1 settembre 2002

L'Unità toscana torna in edicola



(Pubblicato su Coopinforma di settembre 2002)

10 maggio 2000

Una perla in terra di Siena

Nota: art. pubblicato su Vivapiazza, Maggio 2000

Montepulciano “perla del 500” è un luogo ricco di arte e storia, di tradizioni culturali e gastronomiche, ma soprattuto di magia.

Se qualcuno pensa che le perle si trovino solo in fondo al mare si sbaglia. Adagiata lungo una stretta
cresta calcarea, su un colle in terra di Siena, a 600 metri sul livello del mare, a guardia della Val di Chiana da una parte e della Val d’Orcia da quell’altra ce n’è una! Centinaia di case in pietra e mattoni costituiscono il vecchio cuore di Montepulciano, vero e proprio “museo ambientale” cinquecentesco. Incorniciata da una cinta muraria e da fortificazioni progettate da Antonio da Sangallo il Vecchio nel 1500 per ordine di Cosimo I, la “perla del 500” custodisce imponenti palazzi rinascimentali, chiese, ma anche reperti archeologici romani ed etruschi e per nobilitare il palato, il più “Nobile” dei vini. “Mons Politanius”, che ha dato il nome al poeta umanista Agnolo de Cini Ambrogini detto appunto il Poliziano, si sviluppa lungo un corso che sale la collina fino a raggiungere piazza Grande, centro ideale e monumentale del paese, circondato da edifici importanti come il Duomo, con la sua incompiuta e spettacolare facciata e il campanile, anch’esso non finito. Edificato sulle confamenta di un’antica pieve, il Duomo fu iniziato nel 1594su progetto dell’architetto e scultore Ippolito Scalza che rielaborò un originario progetto dellìAmmannati. L’interno, a croce latina a tre navate conserva numerose opere di rilievo come il “Trittico dell’Assunta” di Taddeo di Bartolo (1401), alcuni frammenti del “Cenotafio Aragazzi” di Michelozzo e il Ciborio gotico in marmo del senese Lorenzo di Pietro detto il “Vecchietto”. Poi ancora in Piazza Grande ecco il Palazzo dei Capitani del Popolo, il Pozzo dei Griffi

e dé Leoni e i palazzi Tarugi e Contucci del Sangallo. Tutt’intorno un saliscendi di stradine che ci accompagnano in un viaggio nella storia e nell’arte che passa, tra l’altro, dalla Fortezzas, o meglio dal luogo dove sorgeva l’antico Castrum Politianum, poi ocupato dalla fortezza medievale fatta costruire dai senesi per difendersi dai fiorentini. Il Rinascimento si lascia assaporare un po’ dappertutto. Edifici pubblici e palazzi signorili portano l’impronta di illustri progettisti come Antonio da Sangallo il Vecchio, Antonio da Sangallo il Giovane oppure Michelozzo, che ha “firmato” la splendida chiesa di Sant’Agostino che conserva sull’altare Maggiore un crocifisso attribuito a Donatello. Il monumento religioso più gettonato comunque è il tempio di San Biagio, un poco fuori del paese, sul versante della Val d’Orcia. Opera di Antonio Francesco Giamberti, detto Antonio da Sangallo il Vecchio, fu inaugurato nel 1529 da Papa Clemente VII. Lasciarsi trasportare per le viuzze che circondano Piazza Grande è come abbandonarsi a una continua sorgente di stupore. Nel riconcorrersi del rosso dei mattoni o del grigio della pietra, muti testimoni dell’eterno amore-odio tra Fiurenze  e Siena, si susseguono incantevoli sorprese come l’incontro con quel simpaticone del Pulcinella, impegnato a battere le ore sulla campana in cima alla torre di fronte alla chiesa di Sant’Agostino, oppure l’emozione di sedersi a un tavolo di un caffè degno dei più celebri caffè storici d’Italia, in pieno centro cittadino, il caffè Poliziano offre, oltre a splendide sale che hanno ospitato artisti, poeti e scrittori come Carducci, Pirandello, Prezzolini, Malaparte Mario del Monaco e Federico Fellini, una balconata mozzafiato sulla Val di Chiana.
Montepulciano è un luogo magico dove anche lo shopping può trasformarsi in un’avventura nel tempo.  Curiosando fra bottiglie e botti di vino, oggetti tipici o prelibati prodotti alimentari, passo dopo passo vi potreste accorgere che le mura che vi circondano sono quelle in cui da centinaia e centinaia d’anni si replica l’antico rito della vinificazione, oppure com’è capitato al sottoscritto, che siano quelle dell’ingresso di una misteriosa tomba etrusca!

Il Vino Nobile

Natura, storia, arte e vino fanno di Montepulciano uno dei luoghi più affascinanti della Toscana. La vocazione vinicola di questa terra si perde nella notte dei tempi. Le origini del Vino Nobile di Montepulciano sono antichissime. La presenza di cantine perfettamente integrate nel centro storico ne è la testimonianza più vera. Agli inizi dell’Ottocento il Repetti nel suo Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana menziona un “istrumento” datato 17 ottobre 1350, con il quale si stabiliva a Montepulciano una società di mercatura del vino a testimonianza del fatto che il “vino squisito” di questa zona si inviasse anche fuori da “tempi assai remoti”. E Sante Lancerio, bottigliere di Papa Paolo III Farnese, nel suo volume di viaggi alal ricerca dei più pregiati vini per il Pontefice, nel 1549 decretò il Nobile “vino
perfettissimo” da Signori. Ma sarà soprattutto il poeta e medico Francesco Redi a rendere celebre, nel XVII secolo, il vino Nobile. Con il suo famoso ditirambo Bacco in Toscana, in cui accompagna idealmente Bacco e Arianna nell’esame di tutti i vini pregiati della Toscana, forgiando il motto “Montepulciano di ogni vino è il re”. La fama del Vino Nobile valicò i confini nazionali. Voltaire nel parò nel suo “Candido”, senza poi contare gli estimatori d’Oltreoceano come i presdienti degli Stati Uniti Martin Van Buren e Thomas Jefferson. Il Vino Nobile di Montepulciano è stato uno dei primi vini italiani ad ottenere il riconoscimento della Denominazione di origine controllata (Do), e il primo vino in italia ad avere riconosciuta la Denominazione di origine controllata e garantita (Docg).

Il “Bravio delle Botti”

Ogni ultima domenica d’agosto le otto contrade in cui è diviso il centro storico di Montepulciano tornano a sfidarsi nel “Bravio delle Botti”. Una gara singolare e avvincente. Fatta d’abilità e di forza che si rinnova ogni anno in onore di San Giovanni Decollato, patrono di Montepulciano. Il “Bravio” venne disputato per la prima volta nel 1373. All’inizio era una corsa di cavalli. Dal 1974 è stata trasformata in una corsa in cui due spingitori per ciascuna delle otto contrade spingono una botte, simbolo del Vino Nobile di Montepulciano, del ragguardevole peso di 80 chilogrammi, lungo il percorso di 1800 metri. La vittoria è assegnata alla contrada la cui botte oltrepassa per prima la linea del traguardo, posta sul sagrato del Duomo. La gara che inizia al rintocco della campana del Comune, viene preceduta da un corteo storico di circa 200 figuranti in costume Trecentesco.
Paolo Maggi

2 maggio 2000

Montepulciano: una "perla" in provincia di Siena

Montepulciano, "perla del '500", è un luogo ricco di arte e di storia, di tradizioni culturali e gastronomiche, ma soprattutto di magia...


di Paolo Maggi

Clicca sulle immagini per leggere l'articolo pubblicato su "VivaPiazza - Il magazine di Firenze" del mese di Maggio 2000.

1 novembre 1998

Stagni di Focognano, nasce una nuova Oasi

Sotto il segno zodiacale del Sagittario nasce, nella Piana fiorentina dopo circa vent'anni di lotte del WWF per la sua protezione, l'Oasi Stagni di Focognano, inserita nel Sistema delle Aree protette della Regione Toscana come di "Interesse locale" e gestita dall'associzione per conto del comune di Campi Bisenzio.
Per saperne di più clicca sull'immagine.

(articolo di Paolo Maggi pubblicato su Viva Piazza - Il magazine di Firenze & Prato del mese di novembre 1998)

1 maggio 1998

Natura toscana: "istruzioni per l'uso"


Fresco di stampa ecco in libreria un vero e proprio manuale per l'uso delle ricchezze naturali della Toscana. 

La guida "Viaggio nella natura toscana. Aree protette e grandi itinerari", edita da Tamari Montagna edizioni nella collana Turismonatura, curata da Antonio Arrighi, Paolo Maggi e Stefano Naef, propone una dettagliata panoramica sulle possibili forme di turismo in ambienti naturali esistenti nella nostra regione. Un vero e proprio invito ricco di dati, indirizzi e percorsi, a scoprire attraverso un modo di fare turismo ecocompatibile i molteplici paesaggi e ambienti naturali della Toscana che per la loro bellezza e ricchezza di valori sono stati dichiarati meritevoli di una speciale tutela da parte dello Stato e della Regione. 220 pagine che presentano: le 7 "Aree protette della toscana"; il "grande itinerario Apuano Appenninico", ovvero 450 chilometri di percorso montano suddiviso in 33 tappe, adatto principalmente all'escursionismo a piedi; il "Grande itinerario interno toscano", ovvero 400 chilometri in 25 tappe, adatto a varie forme di escursionismo a piedi, a cavallo o in mountain bike; il "Grande itinerario ciclosturistico/Plein air" con i suoi 1500 chilometri per complessive 40 tappe in bici e 31 in camper; 10 escursioni selezionate nelle Aree protette della Toscana; schemi cartografici; oltre mille indirizzi utili. 
La guida si rivolge a chi fa del viaggio non uno spostamento veloce da un luogo ad un altro, ma a chi trova il piacere di percorrere lentamente un itinerario riscoprendolo nelle sue peculiarità di natura e storia da rivisitare. Un turismo 
che rivaluti l'atmosfera dei piccoli borghi i ritmi delle stagioni, i valori dell'arte "minore", attraverso le mille strade meno frequentate dal turismo di massa e viaggiando nella rete escursionistica toscana, visitando montagne appenniniche, litorali della costa e delle isole, boschi e colline interne e aree umide addentrandosi negli scrigni naturali grandi e piccoli delle Aree protette. 
Il libro rappresenta un altro passo importante, dopo la realizzazione della Carta "Aree protette e grandi itinerari in Toscana" (Collana Turismonatura), verso l'obiettivo dell'assessorato all'Ambiente della Regione toscana di creare un "Sistema regionale delle Aree protette" collegato alla Rete escursionistica toscana, a Grandi itinerari, al mondo del plein-air, rappresentativo dei diversi tipi di paesaggio e di habitat, basato sul reale sviluppo dell'occupazione nel settore del turismo sostenibile.
Paolo Maggi

1 febbraio 1998

La Toscana dei grandi itinerari

In un'unica carta tutta la regione da visitare a piedi, a cavallo o in bicicletta, con tutte le informazioni utili su oltre 60 aree protette.

Paolo Maggi

* articolo pubblicato sul numero 2,  febbraio 1998, del Mensile Viva Piazza

In un'unica carta tutta la Toscana da gustare a piedi, a cavallo o in bicicletta. Così si propone la “Cartoguida della Toscana. Aree protette e grandi itinerari” che il gruppo editoriale Vivalda Editori, Ed. Ait Turismo Natura, pubblica nella cullana curata da Antonio Arrighi e Stefano Naef. Nasce dall'obbiettivo dell'assessore all'Ambiente della Regione toscana di creare un “sistema regionale delle Aree protette” che sia rappresentativo dei diversi tipi di paesaggio e habitat naturalim, basato sul reale sviluppo dell'ccupazione nel settore, finalizzato unitariamente nelle esigenze delle singole aree protette, coordinato e promosso globalmente. In altre parole obiettivo della Regione è quello di trasformare le 61 aree protette del primo Programma regionale, che con il secondo programma diventeranno 115 e che fino ad ora formano un sistema solo sulla carta, in un sistema reale e presto operate.
La cartografia è un primo passo in questa direzione: le singole aree sono state riunite mediate tre itinerari escursionistici di grande percorrenza a piedi, in bici e a cavallo. Ecco visivamente descritti con eccezionale scrupolo in scala 1/350.000, 22 aree protette regionali e 39 statali, i tracciati degli itinerari Trekking “Apuano Appenninico” quello “Interno Toscano” e il “Grande Itinerario Cicloturistico Toscano” con i suoi 1500 chilometri da pedalare in 40 tappe. Facilmente individuabili i posti tappa e i rifugi, gli ostelli e gli alberghi montani, le aziende agrituristiche e quelle bioagrituristiche, i centri di turismo equesstri, le aree attrezzate per camper e campeggi collinari e montani. Non mancano poi i musei ed ecomusei, gli orti botanici, le ville e i giardini storici e i centri intormazione e documentazione delle aree protette per un totale di circa mille localizzazioni complessive, il cui nome, indirizzo, telefono e fax sono riportati sul retro della carta. Non solo quindi un indispensabile strumento di conoscenza spciefico per il turismo in ambienti naturali e per il visitatore con interessi sportivi e ricretivi, ma anche un passo importante verso la realizzazione di un vero e proprio collegamento fra le Aree protette e quindi anche per la valorizzazione delle aree definite minori ma non per questo meno interessanti.
Per informazioni rivolgersi all'Associazione Italiana trekking (AIT), piazza Etrusca 10, Compiobbi – Fiesole (Fi), tel. E fax. 055/6594167.

1 dicembre 1997

Parco delle Foreste Casentinesi

Molti dicono che in Italia è l'ultimo regno di cervi, lupi e rapaci. Forse è così. Comunque è un vero paradiso della natura, ricco di pievi, castelli, eremi e oltre 300 chilometri di sentieri. E' il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.

Leggi l'articolo pubblicato su "VivaPiazza- Magazine di Firenze & Prato" nel numero di dicembre 1997

2 aprile 1997

Lega Montagna Uisp

Il nostro viaggio attraverso le associazioni ambientaliste o comunque legate all'ambiente e alla natura fa tappa  alla LEGA MONTAGNA UISP:
"...all'inizio era n piccolo gruppo di amici ... 
Oggi quegli amici sono diventati 1700 uniti da quella stessa passione per la montagna...".
Per leggere l'articolo clicca e riclicca sull'immagine:


1 febbraio 1997

Cartoguida della Toscana

In un'unica carta tutta la Toscana da visitare a piedi, a cavallo o in bicicletta. 
(Articolo pubblicato su VivaPiazza di febbraio 1998).
Per saperne di più clicca e riclicca sull'immagine:

5 novembre 1996

Le escursioni di Legambiente

"Pensare globalmente e agire localmente" è lo spirito con cui Legambiente da anni combatte in difesa del territorio.

Leggi l'articolo pubblicato su VivaPiazza nel novembre 1996 cliccando sull'immagine: