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15 marzo 2018

L'Italia tra arte e politica



Viaggio "tra arte, politica e società nell'Italia tra gli anni Cinquanta e il periodo della contestazione del Sessantotto" attraverso le opere di Guttuso, Fontana, Burri, Vedova, Castellani, Manzoni, Schifano, Merz e Pistoletto da domani in palazzo Strozzi a Firenze.
La mostra Nascita di una Nazione tra Guttuso, Fontana e Pistoletto a cura di Luca Massimo Barbero, vede per la prima volta riunite assieme opere emblematiche del fermento culturale italiano del secondo dopoguerra, gli anni del cosiddetto “miracolo economico”, momento di trasformazione profonda della società italiana fino alla fatidica data del 1968. 
È in questo ventennio che prende forma una nuova idea di arte, proiettata nella contemporaneità attraverso una straordinaria vitalità di linguaggi, materie e forme. Un itinerario artistico che parte dalla diatriba  tra Realismo e Astrazione, prosegue con il trionfo dell’Arte Informale per arrivare alle sperimentazioni su immagini, gesti e figure della Pop Art in giustapposizione con le esperienze della pittura monocroma fino ai nuovi linguaggi dell’Arte Povera e dell’Arte Concettuale.

LA MOSTRA
La mostra racconta la nascita del senso di Nazione attraverso gli occhi e le pratiche di artisti che, con le loro sperimentazioni, da un lato fanno arte di militanza e impegno politico, dall’altra reinventano i concetti di identità, appartenenza e collettività collegandosi alle contraddizioni della storia d’Italia negli anni successivi al cupo periodo del fascismo e della guerra. Sono questi gli anni del cosiddetto “miracolo economico”, momento di trasformazione profonda della società italiana fino alla fatidica data del 1968, di cui nel 2018 ricorre il cinquantesimo anniversario. 

È in questo ventennio che prende forma una nuova idea di arte, proiettata nella ontemporaneità attraverso una straordinaria vitalità di linguaggi, materie e forme che si alimentano di segni e figure della cronaca. Come in una sorta di “macchina del tempo” costruita per immagini. 



Pao. Ma.

3 ottobre 2015

In Palazzo Strozzi 100 capolavori tra "Arte e sacro"


Il rapporto tra "arte e sacro" attraverso i capolavori di celebri artisti italiani e internazionali è quanto propone la mostra "Bellezza divina tra van Gogh, Chagall e Fontana" fino al 24 gennaio 2016 in Palazzo Strozzi a Firenze.

Oltre cento opere realizzate fra la metà dell'Ottocento e la metà del Novecento da importantissimi artisti italiani, tra cui Domenico Morelli, Gaetano Previati, Felice Casorati, Lorenzo Viani, Gino Severini, Renato Guttuso, Lucio Fontana, Emilio Vedova, e internazionali come Vincent van Gogh, Jean-François Millet, Edvard Munch, Pablo Picasso, Max Ernst, Georges Rouault, Henri Matisse.
Bellezza divina analizza e contestualizza quasi un secolo di arte sacra moderna, partendo dagli anni
cinquanta dell’Ottocento – quando le espressioni artistiche più nuove furono incoraggiate dalla Chiesa di Pio IX – arrivando fino all’Anno Santo 1950, attraverso un percorso che mette a confronto i migliori esempi nati nel contesto italiano e internazionale, sottolineandone il dialogo e le relazioni e talvolta i conflitti nel rapporto fra arte e sentimento del sacro. Una "bellezza divina" che assume il significato di una grazia che dà sostanza estetica alla forma, in opere che sprigionano ognuna una spiritualità diversa e unica.
Grandi protagonisti della mostra sono capolavori come L’Angelus di Jean-François Millet, eccezionale prestito dal Museé d’Orsay di Parigi, opera che emana una religiosità atavica, un senso del sacro trasversale e universale; la Pietà di Vincent van Gogh dei Musei Vaticani, fondamentale perché – nonostante la vocazione religiosa e mistica – l’artista ha rappresentato raramente soggetti sacri, e lo ha fatto ispirandosi a opere di altri autori; la Crocifissione di Renato Guttuso delle collezioni della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, opera emblematica con un’intensa connotazione politica che esprime, come Guernica, un grido di dolore, la Crocifissione bianca di Marc Chagall, proveniente dall’Art Institute di Chicago, l’opera d’arte più amata da papa Bergoglio.
LA MOSTRA
La mostra è suddivisa in sette sezioni. In quella introduttiva (Dal Salon all’altare) dipinti di importanti dimensioni e di altissima qualità testimoniano l’eclettismo degli stili e l’accostamento al tema sacro nella seconda metà del XIX secolo, con opere quali I Maccabei di Antonio Ciseri e la Flagellazione di Cristo di William-Adolphe Bouguereau. A cavallo fra Ottocento e Novecento il soggetto della Madonna (Rosa mystica) assume particolare rilievo nel momento in cui si diffonde l’estetica del Simbolismo, e gli artisti vi trasmettono il loro forte desiderio di ascesi. Lo attestano ad esempio Domenico Morelli con la sua Mater purissima.
L’amplissima sezione centrale della mostra procede secondo la narrazione evangelica: dopo l’Annuncio fatto a Maria prosegue con Miracoli e parabole, Passione, Via Crucis, Crocifissione, Deposizione e Resurrezione (con opere, tra l’altro, di Glyn Warren Philpot, Maurice Denis, Giuseppe Capogrossi, Odilon Redon, Arturo Martini, Stanley Spencer, Georges Rouault, Otto Dix, Pablo Picasso, Marc Chagall, Renato Guttuso, Lucio Fontana, Emilio Vedova).
In tutta la mostra le opere sono presentate secondo un andamento sostanzialmente cronologico che mette a confronto espressioni artistiche assai lontane tra loro, e che hanno talvolta affrontato il sacro con attualizzazioni significative e profonde. Si esemplificano così le diverse tendenze e i conflitti espressivi nel rapporto fra arte e sentimento del sacro.
In questo contesto si inserisce una sezione dedicata a Gino Severini: la decorazione murale tra spiritualità e poesia, che attraverso una selezione di opere chiarisce il dialogo filosofico con Maritain, cui segue una video-installazione, Spazi del sacro, che mostra le molteplici soluzioni adottate, fra Ottocento e Novecento, nella costruzione e decorazione degli edifici del culto cattolico, sottolineando anche lo stretto collegamento con il Rito. La penultima sezione analizza la rappresentazione della Chiesa (lo attestano opere di Adolfo Wildt, Scipione, Henri Matisse) con una riflessione sul versante pubblico della religione, mentre la parte conclusiva è dedicata alla dimensione privata e intima della
Preghiera (con dipinti come il celeberrimo Angelus di Millet e l’elegantissima Vergine di Felice Casorati).
Come per tutte le mostre di Palazzo Strozzi, l’esposizione offre lo spunto per creare un percorso nel territorio alla scoperta di luoghi e opere della città di Firenze e di tutta la Regione Toscana. In particolare, straordinaria occasione è la collaborazione tra Opera di Santa Maria del Fiore e Fondazione Palazzo Strozzi con un biglietto congiunto per la mostra di Palazzo Strozzi insieme al nuovo Museo dell’Opera del Duomo (che aprirà al pubblico il 29 ottobre) e al Battistero di San Giovanni.
Pao. Ma.

25 ottobre 2014

Buon compleanno Pablo

Il 25 ottobre del 1881, alle 23.15 in Plaza de la Meceded a Malaga nacque Pablo Picasso. Per festeggiare il maestro la grande mostra di Palazzo Strozzi a Firenze "Picasso e la modernità spagnola", che ad oggi è stata apprezzata da oltre 45mila persone, riserverà l'ingresso gratuito a tutti coloro che sono nati in questo giorno. Sempre oggi, come regalo di compleanno, riapre nel Marais a Parigi il Museo Picasso dopo cinque anni di chiusura e una spesa di 52 milioni di euro. Quattrocento capolavori distribuiti su quasi quattromila metri quadri sono in attesa di essere ammirati.
Pao. Ma.

5 ottobre 2014

Picasso e la modernità spagnola in palazzo Strozzi a Firenze

“Picasso e la modernità spagnola”  propone, fino al 25 gennaio 2015 in Palazzo Strozzi a Firenze,  un'ampia rassegna di opere di Picasso. Una selezione che permette di riflettere sulla sua influenza sull'arte spagnola in rapporto sia con artisti celebri come Mirò, Dalì, Juan Gris, Julio Gonzalez o Tàpies, sia con artisti meno conosciuti in Italia come Maria Blanchard, Joaquin Torres-Garcia, Rafael Barrades, Josep de Togores, Maruja Mallo. La mostra ripercorre il periodo tra il 1910 e il 1963. Una carrellata di opere che hanno caratterizzato la storia dell'arte del Novecento e contrassegnato le trasformazioni dell'arte e della cultura spagnola, in relazione sia con il contesto sociale sia con quello storico e politico.
Tra le opere di Picasso la mostra propone: Testa di donna (1910); Ritratto di Dora Maar (1939); Il pittore e la modella (1963).
Prenotazoni SIGMA CSC dal lunedì al venerdì 9-13 e 14-18 tel. 0552469600 - Info: www.palazzostrozzi.org.

Pao. Ma.

7 agosto 2014

Picasso in palazzo Strozzi

Dal 20 settembre 2014 al 25 gennaio 2015 Palazzo Strozzi a Firenze riporta l’attenzione sull’arte moderna con un nuovo importante evento dedicato a uno dei più grandi maestri della pittura del XX secolo: Pablo Picasso.
La mostra "Picasso e la modernità spagnola"presenta un’ampia selezione di opere del grande maestro dell’arte moderna che permette di riflettere sulla sua influenza e sul confronto con importanti artisti spagnoli come Joan Miró, Salvador Dalí, Juan Gris, Maria Blanchard, Julio González: l’arte che riflette sull’arte e sul rapporto tra realtà e surrealtà, l’impegno dell’artista nella tragedia storica, l’emergere del mostro dal volto umano, e la metafora del desiderio erotico come fonte privilegiata di creazione e visione del mondo.
La mostra propone circa 90 opere della produzione di Picasso e di altri artisti tra dipinti, sculture, disegni, incisioni e una ripresa cinematografica, grazie alla collaborazione tra la Fondazione Palazzo Strozzi e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid. Tra le opere esposte sono presenti celebri capolavori come il Ritratto di Dora Maar, la Testa di cavallo e Il pittore e la modella di Picasso, Siurana, il sentiero di Miró e inoltre i disegni, le incisioni e i dipinti preparatori di Picasso per il grande capolavoro Guernica, mai esposti in numero così elevato fuori dalla Spagna.
Info  055 2645155 - http://www.palazzostrozzi.org/Sezione.jsp?idSezione=2687.
Pao. Ma.


8 novembre 2013

L'avanguardia russa e l'Oriente di fine Ottocento

130 opere mettono in vetrina la relazione fra l'arte russa e l'oriente di fine Ottocento - inizio Novecento attraverso 10 grandi pittori come Wassily Kandinsky, Kazimir Malevic, Natalia Goncàrova, Michail Larionov, Léon Bakst, Alexander Bonois, Pavel Filonov, Nikolai Kalmakov, Sergej Konenkov e Vasilij Vatagin. "L'Avanguardia Russa la Siberia e l'Oriente" è la prima esposizione internazionale che accompagna il visitatore attraverso un viaggio straordinario in una terra di frontiera tra ghiacci e deserti, dalle steppe dell'Asia all'India, dalla Cina al Giappone, avvicinandolo alle nuove tendenze russe quali simbolismo, cubofuturismo, suprematismo e costruttivismo viste non come imitazione ma come un tributo all'Oriente.
La maggior parte delle opere sono esposte per la prima volta in occidente.
La rassegna, a cura di John E. Bowlt, Nicoletta Misler e Evgenia Petrova rimarrà aperta a Firenze in Palazzo Strozzi fino al 19 gennaio 2014, tutti i giorni, anche i festivi, dalle 9 alle 20 a parte i giovedì che rimarrà aperta sino alle 23 (info www.palazzostrozzi.org).