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4 dicembre 2013

Colletta alimentare

Raccolte più di 709 tonnellate cibo nei 560 supermercati della Toscana.
Sempre più grande il cuore dei toscani. Sabato nel corso della 17esima Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, nei 560 supermercati della Toscana sono stati raccolti 709.600 kg di cibo, un risultato che ha sorpreso gli stessi 15mila volontari che si sono alternati nel corso della giornata. “Siamo soddisfatti per l’aiuto grande che questi prodotti rappresenteranno nei prossimi mesi per tante persone e famiglie povere nella nostra regione – ha commentato il Presidente del Banco Alimentare della Toscana, Leonardo Carrai – ma siamo anche stupiti e commossi per la grande generosità dimostrata".
Se in Toscana la risposta è stata di un punto percentuale in più rispetto allo scorso anno, il risultato nazionale della giornata della Colletta è risultato invece in calo rispetto al 2012. Un dato che trova riscontro nella sempre maggiore difficoltà della gente che fa fatica anche sul fronte delle spese alimentari.
Pao. Ma.

28 novembre 2013

Sempre più italiani ai centri Caritas in Toscana

Nel 2012 oltre 27mila persone si sono rivolte ai 120 centri di ascolto della Caritas in Toscana, 2mila in più rispetto al 2011. 
I dati del Dossier 2013 sulla povertà della Caritas Toscana raccontano un  mondo sempre più esteso di persone che stentano a sopravvivere in cui “aumenta la presenza di italiani rispetto agli stranieri, aumentano le richieste di cibo e i debiti, mancano lavoro e abitazioni”. Delle 27mila persone “ascoltate” il 56,3% sono donne (quasi 3 punti in più rispetto al 2011) e oltre la metà hanno un'età fra tra i 25 e i 45 anni. Nel corso della presentazione del Dossier Regione Toscana e Caritas hanno siglato un accordo con il quale la Regione mette a disposizione 50 mila euro l'anno per il triennio 2013-2015  che, se da un lato conferma e potenzia l'attività  di rilevazione delle situazioni di disagio, dall'altro sviluppa azioni di sensibilizzazione rivolte ai giovani con specifica attenzione a progetti sperimentali di servizio civile rivolti a gruppi etnici per valorizzarne il loro inserimento.
Pao. Ma.


13 giugno 2013

Ogni toscano butta via 90 chili di cibo all'anno*

L’anno che verrà porterà in tutta Europa una drastica riduzione di cibo e alimenti destinati ai più bisognosi. In Italia verranno a mancare tonnellate di pasta, riso, olio, latte e altri generi primari che le associazioni di volontariato distribuiscono quotidianamente a oltre 1.800.000 poveri.
Con il primo gennaio 2014 decadrà infatti la legge Pead (Programma Europeo di Aiuti Alimentari agli Indigenti) che, dal 1987,
ha assicurato ogni anno per tutti i Paesi dell'Unione europea generi primari alle associazioni di volontariato, corrispondenti ad un valore annuo complessivo di 580 milioni di euro. L’allarme è stato lanciato nei giorni scorsi a Firenze in occasione di un convegno promosso dal Banco Alimentare sui problemi dell’emergenza cibo. “Solo in Toscana – ha detto tra l’altro Andrea Giussani, presidente  della Fondazione Banco Alimentare onlus - ci troveremo improvvisamente privati del 50% degli alimenti da distribuire. Una situazione che si riverserà, a cascata,  sulle strutture da noi assistite quali Caritas, Croce Rossa, Comunità di Sant'Egidio''. Nell’Unione europea 79 milioni di persone vivono ancora al di sotto della soglia di povertà e, nel 2011, 18 milioni di cittadini europei hanno beneficiato del Pead. “Riteniamo primario che l’azione UE e del nuovo governo italiano nella lotta allo spreco alimentare – ha detto ancora Giussani - sia indirizzata principalmente a incentivi che incoraggino il recupero delle eccedenze alimentari.
Lottare contro lo spreco è una responsabilità di tutti e una questione di responsabilità sociale’’.  L’allarme alimentare trova conferma anche nell’indagine “Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità”  realizzata dalla Fondazione per la Sussidiarietà e dal Politecnico di Milano in collaborazione con Nielsen Italia, presentata nel corso del convegno, che rileva che ogni anno in Italia vengono buttati via e non sono più recuperabili per uso alimentare, 12,3 miliardi di euro di cibo consumabile.
In Toscana nel 2012, il Banco Alimentare ha assistito oltre 100 mila persone distribuendo 3.131 tonnellate di generi alimentari e la previsione è che nel corso del 2013 i
bisognosi aumenteranno del 15-20 per cento. Ogni toscano butta via 90 chili di cibo ogni anno (media nazionale 94), con uno spreco stimato in circa 340 mila tonnellate distribuito su tutta la filiera agroalimentare, dalla produzione nei campi alla grande distribuzione, dai piccoli negozi alle famiglie.
''Dai nostri dati – ha detto Alessandro Perego, curatore della ricerca -, emerge che quasi il 50% delle eccedenze è recuperabile per l’alimentazione umana con relativa facilità. Occorre un gioco di squadra in cui le aziende della filiera, cooperative di agricoltori, produttori, grande distribuzione, catene di ristoratori, collaborino con intermediari qualificati in un contesto normativo che tenda a garantire la qualità senza però creare inutile burocrazia”.
* Articolo pubblicato sul n. 107 di Coopinforma (giugno 2013)

Pao. Ma.