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13 aprile 2019

I 150 anni della Scuola d'Arte

Un viaggio dagli anni Settanta ad oggi
Scuola d'Arte di Porta Romana
Sabato 13 aprile 2019, ultima giornata di celebrazioni per i 150 anni della Scuola d’Arte di Porta Romana a Firenze, dalle ore 10 allo spazio Proiezioni della scuola, si potrà fare un vero e proprio viaggio attraverso parole e immagini, dal '68 ad oggi.
Attraversato l'Ottagono con l'immenso guardiano e percorsi antichi corridoi e suggestivi ambienti dove muti testimoni di gesso, bronzo o legno d'altri tempi se la dicono con le opere più fantastiche sbocciate dalla creatività di giovani artisti d'oggi ci s'incontrerà con gli studenti e con gli insegnanti di ieri e d'oggi per ascoltare e raccontare una storia che in questo luogo più d'ogni altro s'arricchisce di creatività.
Gipsoteca Liceo Artistico
Si parte alle ore 10 con una brevissima presentazione dell'incontro della professoressa di Serena Stefani e un breve ritratto di Gianpiero Brilli, storico insegnante della scuola di Porta Romana.
Poi il racconto diventa storia con le parole della professoressa Monica Galfré (presidente del corso di laurea in Storia all'Università di Firenze) autrice fra l'altro di saggi e libri sul '68 e gli anni Settanta.
Il testimone passerà poi alle studentesse e agli studenti che insieme ad alcuni insegnanti hanno prodotto un video che mette a confronto gli studenti di ieri con quelli di oggi che sarà commentato da Amos Cecchi (saggista, leader Studentesco negli anni Sessanta/Settanta, membro del Direttivo dell'Istituto Gramsci Toscano), mentre sullo schermo scorre una carrellata di immagini dei volti, delle lotte, della vita negli anni Settanta fuori e dentro l'istituto d'Arte, a cura dell'associazione  Ciclostilato in proprio storia e memorie del Movimento studentesco fiorentino.
150 Anni Scuola D'Arte
Il “viaggio” proseguirà, intorno alle 11.30 lungo il suggestivo percorso di foto del maestro Brilli allestito nello spazio proiezioni.
Poi ancora tutta una giornata di iniziative fino alla gran festa serale.

Pao. Ma.


27 settembre 2018

Tre giorni per rivivere le Gualchiere



Tre giorni, giovedì 27, venerdì 28 e sabato 29 settembre 2018, d’incontri, mostre, musica e performance per salvare il passato e per dare vita al futuro al Borgo delle Gualchiere di Remole in via di Rosano in quel di Bagno a Ripoli, alle porte di firenze.

Le Gualchiere di Remole erano un importante opificio medievale appartenuto alla potente famiglia fiorentina degli Albizi fino al 1541, poi proprietà dell'Arte della Lana. Posto sulla riva sinistra dell'Arno a pochi chilometri a monte di Firenze, l'edificio era strutturato in modo da sfruttare al massimo la forza motrice generata dalle acque del fiume, usata per trattare i panni di lana. La sua costruzione risale alla metà del 1300, anche se la prima notizia certa è datata 1425.
Per sensibilizzare sul grande valore delle Gualchiere di Remole nei tre giorni lo studio di scultura dell’artista Piero Gensini sarà aperto al pubblico. Inoltre, ci sarà la performazione pittorica per la creazione della tela dal titolo "Gualchiere" a cura del pittore Enrico Guerrini in collaborazione con la rete associazioni unite per le Gualchiere, saranno presenti stand artistici e artigianali.
Il programma:

27 SETTEMBRE 2018 Alle 17.30 nell’Opificio delle Gualchiere tra “Archeologia,
Storia ed Economia”, conferenza a cura di Andrea Biondi.
28 SETTEMBRE 2018 alle 17.30 conferenza – spettacolo, Percorso storico di Elena Giannarelli e Percorso musicale di Luigi Gagliardi
29 SETTEMBRE 2018 dalle 17.30 Mostra sulla storia del Movimento studentesco fiorentino (1971-1978) a cura di Ciclostilato in proprio storia e memorie del Movimento studentesco fiorentino”, allestimenti stand e incontro con le associazioni socio-culturali e gli artisti impegnati per il futuro delle Gualchiere, concerto di musica popolare
, alle 20 Agape fraterna • cena etnica e a seguire festa con artisti all'opera fino alle 23.
Ingresso libero e a offerta
INFORMAZIONI e PRENOTAZIONI
T. +39 055 6814309
#affratellamento.it - info@affratellamento.it


Pao. Ma.

19 gennaio 2018

Il Sessantotto 50 anni dopo

Cambiarono molte cose da allora, dentro e fuori di noi. 

Ero piccolo ma ricordo molto bene quei caroselli, non quelli della Tv fra cena e letto, ma quelli in piazza San Marco delle camionette e degli idranti verdi della celere, le fughe. A cinquant'anni da quegli eventi Ciclostilato in proprio storia e memorie del Movimento studentesco fiorentino e Diritti a sinistra Firenze hanno organizzato una serie di momenti pubblici di riflessione e discussione. Il primo appuntamento è per martedì 30 gennaio 2018, nello stesso giorno in cui, nel '68, la polizia caricò duramente gli studenti che protestavano in piazza San Marco. Da lì le dimissioni del rettore dell'Ateneo fiorentino Giacomo Devoto e un periodo di proteste e manifestazioni che pervasero Firenze dalla scuola all'università, alle fabbriche e in ogni luogo di lavoro portando nelle strade e nelle piazze cortei infiniti. L'incontro, aperto a tutte e a tutti gli interessati, si terrà alle 21 nel saloncino Arci in piazza dei Ciompi 11 a Firenze. Al dibattito, coordinato da Susanna Cressati, parteciperanno Amos Cecchi, Pancho Pardi, Alessandra Pescarolo e Gianpasquale Santomassimo.
Ecco di seguito una "cronaca sintetica" di quei giorni che precedettero quelli, ben più noti di "valle Giulia!".
Firenze 24 gennaio ore 10 - Facoltà di Magistero, 26 gennaio ore 16 Facoltà di Architettura. La polizia giudiziaria, su mandato del Procuratore generale della repubblica di Firenze entra nelle facoltà mentre gli studenti sono riuniti in assemblea e scheda i nomi dei partecipanti.
Firenze 30 gennaio ore 9.30 - Una imponente manifestazione di studenti universitari e medi indetta dalle assemblee studentesche prende le mosse dal salone di Sant'Apollonia in via San Gallo e dopo aver sfilato per le vie del centro della città si ferma in piazza San Marco. Il rettore dell'Ateneo Giacomo Devoto chiede un incontro con una delegazione di studenti.
Firenze, 30 gennaio ore 12, piazza San Marco - La polizia carica gli studenti che al termine della manifestazione sostano di fronte al Rettorato. Agenti della "squadra politica" entrano nell'atrio del Rettorato e colpiscono i membri della delegazione che si era recata a parlare col rettore.
Firenze 30 gennaio, ore 17, Prefettura - Il prefetto rifiuta di ricevere il Rettore insieme a una delegazione di studenti che vuole esporre i fatti e ottenere da lui una spiegazione.
Firenze 30 gennaio ore 20 - Le assemblee di tutte le facoltà dell'ateneo fiorentino convocate d'urgenza dichiarano l'"occupazione ad oltranza".

Firenze 31 gennaio ore 9 - Il rettore Giacomo Devoto in in una lettera agli studenti comunica di aver inviato al ministro della Pubblica istruzione le sue dimissioni in seguito all'atteggiamento del prefetto nei confronti degli studenti.
Firenze 4 febbraio ore 12, Prefettura - Il Capo della polizia accorso a Firenze in un comunicato stampa dichiara che si è trattato di "Spiacevoli equivoci".
Firenze 5 febbraio ore 9, Procura generale della repubblica - Uno studente della delegazione ricevuta dal rettore il 30 gennaio, percosso rio del rettorato sporge formale querela nei confronti del suo assalitore. Il commissario della "squadra politica", che aveva guidato le operazioni degli agenti in borghese all'interno del rettorato.
Pao. Ma.

4 maggio 2014

Movimento Studentesco Fiorentino, cantiere aperto


"Tra memoria e storia. Il Movimento Studentesco Fiorentino (1971-1978)" è il tema del convegno promosso dall'Associazione Ciclostilato in Proprio. Storia e memorie del Movimento Studentesco Fiorentino" e dall'Istituto Gramsci Toscano per i giorni 9 e 10 maggio 2014, presso il Circolo Vie Nuove a Firenze.
Per due giorni il circolo Vie nuove si trasformerà in un vero e proprio laboratorio in cui si cercherà di ripercorrere, con lo sguardo dell'oggi, la storia del Movimento studentesco fiorentino, ma anche riflettere sulle vicissitudini della Firenze degli anni Settanta e dei fermenti che l'attraversavano, in particolare riguardo al mondo della scuola, della cultura e della politica, dei partiti, del mondo del lavoro e dei movimenti extraparlamentari. Il convegno articolato in 4 workshop e una serata tutta dedicata sia alla proiezione di foto, filmati e interviste sia all'archiviazione virtuale di documenti e foto, prenderà il via alle 15 del venerdì per concludersi alle 13.30 del sabato.

IL PROGRAMMA
Tra memoria e storia. Il Movimento Studentesco Fiorentino (1971-1978)
9-10 maggio 2014, Circolo Vie Nuove, viale Donato Giannotti 13, Firenze
Venerdì 9 maggio
ore 15:00
Saluti
Marta Rapallini, Istituto Gramsci Toscano
Paolo Maggi, Ciclostilato in proprio - Storia e memorie del Movimento Studentesco Fiorentino
ore 15:30
workshop 1: Gli studenti e la politica a Firenze, tra il '68 e i primi anni Settanta
Presiede: Anna Scattigno
Interventi di: Mauro Sbordoni, Sandra Teroni, Marco Mayer
Discussant: Simonetta Soldani

L’arco cronologico va dall’alluvione di Firenze, nel novembre ’66 al ’73.
I temi: dalle prime forme di democrazia dal basso suscitate dall’emergenza dell’alluvione, con la nascita dei comitati di quartiere, al clima politico e culturale a Firenze negli anni attorno al ’68; la nascita del movimento degli studenti nelle scuole, la rottura degli organismi unitari, la formazione dei gruppi extraparlamentari, e poi del MSF, che diverrà esperienza pilota di rilievo nazionale nella politica della sinistra storica (in particolare Pci e Fgci); le forme organizzative, l’agenda politica (antifascismo, unità con il movimento dei lavoratori, internazionalismo); il rinnovamento in senso antiautoritario della scuola (diritto di assemblea, spazi di autogestione, apertura alla società, contestazione). Un esempio della diversa concezione della lotta antiautoritaria: gli arresti al liceo scientifico Leonardo da Vinci.

ore 17:30
Workshop 2: Le esperienze di rinnovamento didattico nelle scuole fiorentine e la riforma della scuola (1973-1976)
presiede: Matteo Mazzoni
Interventi di: Gigliola Paoletti, Franco Quercioli, Marco Fagioli, Stefano Bassi con Franco Bortolotti
Discussant: Dario Ragazzini

I temi: le proposte di riforma della scuola; i decreti delegati come strumento di democrazia ma anche come forme da discutere, da praticare e da modificare;  dalle piattaforme nazionali di riforma alle piattaforme locali, di istituto, prime esperienze di sperimentazione didattica; il rapporto con gli insegnanti democratici o più specificamente di sinistra, con Cgil-scuola, con i genitori democratici. La nascita del Cisid.

ore 20:00-22:00
cena e a seguire:
- illustrazione dell’archivio virtuale del MSF a cura di Giuliano Marullo
- proiezioni di videointerviste, a cura di Gianna Bandini
- proiezione del filmato “Centro Sfrattati Sant’Orsola 1971” di Andrea Vannini e Enrica Pezza.
- presentazione delle foto del movimento, a cura di Paolo Maggi

Sabato 10 maggio, ore 9:30-13:30
ore 9:30
workshop 3: Il movimento degli studenti e il MSF, 1973-76
Presiede: Maria Casalini
Interventi di: Giuseppe Guida, Gianni Pini, Stefano Fabbri, Amos Cecchi
Discussant: Matteo Mazzoni

Il periodo è quello del precedente workshop, ma l’attenzione è focalizzata più
direttamente sul movimento degli studenti e sul MSF.
I temi: la nascita dei movimenti nelle diverse realtà, il loro coordinarsi, la dimensione nazionale; gli Osa, i risultati elettorali dell’applicazione dei decreti delegati nelle scuole fiorentine e le questioni della rappresentanza degli studenti; la teorizzazione e la pratica dell’autonomia nel rapporto con il Pci; i rapporti con i movimenti extraparlamentari e la loro presenza nelle scuole, dentro o fuori la rappresentanza; le battaglie civili: il referendum sul divorzio, il voto a 18 anni, la questione dell’aborto); il movimento studentesco nelle scuole femminili, che si forma sui temi della riforma della scuola, dei decreti delegati, dei diritti civili, al contempo.

ore 11:30
workshop 4: Dopo le elezioni del 1976: la parabola del MSF tra riflusso e nuove proposte. Il femminismo
Presiede: Roberto Bianchi
Interventi di: Daniele Pugliese, Massimo Bellomo, Paola Carlucci, Ferruccio Capelli
Discussant: Monica Galfré

L’arco cronologico va dal 1976-77, sempre indicato come anno scolastico, al 1978.
I temi: la crisi del MSF nelle scuole dopo le affermazioni degli anni precedenti; Il riflusso; il femminismo, che già si è radicato nelle scuole negli anni precedenti e che rappresenta un novum con tutta la sua specificità e con la trasformazione di rapporti che introduce anche nel movimento studentesco; le proposte politiche per il movimento; il settantasette; il terrorismo.
Perché si scioglie il MSF e cosa lascia a Firenze in ambito politico e culturale: Radio Centofiori, l’esperienza del circolo Vecchio Mercato, il contributo al rinnovamento dell’Arci, del sindacato, delle istituzioni locali.

L'iniziativa rientra nell'ambito del Progetto di ricerca Storica sul Movimento studentesco Fiorentino nato circa tre anni fa quasi per caso, da un incontro fra alcuni ex studenti della Firenze degli anni Settanta. Quel piccolo gruppo di “ex studenti” ha coinvolto centinaia di persone, istituzioni, associazioni, organizzazioni sindacali che hanno contribuito in maniera del tutto disinteressata e volontaria alla costituzione di un prezioso patrimonio fatto di memorie, documenti e immagini ora a disposizione di uno staff di studiosi di indiscusso prestigio. Il convegno rappresenta quindi sia un punto d'arrivo sia un punto di ripartenza in cui la costituzione della neonata associazione “Ciclostilato in proprio – Storia e memorie del Movimento Studentesco Fiorentino” è stata lo sbocco naturale per la conservazione, la tutela, la valorizzazione e la promozione della memoria storica di quell'esperienza che si caratterizzò per l'adesione di massa di parte di coloro che all'epoca frequentavano la scuola media superiore a Firenze, raccogliendo giovani di diverso orientamento ideale, politico, culturale e religioso e di diversa estrazione sociale, in autonomia rispetto alle forze politiche.
Un patrimonio che l'Associazione si propone di mettere a disposizione di chiunque intenda avvalersene per motivi di studio e di ricerca.
Il cantiere è aperto...

Paolo Maggi




30 aprile 2014

Il Movimento Studentesco Fiorentino 40 anni dopo

 corteo antifascista18 04 1975 (foto Red Giorgetti)

Dopo quarant'anni il Movimento Studentesco Fiorentino, grazie all'associazione "Ciclostilato in proprio - Storia e memorie del Movimento Studentesco fiorentino" e all'"Istituto Gramsci Toscano", torna sulla scena con una due giorni dedicata a quel movimento che a Firenze dal 1971 al 1978 fece incontrare migliaia e migliaia di giovani delle scuole medie superiori. Venerdì 9 e sabato 10 maggio 2014 il circolo Vie Nuove nel viale Giannotti a Firenze sarà un vero e proprio laboratorio in cui si cercherà di ripercorrere, con lo sguardo dell'oggi, la storia di quei ragazzi delle scuole medie superiori che negli anni Settanta (ormai del millennio scorso) riempivano le piazze cantando le canzoni degli Inti Illimani, chiedendo la riforma della scuola, opponendosi al terrorismo di Freda e Ventura come a quello delle Br. Un Movimento che a Firenze raccoglieva giovani di vario orientamento politico e che oggi hanno dato vita ad una associazione che si chiama “Ciclostilato in proprio” perché questa era la scritta che compariva in fondo ai loro volantini.
L' associazione “Ciclostilato in proprio. Storia e memorie del Movimento Studentesco Fiorentino” con l’Istituto Gramsci Toscano a cui gli ex militanti hanno affidato i loro archivi, hanno organizzato il Convegno/seminario “Il Movimento Studentesco Fiorentino (1971 – 1978)”, articolato in 4 Workshop e una serata tutta dedicata sia alla proiezione di foto, filmati e interviste sia all'archiviazione virtuale di documenti e immagini.
La discussione prenderà il via venerdì 9 maggio 2014 alle ore 15 con i saluti del presidente della presidente dell'Istituto Gramsci Toscano Marta Rapsallini e del presidente dell'Associazione Ciclostilato in Proprio Storia e memorie del Movimento Studentesco Fiorentino Paolo Maggi. Alle 15.30 in programma il primo workshop sul tema “Gli studenti e la politica a Firenze, tra il '68 e i primi anni Settanta” presieduto da Anna Scattigno, con Mauro Sbordoni, Sandra Teroni e Marco Mayer, coordinati da Simonetta Soldani. Alle 17.30 secondo Workshop su “Le esperienze di rinnovamento didattico nelle scuole cittadine e la riforma della scuola (1973-1976)”, presieduto da Matteo Mazzoni con interventi di Gigliola Paoletti, Franco Quercioli, Marco Fagioli, Stefano Bassi e Franco Bortolotti, coordinati da Dario Ragazzini.
Dopo la cena a buffet il programma prevede la presentazione dell'Archivio virtuale del Movimento Studentesco Fiorentino a cura di Giuliano Marullo, la proiezione di videointerviste a cura di Gianna Bandini, la proiezione del filmato “Centro sfrattati Sant'Orsola 1971” di Andrea Vannini ed Enrica Pezza e la proiezione delle foto del Movimento a cura di Paolo Maggi.
La seconda giornata sarà aperta alle 9.30 con il terzo workshop su “Il movimento degli studenti e il MSF. 1973-1976” presieduto da Maria Casalini con interventi di Giuseppe Guida, Gianni Pini, Stefano Fabbri e Amos Cecchi, coordinati da Matteo Mazzoni.
Il quarto e ultimo workshop affronterà il tema “Dopo le elezioni del 1976: la parabola del MSF tra riflusso e nuove proposte. Il femminismo” sarà presieduto da Roberto Bianchi con interventi di Daniele Pugliese, Massimo Bellomo, Paola Carlucci e Ferruccio Capelli mentre il coordinamento del dibattito è affidato a Monica Galfré.
L'iniziativa rientra nell'ambito del Progetto di ricerca Storica sul Movimento studentesco Fiorentino nato circa tre anni fa quasi per caso, da un incontro fra alcuni ex studenti della Firenze degli anni Settanta. Un'idea che ha coinvolto e contagiato centinaia di persone, istituzioni, associazioni, organizzazioni sindacali che hanno contribuito in maniera del tutto disinteressata e volontaria alla costituzione di un prezioso patrimonio fatto di memorie, documenti e immagini ora a disposizione di uno staff di studiosi di indiscusso prestigio. Il convegno rappresenta quindi sia un punto d'arrivo sia un punto di ripartenza in cui la costituzione della neonata associazione “Ciclostilato in proprio – Storia e memorie del Movimento Studentesco Fiorentino” è stata lo sbocco naturale per la conservazione, la tutela, la valorizzazione e la promozione della memoria storica di quell'esperienza.
Un prezioso patrimonio che l'Associazione si propone di mettere a disposizione di chiunque intenda avvalersene per motivi di studio e di ricerca.
Paolo Maggi


6 giugno 2013

Foto della presentazione Ricerca Storica sul Movimento Studentesco Fiorentino

Alcune immagini della serata (5 giugno 2013) in palazzo Medici a Firenze che è iniziata alle 18.30 con la visita della Cappella di Benozzo, delle sale, delle mostre e delle altre meraviglie d'arte custodite nel palazzo, è proseguita con la proiezione di una carrellata di immagini dal "1971-1978", spezzoni di interviste e la presentazione della ricerca con interventi di Paola Carlucci, Anna Scattigno per l'Istituto Gramsci Toscano e Dario Ragazzini. Dopo la presentazione buffet e musiche degli anni '70. Hanno partecipato oltre 200 persone. Un grazie grande a tutti, per la loro presenza e per il contributo che hanno voluto lasciare sia per far fronte alle spese della serata, sia per portare avanti la ricerca che, sottolineo, è totalmente autofinanziata.
Altre notizie nel post precedente.
Per saperne di più:
email: movimentostudentescofiorentino@gmail.com
e pagina Facebook: Movimento Studentesco Fiorentino













Paolo

3 giugno 2013

Per una ricostruzione storica del Movimento Studentesco Fiorentino

Mercoledì 5 giugno 2013 a Palazzo Medici a Firenze, dalle ore 18.30 alle ore 23

serata d'incontro per la presentazione della ricerca storica sul 
MOVIMENTO STUDENTESCO FIORENTINO

Dal 1971 al 1978, sotto le bandiere e dietro gli striscioni del Movimento Studentesco Fiorentino, s’incontrarono migliaia e migliaia di ragazze e ragazzi intrecciando le loro vite, il loro impegno, i loro sogni.
A quarant’anni da quella esperienza politica ma anche sociale, culturale e umana, ci siamo incontrati e abbiamo deciso di ricostruire quel periodo storico in cui a Firenze si cercò di dar vita a un Movimento di studenti autonomo, sia dai partiti politici sia dai gruppi extraparlamentari.
Anna Scattigno e Dario Ragazzini dell’Università fiorentina coordinano il gruppo di studiosi e ricercatori ai quali abbiamo affidato la catalogazione e l’analisi del materiale depositato all’Istituto Gramsci Toscano. Si tratta di migliaia di documenti fra memorie, volantini, piattaforme di lotta, immagini, appunti, interviste e video, messi a disposizione sia dai diretti protagonisti di quegli anni, sia dalle cronache dell’epoca, dagli archivi di associazioni, istituzioni e privati cittadini.
Particolarmente suggestivo il viaggio attraverso le immagini, spesso inedite, e veri e propri “scatti d’autore”, arrivate fino a noi nei modi più svariati. Dalle foto di Red, Cesare Giorgetti, che ha “immortalato” gli avvenimenti più importanti della cronaca e della vita della città, dagli anni ’60 ad oggi, per varie testate giornalistiche come Paese Sera e l’Unità, a quelle messe a disposizione dalla Cgil Toscana, fino a quelle scattate dai molti giovani che allora si cimentavano con le loro macchine fotografiche. All’origine ci sono spesso negativi in bianco e nero, diapositive, provini a contatto o immagini molto rovinate, che hanno bisogno di scansioni accurate e “restauri”.
Sono coinvolti nel progetto oltre ai “protagonisti” dell’epoca e all’Istituto Gramsci Toscano, organizzazioni sindacali e del mondo dell'associazionismo, ricercatori e studiosi, tutti impegnati in un lavoro che si protrarrà per circa due anni e che si concluderà con l'organizzazione di un convegno e la realizzazione di una pubblicazione.
Il progetto sarà presentato ufficialmente mercoledì 5 giugno 2013 in Palazzo Medici a Firenze, ingresso dal Museo in via Cavour 3, nel corso di un incontro che prenderà il via alle ore 18.30, con la visita alla Cappella di Benozzo e al Museo (gruppi di 15 persone). Dalle ore 20 breve saluto di Paola Carlucci a nome del gruppo  promotore della ricerca e a seguire presentazione del progetto a cura della professoressa Anna Scattigno per l’istituto Gramsci Toscano e del professor Dario Ragazzini curatore della ricerca. Dalle 20.30 in poi buffet e musica. Nella sala Fabiani proiezione di video e interviste a cura di Paolo Maggi e Gianna Bandini.
Coloro che per vari motivi non hanno potuto dare la loro adesione alla serata, ma che vogliono comunque sostenere la ricerca, sia con contributi economici sia con memorie, materiali e documenti vari, possono scrivere a movimentostudentescofiorentino@gmail.com, oppure visitare la pagina Facebook  Movimento Studentesco Fiorentino.

Tutto il nostro lavoro salvo alcuni contributi generosamente donati da FLC-CGIL, Fondazione Di Vittorio e Casa del Popolo Vie Nuove, è autofinanziato.



Breve nota 
storico-politica


Nell’autunno 1971, la Fgci (Federazione Giovanile Comunista Italiana) di Firenze lancia la proposta di costruire un’organizzazione autonoma del movimento studentesco.
Il documento fondativo indica i punti di fondo: la presenza degli studenti nello scontro sociale e politico, per dare un’alternativa politica al nostro Paese, l’unità fra movimento studentesco e movimento operaio, nella reciproca autonomia politica ed organizzativa, la difesa e lo sviluppo della democrazia nella scuola e nella società italiana, la tutela e l’allargamento degli spazi di democrazia studentesca.
La scuola è assunta come specifico terreno di iniziativa per un processo di riforma dell’istituzione e del suo rapporto con la società. Si tengono insieme la tutela e l’allargamento degli spazi di democrazia studentesca con l’esigenza di cambiamento e di sperimentazione sul piano della didattica e con il raccordo che la scuola deve avere con un diverso sviluppo economico e sociale, per dare lavoro e sbocco occupazionale qualificato alle nuove generazioni.
Per tutto questo si pone l’obbiettivo di uscire dalle contrapposizioni politico-ideologiche e di costruire in ogni scuola comitati che siano la base di un movimento studentesco autonomo, politico, di massa, e che tendenzialmente sia coordinato e organizzato fino alla dimensione nazionale.
Il Movimento studentesco fiorentino, con la propria iniziativa positiva, insieme a nuove realtà maturate in altre città, diventa un punto di riferimento, un’esperienza-pilota a livello nazionale: agli inizi del ’74 nascono gli Organismi studenteschi autonomi, l’organizzazione nazionale che dà impulso ad un nuovo ed importante ciclo di lotte studentesche che ottengono risultati significativi nel processo di riforma della scuola.
In quell’anno, il Msf, insieme agli Osa (Organismi Studenteschi Autonomi), s’impegna fortemente anche in un grande battaglia di civiltà: gli studenti danno un contributo importante alla difesa della legge sul divorzio.
Nel Msf, sull’onda di quella forte iniziativa e sulla base del nuovo fermento che si sviluppa nella società italiana, in specie fra le nuove generazioni femminili, prende corpo un’importante esperienza femminista che connota largamente il modo di essere del movimento.
Insieme alla partecipazione ai momenti generali di lotta sul piano sociale e della difesa della democrazia, in Italia e nel mondo, forte è anche l’iniziativa del Msf  per l’autodeterminazione dei popoli e per la pace.
Nel febbraio ’75, a Firenze, alle elezioni per i rappresentanti degli studenti, previsti dai decreti delegati per la scuola, le liste organizzate dal Msf ottengono un successo straordinario: così avviene anche nel resto del Paese, segnalando chiaramente quella grande spinta a sinistra che è maturata fra le nuove generazioni.
L’azione del Msf, radicata in tutte le scuole di Firenze e dell’intero territorio metropolitano, si sviluppa ulteriormente nella nuova fase politica che si è aperta nel Paese: e dà luogo, oltre che a significativi momenti di lotta, specifici e generali, per la riforma della scuola, ad un importante rapporto con il movimento degli insegnanti ed anche ad iniziative culturali nella città. Sorto sul finire del ’71, il Msf incontra la sua fase conclusiva con la tragica escalation del terrorismo e l'assassinio di Aldo Moro.
E’ stata senza dubbio un’esperienza importante sul piano sociale, politico e culturale. Costituisce il campo di formazione politico-ideale di una parte larga della nuova generazione studentesca della nostra città e non solo. 
La ricerca in tal senso, in cui è impegnato in prima fila l’Istituto Gramsci Toscano può essere importante per comprendere un pezzo di realtà, nel suo contesto più generale.

paolo maggi