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19 marzo 2016

Ecco chi ha davvero sparato a Garibaldi


Arrigo Petacco e Marco Ferrari raccontano la storia del bersagliere che ferì l'eroe dei Due mondi. Lunedì 21 Marzo alle ore 18,30 alla Feltrinelli di Via dei Cerretani 40 R a Firenze verrà presentato il libro “Ho sparato a Garibaldi” edito da Mondadori. Marco Ferrari, giornalista a lungo impegnato a Firenze, ne parlerà con Claudio Carabba e Giovanni Maria Rossi.


“Garibaldi fu ferito, fu ferito ad una gamba, Garibaldi che comanda, che comanda il battaglion!”: Quasi tutti, grandi e piccini conoscono la canzoncina ma pochi sanno chi fu a ferire davvero Garibaldi. Si chiamava Luigi Ferrari, forse l’unico eroe del Risorgimento a non poter andare fiero della florida stagione che fece nascere l’Italia. Non solo, se per Garibaldi l’Aspromonte fu sinonimo di gloria, per Ferrari ha rappresentato la più grande umiliazione della vita. Un’onta che il luogotenente dei bersaglieri si trascinò fino al suo paese natale, Castelnuovo Magra, dove era tornato, ferito a sua volta e con un piede di legno, in veste di sindaco con il segno indelebile della sua poco onorevole impresa.
“Tutto è nato con una foto – dice lo storico Petacco, autore con Marco Ferrari del libro –
la stessa immagine di Luigi Ferrari che era presente in casa mia e in casa di Marco Ferrari. Lo chiamavano l'Eroe ma si sapeva poco di lui. Così abbiamo messo insieme le notizie che avevano di Luigi Ferrari, che era un nostro comune antenato, anche se parliamo di cinque-sei generazioni passate”. Arrigo Petacco e Marco Ferrari si sono messi sulle tracce dell’ex bersagliere e svelano la sua vita sconsolata, segnata dall’amore mai vissuto per la bella Martina e da quell’episodio dell’Aspromonte, sino alla redenzione finale, restituendoci il ritratto di un’epoca, di un borgo di confine, di una comunità e di una famiglia che ha sempre difeso quel povero soldato che non aveva fatto altro che obbedire agli ordini.
Luigi Ferrari partecipa alla battaglia di Goito, viene inviato in missione segreta a Carrara, allora  ducato di Modena, a fomentare le rivolte popolari, diventa sergente dei bersaglieri e partecipa all’assedio di Gaeta dove, dopo più di cento giorni, Francesco II e Maria Sofia si arresero segnando la fine del Regno delle Due Sicilie e l’inizio dell’Italia unita. Per poi concludere la carriera militare sull’Aspromonte, dove ferisce Garibaldi a un piede e viene a sua volta colpito da un garibaldino. Le camicie rosse sono state fermate, Ferrari ottiene la medaglia d’oro. La consacrazione avviene nella Firenze capitale, invasa dai ministeriali torinesi. Ma la motivazione rappresenterà il suo cruccio e la sua rovina, lui che aveva mirato al piede anziché al cuore, seguendo gli ordini ma evitando l’irreparabile: «Mi avete colpito volontariamente in basso?» gli aveva chiesto l’Eroe dei Due Mondi a Scilla. «Fin da ragazzo sono stato abituato a tirare di caccia. Ho preso un merlo a trenta metri quando avevo dodici anni» gli aveva risposto Ferrari, confermando. Quindi Ferrari morirà da sindaco, assistito dalle amorevoli cure della sorella Natalina Livia e dalla nipote Letizia nella casa paterna. Il suo ultimo, straziante desiderio: «Voglio raggiungere Garibaldi così come l’ho lasciato a Scilla».

Marco Ferrari giornalista, scrittore e autore televisivo. Ha esordito nella narrativa nel 1988 con il romanzo Tirreno, cui hanno fatto seguito I sogni di Tristan, Alla rivoluzione sulla Due Cavalli (dal quale ha tratto la sceneggiatura dell'omonimo film che ha vinto il Pardo d'Oro al Festival di Locarno 2001), Grand Hotel Oceano, La vera storia del mitico undici, Ti ricordi Glauber, Cuore Atlantico, Morire a Clipperton, Le nuvole di Timor. Il suo ultimo libro, il reportage Mare verticale, ha raggiunto la quarta edizione.
Arrigo Petacco è nato a Castelnuovo Magra (La Spezia) e vive a Portovenere. Giornalista, inviato speciale, è stato direttore della «Nazione» e di «Storia illustrata », ha sceneggiato film e realizzato programmi televisivi di successo. Nei suoi libri affronta i grandi misteri della storia, ribaltando spesso verità giudicate incontestabili.
Pao. Ma.

29 settembre 2014

"Mare Verticale" di Marco Ferrari alla Feltrinelli di Firenze

Dalle Cinque Terre alle prime propaggini della Versilia, in trenta chilometri di costa e sessanta di strada è andato in scena nel secondo Novecento il più importante “Buen retiro” intellettuale d’Europa. A raccontarcelo è Marco Ferrari, giornalista e scrittore, con il suo nuovo libro “Mare Verticale” edito da Laterza.
“Mare verticale” sarà presentato martedì 30 settembre alle ore 18 alla Feltrinelli di via de' Cerretani, 30/32r. Assieme all’autore interverranno Vanni Santoni e Erasmo D’Angelis.
L’autore si cimenta qui in un reportage sui grandi soggiorni novecenteschi nel Golfo dei Poeti, nelle Cinque Terre e alle bocche del fiume Magra.
Un viaggio che prende l’avvio dalla villa delle due palme a Monterosso, pozzo di memorie di Eugenio Montale per scoprire cosa resta oggi del paesaggio degli Ossi di seppia.
L’autore continua il suo viaggio a Vernazza, simbolo incontrastato delle libertà degli anni sessanta scoprendo la torre che fu di Aldo Trionfo e la casa tra i muretti a secco di Alighiero Boetti, uno degli inventori dell’arte povera.
Quindi eccoci tra le nuvole di Corniglia, a casa di Michelangelo Pistoletto, uno dei maestri dell’avanguardia. Infine il percorso delle Cinque Terre si chiude a Manarola, per lunghi anni terra di ospitalità di pittori, da Guttuso a Birolli, per un premio che univa impegno e paesaggio. Entriamo in quella che gli abitanti chiamano «la casa del cinema» dove il regista Gianni Amico ospitò gli esuli brasiliani e gli amici della Nouvelle Vague, Bernardo Bertolucci in testa.
Al centro del viaggio non può mancare una visita alla Spezia, base navale, città banale, secondo una definizione di Gino Patroni. E ne scopriamo la sua anima sarcastica e ironica che sa già di Toscana con la vita, le imprese e disavventure di tre autori, Ubaldo Mazzini, Giancarlo Fusco e, appunto, Gino Patroni. Il reportage di Marco Ferrari si sposta a Lerici che divenne terra di hippies, accampati nel Castello, e soprattutto di viandanti d’accezione, ospiti della villa di Valentino Bompiani. Scopriamo qui le estati di Alberto Moravia, Guido Piovene, Dino Buzzati, Elio Vittorini, Pier Paolo Pasolini e Alberto Arbasino. Quasi per caso, come una magia, Bompiani scoprì Mario Spagnol che diventò il “mago dei libri” creando uno dei gruppi editoriali più importanti d’Italia.
Visitiamo quindi la villa di Mario Soldati, eterea figura che scompaginò non poco la tranquillità del borgo marinaro. Era arrivato qui, esattamente come Attilio Bertolucci, sulle tracce di David Herbert Richards Lawrence. All’autore dell’Amante di Lady Chatterley è dedicato un capitolo che scava sui misteri di una cassapanca. A Soldati resta immancabilmente legata la figura di Paolo Bertolani, il poeta della Serra, che trasformò le saghe paesane in poesia.
Marco Ferrari (foto p. maggi)
Il viaggio prosegue oltre la punta di Montemarcello per giungere a Bocca di Magra che sino agli anni settanta divenne la residenza estiva della corte di Giulio Einaudi. Qui, sotto un berceau, un albero di pino, un pergolato di glicine o nello splendore marino di Punta Bianca si potevano incontrare in piccoli crocchi di discussione Italo Calvino, Marguerite Duras, Luciano Bianciardi, Salvatore Quasimodo, Sergio Solmi, Carlo Emilio Gadda, Mary Mc Carthy, Cesare Pavese, Hanry e Peggy Craig, Carlo Carrà, Alberto Savinio, Giovanni Giudici, lo sculture carrarese Nardo Dunchi. Sino all’ultimo vissero qui Vittorio Sereni e Franco Fortini che diedero vita ad un continuo confronto fatto di messaggi portati da una casa all’altra dagli amici o lasciati all’edicola.
Il reportage si conclude a Trebiano, piccolo cucuzzolo di case alle spalle di Lerici. E’ anche la fine del viaggio nel Novecento letterario. Qui aveva casa Hélène Bertrand de Beauvoir che, anche d’estate, non mancava di continuare le sue discussioni con la sorella Simone de Beauvoir e con Jean Paul Sartre. Tra le case piene di fiori e i gatti  sembra chiudersi il secolo breve, con le sue guerre, le contraddizioni politiche, le ideologie forti, gli impegni e le speranze.

21 giugno 2012

"Le nuvole di Timor" di Marco Ferrari alla Libreria Feltrinelli di Firenze


Lunedì 25 giugno 2012 alle ore 18 alla Libreria Feltrinelli di Firenze (via de' Cerretani, 30/32r) Marco Ferrari presenta il suo nuovo romanzo “Le nuvole di Timor” edito da Cavallo di Ferro. Con l’autore dialogheranno Claudio Carabba e Giovanni Maria Rossi. Dalla penna dell'autore del romanzo "Alla rivoluzione sulla Due Cavalli", da cui è stato tratto il film omonimo vincitore del Pardo d'Oro al Festival di Locarno 2001, un nuovo avvincente romanzo, un viaggio di iniziazione alla ricerca di un fratello sconosciuto sull’isola di Timor, nell’Oceano Indiano, ultimo scalo dell’estinto impero portoghese. “Le nuvole di Timor” è allo stesso tempo un romanzo d'impegno ma anche una narrazione ironica di ciò che ha provocato il colonialismo. Un sfacelo che solo la Rivoluzione dei Garofani del 1974 ha svelato al mondo e che neppure le svolte liberatorie degli ex possedimenti ha risolto.
Enrico è un indolente professore romano di Storia del cinema quando un'inaspettata confessione della madre malata arriva a stravolgergli l'esistenza. A Timor Est, occupato dagli indonesiani, vivrebbe un fratello, mai conosciuto e ormai adolescente. Il suo compito è ritrovarlo ma per portare a termine la missione non basterà intraprendere un viaggio alla volta dell’isoletta dimenticata da Dio. Di qui un'avventura picaresca e quasi surreale tra spie di professione, preti coraggiosi, nostalgici della monarchia, commercianti genovesi, gruppi armati e inquietanti generali, che si concluderà con un ricongiungimento dal sapore dolceamaro.
Attraverso le vicende dei due protagonisti - il piccolo Manuel con la sua stramba compagnia di parenti e amici e Enrico accompagnato dall’amica Jolanda – nel romanzo "Le nuvole di Timor" Ferrari racconta dell'ultimo periodo del dominio indonesiano a Timor Est e consegna al lettore non solo una storia divertente ma anche un romanzo d'impegno civile. Senza rinunciare al taglio ironico, debitore della grande commedia all'italiana, Ferrari denuncia gli errori, le dimenticanze e gli abbandoni del colonialismo.
Marco Ferrari, a lungo giornalista a Firenze, ha pubblicato Tirreno (Editori Riuniti, 1988), I sogni di Tristan (1994), Alla rivoluzione sulla Due Cavalli ( 1995), Grand Hotel Oceano (1996) e Ti ricordi Glauber (1999), tutti da Sellerio. Nel 2004 ha pubblicato Cuore Atlantico e nel 2009 Morire a Clipperton, entrambi da Mursia.
Con Alessandro Benvenuti ha firmato La vera storia del mitico undici (Ponte alle Grazie, 1998).