20 febbraio 2006
In marcia a Barbiana sulle tracce di Don Milani
A Palazzo Strozzi a Firenze si celebra l’uomo del Rinascimento
La rassegna a cura di Cristina Acidini e Gabriele Morolli propone opere in gran parte di Alberti e di grandi artisti sui quali si è esercitato l’ascendente delle sue teorie come Donatello, Ghiberti, Beato Angelico, Bernardo Rossellino, Andrea Del Castagno, lo Scheggia, Filippino Lippi, Filarete, Verrocchio, Botticelli, e molti altri. Si tratta di 34 dipinti, 22 disegni, 30 sculture o rilievi, 4 elementi architettonici, 11 gessi, 231 manufatti fra tessuti, modellini e oreficerie, 6 medaglie, 20 manoscritti, 5 lettere, 13 volumi a stampa. Tra i pezzi più ghiotti anche alcuni straordinari Donatello: la Madonna con Bambino eccezionalmente prestata dal Louvre, il Banchetto di Erode dal musèe des Beaux Art di Lille, la Madonna col bambino e Angeli del Victoria and Albert Museum. Ma anche la Presa di Troia del Maestro di Apollo e Dafne prestata dalla New York University, la placchetta ritenuta Autoritratto di profilo di Alberti della National Gallery di Washington, la Calunnia di Botticelloi dagli Uffizi, l’Armadio degli argenti di Beato Angelico dal Museo di San Marco e La città ideale, da Urbino.5 dicembre 2005
A Larciano la "nursery" delle piante acquatiche
Nei pressi di Larciano il Centro di Ricerca, documentazione e promozione del Padule di Fucecchio, ha realizzato un piccolo vivaio nel quale vengono coltivate alcune specie di piante acquatiche che han- no particolari difficoltà ad essere conservate in Toscana. Il vivaio delle idrofite, in pratica un piccolo stagno, che ha il duplice scopo di conservare le specie più rare e fornire piante di origine locale da utilizzare in progetti di rinaturalizzazione, è stato realizzato in località Rio di Bagno- lo, nel comune di Larciano, all’interno dell’area contigua alla Riserva Naturale del padule di Fucecchio, in una zo- na che presenta caratteristiche favorevoli, sia dal punto di vista idrogeologico sia per la facilità di accesso, inserita in un contesto paesaggistico-ambientale di notevole pregio, fra aree boschive, seminativi e la Paduletta di Ramone, e che offre anche la possibilità di definire un percorso di visita in grado di conciliare aspetti storico culturali e aspetti naturalistici. Nelle vicinanze si trovano infatti sia il punto sosta attrezzato di Vincio Vecchio (Stabbia), incentrato sui temi della bonifica storica e dell’importanza di siepi e alberete nel paesaggio agrario, sia il futuro “Museo delle tradizioni contadine della Valdinievole”. Lo stagno, le cui piante provengono esclusivamente dal bacino del padule di Fucecchio e da zone limitrofe, è caratterizzato da tre gradoni posti a profondità diverse rispetto al piano di campagna, in grado di soddisfare le esigenze di specie acquatiche proprie di differenti cinture di vegetazione.
L’intervento complessivo di sistemazione dell’area prevede anche la realizzazione di uno stagno più grande, progettato anche come luogo di sosta e di alimentazione per l’avifauna palustre, che verrà attrezzato con un osservatorio per il birdwatching.L’idea della realizzazione del vivaio è nata nel corso dei lavori di recupero ambientale in alcune aree protette, nell’ambito del progetto “Lungo le rotte migratorie” quando è emersa la difficoltà di reperire le piante per le opere di rinaturalizzazione.
13 novembre 2005
Nelle Coop del Valdarno e della Val di Sieve sempre più prodotti locali
10 novembre 2005
Toscana la leadership dell'Agriturismo
OGM Free per una Toscana sempre più competitiva
Paolo Maggi
La conferma che la strada imboccata dalla Toscana sia quella giusta ci viene dai risultati. 'Nel 2004 - ha detto il presidente Martini - l'agricoltura toscana ha registrato un aumento del 4% dell'occupazione, una crescita delle esportazioni del 7% e quasi del 20% della produzione agricola vendibile. Un salto in avanti che è stato fatto proprio puntando sulla qualità e tipicità dei prodotti. Grazie a questo modello oggi certi prodotti il consumatore li trova solo qui; deve venire in Toscana per trovarli. Cosa che invece la contaminazione con Ogm ci farebbe perdere'.Un'affermazione che Martini ha dimostrato concretamente tirando fuori a sorpresa da un cesto una pannocchia di mais geneticamente marcato, con chicchi di color viola, prodotto nel Centro di sperimentazione Arsia di Cesa, Valdichiana (una struttura per la sperimentazione in ambiente isolato di coltivazioni ogm, la cui finalità è quella di studiare l’impatto di tali coltivazioni su ambiente, produzioni, salute dei consumatori), e poi ha mostrato altre due pannocchie autoctone che rivelavano una forte contaminazione - con metà chicchi di colore giallo e metà viola - nonostante fossero state coltivate nei campi vicini, a soli 50 metri di distanza da quelle marcate. 'E' la prova di come gli Ogm - ha detto ancora il presidente - possano distruggere il nostro patrimionio genetico.Un rischio tanto più forte quanto più piccole sono le aziende agricole. E quelle toscane sono caratterizzate da microdimensioni, con un media di 6 ettari ciascuna, il che fa della Toscana un territorio assolutamente non adatto agli Ogm'. E' sulla salvaguardia delle tipologie autoctone che la Toscana ha contribuito a costituire una rete di regioni europee Ogm-free. Finora hanno già aderito 30 Regioni e altre 10 sono in lista di attesa. 'Anch’io condivido il principio del 'vietato vietare' - ha detto Martini, rivolgendosi in particolare agli agricoltori in maglietta bianca venuti fin da Pordenone per protestare contro una politica che vede la Toscana alleata con il ministro delle politiche agricole, Gianni Alemanno – ma sono anche dell’idea che è 'vietato imporre’ l’uso degli Ogm senza sapere prima ed esattamente dove questa strada possa portare la nostra agricoltura e quali effetti produce alla salute'.
A Larciano la “nursery” delle piante acquatiche
Nei pressi di Larciano il Centro di Ricerca, documentazione e promozione del Padule di Fucecchio, ha realizzato un piccolo vivaio nel quale vengono coltivate alcune specie di piante acquatiche che hanno particolari difficoltà ad essere conservate in Toscana. Il vivaio delle idrofite, in pratica un piccolo stagno, che ha il duplice scopo di conservare le specie più rare e fornire piante di origine locale da utilizzare in progetti di rinaturalizzazione, è stato realizzato in località Rio di Bagnolo, nel comune di Larciano, all’interno dell’area contigua alla Riserva Naturale del padule di Fucecchio, in una zona che presenta caratteristiche favorevoli, sia dal punto di vista idrogeologico sia per la facilità di accesso, inserita in un contesto paesaggistico-ambientale di notevole pregio, fra aree boschive, seminativi e la Paduletta di Ramone, e che offre anche la possibilità di definire un percorso di visita in grado di conciliare aspetti storico culturali e aspetti naturalistici. Nelle vicinanze si trovano infatti sia il punto sosta attrezzato di Vincio Vecchio (Stabbia), incentrato sui temi della bonifica storica e dell’importanza di siepi e alberete nel paesaggio agrario, sia il futuro “Museo delle tradizioni contadine della Valdinievole”. Lo stagno, le cui piante provengono esclusivamente dal bacino del padule di Fucecchio e da zone limitrofe, è caratterizzato da tre gradoni posti a profondità diverse rispetto al piano di campagna, in grado di soddisfare le esigenze di specie acquatiche proprie di differenti cinture di vegetazione. L’intervento complessivo di sistemazione dell’area prevede anche la realizzazione di uno stagno più grande, progettato anche come luogo di sosta e di alimentazione per l’avifauna palustre, che verrà attrezzato con un osservatorio per il birdwatching.
L’idea della realizzazione del vivaio è nata nel corso dei lavori di recupero ambientale in alcune aree protette, nell’ambito del progetto “Lungo le rotte migratorie” quando è emersa la difficoltà di reperire le piante per le opere di rinaturalizzazione.
3 novembre 2005
Liberata tartaruga marina.
28 ottobre 2005
73mila animali vittime di reati
Ma il rapporto tra residenti e casi accertati rivela una realta’ diversa: e’ la Liguria, infatti, la regione dov’e’ piu’ frequente la violazione delle leggi a tutela degli animali, seguita da Umbria e Val d’Aosta. La ricerca rivela anche che cani e gatti non sono i maggiormente esposti alla ferocia umana, bensi’ gli uccelli che piu’ di tutti subiscono uccisioni e maltrattamenti. In valore assoluto dei 72.8\12 animali vitime, ben 40.810 (pari al 56 per cento del totale), sono stati uccisi. Tra questi, 691 cani (rispetto ai 4.402 esemplari coinvolti) e 623 gatti (rispetto a 1.064). Si maltratta e si uccide nelle città, il 40,8 per cento dei casi accertati, nelle aree extraurbane, campagne o boschi (37,8 per cento) e nelle abitazioni o aree condominiali (21,4 per cento).
Pao. Ma.
10 ottobre 2005
I sapori di Toscana nelle ricette delle donne di Incisa
di Paolo Maggi *
Dopo aver preso per la gola migliaia di persone nel corso delle gustose sagre che costellano in lungo e in largo il territorio di Incisa Val d'Arno, Milena, Adriana, Bianca e tante altre donne, del locale circolo Arci, adesso tendono l'agguato, ovviamente gastronomico, ai palati dei tanti turisti in visita in questo magnifico pezzo di Toscana.
Hanno infatti ideato e realizzato con il contributo di Coop Incisa, la pubblicazione “Sapori di Toscana” che ricetta dopo ricetta accompagna il lettore alla scoperta dei più tipici piatti toscani e Valdarnesi in particolare. Si tratta di un’irresistibile invito a mettersi ai fornelli, ma anche e soprattutto a tavola per assaporare quanto di meglio la tradizione gastronomica della nostra regione ha concepito per soddisfare anche i palati più esigenti.
Crostini e salumi, minestra di fagioli, tagliatelle al sugo di coniglio, topini burro e salvia, Panzanella, minestra di Pane o Ribollita, pappa al pomodoro, ma anche Fegatelli di maiale alla valdarnese, trippa alla fiorentina e fagioli all'olio sono piatti oggetto delle ricette, descritte in italiano, inglese e tedesco, corredate da splendide fotografie, che insieme a una puntatina sui “segreti della griglia” si succedono sulle pagine dell'opuscolo.
Le ricette dedicate alle persone amanti delle tradizioni locali e del buon gusto, del mangiare sano e genuino, che per turismo o per lavoro sostano in queste zone, sono realizzate con prodotti scelti tra le aziende locali che forniscono la Coop Incisa.
L'opuscolo, stampato in migliaia di copie viene distribuito gratuitamente presso l'ufficio dell'APT situato all'uscita dell'Autosole di Incisa e presso tutti i campeggi e gli agriturismi della zona.
Minestra di Pane o Ribollita
Ingredienti per 6 persone: 1 ciuffo di cavolo nero; ¼ di cavolo di verza; 1 cipolla; 2 carote; 2 gambi di sedano; rosmarino e aglio; 600 gr. Di fagioli cannellini Coop; Pomodori pelati o conserva Coop; olio extra vergine di oliva f.lli Sordi; sale e pepe; 400 gr. pane toscano casalingo raffermo (panificio Pieralli).
Utilizzare una pentola con capacità di lt. 2,5.
Preparazione: lessare i fagioli in acqua fredda. In una pentola far rosolare tutti gli odori con abbondante olio, aggiungere i fagioli con l’acqua di cottura e passarli al setaccio con pomodoro o conserva, livellando la pentola di acqua. Portare a ebollizione e aggiungere cavolo nero e cavolo di verza, cuocendo a fuoco lento per circa 2,30 ore. Tagliare a fette il pane raffermo e in un recipiente di coccio alternare uno strato di pane alla zuppa fino a inzuppare il tutto. Far riposare 30 minuti prima di servire aggiungendo olio. Riscaldata il giorno dopo è la vera ribollita.
Vino consigliato: Chianti Poggio Felice
Pappa al Pomodoro
Ingredienti per 4 persone: 300 gr. Di pane casalingo raffermo del panificio Pieralli; 500 gr. Di pomodori maturi o pelati; 4 spicchi d’aglio; basilico; 1 litro di brodo; olio extra vergine di oliva f.lli Sordi; sale e pepe.
Preparazione: in una pentola, rosolate l’aglio in abbondante olio e appena accenna a prendere colore, unite i pomodori pelati e tagliuzzati con abbondante basilico. Salare, pepare e far cuocere per 30 minuti. Versare il brodo bollente e quando spicca il bollore unite il pane tagliato a fettine sottili. Far cuocere girando spesso, poi spengere il fuoco. Servire calda (mai bollente) o tiepida con abbondante olio a crudo.
Vino consigliato: Chianti Poggio Felice.
Fegatelli di Maiale alla Valdarnese
Ingredienti per 4 persone: 400 gr. Di fegato di maiale; 200 gr. Di rete di maiale; 1 spicchio d’aglio; semi di finocchio selvatico; foglie di alloro; olio extra vergine di oliva f.lli Sordi; sale e pepe.
Preparazione: pestate i semi di finocchio e lo spicchio d’aglio e mescolate con sale e pepe. Tagliate il fegato a pezzetti e passateli nel condimento e quindi avvolgeteli con cura nella rete,dopo averla fatta rinvenire in acqua calda. Posate i fegatelli su di una teglia spillati con uno stecchino e le foglie di alloro. Irrorateli poi con un filo d’olio e cuocerli in forno caldo per circa 15 minuti.
Vino consigliato Chianti Classico Castello di Uzzano.
* articolo pubblicato sul n. 76 di Coopinforma, ottobre 2005









