7 agosto 2010

Cavallo dell'Appennino, razza particolare


Il "Cavallo dell'Appennino" e' stato inserito nel registro anagrafico nazionale delle razze-popolazioni equine a limitata diffusione. L'inserimento, sancito da un decreto ministeriale, e' frutto dell'azione propositiva dell'assessorato Agricoltura della Regione Emilia-Romagna e della fattiva collaborazione con la Regione Toscana, del ministero dell'Agricoltura e dell'Associazione italiana allevatori. Tutti i cavalli che rispondono alle caratteristiche dello standard di razza approvato potranno essere iscritti al registro anagrafico. Il Cavallo dell'Appennino e' particolarmente adatto all'ambiente di montagna ed e' dinamico, intelligente e di forza fuori dal comune. Ideale per la produzione di carne ma anche per l'utilizzo da lavoro e da diporto (tiro, sella, turismo equestre), grazie alle doti di robustezza, frugalita', carattere docile e buone caratteristiche per l'equitazione.
Attualmente si contano circa 300 fattrici nella sola Emilia-Romagna e poco meno di 2000 diffuse in tutte le zone collinari e montane d'Italia, dalla Sicilia alla Lombardia.
 I primi esemplari sono stati importati dalla Svizzera alla fine degli anni '60 nell'azienda dell'imprenditore Vittorio Ortalli, situata sulle colline reggiane; da qui la razza ha trovato immediata diffusione nell'areale dell'Appennino Tosco-Emiliano, popolando le zone calanchive, caratterizzate da pascoli poveri ed elevate escursioni termiche tra estate e inverno. Il cavallo, adattandosi negli anni al territorio, ha sviluppato ancor piu' le peculiari doti di rusticita' ed adattabilita', integrandosi nel tessuto ambientale e socio-economico.

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