21 giugno 2019

Pisa accoglie il Toscana Pride


Sono già più di 50 gli esercenti - tra albergatori e commercianti - che hanno aderito al Toscana Pride di Pisa. Non si è fatta attendere la risposta entusiastica della città a sostegno della manifestazione dell’orgoglio lesbico, gay, bisessuale, transessuale e transgender, queer, intersessuale e asessuale che si terrà sabato 6 luglio a Pisa (ritrovo alle 16.00 in via Benedetto Croce).

Nella giornata dell’orgoglio e della visibilità, accanto ai sostenitori storici del Toscana Pride fin dalla prima edizione: ARCI, CGIL, UISP e ANPAS ci sono anche negozi, ristoranti, b&b e hotel, bar e locali che si preparano a colorare le proprie vetrine di arcobaleno e ad accogliere i partecipanti alla parata con menù special pride, brindisi di benvenuto, piccoli omaggi (sacche, caramelle e l’immancabile shottino). La vera sorpresa è che tra gli esercizi convenzionati con il Toscana Pride troviamo anche negozi di gaming, oggettistica, abbigliamento, copisterie, librerie, parrucchieri ed erboristerie.
“L’obiettivo era di creare una rete di attività commerciali in cui chi viene da fuori città a manifestare al Toscana Pride abbia la certezza di essere il benvenuto o la benvenuta e che non subirà discriminazioni per il proprio orientamento sessuale o per la propria identità di genere. Questo vale dal bar dove si va a fare colazione all’hotel dove si pernotta. Siamo davvero soddisfatti e soddisfatte della risposta positiva della città: Pisa si sta davvero rivelando la città accogliente e inclusiva che sapevamo essere.” sostiene Francesca Gimelli, coordinatrice del Gruppo Convenzioni del Toscana Pride e volontaria in Pinkriot Arcigay Pisa.
Ed eccoli tutti, uno ad uno: AC Hotel Pisa by Marriott, Alo Salon, Amadeus Caffè, Bar Caprice, Bar Centro, Bar il Bruchetto, Bar La Borsa, Bar Tripoli, Baribaldi, Bazeel, Bio al Sacco, B&B Rinascimento, Camarillo Caffè, Ciò Fame, Copisteria Santa Caterina, Costumeria Priscilla, Cremeria La Berlina, Di Qua D’Arno, DolceDiva Parrucchieri/Estetica, Dungeon Street, Eleven, Enobirreria L’Etrusco, Filter Coffee Lab, Gelateria DeColtelli, Goblin Café, Grand Hotel Golf, Il Pozzo dei Miracoli, Jungle La Chupiteria Abusiva, La Gallina Nera, L’Orsa Minore Libri e Mappe, La Soffitta delle Fate, La Staffetta Tap Room, La Torre del Luppolo, Le Parisien - Wine Bar, Libreria Tra Le Righe, L’Arciere, L’Erbolario, L’Eternauta,  Mediceo Paninoteca, Meditur Hotel Migliarino, Orzo Bruno, Osteria di Culegna, Pizzateca, Punto e a Capo, Rimedia, Ristorante Numeroundici, Ristorante Pizzeria Borghetto, Skyline, Smokin City Pisa, Sottobosco Libri&Caffè, Sud, Tabaccheria in Via Crispi 17, Toastmania, Vegan come Koala e Wood Coffee (lista aggiornata al 18 giugno). Presso gli esercizi convenzionati - dal 1 al 7 luglio - si avrà diritto a sconti ed omaggi esibendo il coupon elettronico scaricabile da www.toscanapride.eu/convenzioni). Per gli esercizi commerciali che non lo hanno ancora fatto, c’è ancora tempo per sostenere il corteo dell’orgoglio LGBTQIA+* scrivendo a: convenzioni@arcigaypisa.it

Il Toscana Pride è nato da un percorso politico intrapreso tre anni fa da un’ampia rete di associazioni toscane che oggi compongono il Comitato promotore: AGEDO Toscana, Arcigay Arezzo "Chimera Arcobaleno", Arcigay Livorno L.E.D Libertà e Diritti, Arcigay Siena “Movimento Pansessuale”, Azione Gay e Lesbica (Firenze), Collettivo Asessuale Carrodibuoi, Associazione Consultorio Transgenere (Torre del Lago), Famiglie Arcobaleno (Toscana), IREOS Comunità Queer Autogestita (Firenze), LuccAut (Lucca), Pinkriot Arcigay Pisa, Polis Aperta e Rete Genitori Rainbow. 
Si può aderire al Toscana Pride scrivendo a: adesioni@toscanapride.eu e sostenere l’evento tramite bonifico sul conto corrente IT62 W033 5901 6001 0000 0142 545 (Banca Prossima). Intestato a: Toscana Pride.
Info: www.toscanapride.eu. Su FB Toscana Pride, Twitter @ToscanaPride, Instagram #ToscanaPride2019

Pao.Ma 

13 maggio 2019

Appuntamento a Barbiana


Sabato 18 maggio torna l’appuntamento con la Marcia di Barbiana, giunta alla sua XVIII edizione. 

Centinaia di partecipanti provenienti da tutta Italia si ritroveranno anche quest’anno fianco a fianco sulla strada che sale fino alla scuola che fu di Don Milani. Un passo dopo l’altro, in un cammino lento e ricco di significato, la Marcia vuole ribadire anche quest’anno l’importanza di una scuola per tutti, pubblica e modello di stimolo per trasmettere saperi critici e formare in primo luogo cittadini consapevoli dei loro diritti e dei loro doveri. 
La marcia torna così ad attirare l’attenzione verso quell’esperienza educativa unica che dal dicembre 1954 vide protagonista Don Lorenzo Milani per quasi tredici anni.  
Per i partecipanti l'appuntamento è alle ore 10:30 presso la località “Lago Viola” per la partenza
a piedi in direzione di Barbiana. Al Lago Viola si potrà accedere sia con mezzi propri (fino ad esaurimento del parcheggio) oppure con le navette messe a disposizione del Comune di Vicchio che partiranno dalla Stazione ferroviaria (in concomitanza con l’arrivo dei treni da Borgo San Lorenzo e Firenze) o dal parcheggio per autobus in Via Costoli adiacente alle Piscine Comunali. All’arrivo, previsto intorno alle ore 12:00, saranno rivolti i saluti delle autorità presenti a tutti i partecipanti, prima di presentare i lavori e resi noti i vincitori del Concorso “La Parola genera”, promosso dall’Istituzione Don Milani che ha visto la partecipazione di diversi istituti scolastici provenienti da varie zone d’Italia come da Foggia, Bari oltre che dalle scuole del Mugello.
 La Marcia di Barbiana vivrà anche un importante prologo Venerdì 17 Maggio. Alle ore 17,00 presso la Biblioteca Comunale di Vicchio si svolgerà infatti la presentazione del libro di Paolo Landi “La Repubblica di Barbiana - La mia esperienza alla scuola di Don Lorenzo Milani”.
Per Info: Ufficio Cultura Comune di Vicchio. 0558439269
email ufficio.cultura@comune.vicchio.fi.it


Pao. Ma.

13 aprile 2019

I 150 anni della Scuola d'Arte

Un viaggio dagli anni Settanta ad oggi
Scuola d'Arte di Porta Romana
Sabato 13 aprile 2019, ultima giornata di celebrazioni per i 150 anni della Scuola d’Arte di Porta Romana a Firenze, dalle ore 10 allo spazio Proiezioni della scuola, si potrà fare un vero e proprio viaggio attraverso parole e immagini, dal '68 ad oggi.
Attraversato l'Ottagono con l'immenso guardiano e percorsi antichi corridoi e suggestivi ambienti dove muti testimoni di gesso, bronzo o legno d'altri tempi se la dicono con le opere più fantastiche sbocciate dalla creatività di giovani artisti d'oggi ci s'incontrerà con gli studenti e con gli insegnanti di ieri e d'oggi per ascoltare e raccontare una storia che in questo luogo più d'ogni altro s'arricchisce di creatività.
Gipsoteca Liceo Artistico
Si parte alle ore 10 con una brevissima presentazione dell'incontro della professoressa di Serena Stefani e un breve ritratto di Gianpiero Brilli, storico insegnante della scuola di Porta Romana.
Poi il racconto diventa storia con le parole della professoressa Monica Galfré (presidente del corso di laurea in Storia all'Università di Firenze) autrice fra l'altro di saggi e libri sul '68 e gli anni Settanta.
Il testimone passerà poi alle studentesse e agli studenti che insieme ad alcuni insegnanti hanno prodotto un video che mette a confronto gli studenti di ieri con quelli di oggi che sarà commentato da Amos Cecchi (saggista, leader Studentesco negli anni Sessanta/Settanta, membro del Direttivo dell'Istituto Gramsci Toscano), mentre sullo schermo scorre una carrellata di immagini dei volti, delle lotte, della vita negli anni Settanta fuori e dentro l'istituto d'Arte, a cura dell'associazione  Ciclostilato in proprio storia e memorie del Movimento studentesco fiorentino.
150 Anni Scuola D'Arte
Il “viaggio” proseguirà, intorno alle 11.30 lungo il suggestivo percorso di foto del maestro Brilli allestito nello spazio proiezioni.
Poi ancora tutta una giornata di iniziative fino alla gran festa serale.

Pao. Ma.


9 marzo 2019

Antonella Bundu, nera, fiorentina e di sinistra candidata sindaca di Firenze


“Noi siamo la sinistra che vuole rappresentare anche la Firenze degli ultimi, delle donne, di chi non ha lavoro, la Firenze dell’integrazione, dell’uguaglianza, culturalmente aperta sia a livello sociale sia a livello dei diritti e non una città vetrina”  l’ha detto Antonella Bundu, nera, fiorentina e di sinistra candidata sindaca di Firenze.  


La candidatura di Antonella Bundu ha fatto convergere associazioni e partiti politici come Firenze Città aperta, MdP, Possibile, Potere al Popolo, Rifondazione, Sinistra Italiana e PaP con il sostegno del gruppo consiliare del Comune Firenze Riparte a Sinistra e dei gruppi dei partiti della coalizione che dopo quasi un anno di dialogo, a volte difficile, hanno trovato in Antonella Bundu l’espressione comune per “restituire a Firenze la vocazione di città internazionale e della pace, dei suoi valori storici di città antifascista, aperta e accogliente verso tutti i cittadini del mondo”, come si legge in una nota dell’Associazione Firenze città aperta.

Occhi che bucano, un sorriso aperto e un fisico asciutto, atletico da runner che non si è risparmiata per ben due volte la mitica “100 chilometri del Passatore”. Antonella Bundo è nata a Firenze 49 anni fa da un padre originario della Sierra Leone venuto a studiare nella città toscana e da madre fiorentina.
Ancora bambina, a tre anni, Antonella è andata a vivere in Sierra Leone, a Freetown dove suo padre lavorava come architetto e la mamma insegnava matematica. “All’inizio – ha detto fra l’altro Antonella Bundu -, è stata dura. A 17 anni, dopo un continuo andirivieni tra la città Africana e Firenze mi sono trasferita a Liverpool in Inghilterra, in un quartiere che era una specie di Bronx abitato soprattutto da poveri, la stragrande maggioranza neri. Erano gli anni Ottanta del secolo scorso, attraversati da razzismo, violenza e tensioni, la polizia dava la caccia ai neri. Dovevi per forza scegliere, essere partigiano”.
Dopo tre anni torna a Firenze frequenta la Scuola interpreti, lavora e si impegna a livello politico ma mai in un partito, attenta a quel che succedeva e alle cose che riteneva giuste come il  Social Forum e l'integrazione e, recentemente avvicinandosi al “Modello Riace” e all’esperienza di Vicofaro.
In una sorta di piccolo miracolo 
ha fatto convergere sulla sua persona e su ciò che rappresenta una sinistra in cerca di ritrovare visioni e politiche condivise nel segno di una società più giusta. Firenze, la sinistra fiorentina si propone così come cantiere, un modello, ritrovando quel ruolo che le è connaturato nella cultura e nella politica. 
“Ci sono tantissime persone che da tanti anni non vanno a votare – ha sottolineato Bundu nei giorni scorsi all’assemblea di Firenze città aperta - che finalmente spero riescano a trovare un motivo per tornare alle urne".

In bocca all’urna Antonella, nera, fiorentina e di sinistra!

Pao. Ma.