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12 febbraio 2026

L'Unità: storia breve di "eroismo Quotidiano"

Oggi l’unità avrebbe festeggiato 102 anni.
Il primo numero de l’Unità, “Quotidiano degli operai e dei lavoratori”, diretto da Antonio Gramsci uscì a Roma il 12 febbraio 1924.
Un pezzo enorme della storia del giornalismo e della politica italiana nato, come scrisse Gramsci in un editoriale per “dare voce a chi non l’aveva, contro la stampa borghese e il regime”
che ha formato e informato generazioni di lettori e intellettuali.
Costava 10 centesimi e nel primo periodo tirava 20mila copie.
Con le leggi fasciste, nel novembre 1926, l’Unità fu soppressa da Mussolini.

Gramsci venne arrestato poco dopo.
Durante il fascismo veniva stampata con mezzi di fortuna in tipografie segrete in cantine, soffitte, retrobotteghe.
Macchine tipografiche smontate e rimontate per non farsi scoprire.
Gli operai tipografi erano soprattutto militanti comunisti che rischiavano oltre l’arresto, confino e torture, fino alla deportazione.
l’Unità spesso cambiava nome in copertina come Il Lavoratore, La Voce o Il Combattente per confondere la polizia. In alcune zone del Nord (Milano, Torino, Genova) esistevano edizioni locali clandestine, ognuna stampata autonomamente dai partigiani.
Molti articoli venivano scritti a memoria, senza bozze, per non lasciare tracce. Era non solo un giornale, ma anche uno strumento fondamentale di coordinamento polit
ico e morale per la Resistenza.
L’Unità continuò in clandestinità, stampato segretamente e diffuso di mano in mano fino al 1943.
Il 2 giugno 1944, subito dopo la Liberazione di Roma torna in edicola legalmente.
Diventa il grande quotidiano del PCI di Togliatti. Ospitava firme quali Calvino, Pavese, Vittorini, Pasolini, Eco.
Dopo il 1944 l’Unità non fu solo politica, ma una vera fabbrica di cultura popolare e le feste dell’Unità oltre ad essere momenti di gioia e d’incontro di popolo sono state anche appuntamenti di forte spessore culturale, politico e di spettacolo.
L’Unità è stata per una moltitudine di persone la prima “scuola di politica” il primo contatto con libri, mostre, cinema, musica.
Un giornale che spiegava parole difficili in modo semplice.
Un ex partigiano disse: “Portare una copia de l’Unità in tasca era come portare un’arma. Ma che sparava idee.”
l’Unità cercava di creare un popolo che leggesse, capisse e discutesse.

Dopo la fine del PCI (1991) iniziano i problemi economici e politici e all’inizio del 2000 chiude per poi riaprire come quotidiano vicino ai Democratici di Sinistra. Nel 2014 nuova chiusura per tornare in edicola l’anno successivo con una nuova proprietà e linea editoriale.
Nel 2017 ultima chiusura. Da allora esiste solo in forma saltuaria digitale.

21 agosto 2014

Ciao Red, straordinario "compagno di viaggio"

Red, Cesare Giorgetti è morto all'età di 87 anni. La salma rimarrà esposta alle cappelle del Commiato dell'Ospedale di Torregalli fino al primo pomeriggio di venerdì 22 agosto 2014.


1973 protesta istituto d'arte Red "scatta"
Potevi rimettere le lancette dell'orologio. Red  era puntualissimo. Preciso e anche metodico. L'ora del caffè, quella del pranzo e quella della cena, ma quando doveva alzare le chiappe, anzi per dirla come si diceva in redazione “il culo” per precipitarsi sul luogo del fattaccio, fatto o evento
non esitava un attimo. 
redazione dell'Unità Fi, 1993
 Erano tempi in cui si scattava, sviluppava, asciugava, fissava e stampava in modo frenetico per rispettare gli orari di "chiusura" del giornale. Ricordo che Red, quando proprio non c'era più tempo e la foto doveva essere inviata immediatamente altrimenti non poteva essere messa in pagina, appena sviluppato il rullo anzi lo spezzone con gli scatti necessari, per asciugarlo più in fretta lo immergeva nell'alcol e poi gli dava fuoco per spegnerlo velocemente, asciutto e pronto da “stampare”: un mago!
Redazione di "Mattina"

Non c'è fatto o misfatto avvenuto a Firenze o in Toscana dagli anni '60 ai '90 che Red non abbia raccontato con il suo speciale “occhio fotografico” e io ho avuto la fortuna e il privilegio di averlo avuto come collega e amico sin dal 1974.

Nuovo Corriere, Paese Sera, l'Unità le testate che amava e che ha contribuito ad essere amate.
 
Con Alessio Quadri

Un grande professionista, maestro ed esempio per intere generazioni di fotoreporter. Una persona straordinaria che piango e ricordo a quanti lo hanno conosciuto e anche a coloro che non hanno avuto questa fortuna.

paolo maggi



30 luglio 2014

Una notizia che non avrei mai voluto leggere!

 durante la "crisi dell'84"
La chiusura dell'Unità è una notizia che non avrei mai voluto leggere ma, devo dire, che ho sempre temuto. La chiusura dell'Unità è stata tentata tante volte e tutte le volte un pezzetto di quell'Unità che ho amato e in cui ho lavorato è stato chiuso ma lo si sa, i tempi cambiano e di "necessità virtù". Chi intendeva chiuderla trovava ostacoli che facevano leva sulla logica delle cose, economici, politici, sindacali...
Oggi, come temevo, gli ostacoli non sono più tali... e con l'Unità perdiamo uno dei pochi presidi dell'informazione democratica del nostro paese.
Spero davvero comunque che non sia l'ultimo atto.
Spero anche che tutti i giornalisti, gli amministrativi e i poligrafici riescano a trovare soluzioni adeguate...

Paolo Maggi

1 settembre 2002

L'Unità toscana torna in edicola



(Pubblicato su Coopinforma di settembre 2002)