Nel febbraio del 1530, mentre Firenze era stretta d’assedio dalle truppe imperiali favorevoli al ritorno dei Medici, la città organizzò una partita di calcio in Piazza Santa Croce.
Una vera e propria sfida simbolica al nemico e una dichiarazione di resistenza civile.
Secondo lo storico Benedetto Varchi, l’evento servì a dimostrare che la guerra non aveva piegato l’animo dei fiorentini. Mentre i cannoni nemici erano visibili dalle colline, i giovani scesero in campo in costume rinascimentale, giocando regolarmente tra placcaggi e risse rituali.
La partita rappresentò un atto politico teatrale: affermare che la Repubblica era ancora viva, padrona delle sue piazze e della propria identità. Il calcio, sport popolare e fisico, fu scelto come simbolo di forza collettiva e normalità in un momento di estrema crisi.
Quell’episodio è considerato l’origine storica del Calcio Storico Fiorentino, oggi rievocato ogni anno.
Da allora, quella partita resta il segno di una città che rispose alla guerra con un gioco trasformato in messaggio politico.
Pao. Ma.

Nessun commento:
Posta un commento