocità di 2,50 metri al secondo l’impianto dimezzerà rispetto al precedente i tempi di risalita.
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| le Regine |
Ma non ci sono solo i nuovi impianti: Abetone vuol dire infatti piste per tutti i gusti, dai semplici campi scuola ai tracciati impegnativi che vedono sfilare atleti di alto livello. Nel corso degli anni poi sono stati fatti lavori di adeguamento dei tracciati per adattarli alle nuove portate degli impianti, e alle nuove traiettorie di sciatori e snowboarders, oltre che alla sicurezza ormai richiesta per legge sulle piste. In Val di Luce è stato anche predisposto un impianto, l’unico in Appennino, per il distacco programmato delle valanghe. Per garantire la neve anche in caso di scarse precipitazioni il 40% per cento delle piste è coperto da innevamento programmato, con oltre 100 cannoni ad alta e bassa pressione e il prossimo anno sarà interamente rimodellata e dotata di innevamento anche la pista Chierroni, che conduce alle Regine. Una nuova stagione è dunque alle porte. In questi giorni si stanno ultimando i dettagli e ci si prepara ai collaudi. E poi tutti sulla neve: l’Abetone aspetta gli sciatori con i suoi 50 km. di piste, 18 impianti di risalita, con una capacità di trasporto di 25.000 persone l’ora, e sei rifugi in quota.
LE GARE DELLA STAGIONE
Le prime gare sono fissate per il 18 e 19 dicembre: due prove di slalom gigante organizzate dal Top Ski per la categoria Master (over 30); . Poi la pausa natalizia e la ripresa degli impegni a gennaio. In particolare segnaliamo il 25,26, 27 gennaio le gare Fis maschili organizzate dallo sci club Abetone, a febbraio, dal 7 al 10, le Fis cittadini maschili e femminili organizzate dal Top Ski, il 3 e 4 marzo la Coppa Europa femminile, dal 9 al 12 sempre di marzo le finali del Trofeo San Paolo per allievi e ragazzi, il 19 e il 20 ancora gare master con le finali di Coppa Italia organizzate dal Pool Firenze e poi dopo Pasqua, nel mese di aprile, dal 4 al 9 le finali nazionali e internazionali del Pinocchio sugli Sci. La lunga stagione agonistica si concluderà il 17 aprile, ancora con gare Master nazionali.
* Art. pubblicato su Coopinforma n. 75, dicembre 2004
30 novembre 2004
Rinata a Firenze la libreria Seeber
21 ottobre 2004
Certaldo in festa per la cipolla "vernina"
La produzione interessa zone del comune di Certaldo e della
bassa Valdelsa e tocca i territori comunali di Gambassi, San Gimignano,
Castelfiorentino e Montespertoli. La coltivazione della cipolla di Certaldo
avviene in “terreni francosabbiosi o francoargillosi, ben drenati”. Il seme,
autoprodotto, viene messo in semenzaio e quindi trapiantata con messa a dimora
a file. Sono due le varietà: il cipollotto statino che si semina fra luglio e
agosto e si trapianta nel tardo autunno, per essere poi pronto per il consumo a
maggio. La cipolla verdina invece si semina fra novembre e gennaio per poi
trapiantarla fra marzo e aprile e raccoglierla a metà agosto.15 ottobre 2004
L'Ibis eremita nell'oasi di Orbetello
17 giugno 2004
Gay Pride toscano, gran finale con Patty Pravo
(articolo pubblicato su Coopinforma n. 71, giugno 2004)
Sarà Patty Pravo in concerto, a concludere il viaggio “contro le discriminazioni, per i diritti e l’allegria” della carovana toscana del Gay Pride, sabato 19 giugno nel parco dell’Enaoli a Rispescia, in quel di Grosseto. “Toscana Pride” ha preso il via agli inizi di maggio a Pisa ed ha coinvolto l’intera Toscana, “da molti punti di vista - dicono gli organizzatori della manifestazione - all’avanguardia in Italia” per il riconoscimento dei diritti di gay e lesbiche”.
Nato sotto l’auspicio di un simpatico Pinocchio in maglietta arcobaleno, il “Piccù” (Pinocchio Queer), ideato dalla disegnatrice toscana Laura Ciulli, ufficialmente il Pride Toscano si è aperto a Firenze nei giorni 5 e 6 giugno scorsi con l’inaugurazione del “Polispazio Queer”, un eclettico contenitore di attività culturali, spettacoli, mostre e dibattiti. Sempre a Firenze dall’8 all’11 giugno inoltre si è svolto il “Florence Queer Festival”, una rassegna di cinema e video a tematica gay, lesbica e transgender. Il Toscana Pride ha tenuto banco anche a Pistoia con la mostra “Finocchi, ricchioni, invertiti e omosessualità: storia di un pregiudizio” che propone un’indagine, ma anche incontri, sull’evoluzione dell’opinione pubblica e delle teorie scientifiche o pseudo-scientifiche circa l’omosessualità dall’800 a oggi.
A Pisa oltre alla Mostra sul venticinquennale del primo pride italiano svoltosi nella città della torre pendente nel 1979, si è tenuta anche l'edizione 2004 di A.M.O.R.I., il festival annuale di cinema, teatro e cultura gay e lesbica del circolo Arcigay Pride. Dal 10 al 13 giugno a Lucca si sono svolti convegni, incontri e un concerto di Giuni Russo, mentre a Viareggio la sezione locale del Movimento italiano transessuali, ha organizza la mostra fotografica "Dal mito alla fantascienza" e un dibattito sulle problematiche delle "Transessuali immigrate".
Dal 14 giugno il testimone è passato a Grosseto. La capitale maremmana, dai bastioni delle mura medicee fino alle spiagge e al verde del Parco è stata pacificamente invasa da colori, musica e una miriade di eventi che ogni sera hanno dato appuntamento a migliaia di persone.
Il gran finale è per sabato 19 giugno con un corteo che sfilerà per le strade del centro cittadino con partenza e arrivo in piazza Barzanti, da dove alle 19.30 partiranno bus navetta per la trasferta alla struttura ex Enaoli di Rispescia, per raggiungere la festa finale, il “Rainbow party” che alle 22.30 prevede il concerto di Patty Pravo.
Finita la festa la festa ricomincia, per un giorno, domenica 20 alle 11con una Celebrazione cristiana nei locali di culto della chiesa Battista di via Piave 17 a Grosseto, mentre alle 12 prenderà il via un’escursione nel Parco Naturale della Maremma (prenotazioni 3496116276) e alle 13 il “Pride on the beach” al bar Fuori Rotta alla spiaggia delle Marze, tra Marina di Grosseto e Castiglione della Pescaia. Per altre informazione sul Toscana Pride, è possibile consultare il sito www.toscanapride.it.
Pao. Ma.
10 giugno 2004
Esplode la voglia di natura con la giornata delle Oasi del WWF
Oltre 100 mila persone hanno aderito alla Giornata delle Oasi promossa anche quest’anno dal WWF. Diecimila visitatori solo in Toscana. Nelle oasi toscane di Orbetello, Burano, e Rocconi una telecamera particolare ha permesso ai navigatori di Internet la possibilità di seguire sul sito del WWF, anche da casa, i movimenti e il comportamento di istrici, cinciallegre, falchi lanari senza arrecare alcun disturbo.
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| Oasi Stagni di Focognano (Campi B:) |
Favorita anche dal bel tempo la Giornata per le Oasi, organizzata dal WWF in oltre 100 aree protette, ha fatto “il pieno” di visitatori: quasi 100.000 gli italiani che hanno potuto toccare con mano i risultati del grande impegno del WWF e dei soci che sostengono l’associazione per salvare in tutte le Regioni piccole porzioni di natura preziosa. Il “popolo delle Oasi”, rappresentato da lontre, istrici, caprioli, tartarughe marine, falchi, aquile reali, anatre selvatiche, fenicotteri, cervi sardi e tante altre specie protette ha accolto nella propria casa grandi e piccini che hanno potuto godere dello spettacolo della natura e delle centinaia di eventi che, grazie all’impegno di oltre 700 volontari e delle decine di Guardie delle oasi, il WWF ha organizzato in tutte le aree protette aperte gratuitamente per l’occasione. Dalla prima, quella di Burano in Toscana in quasi 40 anni il WWF ha creato 127 Oasi, complessivamente oltre 39mila ettari, strappando lembi di costa ancora integri dall’abusivismo, salvando foreste dal taglio e dagli incendi, proteggendo lagune, stagni, corsi d’acqua preziosi per l’avifauna.
Dal Piemonte alla Sicilia migliaia di appassionati hanno partecipato ad escursioni a piedi, a cavallo, a giochi all’aperto, visitato mostre naturalistiche, degustato i tantissimi prodotti tipici locali che anche le Oasi aiutano a promuovere. Momenti emozionanti anche in occasione delle tante liberazioni di animali selvatici, tra cui falchi, tartarughe marine, che hanno ritrovato la libertà dopo essere stati curati dai tanti Centri di recupero gestiti dal WWF.
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| Fenicotteri Rosa |
Quest’anno la Giornata Oasi è stata sostenuta anche da Nokia, che ha messo a disposizione in 3 oasi selezionate (Orbetello, Burano, Rocconi, tutte in Toscana) la Nokia Observation Camera, un occhio curioso che ha offerto ai navigatori di Internet la possibilità di seguire sul sito del WWF (www.wwf.it) e di Nokia (www.nokia.it) anche da casa i movimenti e il comportamento di istrici, cinciallegre, falchi lanari senza arrecare alcun disturbo.
*art. pubblicato sul n. 71 di Coopinforma (giugno 2004)
5 giugno 2004
E' nata la Consulta dell'Infanzia dedicata all'Alimentazione
Dopo le Consulte DS nazionale e regionale Toscana per l’Infanzia e l’Adolescenza Gianni Rodari a battesimo anche quella pratese, dedicata ai temi dell’alimentazione. In cantiere un “marchio del bambino” e sette regole per garantire il diritto dell’infanzia al “gusto”.
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| Logo Consulta per l'Infanzia |
di Paolo Maggi *
“Se alla nostra esistenza togli il cibo e l’amore ecco che la vita finisce e se all’amore e al mangiare togli il piacere, ecco che la nostra esistenza si impoverisce”, insomma c’è un rapporto stretto fra vivere bene e mangiare bene! Sembra essere partito proprio da qui il motivo che ha dato le mosse alla costituzione della Consulta per l’Infanzia e l’Adolescenza Gianni Rodari pratese, dedicata, appunto, all’alimentazione di bambini e bambine, ragazzi e ragazze.
“L’approccio al problema dell’alimentazione da parte di chi governa è disarmante. Nelle linee strategiche del Ministero della salute – ha detto fra l’altro Luisa Peris, responsabile della neoconsulta – viene confermato che ci si nutre male e che questo genera malattie, ma la strategia d’intervento e prevenzione viene impostata su regimi dietetici lungo l’arco di tutta la vita: diete controllate dal pediatra, dal personale competente a scuola… senza tralasciare raccomandazioni all’industria affinché contribuisca a una buona alimentazione proponendo porzioni adeguate, fino a consigliare controlli sulla grammatura delle porzioni al ristorante!”. “Ancora una volta – sottolinea Luisa Peris - si sceglie pigramente e con miopia l’approccio nutrizionista/igienista, confondendo le finalità con il metodo e le strategie per raggiungerle, dimenticando che consumare un pasto è principalmente un’occasione sociale, un ritrovarsi fra membri della stessa famiglia”.
Il battesimo della Consulta pratese, il 10 maggio scorso nell’auditorium del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, è stato l’occasione per una riflessione ad ampio raggio sulle tematiche dell’alimetazione che sotto il titolo “L’appetito bambino/a vien Mangiando Bene” ha riunito esperti di comunicazione, del mondo della scuola, nutrizionisti, pedagogisti, psicoterapeuti, amministratori, politici, medici, associazioni che si occupano di cibo e d’infanzia provenienti da tutta Italia. A fine mattinata un delizioso botta e risposta fra il segretario Diesse Piero Fassino e il presidente di Slow Food e “padre” della prima università italiana dedicata all’alimentazione Carlo Petrini, moderato dal direttore di “Salute” di Repubblica Guglielmo Pepe.
La giornata è stata conclusa da Anna Serafini, responsabile della Consulta nazionale Infanzia e Adolescenza Gianni Rodari che ha fra l’altro proposto un “marchio del bambino” che individui gli standard di qualità degli alimenti per i bambini e un decalogo per il benessere, il diritto al gusto e alla sicurezza alimentare, composto di sette regole che tutti i candidati a sindaco de le centrosinistra sono stati chiamati ad adottare nei loro programmi elettorali e tra le quali, al primo punto, viene stabilito il diritto al gusto, cioè il diritto a sviluppare percezioni sensoriali. Il “decalogo” prosegue stabilendo il principio della educazione alla convivialita', dell'educazione al rispetto delle differenti
abitudini alimentari, sempre piu' presenti in una societa' che diventa multietnica, il principio a ''mangiare meno e mangiare meglio''. Il decalogo si conclude con l’invito alle istituzioni ad attuare la legge 488 del '99 che all'articolo 59, comma 4, stabilisce che “al fine di garantire la promozione della produzione agricola biologica e di qualita', le istituzioni che gestiscono le mense scolastiche ed
ospedaliere prevedano nelle diete giornaliere l'utilizzazione di prodotti biologici tipici e tradizionali, nonché quelli a denominazione protetta”.
19 luglio 2003
In Battello sull’Arno Fiorentino
Paolo Maggi
Alla “crociera” inaugurale che si è svolta domenica 22 giugno scorso c’erano anche il sindaco Leonardo Domenici, l’assessore Tani, il presidente della Provincia Gesualdi, quello di Publiacqua, Amos Cecchi, sponsor dell’iniziativa, tutti fieramente seduti a prua di Arno II, che scivolava tranquilla sulle tranquille acque del tratto d’Arno che rispecchia la città dal Sacshall fino alla pescaia di San Niccolò.
“La possibilità di poter tornare a navigare l’Arno cittadino, con barconi di oltre 12 metri - ha detto, fra l’altro il sindaco Domenici, ma l’hanno ripetuto anche gli altri -, è un’iniziativa da valorizzare perché fa scoprire una risorsa della città e rappresenta un segnale che il fiume sta migliorando”.
Le gite vengono effettuate tutti i fine settimana dalle 10,30 alle 18.30 circa con partenze ogni ora, lungo le due direttrici. Nell’itinerario Saschall-San Niccolò per adesso l’unico attracco è quello del Saschall, mentre l’altro prevede attracchi a Lastra, San Donnino, Scandicci, Badia a Settimo e Le Cascine (Indiano).
La gita comprende anche un servizio di descrizione e illustrazione ambientale. Per altre informazioni su orari e luoghi di partenza e prenotazioni telefonare al 340 1451250. Il costo è di 5 euro per gli adulti e 3 per i bimbi (sotto i 3 anni gratuito),. sono previste agevolazioni per associazioni e scuole (prevendite BoxOffice Firenze 055 210804).
Sul “barchetto”
all’ombra di Ponte Vecchio
Per scivolare sulle acque dell’Arno che rispecchiano Firenze nel tratto che va dal Ponte Santa Trinita al Ponte alle Grazie l’Associazione culturale “I renaioli” mette a disposizione i vecchi barchetti dei renaioli. Si tratta di barche del peso di circa 8 quintali che venivano spinti con una “stanga” lunga 6/7 metri a scandagliare il fiume alla ricerca della “rena d’Arno”, quella fine, buona anche per gli intonaci.
L’Associazione intende, anche in questo modo, mantenere vivo il ricordo di un mondo ormai soppiantato dal progresso, ma che rappresenta una traccia importante delle storia di Firenze e del rapporto con il suo fiume.
Per informazioni e prenotazioni, telefonare al 347 7982356.
Nuotate e tuffi in “città”
Dopo quasi quarant’anni riapre uno specchio d’acqua d’Arno per i bagni dei fiorentini. Gli ultimi tuffi sono stati fatti prima della tremenda alluvione del 1966, quando tutto fu spazzato via dalle acque. Il “Bagno comunale”, come veniva chiamato sorgeva sulla riva dell’Arno adiacente alla Fontanella. Adesso risorge nell’area dei Canottieri Comunali. Come allora una piscina d’acqua del fiume è stata delimitata da barriere di legno e la riva attrezzata dai comfort per la balneazione. Che dire? Soprattutto che l’Arno dopo anni di degrado è notevolmente migliorato, grazie a opere di depurazione delle acque e di controllo degli scarichi e dei rifiuti, ed è pronto per essere vissuto per davvero.














