10 ottobre 2005

Pienza festeggia il VI centenario della nascita di Papa Pio II

Paolo Maggi *

© foto paolo maggi

L’apoteosi si raggiungerà  il 18 ottobre, ma le celebrazioni si stanno rincorrendo ormai da tempo a Pienza, ma non solo, per festeggiare il VI centenario della nascita di Pio II, il papa fondatore della splendida cittadina della Valdorcia.
Enea Silvio Piccolomini, diventato papa nel 1458 col nome di Pio II, volle infatti trasformare il borgo medievale di Corsignano, dove era nato il 18 ottobre del 1405, in residenza papale in stile rinascimentale.
L’abitato, rimasto pressoché  immutato nel tempo entro il perimetro delle mura costituisce un esempio unico di urbanistica Quattrocentesca, realizzata secondo concetti urbanistici che si rifanno alla città ideale della cultura umanistica.
I lavori durarono poco più di tre anni ed il 29 Agosto 1462 per la festività di San Giovanni Battista Pio II consacrava la Cattedrale e inaugurava la nuova città di Pienza.
Del progetto originario del 1459 ideato da Bernardo Gambarelli, detto il Rossellino oggi si possono ancora ammirare molti palazzi che si affacciano soprattutto lungo il corso Rossellino e piazza Pio II, vero e proprio cuore pulsante della cittadina, che vanta oltre la Cattedrale dell’Assunta, palazzo Piccolomini, palazzo Borgia e Jouffroy, il palazzo Comunale, palazzo Ammannati e il caffè “La Posta”. Uno strano destino volle che né Pio II nè  il Rossellino poterono godere a lungo della loro creatura: morirono entrambi a distanza di due mesi l'uno dall'altro nel 1464.
Nell’ambito delle celebrazioni del Papa fondatore di Pienza, anche la mostra “E’ nato qui”, racconto grafico-cromatico di Aleardo Paolucci. Inaugurata il 17 settembre la rassegna rimarrà aperta nelle splendide sale di Palazzo Piccolomini fino al 6 novembre prossimo. Totalmente pensata e realizzata da Aleardo Paolucci, come omaggio riconoscente a Pio II, ben prosegue la Rassegna dei Grandi Maestri dell’Arte italiana, che si tiene a Pienza ininterrottamente dal 1973.
L’autore, con una narrazione riccamente cromatica e affabulante, presenta in 56 opere, tutte assolutamente originali, le vicende di Enea Silvio Piccolomini: poeta, storico, oratore, diplomatico, politico, e grande umanista, la cui figura spicca nel ricco crogiolo delle personalità dell’Italia del 400, che eletto Papa nel 1458, volle costruire nel piccolo borgo medioevale una nuova città a misura d’uomo.La  Mostra, allestita in collaborazione con il Comune di Pienza, la Diocesi di Montepulciano Chiusi e Pienza, la Pro-Loco, la Fondazione San Carlo Borromeo, e il Parco della Val d’ Orcia, è accompagnata da un bel catalogo, che oltre a riprodurre tutte le opere esposte, riporta alcuni importanti testi critici (tra i quali, quelli di Dino Carlesi, Mario Specchio, Fabio Pellegrini, e don Ivo Petri), e le affettuose testimonianze di molti amici pientini che in questi anni hanno seguito ed incoraggiato Aleardo nel suo grande lavoro-omaggio a Pio II, e che hanno voluto così testimoniargli pubblicamente la loro amicizia la loro stima.
Per rendere ancora più allargata possibile la partecipazione dei pientini alle celebrazioni del centenario della nascita del fondatore della loro città, nello stesso periodo della Mostra, nel cortile del Palazzo Piccolomini (per gentile concessione delle Pie Disposizioni di Siena), è stato allestito un monumento provvisorio, alla cui realizzazione hanno collaborato con opere personalissime gli artisti: Luigi Biagiotti (scultore), Mario Biagiotti (ferro battuto), Emo Formichi (scultore) e Piero Sbarluzzi (scultore ceramista).
 ©Pienza P. Maggi

PIENZA

A Pienza si trova in Valdorcia, in quel di Siena e si raggiunge in auto utilizzando la SS2 Cassia sia da nord (Siena) e sia da sud (Acquapendente) od utilizzando (da est) l'autostrada del Sole ed uscendo a Bettolle per poi proseguire per Torrita di Siena od uscendo a Chiusi per poi proseguire per Chianciano Terme.
La Valdorcia è una terra di ottimo vino, buon olio e ... tanta tanta storia.
Qui sorgono antiche abbazie come Sant’Antimo, fortezze inespugnate come Montalcino e strade  percorse da millenni da eserciti o semplici pellegrini sulla via di Roma.
© foto paolo maggi
Il prodotto tipo di Pienza è il Cacio Pecorino acquistabile un po' ovunque in paese.
Oggi Pienza fa parte di un sistema territoriale chiamato "Parco Artistico, Naturale e Culturale della Val d'Orcia", che mira alla conservazione dello straordinario patrimonio artistico dei cinque comuni che ne fanno parte: Castiglion d'Orcia, Montalcino, Pienza, Radicofani e San Quirico d'Orcia.

La Pieve di Corsignano
Via delle Fonti - Aperta su prenotazione
Telefonare all'ufficio turistico (0578/749071)
Papa Pio II fu battezzato in questa pieve Romanica dell'undicesimo secolo che si trova subito fuori dal centro storico di Pienza. Possiede una torre cilindrica e un portale decorato con temi mitologici e fantastici. Sul lato un altro portale ha un architrave sul quale è scolpito un presepe di stile Bizantino.

* articolo pubblicato sul n° 73 di Coopinforma (ottobre 2005)

3 ottobre 2005

La cipolla di Certaldo a Boccaccesca 2005

Dal 2001 dodici aziende che fanno capo al Consorzio Certaldo 2000 con presidio Slow Food sono tornate a produrre la famosa cipolla di Certaldo, che proprio il Boccaccio menziona nel suo Decamerone, quando cita un tale Frà Cipolla, che “in quei terreni produceva cipolle famose in tutta la Toscana”. Il 2005 è stato un anno ricco di soddisfazioni per le dodici aziende produttrici, che hanno fortemente incrementato la produzione sia della “statina”, pronta  per il consumo fresco a maggio e che matura in estate, sia della “vernina”, che viene seminata fra novembre e gennaio per essere trapiantata fra marzo e aprile e raccolta a metà agosto. Per quanto riguarda la vernina si è passati dai 400 quintali del 2004 agli oltre 700 di quest’anno, suffragati anche dall’ottima qualità. Risultati che fanno bene sperare e che avranno un giusto risalto in questo mese di ottobre quando nello splendido borgo medievale di Certaldo alta si svolgerà “Boccaccesca 2005”. In questa circostanza il Consorzio infatti allestirà uno stand dove i visitatori potranno gustare la prelibata cipolla in tutte le salse, zuppe, alla brace, cotta sotto la cenere. Inoltre si potrà gustare la marmellata, ottima sui formaggi stagionati e sui bolliti.
Pao. Ma.

1 agosto 2005

L'Elba prima isola Slow

L’isola d’Elba è la prima isola-slow. L’isola dell’Arcipelago toscano è la capofila del progetto  che coinvolgerà altre isole in tutto il mondo e la prima in assoluto a “vantare il marchio con una chiocciola verde in campo blu che simboleggia - ha sottolineato Luca Fabbri, governatore Slow Food di Toscana -, olre alla virtù della lentezza, il radicamento di un territorio, la sua salvaguardia attraverso il recupero dei prodotti e delle attività legate alla tradizione agroalimentare”. La creazione delle Isole slow rappresenta un ulteriore sforzo ''che mira a tutelare l'ambiente, creando contemporaneamente ricchezza, nuove opportunita' di lavoro per gli isolani residenti e per chi decidesse di tornare''. Diventare Isole slow significa, anche, ''dire no ai prodotti geneticamente modificati e impegnarsi da una parte a proporre ospitalita' di qualita' e dall'altra puntare sulla formazione, coinvolgendo i giovani in una vera e propria educazione al gusto''. Le Isole Slow diventeranno tutte socie sostenitrici dei progetti della Fondazione Slow Food per la biodiversita'. Ciascuna sara' gemellata con un'altra nel mondo. L'Isola d'Elba ha chiesto di essere associata alle novervegesi Lofoten. La prossima isola italiana ad essere nominata 'isola slow' sara' Lipari, in Sicilia. Fondata da Carlo Petrini, Slow Food è un’associazione internazionale che conta oggi 82.000 iscritti, con sedi in Italia, Germania, Svizzera, Stati Uniti, Francia, Giappone, oltre a rappresentanze in 107 diversi paesi.
Pao. Ma.

5 luglio 2005

Igiene e bellezza nell'antico Egitto

paolo maggi*

Nefertiti


Un viaggio alla scoperta di profumi, unguenti e creme per la pelle o per i capelli usati dagli antichi egizi attraverso un percorso archeologico e botanico straordinario. E’ quanto offre la mostra “Igiene e bellezza nell’antico Egitto. L’altra dimensione del sapere” organizzata da Aboca Museum in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, sezione egizia,  a Palazzo Bourbon del Monte a Sansepolcro in provincia di Arezzo.
Con i suoi oltre sessanta reperti risalenti all’Egitto faraonico, tra cui il sarcofago del sacerdote Khonsumes e il calco del famosissimo busto di Nefertiti, l’esposizione ripercorre la vita degli antichi egizi nell’aspetto più intimo e quotidiano legato alla cura dell’igiene e dell’aspetto attraverso i colori, gli aromi e i profumi delle piante e delle droghe allora conosciute e che ancora oggi sono così utili all’uomo. L’esposizione, articolata in quattro sezioni dedicate ai profumi, alla cura della pelle, dei capelli e al trucco, permette al visitatore di conoscere questa civiltà attraverso un’”altra dimensione del sapere” nei suoi aspetti peculiari di una quotidianità vissuta in un contesto di scienza, religione e magia, dove anche l’igiene e la cosmesi, contribuirono al raggiungimento della perfezione estetica al quale il popolo egizio anelava.  “Questa mostra, organizzata in stretta collaborazione con la sezione Egizia del  Museo Archeologico di Firenze – spiega Valentino Mercati, presidente di Aboca Spa -, si prefigge la valorizzazione delle antichissime usanze praticate dagli Egizi, nelle quali era già ben chiara l’idea della cura del corpo, sia sotto l’aspetto salutistico sia sotto quello igienico ed estetico”. Di particolare interesse anche la
riproduzione di alcuni olii e unguenti degli antichi Egizi sperimentati e realizzati nel laboratorio Aboca, seguendo le antiche ricette tramandate dal Papiro di Ebers. L’esposizione, che si avvale anche della collaborazione dei Musei Egizi dell’Agricoltura e dell’Agricoltura dell’Antico Egitto del Cairo e dell’associazione culturale Arte-mide, rimarrà aperta fino al 31 ottobre 2005, presso palazzo Bourbon Del Monte in via Niccolò Accolti a Sansepolcro, tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19 (info: tel. 0575 733589 – www.aboca.it/abocamuseum).

*pubblicato sul n. 75 di Coopinforma (luglio 2005)

2 luglio 2005

La Toscana al top per le gite scolastiche

di Paolo Maggi


Oltre 2 milioni e 200 mila presenze e un fatturato di 86milioni di euro catapultano la Toscana in vetta alla classifica delle mete preferite dal turismo scolastico. A dirlo sono i dati del Terzo Osservatorio Nazionale sul Turismo Scolastico presentato dal Centro Studi Turistici e dall’Aci di Firenze, elaborati su un campione di 1794 istituti scolastici.
L’indagine biennale evidenzia che negli ultimi due anni gli studenti italiani hanno viaggiato meno, ma che per l’anno scolastico 2004/05 si può parlare di un’inversione di tendenza a conferma che nonostante il susseguirsi di eventi drammatici o congiunturali si sta assistendo a una graduale ripresa del turismo scolastico seppure con una ridistribuzione dei flussi. In pratica vengono abbandonate le destinazioni considerate meno sicure o con livelli di prezzi troppo elevati a favore di quelle che riescono a garantire una maggiore affidabilità e una convenienza economica: prevale l’alternativa più che la rinuncia.
Un dato che emerge nell’indagine è proprio l’affermazione delle cosiddette “località minori”, o meglio, quelle al di fuori dei tradizionali circuiti turistici, visto che portano i nomi di località importanti come Pisa, Lucca o la provincia di Grosseto, dove arte e natura si armonizzano in maniera ideale e i costi risultano più convenienti. La meta più ambita resta comunque Firenze che però rispetto al biennio precedente perde l’1 per cento di presenze scolastiche, contro una crescita regionale che si aggira sul 4 per cento.
In soldoni l’indagine evidenzia che è aumentato il numero complessivo dei viaggi rispetto al biennio precedente ed è cambiata anche la distribuzione fra le mete nazionali (76 per cento) e quelle estere (24 per cento). La stima dei partecipanti ai viaggi d’istruzione è di 4 milioni e 375 mila giovani, ovvero il 16,2 per cento in più rispetto alla precedente indagine. Di questi, 3 milioni e 325 mila studenti hanno visitato una o più località italiane e 1 milioni e 50 mila hanno preferito una o più località estere, mentre la durata media dei viaggi è passata da 3,2 a 3,8 giorni.
L’offerta culturale e museale rappresenta la prima motivazione per le visite didattiche conil 38,5 per cento , in leggero incremento rispetto alla precedente indagine. Un altro motivo di interesse cono le visite ai parchi e alle aree protette (25,4%), seguite da quelle nelle aziende (20%), fiere e manifestazioni (12,2%).
Per quanto riguarda gli spostamenti, i bus rimangono il mezzo più utilizzato (57,9 per cento), seguito dal treno (24,3%). Il trasporto aereo ha subito un incremento di due punti passando dall’11,7 al 13,7 %.
Fra le regioni italiane meta dei viaggi d’istruzione la Toscana continua a ricoprire il ruolo di protagonista assoluta, con ben cinque località fra le prime venti (Firenze, Siena, Pisa, Lucca e Arcipelago toscano), con il 17,8 per cento dell’intero movimento, in aumento rispetto all’indagine del 2003, ma al di sotto dei livelli raggiunti nel 2000/2001. Le altre regioni con le quote di mercato più significative sono l’Emilia Romagna con oltre un milione e mezzo di presenze, il Lazio e il Veneto. Fra le scelte dei viaggi all’estero la Francia e la Spagna continuano ad essere le mete più ambite, anche se le presenze degli studenti italiani registrate per il 2004/2005 rimangono ben lontane da quelle rilevate nel 200/2001. Il paese straniero che ha registrato un forte incremento del numero dei viaggi e di partecipanti è la Germania. Barcellona e Praga si contendono il primato di città “più richieste” dagli studenti italiani, mentre Parigi è in terza posizione. 

10 giugno 2005

Nel museo entra in gioco la matematica

FIRENZE. E’ nato a Firenze Il "Giardino di Archimede, un Museo per la Matematica", promosso dal Quartiere 4 e dalla Provincia di Firenze,  realizzato presso l'ITT Marco Polo di San Bartolo a Cintoia. Inserito anche tra i progetti del Comune di Firenze denominati "Chiavi della Città", in poco tempo è stato visitato da ben, da circa 3000 persone, soprattutto studenti.
Realizzato come un luogo di giochi e meraviglie, da cui è possibile aprire una finestra sugli aspetti più creativi e fantasiosi della matematica imparando in modo divertente come questa disciplina sia sempre presente nella nostra vita quotidiana, il museo propone tre sezioni. La prima, intitolata "Oltre il compasso: la geometria delle curve", analizza gli elementi basilari della geometria, la retta e il cerchio, fino ad arrivare ai frattali. Questa sezione presenta numerosi punti interattivi in cui gli oggetti esposti possono essere toccati e azionati direttamente dai visitatori. La seconda sezione, "Pitagora e il suo teorema", è un'area dedicata ai più piccoli che si possono divertire a ricomporre dei "puzzle" con i famosi triangoli rettangoli di Pitagora, per verificare le proprietà del teorema più famoso del mondo. La terza e ultima sezione, intitolata "Leonardo Pisano, la scienza araba e la rinascita della matematica in Occidente", ci fa scoprire il personaggio che ha portato in Europa il linguaggio delle cifre arabe.
In cantiere la realizzazione di una proposta del professore Enrico Giusti, direttore del museo, per attrezzare l'area esterna al museo, di uno spazio ludico-didattico, un vero e proprio "parco giochi matematico" che potrebbe essere aperto al pubblico indipendentemente dall'accesso al museo. Il Museo è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e la domenica dalle 15 alle 19. Il biglietto d'ingresso è di 5 euro (ridotti 4 e 3 euro). Ingresso gratuito per i bambini fino a 6 anni di età. "Il Giardino di Archimede" può essere visitato su prenotazione telefonando allo 055/4223275. Indirizzo e-mail: archimede@math.unifi.it.
Pao. Ma.

25 maggio 2005

Abetone: a dicembre la "nuova Riva"

Nella prossima stagione sciistica abetonese si potrà sciare sulla nuova Riva. A dicembre la vecchia seggiovia monoposto rossa Villa Imperatori-Selletta, conosciuta da tutti come Riva, andrà in pensione e sarà sostituita da una più moderna e comoda  biposto, con seggiolini imbottiti e un tranquillo tappeto di imbarco che a monte avrà due uscite, una che conduce al rifugio Selletta e alla pista Riva e l’altra direttamente alle piste Selletta e Foresto.
Si tratta di uno degli impianti che hanno tracciato la storia dello sci, che nel 1969 sostituì il mitico slittone, costruito nel 1935 dalla stessa società ancora oggi proprietaria dell’impianto.
La nuova seggiovia, che avrà un costo di oltre 3.100.000 euro, avrà un tempo di percorrenza di  7 minuti e 12 secondi,   rispetto agli attuali 8 minuti e 47 secondi e una portata oraria di 1200 persone, contro le 720 del vecchio impianto; la lunghezza sarà di 1200 metri, il dislivello di 328 metri  e le seggiole in linea saranno 145.
Dopo l’opera di demolizione   della vecchia struttura, a  fine agosto/primi di settembre  inizieranno i lavori di montaggio, nella  prima decade di ottobre è prevista la messa in opera della fune portante, entro il 25 di ottobre ci sarà il montaggio delle seggiole sulla fune, il  5 novembre inizieranno le  operazioni di precollaudo e il 10  novembre è fissato il collaudo.
La nuova Riva è l‘ultima tappa di un processo di profondo rinnovamento della stazione toscana, che in 5 anni ha ammodernato oltre il 70% dei propri impianti. Un percorso  iniziato nel 1999, con la nuova telecabina Casa cantoniera – Monte Gomito (Ovovia) e la seggiovia triposto Campo tennis, continuata nell’inverno 2003-2004, con le tre seggiovie  quadriposto Pulicchio, Sprella e Tre Potenze in Val di Luce, e nel 2004-2005 ancora con le due quadriposto Le Regine – Selletta e Val di Luce-Monte Gomito.
Pao. Ma.

3 gennaio 2005

Riapre al pubblico palazzo Chigi Saracini

Dopo due secoli torna a svelare ambienti e tesori d’arte straordinari. Per l’occasione anche una mostra dedicata ai protagonisti dell’arte tra Seicento e Settecento. Aperti al pubblico, per la prima volta, alcuni ambienti di palazzi privati nei quali si respira l’atmosfera della Siena del tempo di Galgano.

Paolo Maggi

SIENA. Capolavori di Domenico Beccafumi, del Sassetta del Brescianino, di Rutilio Manetti e di tanti altri maestri dei Sei-Settecento custoditi in magnifiche stanze arredate con mobili principeschi e oggetti preziosi si svelano al visitatore che risponde all’”Invito a Palazzo Chigi Saracini - Le stanze e i tesori della collezione”, la mostra curata da Carlo Sisi e Enrico Colle, in occasione della riapertura al pubblico, dopo quasi due secoli, della storica dimora senese.
Fino al 15 giugno è infatti possibile visitare il Palazzo, oggi sede della prestigiosa Accademia Musicale Chigiana, che racchiude oltre dodicimila pezzi riuniti dal nobile Galgano Saracini sin dal 1806, quando aprì al pubblico degli amatori e degli allievi dell’istituto di Belle Arti il “vago e superbo museo” all’interno di quel piccolo castello medievale che era la sua dimora, a pochi passi da piazza del Campo e dalla Cattedrale.
Il “museo”, occupava quattordici stanze (divenute poi venti nel 1819) del palazzo gotico costruito nel Duecento dalla famiglia Marescotti, passato nel 1506 ai Piccolomini Mandoli e acquistato verso il 1770 dal padre di Galgano, Marco Antonio Saracini. Galgano aveva esposto tele, statuette, bassorilievi, disegni, antichità etrusche e romane, maioliche ed anche preziose manifatture in avorio, legno e pietre dure. Fra tanti gioielli spiccavano i dipinti della quadreria dedicata soprattutto alla scuola senese (come testimonia la serie di capolavori dovuti a Sassetta, Domenico Beccafumi, Brescianino, Rutilio Manetti, Bernardino Mei etc.), nella quale non mancano tuttavia opere di maestri come Bernardo Strozzi e Salvator Rosa.
A quasi due secoli dalla prima apertura del palazzo per “il pubblico godimento”, il visitatore oggi può accedere per la prima volta alle stanze e ai salotti che fecero parte del primitivo percorso museale ideato da Galgano, successivamente modificato in stile romantico dai suoi discendenti. L’itinerario di visita conduce in stanze che rispecchiano esattamente il gusto settecentesco (come l’aula Pergolesi, che conserva l’allestimento del 1819), in salotti ottocenteschi (che, pur rinnovati nelle tappezzerie e nei tendaggi, mantengono l’eclettica eleganza tipica del XIX secolo) e nella galleria che, completamente restaurata e ritinteggiata, presenta i dipinti in una nuova sistemazione per periodi e ambiti culturali.
Il progetto di recupero, quasi come quello di duecento anni fa, ha previsto l’utilizzo di numerose maestranze attive sul territorio che, seguendo specifiche direttive, hanno rinnovato il gusto degli antichi proprietari.
Per l’occasione , inoltre, al piano terra del palazzo è stata allestita anche la mostra “Oltre la Scuola Senese. Dipinti del Seicento e del Settecento nella collezione Chigi Saracini”, a cura di Riccardo Spinelli, con capolavori di Salvator Rosa, Bernardo Strozzi, Simone Pignoni, Pier Francesco Cittadini e Sebastiano Conca, insieme con opere meno note o in gran parte inedite riemerse, dai depositi della collezione o rintracciate nei luoghi meno frequentati della dimora.
Nella città del palio inoltre, a coronamento dell’iniziativa, sono stati aperti alla visita del pubblico, per la prima volta anche alcuni ambienti di palazzi privati, nei quali si respira ancora l’atmosfera della Siena del tempo di Galgano Saracini.
E per chi vorrà approfondire la conoscenza del collezionismo ottocentesco in terra senese sarà possibile visitare il Museo Civico di Montepulciano che conserva la collezione di quasi duecento dipinti che appartenne al Primicerio della Cattedrale poliziana, Francesco Crociani (1782-1861).
L’iniziativa è promossa da Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Banca Monte dei Paschi di Siena, Fondazione Accademia Musicale Chigiana, con il Patrocinio dell’Amministrazione Provinciale e del Comune di Siena e con la collaborazione Direzione Regionale dei Beni Culturali della Toscana, Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico per le Province di Siena e Grosseto, Fondazione Musei Senesi


Informazioni

“Invito a Palazzo Chigi Saracini. Le stanze e i tesori della collezione” rimarrà aperta fino al 15 giugno 2005, tutti i giorni, compresi lunedì e festivi, dalle 9 alle 19.30. I biglietti costano 9 euro gli interi e 7 i ridotti, mentre per le scuole 4 euro e comprende l’ingresso e la visita guidata alla galleria, al piano nobile del Palazzo Chigi Saracini e alla rassegna Oltre la scuola senese. La visita viene effettuata con l’assistenza di guide professionali in gruppi composti da un massimo di 25 persone e dura circa 1 ora e 30 minuti, con partenza ogni 15 minuti (sabato e domenica), ogni 30 minuti ( tutti gli altri giorni). Su richiesta, e per gruppi di 25 persone, è possibile prenotare la visita in lingua francese, tedesca e inglese.
L’accesso ai disabili è possibile solo su prenotazione da effettuare almeno tre giorni prima della visita presso la segreteria della mostra ( tel. 0577 246928 Fax 247874
segreteriamostra@chigiana.it


La pittura di Ademollo

In occasione dell’evento Invito a Palazzo Chigi Saracini. Le stanze e i tesori della Collezione vengono riaperti al pubblico alcuni degli ambienti più significativi ed eleganti della Siena della fine del Settecento. Si tratta di luoghi in cui si respira ancora quell’atmosfera di Neoclassicismo che fu molto apprezzata anche da Galgano Saracini e che ebbe nella figura di Luigi Ademollo (1764-1849) il più raffinato interprete nel campo della pittura. La capacità di narrare favole antiche e mitologiche, con uno stile ricercato in cui la delicatezza cromatica si lega alla leggerezza del tocco, lo fecero apprezzare da alcuni nobili senesi che lo invitarono a dipingere i soffitti delle loro dimore.
La pittura di Ademollo potrà essere riscoperta attraverso un itinerario urbano che si muoverà tra la decorazione della cappella del Palazzo Venturi Gallerani (1793-1794), le Storie mitologiche dipinte nei soffitti della dimora di Filippo Sergardi tra il 1794 e il 1795 e i cicli di Storie antiche di Palazzo Sozzini Malavolti (1796-1798) e Palazzo Bianchi (1803).

8 dicembre 2004

Sessanta anni di cooperazione fra Bisenzio e Ombrone

di Paolo Maggi *


Il 24 dicembre la Cooperativa Bisenzio Ombrone compie sessant’anni. Sessanta anni che affondano le radici ben più lontano nel tempo, fra le pieghe del territorio, nella cultura della gente e nel tessuto produttivo di quel pezzo di Toscana incastonato fra le valli del Bisenzio e dell’Ombrone.
Le prime cooperative di consumo nacquero, infatti, attorno alla Società democratica di Mutuo soccorso che fu fondata a Vaiano nel 1880, ma già un decennio prima era stato creato un “magazzino di consumo cooperativo” e addirittura, i presidenti della “Società alimentaria” di Carmignanello e della Pieve di Usella parteciparono alle manifestazioni per il passaggio di Garibaldi nella Val di Bisenzio e la presa di Roma.
La storia della cooperazione che s’intreccia con la storia di quelle popolazioni, le sue sofferenze e le sue lotte anche contro aggressioni armate come nel lontano 17 aprile del 1921 quando, tragico presagio del ventennio nero, il palazzo della Cooperativa generale di Vaiano che ospitava anche la Casa del Popolo, fu assalito e incendiato da una squadra fascista arrivata sul posto a bordo di alcuni camion sparando all’impazzata,  uccidendo tre uomini. Fu un giorno terribile per la gente della “valle rossa” com’era chiamata allora la  Val Bisenzio.
Finiti gli anni bui del fascismo l’Italia liberata si trovò di fronte ad una brutta situazione. Mancava tutto. I vecchi soci della Cooperativa si rimboccarono le maniche e a costo di grandi sacrifici dettero vita alla “Cooperativa Generale di Consumo di San Salvadore” a Vaiano. Era la sera della vigilia di Natale del 1944 e si racconta che il notaio Giuseppe Pasquetti, da Prato si recò a Vaiano in bicicletta per  formalizzare l’atto costitutivo. In pochi anni nonostante le difficoltà furono aperti nuovi spacci nelle frazioni e nei paesi e le coop svolsero un ruolo essenziale nell’aiuto delle popolazioni, soprattutto famiglie di operai delle aziende tessili.
Il primo febbraio del 1953 dall’unione fra le cooperative di Vaiano e La Briglia nasce l’Unione Cooperative Val di Bisenzio che il 9 gennaio del 2002 si trasformerà in “Coop Bisenzio Ombrone Soc. Coop a r.l.” e che un anno dopo sancirà la fusione con la Cooperativa di Consumo del Popolo di Seano nel comune di Carmignano e con la Coop del Popolo di Poggio a Caiano.
“Oggi - dice Bruno Gucci, presidente della Cooperativa dal 1973, ma già nel Consiglio d’amministrazione dell’Unione Coop Val di Bisenzio dal 1969 – contiamo oltre 10mila soci con un giro d’affari di 13.900.000 euro, un prestito sociale intorno agli 11milioni di euro e ben otto punti vendita di cui 5 superettes (piccoli supermercati) e tre negozi tradizionali, possiamo vantare un successo che ci fa ben sperare anche di fronte ai violenti attacchi al mondo della cooperazione da parte del governo di centrodestra”.
“Un successo – prosegue Gucci - fatto di risultati economici ma anche d’impegno sociale e solidaristico, mirato sia al recupero del patrimonio artistico e ambientale come gli interventi nel complesso monumentale di Badia a Vaiano dove abbiamo contribuito con 40mila euro, o la partecipazione, con il comune di Cantagallo al progetto di recupero del Castello della Rocca di Cerbaia dove abbiamo stanziato 15 mila euro, sia nei confronti di progetti sociali come la campagna “Salva un bambino” realizzata in collaborazione con la cooperativa scolastica “Primi passi” dove abbiamo contribuito con 13 mila euro. “A questo proposito – dice ancora il presidente Gucci - vorrei ricordare l’esperienza della Farmacia Cooperativa, nata nel 1809 nel comune di Vaiano, che ha svolto e svolge un ruolo importante e qualificato con un servizio 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno accumulando utili accantonati a riserva indivisibile oltre a una quota-parte di utili che a beneficio della comunità vaianese: ad esempio nel 1988 è stato recuperato un grosso fabbricato, poi affittato al comune e che adesso ospita il centro anziani Auser “La sartoria”, un asilo nido gestito da una cooperativa sociale, la biblioteca comunale  e il Centro di documentazione storica ed etnografica, la Scuola di Musica, e gli uffici Scuola e cultura del comune.
Per il futuro – conclude Gucci – pensiamo anche alla ristrutturazione dei punti vendita di Poggio a Caiano e Seano in modo da trasformarli da piccole superettes a negozi a gamma merceologica completa, naturalmente non perdendo di vista la collaborazione con altre cooperative e in particolare con Unicoop Firenze. Insieme alla Farmacia cooperativa e altre associazioni stiamo inoltre valutando l’opportunità di realizzare una casa di riposo per anziani”.
C’è tanto da fare e tanto è stato fatto ma ora si pensa ai festeggiamenti che prenderanno il via il 16 dicembre, al teatro G. Modena di Vaiano con la presentazione di un CD di canzoni popolari della Val di Bisenzio realizzato dal gruppo musicale “Tuscae gentes” che sarà dato in omaggio a tutti i soci della Cooperativa e messo in vendita nei vari negozi e l’avvio di una raccolta di fondi per un progetto che prevede la realizzazione di un’aula scolastica in Burkina Faso. Il 22 dicembre concerto di musica lirica sempre al teatro G. Modena, mentre il 23 al museo ex Meucci di Vernio si balla con la musica dell’orchestra-spettacolo Pietro Galassi.

* pubblicato su Coopinforma n. 73, dicembre 2004

1 dicembre 2004

Abetone, nuovi impianti e neve a cannonate

di Paolo Maggi *

Val di Luce


Se lo scorso inverno è partito per l’Abetone all’insegna delle grandi novità, con ben tre nuovi impianti  e la ricostruzione dell’ovovia distrutta da un attentato, quello alle porte non sarà da meno. Anche quest’anno infatti  due nuovi impianti di risalita aspettano coloro che raggiungeranno la stazione di sci toscana.  Si tratta di due seggiovie quadriposto: la “Le Regine-Selletta” e la “Val di Luce – Monte Gomito”.
La seggiovia Le Regine Selletta sostituisce la vecchia monoposto, entrata in funzione nel 1961 su iniziativa della Società Slittovie Abetone, che nel 1935, con il famoso slittone, inaugurò lo sci da discesa nella località toscana. Il nuovo impianto, che ricalca il vecchio tracciato, costituirà una  comoda porta d’accesso al comprensorio:  per la sua costruzione è stata formata una apposita società,  la Ximenes spa, di cui fanno parte impiantisti e Comune di Abetone e che prende il nome dall’ingegnere  che nel corso del 18° secolo progettò la strada  che attraverso il passo dell’Abetone  metteva in comunicazione il Granducato di Toscana con Modena. La nuova seggiovia è una  quadriposto ad agganciamento automatico carenata, con una portata oraria  di 2200 persone.  Costruita dalla ditta Leitner coprirà  i 430 metri di dislivello in soli sei minuti rispetto ai 15 della vecchia monoposto, le seggiole in linea previste sono 116 e la velocità sarà di 5 metri al secondo. Gli sciatori potranno parcheggiare  al parcheggio delle Regine, con 300 posti auto, e sarà inoltre istituito un servizio di  navetta che dalla Valle del Sestaione  in 5 minuti porterà  alla partenza dell’impianto. Per il prossimo anno è previsto un nuovo parcheggio di 200 posti. Anche la seggiovia Val di Luce-Monte Gomito è di primaria importanza per i collegamenti tra le diverse valli del comprensorio abetonese. L’impianto, che sostituisce la vecchia biposto entrata in funzione nel 1974,  avrà caratteristiche simili, anche dal punto di vista estetico, alle seggiovie Sprella e Tre Potenze inaugurate lo scorso anno. Si tratta infatti anche in questo caso di una seggiovia quadriposto ad agganciamento fisso con tapis roulant.  Coprirà un dislivello di  376 metri, per una lunghezza di 1030, le seggiole in linea saranno 116, la portata oraria  di 2200 persone. Alla velocità di 2,50 metri al secondo l’impianto dimezzerà rispetto al precedente i tempi di risalita.
le Regine
E’ così completato il rinnovo totale degli impianti della Val di Luce avviato alcuni anni or sono. L’Abetone di oggi è dunque una stazione moderna, capace di competere con le  più note località  delle Alpi e facilmente raggiungibile dalle principali città toscane ed emiliane. Negli ultimi 5 anni l’Abetone ha rinnovato il 70% dei suoi impianti di risalita e gli investimenti sono stati pari a oltre 30 milioni di euro.  Motore di questo  rinnovamento,  oltre all’intraprendenza degli impiantisti,   anche il significativo contributo delle leggi 140 e 166,  che hanno dato finanziamenti  per la ristrutturazione degli impianti di risalita nelle regioni a statuto ordinario.  Leggi in cui la Regione Toscana ha fatto da capofila.
Ma non ci sono solo i nuovi impianti: Abetone vuol dire infatti piste per tutti i gusti, dai semplici campi scuola ai tracciati impegnativi che vedono sfilare atleti di alto livello. Nel corso degli anni poi sono stati fatti lavori di adeguamento dei tracciati per adattarli alle nuove portate degli impianti, e alle nuove traiettorie di sciatori e snowboarders,  oltre che alla sicurezza ormai richiesta per legge sulle piste. In Val di Luce è stato anche predisposto un impianto, l’unico in Appennino, per il distacco programmato delle valanghe.  Per garantire la neve anche in caso di scarse precipitazioni il 40%  per cento delle piste  è coperto da innevamento programmato, con oltre 100 cannoni ad alta e bassa pressione e il prossimo anno sarà interamente rimodellata e dotata di innevamento anche la pista Chierroni, che conduce alle Regine. Una nuova stagione è dunque alle porte. In questi giorni si stanno ultimando i dettagli e ci si prepara ai collaudi. E poi tutti sulla neve:  l’Abetone aspetta gli sciatori con i suoi 50 km. di piste,  18 impianti di risalita, con una capacità di trasporto di 25.000 persone l’ora, e sei rifugi in quota.

LE GARE DELLA STAGIONE

Le prime gare sono fissate per il 18 e 19  dicembre: due prove di slalom gigante organizzate dal Top Ski per la categoria Master (over 30); . Poi la pausa natalizia e la ripresa degli impegni a gennaio. In particolare segnaliamo il 25,26, 27 gennaio le gare Fis maschili organizzate dallo sci club Abetone, a febbraio, dal 7 al 10, le Fis cittadini maschili e femminili organizzate dal Top Ski, il 3 e 4 marzo la Coppa Europa femminile, dal 9 al 12 sempre di marzo le finali del Trofeo San Paolo per allievi e ragazzi,  il 19 e il 20 ancora gare master con le finali di Coppa Italia organizzate dal Pool Firenze e poi dopo Pasqua, nel mese di aprile, dal  4 al 9 le finali nazionali e internazionali del Pinocchio sugli Sci. La lunga stagione agonistica si concluderà il 17 aprile, ancora con gare Master nazionali.

* Art. pubblicato su Coopinforma n. 75, dicembre 2004