2 dicembre 2009

In Toscana oltre 150 aziende agricole sociali

Sono oltre 150 in Toscana le aziende agricole che svolgono anche attività sociale ovvero dedicano una parte della loro attività all’ospitalità o all'integrazione lavorativa delle fasce sociali più deboli. Da oggi queste realtà sono raccolte in una rete regionale, la prima esistente in Italia, presentata ufficialmente presso lo stand di Arsia (Agenzia regionale per l’innovazione in campo agricolo e forestale) al salone nazionale Agri & tour che si è svolto nei giorni scorsi ad Arezzo dove la toscana era presente anche con una ventina di fattorie che coniugano l'orticoltura, l'allevamento di animali, la trasformazione dei prodotti, la cura del verde con l'offerta di opportunità di terapia, di riabilitazione, di integrazione lavorativa o di semplice accoglienza per persone con varie forme di disabilità (fisica, psichica, sociale), o di soggetti svantaggiati (detenuti, tossicodipendenti). La conoscenza dei processi del lavoro agricolo, l'ambiente, i tempi e i ritmi della campagna mostrano riscontri positivi e concreti in tante forme di disagio.
Le esperienze di agricoltura sociale sono nate in Olanda e hanno avuto le prime, pionieristiche esperienze in Italia negli anni '70: la cooperativa il Forteto, nata nel 1977 nel Mugello è stata senza dubbio l'antesignana e resta uno dei modelli di riferimento, ma, specie in questi ultimi anni sono fiorite molte altre esperienze: dal 2003 l'Arsia ha avviato un progetto regionale sull'agricoltura sociale nell'ambito del quale si sono sviluppate iniziative di conoscenza, di formazione e di animazione delle esperienze. Il ruolo della Toscana per questo settore è stato trainante anche a livello comunitario tanto che nella nostra regione nel maggio scorso è stato redatto il “Manifesto europeo per l'agricoltura sociale”. In cantiere anche un progetto di legge regionale.
P.M.
Firenze, 2 dicembre 2009

25 novembre 2009

Osterie d'Italia: Toscana seconda dopo il Piemonte

di Paolo Maggi

Slow Food festeggia 20 anni di “Osterie d'Italia. Sussidiario del mangiarbene all'italiana”. Nel 1990 erano 700 le trattorie recensite, oggi 1696.

Sono 221 le osterie italiane che quest’anno si sono aggiudicate l’ambita chiocciola di Slow Food. Un riconoscimento che non premia solo il buon cibo, ma anche l'ambiente, l'atmosfera e, per usare le parole di Carlin Petrini, presidente di Slow Food International, "la memoria, la convivialita', l'identita', la socialita'". “Osterie d’Italia 2009-2010”, la guida enogastronomica che quest’anno festeggia il suo ventesimo compleanno mette in alto sul podio il Piemonte con 26 osterie premiate e all secondo posto la Toscana con 21, mentre al terzo aposto a pari merito troviamo Lombardia e Campania con 19 osterie ciascuna. A seguire Veneto (18), Lazio (14), Puglia (13) ed Emilia Romagna (12). Le altre regioni vantano numeri piu' bassi: Marche, Friuli Venezia Giulia e Sicilia hanno solo 9 osterie; Alto Adige, Liguria e Basilicata 8; Abruzzo 7 e Trentino 6. In coda, ci sono Calabria (5), Umbria (4), Sardegna e Canton Ticino (2), Molise e Valle D'Aosta (1).
Le 21 “osterie chiocciolate” in Toscana sono: Summertime – Capoliveri (Li); Antica fattoria del Grottaione – Castel del Piano (Gr); Il cantuccio – Castiglione della Pescaia (Gr); La solita zuppa – Chiusi (Si); Da Burde – Firenze; Il cibreo – Firenze; Locanda borgo antico – Greve in Chianti (Fi); Mangiando mangiando – Greve in Chianti (Fi); Oste scuro – Grosseto; Hosteria la vecchia ròta – Marciano della Chiana (Ar); Il frantoio – Montescudaio (Pi); Il pozzo – Pieve Fosciana (Lu); Il Garibaldi innamorato – Piombino (Li); Re di Puglia – Pisa; Da Bussè – Pontremoli (Ms); La tana degli orsi – Pratovecchio (Ar); Boscaglia opificio del bosco – Radicondoli (Si); Osteria del carcere – San Gimignano (Si); Da Gagliano – Sarteano (Si); Hosteria il carroccio – Siena (Si); Il conte matto – Trequanda (Si).
Le nuove segnalazioni nella guida rispetto all’edizione 2009 sono l’Osteria del mare (Livorno), La pecora nera (Lu), la Trattoria della Faggiola (Pi), Le colombaie di San Miniato (Pi), il Bistrot del mondo da Bobo all’Acciaiolo a Scandicci (Fi).
Oltre alla chiocciola, ci sono altri due simboli premianti: una bottiglia e una mezzaluna di formaggio a indicare rispettivamente le cantine piu' fornite e i locali che presentano la migliore selezione di formaggi. Segnalati con note di merito anche le trattorie accessibili ai disabili e quelle che offrono menu' adatti agli intolleranti al glutine.
Nella guida appena stampata anche un “ritorno alle prefazioni regionali” che avevano caratterizzato la prima edizione. Sono firmate da nomi prestigiosi del mondo della cultura, del giornalismo e dello sport come Marco Albarello, Folco Portinari, Lella Costa, Pietro Bianchi, Francesca Neri, Klaus Dibiasi, Alberto Sinigaglia, Tullio Avoledo, Maurizio Maggiani, Tonino Guerra, Massimo Cirri (conduttore radiofonico, autore teatrale e televisivo, autore della prefazione della Toscana), Enrico Vaime, Giovanna Marini, Neri Marcorè, Raffaele Colapietra, Antonietta Caccia, Alessandro e Giuseppe Laterza, Marino Niola, Gaetano Cappelli, Vito Teti, Roy Paci, Gavino Sanna.
Rispetto all'edizione del 2009 ci sono 145 nuove osteri e deliziosi inserti dedicati alle specialita' del 'mangiare per strada' (come il 'pani ca meusa' e gli 'sfinciuni' in Sicilia) o che illustrano abitudini legate a radicate tradizione locali (cicheti e ombre in Veneto, torggelen in Alto Adige o fornelli in Puglia).

6 novembre 2009

I prodotti del Forteto sul podio mondiale dei formaggi



Il Pecorino “Oro antico”
e il muffettato “Guccio”
del Forteto, sul Podio
mondiale dei formaggi


di paolo maggi

Una vera e propria maratona mondiale del gusto ha piazzato sul podio dei migliori formaggi i prodotti del caseificio del Forteto. Il “21° World Cheese Awards 2009” ha infatti premiato con la Medaglia d’oro nella categoria Hard cheese DOP il “Pecorino Toscano DOP stagionato Oro Antico” (già classificato dei formaggi a Tuttofood Milano), e per la categoria “Soft cheese plain” con la Medaglia di Bronzo il “Guccio - formaggio muffettato di latte ovino e bovino”, novità all'ultimo salone Anuga di Colonia).
Una bella soddisfazione per l’azienda della Cooperativa agricola del Forteto, ma anche per il Mugello e per la promozione dei prodotti Toscani nel mondo. La gara, che si è svolta nell’isola di Gran Canaria, per la seconda volta nella sua storia fuori dal territorio Inglese, ha coinvolto più di 150 giudici da 24 paesi, incluso il Messico, il Sud Africa e l’Australia che hanno testato 2440 campioni di formaggio prima di scegliere il vincitore.
“E’ una grande soddisfazione che due dei nostri prodotti siano saliti sul podio mondiale dei formaggi. Abbiamo partecipato - ha detto fra l’altro Stefano Sarti, responsabile del Caseificio del Forteto -, al World Cheese Awards 2009 su consiglio e in collaborazione con il Nostro Importatore di Londra Baselica Fine Italian Foods che ringraziamo insieme a tutti gli Allevatori Toscani nostri Soci/Conferenti, ai Casari, ai lavoratori della Cooperativa e a tutti gli amici e clienti che ci hanno creduto, affiancato, consigliato e sostenuto nella nostra ultratrentennale esperienza di lavoro e di vita e con i quali ci piace condividere anche questo successo, dopo quello dell’estate scorsa quando alla prestigiosa rassegna internazionale “Tuttofood Milan Word Exhibition” il pecorino del Forteto si è meritato il primo premio del Cheese Award dedicato ai migliori formaggi Dop”.
Il Forteto è una cooperativa agricola nata nel 1977 e la sua azienda si estende per circa 500 ettari tra colline, pianura, boschi e seminativi in quel di Riconi, nel Mugello tra i comuni di Vicchio e Dicomano. L’attività principale è la trasformazione del latte e la conseguente produzione di Pecorino toscano, mozzarelle e ricotte ma si esprime anche in produzioni agricole finalizzare al mantenimento dei bovini da carne di razza Chianina e nell’allevamento di cavalli maremmani.
Ma il Forteto è anche una comunità. Soprattutto una Comunità e la forma cooperativa è stata per quel gruppo di giovani che nei primi anni ’70 si ritrovarono uniti dall’amicizia e dall’incertezza dei tempi a discutere di futuro nei locali di una parrocchia pratese, lo sbocco concreto in cui realizzare un’ideale esperienza di vita comune.
Un’esperienza che oggi è condivisa da 110 persone che vivono e lavorano insieme e che ha permesso loro di aprirsi e impegnarsi socialmente, in particolare nell’accoglienza di minori o adulti che vivono in situazioni di disagio.
Nel 1998 su iniziativa di un gruppo di soci è nata la Fondazione Il Forteto onlus, con il compito di diffondere l’esperienza sociale vissuta dalla Cooperativa.

Firenze, 30 ottobre 2009

5 novembre 2009

Nella vecchia carrozza la sede della Pro loco Valle dell’Arno


di Paolo Maggi


“Da luogo sporco, pieno di rovi e abbandonato, a sede di una

pro loco a dir poco tutta particolare”.


E’ successo a Compiobbi, frazione di Fiesole, alle porte di Firenze. Una piccola scarpata, incolta e piena di rovi, sporca e abbandonata ai bordi della ferrovia è stata trasformata in un delizioso giardino dove ha preso dimora una vecchia carrozza ferroviaria trasformata, dopo un accurato restauro e tante idee lungimiranti, nella sede della “Pro loco Valle dell’Arno” di Fiesole. All’interno della piccola area si sono infatti inventati spazi per l’ubicazione della carrozza e per lo svolgimento delle attività ricreative, socio-culturali e di promozione del territorio.

Dopo la concessione del terreno, la realizzazione del progetto, l’acquisto di una vecchia carrozza “centoporte”, il finanziamento della Regione e un lungo e faticoso lavoro, il 20 ottobre 2004 la carrozza ferroviaria degli anni ’30, lunga 18 metri e mezzo e con un peso di 370 quintali è stata trasportata fino a Compiobbi e salutata da un lungo applauso, collocata da due squadre di vigili del fuoco sul binario appositamente predisposto.

Ora l’interno della carrozza ha un aspetto particolarmente caldo e accogliente. Oltre al vano segreteria, dove è possibile svolgere un servizio di informazione e accoglienza turistica, ci sono un piccolo servizio igienico, un miniristoro e una saletta attrezzata per riunioni e videoconferenze con capienza di 30 posti a sedere. Per saperne di più e per avere informazioni preziose sul territorio: Associazione Pro Loco “Valle dell’Arno di Fiesole”, via di Romena 1, 50061 Fiesole (www.prolocofiesole.it).

31 ottobre 2009

La Foto di ottobre: ZUCCHE

10 ottobre 2009

Avventure nel parco del Gigante


Articolo di Paolo Maggi, pubblicato sul numero 92 di Coopinforma (ottobre 2009).
Aprire la pagina cliccando sull'immagine.

6 agosto 2009

17 giugno 2009

Il lungo volo di Arianna



L'Operazione Capovaccaio
e il lungo volo di Arianna


di Paolo Maggi

Liberata 3 anni fa in Puglia una giovane femmina di capovaccaio di nome Arianna, munita di una radio satellitare, è in viaggio dal Mali, paese dell’Africa centrale, all’Italia. Attualmente il piccolo avvoltoio, una specie di cui restano appena 10 coppie in Italia, si trova in Algeria. Il suo volo di ritorno è un evento di grande interesse scientifico e seguito col fiato sospeso. Arianna è infatti oggetto di un pionieristico progetto del WWF Toscana creato per riportare il numero di esemplari ad un livello accettabile per la sopravvivenza della specie dall’estinzione.
Arianna è nata nell’estate 2006 nel CERM, Centro Rapaci Minacciati di Rocchette di Fazio (GR) nella Toscana meridionale ed è subito diventata protagonista del "Progetto Capovaccaio" sviluppato attraverso l’utilizzo di esemplari irrecuperabili, curati dopo ferite ed incidenti provocati dall’uomo. Il lungo volo di Arianna è iniziato il 23 agosto del 2006 dalla Puglia, nell’Oasi LIPU “Gravina di Laterza” (TA), grazie ad una stretta collaborazione tra Cerm, Wwf, Lipu, Regione Toscana, Comune di Laterza e Regione Puglia. Dopo un periodo di ambientamento di una settimana trascorso nella cavità di una parete rocciosa, per farle memorizzare la gravina come luogo di nascita, Arianna conquistò la libertà e, dopo due settimane, intraprese la migrazione verso l’Africa, dotato di una piccola radiotrasmittente alimentata a pannelli solari che ha segnalato in questi anni i suoi spostamenti fino alla scoperta del suo ritorno verso casa. Si è così scoperto che il “filo” di Arianna ha ‘continuato a srotolarsi’ per oltre 3.900 km, attraversando lo Stretto di Sicilia, la Tunisia ed il Sahara algerino, sino a raggiungere il Mali a metà settembre 2006, 25 giorni dopo la partenza. L’avventura di Arianna, come per la maggior parte dei giovani capovaccai giunti all’età di 3 o 4 anni, è poi ripresa per il suo lungo viaggio di ritorno verso il luogo di nascita: partita il 10 aprile scorso dal Mali, oggi ha già percorso oltre 4800 chilometri. "Per la prima volta in assoluto - osserva Guido Ceccolini, Direttore del Progetto Capovaccaio del WWF Toscana - si è riusciti ad avere la certezza che un giovane capovaccaio nato in cattività ed allevato dai propri genitori è perfettamente in grado di adattarsi alla vita selvatica e, come un qualsiasi esemplare selvatico, è in grado di migrare in Africa e poi tornare sulla rotta di "casa"".

1 marzo 2009

Di scena la natura con la "Giornata delle Oasi Wwf"

Il 19 aprile 2009 oltre 100 aree naturali aperte gratuitamente al pubblico. Una settimana di iniziative per le scuole e tantissimi altri eventi per grandi e piccoli. Per sostenere il progetto si possono donare 2 euro mandando un Sms al 48544.

di paolo Maggi
“Più siamo più natura salviamo!” è lo slogan che accompagnerà la diciannovesima “Giornata delle oasi del WWF” che il prossimo 19 aprile aprirà al pubblico le sue aree naturali. Boschi, lagune e fiumi, spiagge incontaminate, praterie, steppe selvagge e zone montane per oltre 30 mila ettari di natura protetta dalle Alpi allo Ionio, isole comprese sveleranno ai visitatori il loro inestimabile patrimonio. Veri paradisi di biodiversità, alcuni vicinissimi alle città, altri sperduti negli angoli più incontaminati della penisola dove vivono fenicotteri, lontre, caprioli, lupi, anatre selvatiche e moltissime specie che grazie a un costante lavoro sul campo e all’aiuto di centinaia di migliaia di italiani che in 40 anni lo hanno sostenuto, il WWF è riuscito a tutelare e in molti casi a salvare dal rischio di estinzione. La Giornata delle oasi è un vero spettacolo della natura. Ogni anno si contano avvistamenti di cervi e caprioli, uccelli migratori in volo, liberazioni di rapaci e tartarughe curati nei Centri di Recupero. Nelle Oasi vengono organizzati laboratori didattici, visite guidate di giorno e di notte, pic nic sui prati e degustazioni di prodotti biologici, concerti, giochi e spettacoli per ogni età. Si tratta di oltre 100 pezzi unici di un mosaico ambientale che rappresenta tutti i principali aspetti naturali della penisola, sottratti all’aggressione del cemento e all’incuria, difesi dagli incendi e dal bracconaggio, dove una buona parte della biodiversità italiana, tra cui 100 specie animali e vegetali, considerate rare o in pericolo. “Dove è nata un’oasi - dicono al WWF -, ha vinto la natura, ed è stato posto un argine alla distruzione del territorio. Per poter sostenere ed estendere questo grande progetto di tutela e salvaguardia del nostro patrimonio naturale, il WWF chiede l’aiuto di tutti e dal 12 aprile al 3 maggio lancia una campagna di raccolta fondi: mandando un sms del valore di 2 euro al numero 48544 dal proprio cellulare personale Tim, Vodafone, 3 e Wind, o chiamando da telefono fisso Telecom. I fondi raccolti saranno destinati a sostenere importanti progetti di tutela della natura italiana, nella gestione e promozione dei Centri di recupero per la fauna selvatica e a rendere le Oasi un patrimonio sempre più fruibile da tutti.
Le iniziative per le scuole
Dal 15 al 17 aprile si terrà la “Settimana per le scuole”, che quest’anno concentrerà il suo impegno soprattutto nel far conoscere e rispettare le varie forme di vita, non solo come atto di civiltà ma anche come impegno concreto, assunzione di responsabilità etica e morale. In questa settimana le classi che ne faranno richiesta potranno visitare alcune delle Oasi più belle, presso alcune delle quali si trovano i Centri di recupero della fauna selvatica. Con l’iniziativa “Curiamo gli animali con un disegno o un racconto”, le classi potranno inviare disegni (per i bambini più piccoli) o racconti brevi (per i ragazzi più grandi) su esperienze avute direttamente o raccolte attraverso testimonianze. Per saperne di più telefonare allo 06 844971 o visitare il sito internet del WWF : http://www.wwf.it/.
 
Le Oasi WWF in Toscana

Bagnate dal Tirreno, sdraiate sulle dolci colline dell'entroterra o abbarbicate sulle cime dell'Appennino, ecco l'elenco delle oasi del WWF che in Toscana, che domenica 19 aprile 2009 apriranno gratuitamente le loro porte.

Bosco di Bottaccio (20 ettari)
Piccolo bosco costituito in prevalenza da farnia e ontano nero. Nelle aree più umide predominano cannuccia di palude e salici. Oltre al cinghiale e ai mustelidi, sono presenti volpe, istrice, roditori e numerosi anfibi fra i quali la raganella, simbolo dell’oasi. Punto di sosta per l’avifauna migratoria. I canneti danno rifugio a tarabusi e tarabusini, accompagnati da cannaiole e cannareccioni. Tra i grossi ardeidi, troviamo aironi cinerini, aironi rossi, aironi guardabuoi, garzette e nitticore e cicogne bianche. E' il primo sito in Toscana per lo svernamento delle pavoncelle. E’ nel Comune di Capannori (LU), in località Castelvecchio di Compito.


Bosco Rocconi (130 ettari)
Le querce dominano su gran parte del bosco, con molti alberi da frutto selvatici quali peri, meli, ciavardelli, cornioli. Un folto sottobosco di biancospini, ginestre ed eriche si apre qua e là mostrandoci 28 specie di orchidee spontanee.Le inaccessibili pareti rocciose sono il regno incontrastato dei rapaci. Presenti anche il falco pellegrino, il pecchiaiolo e il maestoso biancone, oltre ad allocco, assiolo, civetta, barbagianni. Tasso, istrice, faina, donnola, martora, puzzola e gatto selvatico popolano le silenziose notti nel bosco. Si trova in Maremma, a 45 km da Grosseto, in prossimità del paese di Roccalbegna.


Dune Forte dei Marmi (7 ettari)
Nel lungomare tra Forte dei Marmi (LU) e il Cinquale di Montignoso (MS), nella frazione di Vittoria Apuana, vicino alla foce del fiume Versilia e dal lago di Porta. Sono presenti molti endemismi tra cui Solidago litoralis savio Verga d'oro. E' presente anche la bella Camomilla delle spiagge, che trova qui la sua unica stazione della Toscana settentrionale, sono poi reperibili anche il giglio di mare, lo Zigolo della sabbia, e altre tipiche essenze psammofile, come specie arbustive tra cui il ginepro, il leccio, l'alaterno e il cisto. Tra gli insetti da segnalare lo Scarabeo sacro.

Dune di Tirrenia (24 ettari)
Si trova a Tirrenia nel Comune di Pisa. E' compresa fra i vialetti di accesso ai bagni La Perla e Paradiso. Duna sabbiosa costiera con vegetazione psammofila, ambiente retrodunale, macchia mediterranea. Flora: verga d'oro, periploca greca, vegetazione psammofila Fauna: coniglio selvatico, volpe. La verga d'oro delle sabbie è endemica ed esclusiva di questo tratto di litorale. 

Gabbianello (25 ettari, di cui 8 allagati)
Nel Comune di Barberino di Mugello (FI), lungo la strada per Galliano, sulla sponda nord-est del Lago di Bilancino. E' possibile ammirare numerose specie di flora tipica degli ambienti palustri. L’Oasi è frequentata, soprattutto durante il periodo migratorio, da numerose specie di uccelli come il Tarabuso, il Cavaliere d’Italia, l’Avocetta. Sempre più frequentemente si fermano nella migrazione invernale e primaverile anche Fenicotteri rosa e Falchi pescatori.

Lago di Burano (1010 ettari)
Si trova nella Maremma meridionale, comune di Capalbio (GR). La flora comprendente oltre 600 specie, è costituita, in prossimità della spiaggia da narciso di mare, santolina, eringio marino, ammofila arenaria e, sulla sommità e nella zona retrodunale, da ginepro coccolone, ginepro fenicio, mirto, fillirea, lentisco e quercia da sughero. Le sponde del lago sono ricoperte da cannuccia di palude, scirpo, giglio d’acqua. Sono presenti inoltre circa 60 specie di licheni. La fauna è composta da 262 specie di uccelli. Tra i mammiferi l’istrice, il tasso, la volpe, la donnola, la faina e la puzzola. Molto importante è la coleotterofauna della duna, composta da 233 specie. Vi si riproducono la farfalla monarca e la sfinge testa di morto.

Lago di Chiusi (8 ettari)
Comune di Chiusi (Si). Una buona parte del rifugio è occupata dal bosco ripariale a salici e pioppi dove si trova la garzaia che ne fa un’area estremamente importante per la riproduzione degli ardeidi: vi nidificano nitticore, garzette, aironi rossi e sgarze ciuffetto. Il lago è un punto di sosta per la migrazione degli uccelli. In inverno vi fanno tappa aironi bianchi maggiori e cenerini, gabbiani comuni, pavoncelle, beccaccini, alzavole, moriglioni, svassi maggiori. Il lago ha anche un interessante popolamento di invertebrati.

Laguna di Orbetello (850 ettari)
Lungo la costa nel comune di Orbetello (GR). L'oasi protegge 300 ettari di laguna salmastra dove a tratti affiorano isolotti di limo ricoperti da vegetazione palustre. Il Tombolo della Giannella lungo la costa è ricoperto da macchia mediterranea mentre la riva interna da un esteso tappeto di salicornia. All’interno boschetti di pioppi, sughere, frassini ed olmi. A sud c'è il Bosco di Patanella con grandi estensioni di brugo. E' un ambiente caratterizzato da piante della macchia mediterranea. L'oasi è popolatada fenicotteri, cavalieri d’italia, aironi, falco pescatore, mestoloni, spatole, avocette. Rappresenta anche l'unico sito riproduttivo della costa tirrenica per la sterna comune e il fraticello. Anche tra gli insetti c'è una rarità: si tratta di una cicindela endemica.

Oasi Affiliata Capra Matilda (48,5 Roccalbegna, 14 ettari Semproniano)
Nei comuni di Roccalbegna e Semproniano, alle pendici dell'Amiata a 600 metri s.l.m.. E' un’azienda agricola e agrituristica privata affiliata al WWF, ricca di boschi e pascoli adatta all’allevamento brado e semibrado. Un alternarsi di campi coltivati a cereali, prati naturali e boschi e sottobosco ricco di anemoni, ciclamini, asfodeli e orchidee. Molti gli animali selvatici come cinghiali, caprioli, volpi, istrici, tassi, lepri, porcospini. Numerosi anche passeri, cince, fringuelli, cardellini, gazze, taccole, e varie specie di falchi che arrivano dalle vicine scogliere dell’oasi del WWF Bosco dei Rocconi. Piccoli stagni ospitano anfibi e rettili prede di aironi cenerini. Nel comune di Semproniano, zona più umida e ricca di piccole sorgenti, alcuni esemplari di tartarughe palustri.

Oasi Affiliata Cesto del Lupo (circa 900 ettari)
Comuni di Pistoia, Piteglio e San Marcello pistoiese. Nelle aree più basse prevalgono i boschi di latifoglie. Alle quote superiori troviamo boschi di faggio (cedui e fustaie) e di conifere. Nei prati dedicati a fieno e pascolo dominano varie specie di graminacee, mentre in quelli abbandonati arbusteti e felceti. Filari di noce, maggiociondolo, melo e sorbo degli uccellatori e orchidee ornano i margini delle aree aperte. La fauna dominata dal lupo, simbolo dell’Oasi è composta da faine, donnele, caprioli, mufloni, cervi, daini, cinghiali, istrici. Tra i rapaci diurni l’astore, Il biancone, la poiana, il falco pecchiaiolo e l’aquila reale.

Padule di Bolgheri (513 ettari)
Nel comune di Castagneto Carducci (Livorno). Ambiente originario della costa toscana con coltivi, incolti, prati umidi, bosco allagato a Frassino ossifillo, stagni per circa 150 ettari, tombolo costiero e arenile. Flora: frassino ossifillo,olmo campestre, ginepro, tamerice africano, prugnolo, biancospino, roverella, leccio, pino, canna di palude, giglio di mare. Fauna: germano reale, fischione, mestolone, codone, canapiglia, alzavola, oca selvatica, pavoncella, gru, pelligrino, colombella, beccaccino, tarabuso, airone guardabuoi, airone bianco maggiore, gufo comune, falco di palude, aquila di mare, colombacci, pittima reale, pettegola, cavaliere d'Italia, airone rosso, tarabusino, garzetta, tuffetto, folaga, porciglione, allocco, Picchio torcicollo, cuculo, rampichino, sparviere, cinghiale, daino, capriolo, coniglio selvatico, lepre, istrice, tasso, donnola, faina, volpe, moscardino, tartaruga palustre, testuggine terrestre, biacco, cervone, vipera, biscia dal collare, ramarro, anguilla, carpa, gambusia, tritone, rana, nel mare antistante segnalata la tartaruga caretta caretta.

Parco dei Ronchi (1,5 ettari)
Località Ronchi (Ms) via Donizetti (strada parallela al viale litoraneo di levante) Marina di Massa. All' interno di un' area litoranea con caratteristiche ambientali originarie in località Ronchi a Marina di Massa, racchiude gli aspetti tipici del bosco costiero retrodunale. Ricostruzione di aree naturali didattiche: duna, terrario per le testuggini, giardino roccioso, piccoli stagni per anfibi e rettili acquatici. Il centro di recupero svolge un importante funzione didattica. 
Padule Orti-Bottagone (92 ettari)
Nel Comune di Piombino (Li). Palude relitta costiera costituita da due zone umide attigue: la palude salmastra degli degli Orti con salicornia e la palude d'acqua dolce del Bottagone. Nella palude salmastra: Salicornie, Alimione. Nella palude d'acqua dolce: Canna di palude, Tifa, Giunco acuto, Carici, Scirpi, Orchidea palustre, Ranuncolo acquatico, Tamerice africana. Censite 203 specie di uccelli. In primavera innumerevoli specie di migratori. Rare alcune specie nidificanti: Tarabuso, Tarabusino, Airone rosso, Falco di palude, Gheppio, Cavaliere d'Italia, Avocetta, Averla cenerina.

Stagni di Focognano (65 ettari)
Nel territorio del comune di Campi Bisenzio (FI). 5 bacini lacustri, testimonianza del tipico paesaggio storico della Piana Fiorentina, costituisce un tassello essenziale delle "vie d'acqua" seguite dagli uccelli. A due passi dal centro storico di Firenze (Bus ATAF n.30 dalla Stazione FS S.M. Novella). Punto di sosta e di transito durante le migrazioni e lo svernamento, ospita numerose specie di anatre. Numerosi i limicoli: Pittima reale, Pantana, Albastrello, Pettegola e gli ardeidi Airone bianco maggiore, Nitticora, Garzetta, Airone cenerino. Nidificano: Cavaliere d'Italia, Svasso maggiore, Tuffetto, Tarabusino, Cannaiola, Cannareccione e Martin pescatore. Numerosi gli anfibi.

(Pubblicato su Coopinforma n. 90 - marzo 2009)