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29 aprile 2014

Le “botti” del Canta’ Maggio trionfano a Suvereto

Gli spingitori di botti di Barberino trionfano nel Palio di S.Croce portando a casa l’ambita “bandinella”.
Le botti di Barberino volano a Suvereto! Il Canta’ Maggio di Barberino del Mugello ha infatti conquistato il palio di Santa Croce di Suvereto con i suoi “spingitori di botti” riuscendo ad aggiudicarsi la “bandinella” dello storico Palio che anche quest’anno ha messo fianco a fianco, su per le strade del borgo medievale, 10 compagini provenienti da tutta Italia. La rappresentanza barberinese, alla sua seconda partecipazione dopo l’esordio di un anno fa, ha partecipato con due coppie di spingitori ed ha prima conquistato un ottimo secondo posto nella prima semifinale prima di trionfare nell’accesa finalissima nella quale ha preso il comando dalla prima curva riuscendo a difendersi dal tentativo di rimonta dei padroni di casa di Suvereto. Al traguardo la migliore delle due coppie barberinesi ha quindi preceduto Suvereto e Campiglia Marittima aggiudicandosi per la prima volta nella sua storia il Palio di Santa Croce distanziando squadre quotate e storiche come quelle di Gambassi Terme, Massa Marittima, Maggiora (Novara), Vittorio Veneto (Treviso) e Furore (Salerno). L’altra coppia barberinese ha chiuso invece al 7/o posto.
La “Corsa delle Botti” è una gara tradizionale fra squadre di “spingitori”, che si disputa per le vie lastricate del centro storico di Suvereto. Le coppie di spingitori mettono la botte da 5 quintali di pancia e la spingono sul circuito cercando di superare gli avversari. Si corre due volte all’anno, per il Palio di S.Croce patrono di Suvereto e per il Palio dell’Imperatore.
Pao. Ma. 

16 ottobre 2013

Ecco perché a Firenze si dice "Ridotti al lumicino!"

Tutti i fiorentini o quasi sanno che "Essere ridotti al lumicino" significa non avere più quattrini. Pochi però sanno da dove trae origine questo antico modo di dire. Deriva dalla Confraternita dei Buonomini di San Martino, che ha sede a Firenze presso l'Oratorio in piazza San Martino a due passi dalla Casa di Dante. La confraternita fu fondata nel 1441 dall'arcivescovo Sant'Antonino che chiamò dodici uomini "per soccorrere le famiglie fiorentine che da civile condizione erano cadute in disgrazia e che per pudore non chiedevano elemosina". Da quel dì l'"Opera dei Buonomini" aiuta i poveri vergognosi, distribuendo le offerte devolute dalla città all'opera stessa. Quando i Buonomini rimangono senza un soldo e quindi impossibilitati ad aiutare i poveri vergognosi, accendono una candela sulla porta d'ingresso dell'Oratorio. Da qui il detto "Essere ridotti al lumicino".
Sulla facciata dell'oratorio spicca un tabernacolo con San Martino che fa l'elemosina ai poveri di Cosimo Ulivellli. L'interno dell'edificio è stato affrescato alla fine del XV secolo (bottega del Ghirlandaio); nelle dieci lunette si succedono insieme ad altre, le storie di San Martino e le opere di Misericordia.
Pao. Ma.